Gazzetta urbana veneta: Num. 52

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Num. 52 Mercordì Primo Luglio 1789.

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Brief/Leserbrief

Amico Stimatissimo.

Padova 28. Giugno 1789.

Come vi promisi colla mia dei 15. corrente dopo aver ben considerata la vostra dei 10 vi darò ora, giacchè il desiderate un brevissimo ragguaglio del risultato, che derivò dal zelo di chi credette un bene (senza calcolar altri compensi) la preservazione degli antichi e moderni indulti conceduti dalla Pubblica Clemenza di decennio in decennio, e di quadriennio in quadriennio relativamente alle Fiere del Santo, e di S. Giustina, la conferma delle quali congiuntamente cade appunto nel seguente anno. Demolite dunque per le ragioni, che vi son note le 56. privilegiate Botteghe nell’assegnata Isola del nuovo Prato, non potevano più provenire merci di Venezia esenti, né restare se non la speranza di rimetter nelle strade vicine alla Piazza del Santo quelle che per gli antichi privilegj potavano portarvi i Forestieri per li primi otto giorni esenti da gabelle, e per la metà del Dazio negli ultimi sette, non però acquistabili dai Botteghieri Padovani. Tolti li Stazj presso al Santo dai successivi Decreti nel 1776. che vi son noti, non potevasi eseguire senz’alterarli, il desiderato trasporto anche per mancanza di tempo, non volle però questo Conduttor de’Dazj frammetter difficoltà alcuna perchè quelli che per l’enunziata difficoltà avrebbero potuto portarsi al Santo, si potessero mettere in qualunque modo sotto i Portici del nuovo Prato, ove in ora concorre il maggior numero, e ben volentieri in conseguenza annuì col nuovo suo Costituto 10: corrente, dovendosi a giusta regola dell’Impresa darsi in nota li Stazj per gli opportuni riscontri. Messi in piena libertà i Forestieri di portarsi nel circondario del Prato, crederete che dietro le speranze comuni vi sia stato un numero di essi di qualche osservazione, e parata. Dio l’avesse voluto per l’utile di questa Popolazione, che sarebbesi vantaggiata coll’acquisto delle merci senza il peso de’Dazj, e per il concorso de’vicini atteso il creduto alleviamento ne’prezzi che sono le due cause produttrici il bene di que’luoghi, ove si godono le Fiere Franche. Ma così non avvenne, come non è probabile, che avvenir possa ne’tempi venturi, mentre eccettuate due Botteghe di Telarie di Germania furono ingombrati i portici da 14 banchetti, undici dei quali non computabili per la parvità, e condizione delle cose sopra essi esposte, quali per esempio sono le sogarie, gli attrezzi per Animali, un poco vin di Cipro, delle Scurie, dei Merli di Chiozza, degli Occhiali e Canocchiali, delle Ventole, e Tabacchiere ordinarie, degli Orologi di legno coi Cucchi ec. Tre Banchetti però delle stesse indicate Telerie sarebbero di qualche vantaggio, se quì pervenendo senza