Gazzetta urbana veneta: Num. 74

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Num 74.

Mercordì 16 Settembre 1789.

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Questo Eccellentissimo Magistrato alla Sanità, Sabbato pros. scorso s’è portato in pubblica forma co’periti dell’Arte, e Ministri, alla visita di alcune botteghe da Speziali da Medicine e Droghieri. S’era sparsa voce del trasporto e gettito di alcuni capi non ritrovati di buona qualità, ma se ne scopri poi la fallacia; e nulla si può dire per ora intorno all’effetto d’alcune ordinazioni delle L.L. E.E. Lettere particolari confermano la notizia dell’azione guerresca del Greco Capit. Panà, ma in modo che in lui concentra tutta la gloria della vittoria, non divisa con altri pubblici Legni. Di fatti la grandezza, e la forza del suo bel Bastimento, il coraggio attivo de’marinaj, e lo stratagemma usato, come dicesi, dal Panà per avvicinare que’barbari africani, e scaricare ad un tratto la sua artiglieria sopra di loro, possono aver deciso dell’effetto d’un’impresa sempre difficile quanto trattasi d’un Vascello mercantile con pochi uomini d’equipaggio contro uno sciabecco carico di Ladroni marittimi avvezi agli atacchi, alle rapine, alle stragi; ma questa difficoltà non giunge all’impossibile, e i non pochi Capitani della marina mercantile, che premiati furono ne’passati tempi colla croce di Cavaliere da questo augusto Governo, per simili imprese, provano che può esser vera anche questa del suddetto Panà. È intanto fuor d’ogni dubbio, che recentemente le armi Venete hanno riportato de’vantaggi considerabili contro quella feccia ignominiosa degna dell’odio delle colte Nazioni, e dell’ira ultrice de’giusti Principi: in prova di che questo Eccellentissimo Senato compensatore magnanimo di chi bene lo serve, ha innalzato al grado di Colonnello il valoroso Sig. Tenente Colonnello Cleva, che s’è tanto utilmente distinto contro quegl’infami Pirati colle Galeotte di nuova invenzione, un’altra delle quali è uscita non ha molto da questo Regio Arsenale. La maggior prova della vera onorevole soddisfazione pubblica della bell’opera del ponte nuovo di legno all’imboccatura del canal dell’Arsenale, è quella d’aver incaricato il suo celebre giovine construttore a farne uno di simile in luogo del vecchio sul rio della Tana che mette alla Fondamenta di Castello. Si lavora attualmene ne’fondamenti di questo nuovo edifizio, che compirà la bellezza, il comodo, e l’utilità dello spazioso cammino conducente dalla Piazza a Castello, ed accrescerà merito e fama al suo ingegnosissimo autore. Cause. Al Cons. Eccellentiss. di 40. C. N.