il peso del Dazio dal Tirolo si potessero vendere a più buon prezzo di quello, col quale vendono altri Tirolesi da alcuni anni entrati nella Fraglia dei Marzari di Padova, e li Marzari stessi, che alcuno di quelli nuovi venuti in Fiera so che le affidarono. Ma non si verificò un tanto bene, perchè i Negozianti delle Telerie portate in questa Fiera non discendono già dalla Germania esenti dietro la intenzione degli antichi privilegj, ma da Vicenza, da Treviso, dove dopo qualche tempo domiciliati come quelli di Padova hanno pagato il Dazio delle suddette merci, e per soprappiù soffrono il peso del trasporto in questa Città, dell’Albergo, dello Stazio, e le due Botteghe ancora dell’affitto; sicchè concludendo attesa l’opinione che si ha del minor prezzo delle cose vendibili in Fiera sono di danno a chi le acquista, ed alli poveri Marzeri Padovani, che possono vendere ad un prezzo ancor minore, come sostengono. Eccovi il vero risultato della Fiera del Santo annuita volentieri questa volta per la ristrettezza del tempo, che non permetteva l’uso d’altre direzioni. Se fosse onorevole per un Villaggio non oserei di dirlo; essa certamente non è utile a questo universale, perchè nno [sic] vi attira un Compratore, nè è comoda agli abitanti per le ragioni dette di sopra. Sarà comoda solo ai venditori di Droghe verso i quali il Conduttor de’Dazj, benchè lo potesse, non alterò sino ad ora i suoi patti, non comparso poi alcun d’essi nel Circondario accordato. In forza però di questo trasporto di Fiera qualunque ella siasi, ed in forza del rilascio che il Conduttore credette fin’ora di continuare a’Droghieri, benchè l’esenzione sia terminata per essi, non sussistendo più quelle Botteghe privilegiate nell’Isola, quattro delle quali dovevansi tener aperte secondo li lor impegni col Pubblico, s’è perduta la volontaria corrisponsione del medesimo Conduttore col suo Costituto annotata nel Magistrato Eccellentissimo dei R. R. alle Entrate Pubbliche 5 Giugno corrente rimesso nel giorno dietro a questa Carica; corrisponsione promessa fino a tanto che questa Città avesse voluto, e potuto rimettere le antiche, e recenti prerogative in miglior modo ancor di prima, il che è da desiderarsi. Frattanto il Prato diviene sempre più maraviglioso, aumentandosi sempre più gli ornamenti, copertisi i Canali, reso a livello in gran parte il Terreno, e toltosi per intiero l’ingombro delle cadenti Botteghe disapprovate a ragione da questo universale. Un’altra novità che in qualche modo è annessa alla natura di questo affare, e che voi avete pur preveduta dà argomento a molti discorsi, ma io non devo parlarvene per più rispetti. Venite presto a Padova, e la udirete. Così averò piacere di abbracciarvi, e voi quello di divertirvi al Teatro, al Prato, e per più spettacoli notturni oltre li soliti Palj che si daranno nel vicino mese. Amatemi, come vi amo. Addio.”