12 Settembre 1789. Post.

Il venerando Monastero della R. R. M. M. di S. Maria d’Aquileja ora trasferite a S. Chiara di Cividal del Friuli era di tanta antichità, ch’esiste un atto di donazione del 1037. del Patriarca Popone, nel quale richiamati sono, e ratificati tutti i privilegj accordati al medesimo dal suo Predecessore Giovanni, coll’accrescimento di nuovi. Altra donazione alle Religiose suddette fu fatta dal Conte Engelberto di Gorizia confermata nel 1139. dal Patriarca Pellegrino unitamente a quella del prenominato Popone, onde accresciute si son colle rendite le prerogative ad esse annesse. Vennero queste maggiormente stabilite dall’autorità del Patriarca VVodalrico nel 1175. e dal suo successore Gotefrido nel 1193. non meno che da’sommi Pontefici Urbano III. Clemente III. Celestino III. Innocente III. Ales. IV. Bonifacio VIII. e Bonif. IX. Nel 1420. sotto il Dogado di Tom. Mocenigo fu da questo Dominio ratificato il Privilegio di Bertoldo Patriarca Aquilejense del 1229. a favore del Monastero stesso, il quale nell’anno medesimo per Bolla di Martino V. fu unito a quello di Santa Chiara d’Austria. Nel 1621. da questo Eccellentissimo Magistrato Sopra Feudi fu esaudita la instanza del detto Monistero di confermazione del suo Feudo giurisdizionale, ville, e luoghi a quello annessi, con tutti li suoi onori, comodi, proventi, rendite ec. e con la consueta antichissima giurisdizione di mero e misto Imperio cioè civile e criminale, con pene eziandio di sangue ed ultimo supplizio: salva sempre l’appellazione al Luogo-tenente d’Udine: coll’obbligo trà gli altri di tenere cavalli armati per servizio della Signoria Veneta, e difesa della Patria. Tale invenstitura fu ratificata dal Magistrato medesimo nel 1658. quando in esecuzione di Proclami pubblicati fu presentata Scrittura co’documenti del Feudo e la nota delle 8. ville dipendenti da esso. Soggiacque questo Monastero nel 1712. ad un attacco forense delli Nob. Sig. C. C. Antonini e altri Compossessori de’Beni delle Ville di Berteolis e Muscoli, per contesa di confinazioni, e contribuzione di censi, ma l’Eccellentissimo Collegio decise a di lui favore. Ebbe dall’autorità del Papa Benedetto XIV. l’esenzione dalla Giurisdizione de’ […] Arcivescovi d’Udine, e di Gorizia approvata dall’Eccellentiss. Senato nel 1757. E nel 1775. fu rinnovata, in conseguenza di nuova supplica, la sua Investitura co’privilegj, e colle condizioni antescritte al competente Magistrato sopra Feudi. Tale è il filo cronologico, e l’epilogo de’fausti avvenimentì di questo celebre Monastero, che per Decreto Cesareo de’ 30. Ottobre 1781 restò soppresso secondo le regole Normali già esistenti, e le 18. Monache native Venete inclusive la Superiora vennero rimandate in questo Stato; e quanto al loro mantenimento rimesse alla facoltà Ecclesiastica e Monastero di Cividal del Friuli, con ordine di esatta vigilanza affinchè partendo a loro data non fosse cos’alcuna al Monistero attinente, prescindendo da quello che ciascuna possedeva nella sua celle di mobili. Rispetto alle altre 5. Monache oriunde degli Stati Ereditarj Regj vennero trasferite nel Monastero di Trieste dello stesso Ordine. La facoltà di quello d’Aquileja esistente nello Stato Austriaco fu presa ad Feudum Religionis contribuendosi dalla medesima al Monastero di Trieste un adattato, e conveniente sussidio. Con Decreto dell’Eccellentiss. Senato 5. Giugno 1783. fu stabilito che fissata la loro residenza in Cividal del Friuli dovessero quelle Monache dipendere nello Spirituale dal solo Arcivescovo d’Udine; e si assentì che dalla Abbadesse pro tempore possa essere co’metodi anteriori continuato l’esercizio del diritto della disposizione de’Benfizj Ecclesiastici congiunti a’fondi esistenti nello Stato Veneto. Altro Decreto de’ 9. Decembre 1786. attesa relazione commessa nel precedente al Magistrato sopra Feudi, avvocò e prefisse la riunione della Feudale Giurisdizione dell’antico estero Monastero d’Aquileja all’alto Dominio della Repubblica, lasciando intangibili le Rendite appartenenti al Monastero di S. Chiara di Cividal, a norma dell’antecedente Decreto: onde agli 11. dello stesso mese seguì Terminazione di Fisco, ed a’15. Proclama d’invito per la vendita de’Beni; dichiarandosi ch’ognuno degli 8. Feudi darà agli acquirenti, e loro legittimi discendenti maschj in perpetuo il titolo di Marchese, e la speziosa voce nel Magn. Gen. Parlamento della Patria del Friuli, come d’aveva il Mon. d’Aquleja. Dopo la terza voce a’ 5. Gennaro 1786. M. V. fu esibita dall’Interv. Antonio Mistura la summa di Duc. 50. m. V. P. per i nomi da dichiarirsi, per l’acquisto di tutti gli 8. Freudi. Rigettata questa esibizione fu accettata a’26. del mese stesso quella per l’acquisto de’2. Feudi di Chiarelis e di Pantianico: il primo per Duc. 13246. il secondo per 14800. A’ 29 del mese medesimo deliberati furono quelli di Beano, Zumpiglia, Parteole, e Alture. Il primo Duc. 13940. Secondo 13260. Terzo 11140. Quarto 1654. Gli altri 2. poi di Mortesine, e Muscoli deliberati furono il 3. Marzo 1787 per Duc. 12. m. Ebbe principio la causa presente da una estesa al Magistrato sopra Feudi 29. Gen. 1786. M. V. contro la Pubblica Fiscalità, de’Possessori de’Beni di Zompicchia e Chiasielis riputandosi pregiudicati dagli Agenti di quel Monastero di Cividal, ed aggravati oltre il giusto di pesi, instando il Taglio delle reconfinazioni del 1780. e 1781. com’erronee ed insostenibili. A questo Atto successero Lettere del Mag. suddetto al Reggimento d’Udine per far pagare alle R. R. M. M. gli affitti e censi di cui erano creditrici verso alcuni Censuarj delle 8. Ville, e un Costituto Avversario de’ L. L. C. C. delle due prenominate, che riguardo all’instituita Pendenza in confronto della Pub. Fiscalità riputavano contenziosi i Censi med. Dopo alcuni successivi atti reciprochi nel Foro d’Udine, e in questo, apparve una Regolativa de’15. Gen. 1787. in confronto del Monastero, de’ L. L. C. C. di Zompichia in cui è detto: non avere le R. R. M. M. alcun titolo, ch’abbia in loro trasfuso il dominio de’Beni posti in detta Villa, ma essere la loro azione circoscritta all’Avvocazia, e agli emolumenti, e prerogative dovute a’Patriarchi: e però rimovendo l’estesa 1786., sparatametne da’Compossessori di Chiasellis instarono il Taglio della confinazione 1626, e delle posteriori. Continuarono gli atti Forensi sino al dì 8. Agosto 1788. in cui assunsero Giudizio co’ L. L. C. C. li Compossessori di Beano e Pantianico; e furono ripresi poi sino al 10. Feb. 1788. nel qual giorno seguì a loro favore contro le R. R. M. M. Sentenza di due ed uno al Magistrato sopra Feudi. Fu questa il seguente giorno appellata al Cons. Eccel. di 40. C. N. che tagliò la detta sentenza col solenne seguente Spazzo a favore delle R. R. M. M Al Taglio 22 Al Laudo 8. N. S. 1. Avvoc. al Taglio. Ecc. Cromer e Stefani. Interut. Calvi. Interv. Medini. Avvoc. al Laudo. Ecc. Orlandi e Alcaini. Interv. Ant. Bevilacqua

In Senato 10. cor.

Prov. sopra denari m. 24. s. Vicenzo Pisani. Savio alla Mercanzia. m. 24. s. Zuanne Emo. Prov. all’Armar. m. 12. s. Seb. Giul. Giustinian.

12 Detto.

Ambasciatore in Francia. s. Almorò Pisani Pr. ora Amb. in Spagna. Finisce s. Ant. Cappello K.

In M. C. 13. detto.

Gov. de’Condannati g. la Parte. m. 48. s. Bened. Trevisan fu sopracomito. F. s. Benardin Soranzo. Offiz. al Form. a S. Marco s. Zuan. Barbaro qu. Nic. F. s. Bart. Semitecolo qu. Lor. Offiz. alla Dogana da martedì s. Cristof. Bonlini qu. Fabio F. s. Ant. Franc. Contarini. Prov. Sopra Dazj. Suppositi. s. And. Diedo qu. Bertucci. Offiz. alla Ternaria Vecchia s. Vic. Diedo qu. P. Alv. F. s. Bened. Balbi. Offiz. alla Giustizia Nuova. s. Vic. Bembo qu. Fer. F. s. Bened. Contarini 6. del Cons. di Pregadi. s. Seb. Corner qu. And. s. Ant. Vendramin qu. Nic. s. Pietro Foscari. s. Seb. Giulio Zustinian. s. Giamb. Morosini qu. Gir. s. Agostin Barbarigo, qu. M. Ant.