Biglietto.

“La quistione insorta per la mano dritta tra il Sig. Cancelliere Episcopale, ed il Reverendo Cerimoniere sostenuto anco dal Reverendo Cappellano di Monsignore, lo sarei per riguardarla come decisa, senz’altro strepito, e per ogni riguardo, a norma di ragione e giustizia. Eccone il mio fondamento. Jeri Sabbato incontrai Monsignore Vescovo lungo la strada, che restituivasi alla Città sua Sede. Viddi nella prima Carrozza lo stesso Monsignore col suo Cancelliere accanto; e nella seconda eranvi li due Nob. e Reverendissimi Signori Canonici, coi due Reverendi pretendenti suddetti, che sedevano all’indietro: sicchè in sole due Carrozze io viddi nel miglior ordine distribuita la curia Episcopale col suo capo nella forma appunto, che ogni saggio, e prudente avrebbe ordinata. E chi non sà, che dalla direzione del superiore dipende la dovuta subordinazione degl’inferiori? Guai a chi si lascia predominare dal pregiudizio in tali casi!” Adì 28 Giugno 1789. Estratti di varie Lettere. In una di Vicenza in data 27 p. scorso abbiamo che ad alta Villa un pazzo fu posto in libertà dalla propria moglie più pazza di lui; che il disgraziato usava delle insolenze, e disturbava le Famiglie circonvicine. Fu ritrovato estinto verso l’olmo 3 miglia distante dalla Città col cranio spaccato da una ferita. Giudicandosi di sciabla il colpo che lo tolse dal Mondo vogliono alcuni congetturare, che glielo abbia vibrato un soldato, perchè alle 8 di quella mattina passò di là un Legno che veniva da Verona scortato da una Guardia. Ognuno vol dire la sua, e quando manca il fondamento si fabbrica in aria.1Lo stesso giorno dalla Fattora di quella Nobile Famiglia Trissino fu a Meledo uccisa con un’archibugiata una Femmina. Da queste funeste notizie di sangue si passa a descrivere il ridente apparato dello spettacolo Teatrale di quella Città, e dalle prove di esso argomentasi che debb’avere la più felice riuscita, ma le voci che sparse si sono in questa Capitale non corrispondono a così belle speranze. Conviene però attendere delle più sicure notizie prima di credere. Domani 2 corrente seguirà la prima corsa di cavalli in quell’amenissimo Campo Marzio ov’è eretto a comodo degli spettatori un elegante e ben inteso steccato. Da Brescia in tre Lettere de’25 e 28 p. p. essenzialmente contiensi. Che gli Eccellenti Avvocati per la Comunità di Lenno nell’accennata Causa colà seguita furono li Signori Chiaramonti e Dossi, e per il Nob. Signor Longhena li Signori Cinelli e Beccalossi. Così resta emendato l’errore della precedente notizia. Che da quell’Impresario Rossi, ch’anche nel bollente Agosto come nell’intirizzito Decembre porta in capo il fedele suo berrettone di Bestia dispersa fu accordato per la prossima ventura Fiera di quella Città nel posto di Primo Soprano il Signor Violani ch’attualmente è il Compagno della celebre Signora Brigida Giorgi Banti nel nuovo Teatro di Codogno. Che non solo corre voce siasi per riformare quell’Offizio del Malefizio, ma essere stato già sospeso dall’esercizio qualche individuo de’Notaj che lo compongono, ignorandosene il motivo. Che le belle campagne di quella feconda Provincia promettono anche in quest’anno un’abbondante raccolta de’loro prodotti, ma che l’umana ingordigia stringendo colà pure, come nel resto della Terra, una mano di ferro sulla necessità de’poveri, fa tutti i suoi tentati per far provare i mali della carestia all’aspetto dell’abbondanza. Che da una divota Compagnia di giovini nobili e cittadini si celebrò il giorno 28 p. p. nella Chiesa delle Grazie l’annua festività di S. Luigi Gonzaga con vago apparato e scelta Musica eseguita da’migliori professori di canto e suono di quella Città, con numerosissimo concorso. Che in quest’anno la Nob. Signora Contessa Paola Avogadro Fenaroli fu la protettrice beneficentissima della sacra funzione. Che finalmente, e questo è il più importante, S. E. Albrizzi Pod. e V. Capit. di quella Città e Provincia agisce con vigilanza paterna, e con animo fermo per la comune tranquillità onde dopo le due della notte girano le pattuglie in traccia de’malviventi, che non mancano di protettori. Egli ha ordinata la gita verso gli Orzi a due Compagnie militari di Cavalleria, e a quella de’Birri di campagna per l’arresto d’una Truppa di Zingani che in numero di quaranta circa infestano que’contorni. Opere Pubbliche. Quel ponte di legno, che soprastà all’imboccatura del canale dell’arsenale, detto in prima delle catene per i lunghi ferri che sostenevalo attaccati da una parte alla fabbrica de’Forni pubblici, dall’altra alla Casa che forma l’angolo trà la fondamenta e il campo di San Biagio, ora è bene altra cosa da quello ch’era dapprima. Un giovine d’anni 25 figlio d’un portinajo dell’Arsenale ha il merito d’aver liberati quegli stabili dal pericolo di cedere un giorno alle frequenti scosse cagionate dal continuo transito, sostituendo al vecchio un nuovo ponte di due pezzi, ch’apresi e chiudesi senz’alzarlo, combaciandosi con somma facilità ed offrendo un sicuro, e non faticoso passaggio. Quest’opera pregiatissima di ragionata e ben eseguita meccanica accoppia alla pubblica e privata utilità, ed alla comodità comune, una bellezza che dà un nuovo risalto a’recenti lavori murali di quella parte della nostra Città. Del nome di questo stimatissimo artefice, del genio suo, delle sue applicazioni, degli altri suoi progetti di pubblico giovamento parleremo nella settimana ventura, e daremo a’lontani una descrizione del piano, della condotta, e degli effetti di quest’ammirabile sua fattura.

Conchiusione dell’articolo Singolare mezzo di difesa ec.