14. Detto.

Patron all’Arsenal. Và in Senato con voto m. 31. s. Alvise Renier qu. Andrea K. F. s. Zuanne Veronese. Consigliere a Ceffalonia m. 24. s. Niccolò Pizzamano qu. Zorzi F. s. Gian Antonio Badoer. Prov. alle Biave m. 16. s. Marc. Ant. Zustinian fu Luogotenente ad Udine. Pieggio s. Agostin Minotto. F. s. Antonio Savorgnan. Uffiz. al Cattaver. Và in Senato con voto m. 16. s. Aurelio Venier qu. Zuanne. F. s. Dom. Pizzamano. Prov. al Cottimo d’Alessandria. s. Giacomo Morosini qu. Alv. F. s. Vicenzo Zen. Offiz. alla Giustizia Vecchia. s. Pietro Badoer Primo fu 4ta. F. s. Gasparo Moro 4to. 6. del Cons. di Pregadi. s. Zuanne Moro qu. Franc. s. Bertucci Contarini qu. Bert. s. Alvise Priuli qu. Ant. Marin. s. Ant. Cappello 1. qu. Ant. 3. s. Z. Franc. Raspi qu. Z. M. s. Zuanne Barbaro qu. Alm. Proc. È intervenuto alla riduzione del Serenissimo M. C. di questo giorno, nel solito sito assegnato a’Forastieri di rango, S. E. il Sig. Co. Potocki co’Nobili del suo seguito. Fu dispensato in questa Sessione, attesa la morte del K. suo Padre, dal Reggimento di Vicenza, benchè accetato, S. E. Ant. Renier. Una gran consolazione.

Metatextualität

Grazie al Cielo funestati non siamo in quest’ordinario da Lettere, o Biglietti spiranti orrore, e melanconia. La carta che siamo per annunziare brilla di gioja, e non potrebbe produrre altro male che quel dell’invidia nell’ardente Gioventù, che tra gli amori vaneggia.

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Exemplum

Chi la scrisse è un Giovinotto di 24. anni, che s’è fatto sposo pochi giorni sono. Cattivo principio, diranno gli intendenti di matrimonj; ma piano, Signori, che udire il resto bisogna. Ha preso in moglie una Ragazza di sedici anni di cui, a suo dire, l’Italia tutta non ha chi possa eguagliarla in bellezza. Ebbro di gaudio, e beato nel suo possedimento, è giunto a dire, che lo scalpello di Fidia e di Prassitele non è mai giunto a dare ad un marmo una figura sì regolare, disinvolta, e leggiadra; che l’Albano non ha potuto immaginare occhi sì dolci; che il divino Raffaelo non ha mai creata una testa tanto perfetta; che il misto di gigli e rose del Veronese cede all’incarnato delle fresche guancie della sua Venere. Lasciamolo nella felicità ch’egli ci comunica con tanta esuberanza. Sarebbe una crudeltà il citargli i versi di Luigia Karskin su tale proposito, e la Lettera che li segue stampata in questi Fogli nell’anno passato; o il ricordargli la sentenza di Brantomo, che paragona il matrimonio ad un edifizio in cui non v’è di bello che la porta per cui vi si entra; o il ricantargli col Satirico Rara est concordia formae Atque pudicitae. Nò nò non si amareggj il giubilo in cui nuota la sua anima amante; ma non s’usi nemmen la viltà di congratularsi delle sue nozze, se prima non sappiasi come stia di beni di fortuna: se la sua Sposa oltre l’esser bella sia buona: e se non s’abbia un’idonea pieggieria, che tale essendo si serberà tale per tutto il corso della sua vita.
Notizie di Brescia

In due Lettere de’ 13. corrente.

Quel celebre Mostacchina Caffettiere a S. Rocco, la vigilia della Natività di M. V. festa che si solennizzò alle Grazie, espose nuovamente la superba sua Macchina composta di cento e più palloni disposti leggiadramente co’lumi, e notabilmente accresciuta di essi, oltre quelli che aveva allorchè comparve a solennizzare la festività di S. Rocco. Sua Moglie, che seco lui divise il merito nell’ingegnoso lavoro, ebbe ne’ riscossi applausi la sua giusta parte. È seguita la Corsa de’Lacchè il giorno 12., e si avvisa che doveva seguire il dì 14. quella de’Barberi in Contrada di S. Catterina, assegnata la mossa al Palazzo del Nob. Sig. Conte Giacomo Morani, e la meta alla Casa del Sig. Faustino Lucchi vicina alla Porta di S. Nazario. Dicesi, che a differenza della prima de’Lacchè, vi sarà in questa grande sfarzo di carrozze. La Nitteti è malissimo rappresentata. il Ballo l’Amleto si sostiene felicemente. Tanto è detto nella prima, e quanto segue nella seconda Lettera. “Sin dal principio del Reggimento di questo nostro zelantissimo Rettore fu da lui conceputa l’utilissima idea di riformare, e ridurre alla maggior comodità, bellezza, e proprietà li reali stradoni di questa Provincia, resisi or’ora impraticabili, e sommamente pericolosi nell’Inverno. Quindi avendo fatto prendere le necessarie misure, e formare il piano, e il calcolo della spesa si determinò a ricercare ad ogni corpo componente la Città l’occorrente sussidio ripartito con giusta proporzione, per l’esecuzione dell’impresa. L’utilità di questa, la convincente naturale eloquenza di S. E. e que’modi gentili co’quali ne rinforza il potere, ottennero il comune rispettoso assenso, e già a quest’ora cominciasi ad esigere per la prima rata. Ridotta la grand’opera alla sua perfezione ed influendo, come si spera, nelle confinanti Provincie, i Forastieri non saranno più in necessità di lasciarci da banda per passar da Verona a Milano, e le Poste di questo Stato non risentiranno un tanto pregiudizio. Una seconda novità non meno importante e vantaggiosa per la sicurezza de’passeggieri, è lo stabilimento d’un Picchetto di Cavalleria nella rimota Val Sorda tra Rovaglio ed Iseo, ove in passato succedevano frequenti assassinamenti. Ivi fu eretto un piccolo Quartiere per i Soldati. Per quanto sentesi vi sarà un eguale provvedimento anche alla Cassetta luogo sulla via di Calcinato egualmente pericoloso. Questi sono veramente i saggi d’un ottimo Governo! Seguirà, a norma del qui annesso avviso a stampa, l’apertura d’un nuovo Collegio di Giovinetti; cosicchè in avvenire oltre le rispettabili Accademie particolari, ed il rinomato Collegio de’ P. P. Somaschi, avremo nuovamente occupati anche li due di S. Antonio Abbate, e delle Grazie, diretti da persone probe, e sperimentate, onde la Gioventù in essi educata possa far de’ progressi in tutto ciò che occorre, per formare de’buoni Cittadini. Per buona Educazione di Giovani, tanto nelle lettere, quanto nella pietà, si aprirà, pel principio del nuovo anno scolastico, nel Collegio delle Grazie, un’Accademia, ossia un Convitto di Giovanetti, coi comodi, colle regole, cogli ajuti, colla disciplina de’buoni Collegi. Chi volesse giovarsene, e averne perciò distinta, e minuta informazione, parli col Rever. Sig. D. Gio: Maria Montini Maestro alle Grazie.

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Notizie di Verona.

in Lettera de’ 10. cor.