Che miserabile discussione! Io avrei piuttosto voluto, che l’Avvocato m’avesse detto: Il prigioniero ch’io son obbligato a difendere può essere un traditore della Patria, ma quelli che gli hanno fatto il Processo, commisero de’solecismi contro le regole della latina Grammatica, e per ciò vi domando ch’egli sia rimesso in libertà, dovendo il suo delitto, per quanto enorme esser possa, restar impunito. Dicesi che gli Avvocati son autorizzati dalla Legge a servirsi di queste sottigliezze. È vero, che la Legge permette tutto per la difesa d’un accusato: ma egli è un abusarne osando d’avanzare simili sciocchezze. Ad onta de’cavilli dell’Avvocato, Leyer fu condannato al supplizio de’rei di Stato, e negli ultimi anni del Regno di Giorgio Primo, il Latino fu interamente bandito dagli atti giudiziarj e da’Processi, dovendo tutto essere scritto nella lingua naturale. È da stupire che gl’Inglesi abbiano tardato tanto ad aprire gli occhi. N’ebbe il merito Mylord Girogio Sacville. Fu accusato un giorno alla Giustizia un mercante da tabacco perchè vi mescolava in esso delle materie straniere. Egli provò, che in tutto ciò che vendeva non v’entrava neppur una foglia di tabacco; e questa prova verificata guadagnar gli fece la Causa. La legge è senza vigore allorchè si possa così deluderla. Avviene lo stesso a Londra a’Mercanti da vino, che talvolta son accusati di falsificarlo. Molti sottraggonsi alla punizione provando che ne’liquori da essi esitati non v’entra neppure una goccia di sugo d’uva. Che ve ne pare Signor Veneziano declamatore irritato contro de’nostri costumi, e panegirista appassionato di quelli delle Nazioni, che non conoscete? Bastivi il riportato saggio a convincervi, ch’anche trà i Romani moderni2il giuoco della cabala forense, del cavilloso raggiro, dell’artifiziosa eloquenza insidian le Leggi. Oh! è per questo, che il male non sia male, e che s’abbia a cangiarli nome, perch’è comune a’popoli più illuminati? Nò: lasciamo un simile raciozinio ad un certo Sofista, che nelle conversazioni vuol farla da oratore e filosofo, e fa tacer tutti a forza di voce, e d’inconcludenti parole. Noi pure detestiamo l’abuso dell’ingegno, che tenta di confondere la Giustizia, ed offuscare i suoi lumi, ma non vogliamo accordare che questa malizia sia propria del nostro Paese, e molto meno poi che riesca sempre bene a chi sa adoprarla quando continuamente vediamo che senza poter chiudere certe vie riserbate alla disperazione vegliano i Magistrati a render inutili tanti de’suoi tentativi.

Metatextualität

In mano altrui veduto abbiamo tre Lettere di Vicenza intorno a quell’Opera ma sì poco concordi, anzi fu qualche punto direttamente opposte, che non sapevamo a quale attenersi per dare la relazione migliore. Ora i Teatri di Padova e di Vicenza dividono le opinioni, gli affetti, le lodi ed i biasimi, come facevano questi nostri due d’Opera seria quand’erano aperti in un tempo stesso. Le fantasie riscaldate dalle gare non sono in istato di ben decidere. Dalla freda indifferenza attendiamo qualche giusta descrizione.

Bastimenti arrivati 10 Giugno.

Bergantino la Regina Cap. Giov. Martin Inglese manca da Londra li 15 marzo e da Witby li 6 Aprile raccom. al Sig. Franc. Sanzonio qu. Pietro con 60 tonnellate lume di rocca, 9 dette Legno da colori, 200 panni piombo. Piel. P. Biag. Radomisich manca da Tebe li 27 Maggio rac. al Sig. Nat. Radonisich con 4300 pez. form. Moriotto.

11 Detto.

Berg. Il Brillante Cap. Giorgio Rupsich manca da Sanderli li 29 Aprile Parc. Sig. Franc. Rupsich con 2952 Cant. Valonia. Trab. P. Luigi Vianello manca da Corfù li 4 Giugno Parc. Sig. Ant. Vianello con 81 cai e 6 car. Oglio. Brac. P. And. Bonifaccio da Trieste con 4 bot. tabacco 12 arn. oglio 3 bar. trementina 11 col. tele 49. col. chiodi, un pacco ombrelle di tela, una bot. merci. Piel. P. Ant. Pavina da Zara con 770 pez. form. Morlacco,

13 Detto.

Polacca C. Pasqual Marchesini manca da Corfù dieci giorni con 40 cai e 7 car. oglio, e attrezzi pubblici. Urca Cap. Gius. Scarpa manca da Corfù 12 giorni Parc. Sig. Ben. Scarpa con 26 cai e 6 car. oglio 30 col. cera gialla 60 bal. gotton 1 cassetta Libri 9 Bal. Sengona 84 bal. tabacco 16 col. filatti 2 sag. e un mazzo cordoni di lana 46 schiavine 1 bar. cera vergine 2 bar. e 22 tocchi ferto v. 71 m. e 103 lib. Valonia. 3 col. Bomb. rosse 3 bal. pelli di Lepre 4 mazzi cordovani e pel. agnelline 8 cas. Contaria di ritorno e attrezzi pub. 1 col. filati rosti. Piel. P. Giov. Rosada da Pago con 119 mog. di sale. Piel. Pat. Nic. Bonivento da Fano e Rimini con 2850 formaggiette 61 pezzi sonza 105 pez. strutto. Bat. P. Gius. Doria da Ravenna con 5 cas. cand. di sevo 14 sac. terra da orefici 1 ba. pel. bianche 1 cassetta vino 1 cassetta specchi di ritorno. Bat. P. Ant. Scarpa da Trieste con 4 bar. catrame 205 mast. pece ricotta 1 bal. tele. Piel. P. Giov. mali da Piran con 210 mog. di sale.

14 Detto.

Tartanella C. Janni Roga manca da Napoli di Romania li 21 Maggio rac. al Sig. Nic. Verona con 3850 pez. form. moriotto.

15 Detto.

Tartanon P. Laz. Davanzo d’Ancona con 94 sac. polv. di grippola 4 cas. lime romane 1 bal. pel. finimenti 184 bar. salamoni 50 bar. aringhe. Tartanon P. Rom. Mazzucato da Pesaro e Ancona con 42 cas. Vitriol 6 cas. acqua di Nocera 3 bal. pel. finimenti 5 cas. disegni. Chec. C. Nic. Gionovich da Trieste colla sola prov. Piel. P. Ant. Rosada da Pago con 200 mog. sale,

16 Detto.

Tartanon P. Gius. Re d’Ancona con 1 cas. vetro r. 77 sac. polv. di gripola. Piel. P. Gir. Sindri da Spalato e Traù con 2 cai oglio 11 sac. cera gialla 857 toc. porcina salata 1 sac. pel. di Lepre 6 cappelli di ritorno.

17 Detto.

Piel. P. Gius. Franzosetto da Veggia e Rovigno con 10 bar. miel 6 m. vetro t. 12 m. strazze 1 fag. cera gialla 2 fag. rame v. 1 fag. piombo v. 1 fag. pelli di Lepre 50 scorze di Becchine 1 fag. colat. cera 3 bal. e 2 sac. rit. di pelli. Piel. P. Franc. Spolar da Trieste con 3 b. pel. di Lepre 13 arn. oglio 5 bot. tabacco 1 balletta crena 3 fag. Filati 5 bal. Lane 1 fag. Lanarie 2 cas. cand. di sevo 3 col. telarie 4 bar. cera gialla 4 bot. crogiuoli 1 fag. Calancà e Mussoline 2 cas. acqua minerale 30 mast. pece ricotta 1 bar. ami e rasoj 14 col. chiodi 3 bar. e 2 bazze fil di ferro 2 bar. padelle 16 falcj ferro 1 bar. falci 3 bar. merci. Bar. P. Fel. Pescante da Rimini con 12 ceste formaggiette. Piel. P. Gius. Vianello da Piran con 135 mog. sale. Piel. P. Giov. Vianello da Piran con 155 mog. sale.

18 Detto.

Brac. P. Giac. Viezzoli da Trieste con 10 cai oglio 4 bal. salonichi 1 cas. tele 3 bar. sugo di limon 1 bar. lime 4 bar. e 3 sag. cera gialla 1 fag. pelli di gatto 7 cas. acciaj 1 fag. pelli di Volpe 1 bar. fil di ferro. Piel. P. Vic. Vianello da Piran con 155 mog. di sale.

19 Detto.

Chec. C. Ant. Sirovich manca da Smirne li 6 Maggio e dal Zante li 18 rac. al Sig. Giamb. Verocai con 2 m. Cant. Valonia 13 bal. seta 2 bar. lingue fumate 2 bal. tele 24 sac. filati bianchi 1 fag. coperte 233 pelli vacchette secche 1 scat. Scamonea 4 bal. Gambello 1 fag. pelo d’Angora 1 fag. coltre 4 bal. cera gialla 5 bot. galla tappeto 133 bal. gotton 12 facioli 1 bal. dimito 1 bal. e un fag. bordati 1 fagottin telarie 8 fac. filati 41 coffe e 18 col. dattoli 4 ballotti filati e 14 balle. Chec. C. Giorgio Cosovich manca da Smirne primo Mag. rac. al Sig. Franc. Cavaco con 2205 Cant. Valonia.