Brief/Leserbrief

“La fabbrica del nuovo Ospitale, che erigesi nella Brà, deve avere nella sua facciata un lungo portico sostenuto da colonne, ed archi. A questi archi fu deliberato di porvi per chiavi le teste marmoree de’più celebri Medici Veronesi in serie cronologica in vece d’altri emblemi capriccio. E questa fu la ragione per cui in un arco (non in quello del principale ingresso) fu situata per chiave la testa del rinomato Dottor Giovanni dalla Bona, il quale col suo Autore nelle Scienze Mediche contribuì ad illustrare questa sua Patria. Negli altri archi di mano in mano saranno collocate le teste di altri defunti valorosi Medici Veronesi, come appunto l’altr’jeri fu posta in un altro arco quella del Dottor Antonio Fracassino. A certo Sig. Scalfo furono rubate delle gioje per il valore di 4. mila Ducati. Domani, a tenore di Manifesto a stampa, sì darà un’Accademia d’armi nella Corte di Castel Vecchio dalli Signori Alunni di questo Nobil Collegio Militare, alla presenza dell’Eccellentissimo Savio alla Scrittura uscito Alvise Mocenigo di MS. Sebastiano K. e Proc. diretta dal Sig. Benedetto Lauberg Maestro di detto Collegio,”
Notizie Sacre. 8. Settembre. Natività di M. V. Solennità a SS. Giov. e Paolo nella Cappella della Madonna della Pace , ove si venera un’antica Immagine della gran Madre di Dio, di greco lavoro, avendosi per tradizione, esser quella innanzi cui orando S. Giovanni Damasceno ricuperò miracolosamente la mano, che gli fu recisa, perchè impiegata a difesa delle sacre Immagini. Fu trasportata da Costantinopoli da Paolo Morosini N. V. e donata al PP. Domenicani di questo Convento. Nel 1546. fu eretta una divota Confraternità, che ha per iscopo d’onorare con solenne ossequio la prodigiosa predetta Immagine. In questa Cappella v’è il bellissimo altare assai ben disegnato ed eseguito in bianchissimo marmo di Carrara con le due statue laterali di S. Luca, e di S. Giovanni Damasceno, col parapetto della Mensa in basso rilievo esprimente un angiolo, che libera alcune anime dal Purgatorio, ove pure è scolpito il Palazzo Ducale, opera pregiatissima di Enrico Merengo il cui nome è inciso appiè della statua di S. Luca. In questa Cappella alla destra dell’Altare sopra uno stimato deposito s’erge la statua di Lorenzo Gabrieli Vescovo di Bergamo, con belle figure scolpite da Lorenzo Beregno.

Lunedì 14. Settembre, Esaltazione di S. Croce.

Dall’antichissima, e nobilissima Famiglia Badoer ebbe origine a’tempi della nascente Repubblica questa nostra Chiesa della Croce, ne’discendenti della quale passò in Giuspatronato colla facoltà elettiva del Parroco. Questi per la fama di santità de’Monaci Benedettini di Clugni in Borgogna offerirono ad essi questa Chiesa con facoltà di fabbricare un Monastero. Fu accettata l’obblazione nel 1109. si eresse il Monastero, che acquistò il titolo di Priorato a cui si assoggettarono 6. Chiese in lontane Diocesi, delle quali ancora è dipendente quella de’S. S. Giacomo e Bartolommeo di Grispignana per Decreto del Papa Clem. VIII. a sollievo delle Religiose Francescane, ch’ora lo occupano. La rilassatezza di costumi di que’Monaci, era giunta a tale, che prima d’essere scacciati da questa scandalezzata Città, abbandonarono il Monastero nel 1352. Successe il Parroco co’suoi Sacerdoti alla cura della Chiesa, che passò in Commenda nel 1378. sotto il Pontificato d’Urbano VI. Sotto il dominio di varj Cardinali. Il Commendatore Eugenio Memmo inclinato all’Ordine Serafico quello fu ch’ebbe il merito di fondare il Convento alle Religiose Francescane, che sino dal 1460. lo abitano. Sotto questo titolo v’è un’altra Chiesa e Monistero di Benedettine alla Giudecca, ove nell’antidetto giorno festivo vestì l’abito Religioso l’Illustrissima Signora Antonia Grassi di questa opulente mercantile cittadinesca Famiglia. Intervenne alla solenne funzione, ed ebbe da quelle R. R. M. M. grato e riverente accoglimento, S. E. il Sig. conte Potoki colle più qualificate persone del nobil suo seguito. Molti furono i progetti per l’apertura di questo nobilissimo Teatro a S. Samuele, ma niuno ebbe effetto. Dicesi che si voleva assogettare ad una considerabile diminuzione, le ordinarie mercedi de’suonatori, che non hanno impiego teatrale, e ch’essi non vollero acconsentirvi. Ora risorge la speranza della sua apertura con Opera Buffa, sott’altro Impresario. Intanto i palchetti di quello a S. Benedetto sono tutti affittati. Dicesi, che allo sfacimento degli stabili per l’erezione del Nuovo si darà mano quanto prima. Bandi Pubblici. Francesco Orazio detto Baccalado solito a far il calzolajo nella Villa della Gambarare incontratosi il giorno 5. Feb. 1786. sull’argine della Brenta nell’ora quondam And. Bevilacqua qu. Ant. uomo di Valentin Panighetti beccajo in quella villa, venne da questo ricercato del pagam. di soldi 17. per tanta carne datagli qualche giorno prima. Sopra la qual giusta e moderata ricerca insorta breve altercazione disse Franc. d’andar a prendere il danaro, si portò alla vicina sua casa dalla quale uscito non molto dopo con un pistone scavezzo, vedendo il suo creditore, ch’usciva da un’altra casa gli disse: Bevilacqua tiò i tobezzi. Avvedutosi l’infelice dell’arma che l’empio aveva lo pregò umilmente a donargli la vita, per amor d’Iddio, e in riflesso alla sua Famiglia. Non si commosse lo scellerato nè a quelle suppliche, nè a’rimproveri d’altra persona, che dall’opposta parte del Fiume tentava distoglierlo dalla sua pessima disposizione. Scaricò l’arma impugnata contro quel misero, e lo ferì in modo che da lì a poch’ore spirò. Di tanto imputato, absente, ma legittimamente citato e proclamato, fu dagl’Illustriss. ed Eccellentissimi Signori Avvogadori di Comun giudici delegati dall’Eccelso Consiglio di X. Servatis Servandis bandito jeri da tutti gli stati di questo Serenissimo Dominio, e venendo preso condannato a servire in una galera per uomo da remo per anni dieci co’ferri a’piedi; e in caso d’inabilità ad una prigione chiusa all’oscuro per anni 20. La Taglia è di mille lire de’piccoli de’suoi beni, e se non ve ne saranno, delli denari della Serenissima Signoria deputati alle Taglie per metà; coll’arte solite condizioni, che per amore di brevità qui si ommettono. Avvertimento.

Metatextualität

Si ricevono le associazioni a questo Foglio, cominciato a’2. Giugno 1787., a Venezia da’Libraj Colomani a S. Bartolommeo, e Curti a S. Giuliano. A Padova dalli Conzatti. A Verona dalli Eredi Moroni, e dal Passerini direttore della Posta di Venezia. A Brescia dal Colombo. A Bergamo dal Locatelli. A Udine dal Damiani. In questa Città li Signori Associati sono serviti alle loro abitazioni il Mercordì, e il Sabbato. Nelle suddette di Terraferma hanno il Foglio senz’alcuna spesa di Posta dalli prenominati Signori nostri corrispondenti. Si paga un zecchino all’anno anticipato, o diviso in Semestri, a piacere di chi si assoccia, e si ricevono in ogni tempo le assocciazioni. Esistendo ancora poche copie dell’intera perfetta Raccolta son esibite alle vendita, come pure i Fogli che ad alcuno mancassero per perfezionarla. Finalmente siano avisati quelli, che scrivono direttamente al Colombani, al Curti, od al Fenzo per cose appartenenti a questo Foglio, che se ignorano il nostro nome devono indirizzare le loro Lettere All’estensore della Veneta Urbana Gazzetta, e non ad altri.