20 detto.

Piel. P. Ang. Baliello da Spalato e Sebenico con 84 col. cera gialla 5 pelli d’oca 3 fag. rame v. 94 schiavinelli lana 16 e mezzo detti vuoti 1 fag. code di volpe 1 cas. gripola 2 fag. pelli di lepre 4 cai oglio 1 vaso quintessenza 3 m. strazze 8 rot. rassa in più cav. 300 lib. ferro v. e vetro r. Brac. P. Giac. di Giac. Viezzoli da Trieste con 12 bal. griso 4 bar. arg. vivo 9 bot. e 3 fag. cera gialla 2 bar. legnami 3 col. acciaj 4 bar. ottoni 5 col. merci 1 bar. Ferram. 1 bar. lime 2 bar. fil di ferro 10 bar. sortiti 1 bar. chiodi 50 cas. limoni 1 cassetta drappi usati. Piel. P. And. Lipovas da Castel Nuovo con 9 cav. rassa 3 carat. e un cassoncino vetro r. 6 tavole di noce 4 cas. canne false da schioppo 142 sag. lana fina e da calcina 1 col. cera gialla 1 fagottin seta 1225 pez. form. morlacco 4 sac. 3 fag. 3 cassoni e un lambicco rame v. una cassetta con rifiuti pelli di lepre 14 pannetti spalmatura di sevo 7 cai oglio 33 presciutti 4 casse 5 fag. 3 sac. e un casson cera gialla e colat. 228 mazzi cordov. e mont. Piel. P. Ant. Grego da Ragusi con 9 bal. pel. di lepre 221 col. lana 1 fag. pel. suine 1 pel. gatti 37 col. cera gialla 723 cuoj 377 detti salati 50 maz. cordovani 490 maz. montoni 30 m. scodano 1 rot. rassa 30 bal. libri a stampa 600 lib. vetro r. 1 fag. rame v.

21 detto.

Piel. P. Franc. Baffo da Porto Re con 100 padelle 200 remi sagher 24 d’agiere 169 staze da sedia 9 bar. sard. sal. Piel. P. Giov. Vianello da Pago con 112 mog. di sale. Piel. P. Dom. Grandich. da Pago con 180 mog. sale. Piel. P. Bart. Battagiarin da Trieste con 12 cai oglio. Piel. P. Franc. Vianello dalle Case abbruciate con 4620 formaggette 1 fag. grippola 4 sac. polv. di fescia. Tartanon P. Ant. Niccoli da Pesaro con 1 m. gripola. Tartanon P. Gius. Mondaini d’Ancona e Case abbruciate con 5 bal. pelli finimenti 1 cas. acqua di Nocera 4 bar. sonza 17187 formaggiette e 13 ceste. Bergantino Il Principe del Brasile C. Ag. Petrina manca da Lisbona li 7 Mag. Parc. Sig. Giorgio Barbaria con 447 sac. caccao 198 cas. zuc. verzin 77 mascabà 47 ciurli e 4 sardetti droghe 56 panini salsaperiglia 1 cas. zuc. 26 ciurli mercanzie 6 bar. e una cas. vino. Chec. C. Seb. Tiozzo manca da Lisbona li 7 Mag. rac. al Sig. Giov. Comello con 213 cas. zuc. verzin 20 mascabà 116 sac. caccao 200 sac. salnitro 8 pezzi legno Brasil 20 cas. cannella 375 fasci cannette d’India 7 cas. e 5 bar. endego 1 bar. e una cassetta vino.

22 Detto.

Polacca C. Gaet. Cacace da Goro colla sola prov. Berg. C. Tom. Dodero manca da Genova li 24 Mag. rac. a sè med. con 3170 cant. legno campecce 2 cas. manna 5 sac. caccao 2 fardi pepe. Chec. C. Franc. Goracuchi manca da Smirne li 14 Apr. e dal Zante li 5 Mag. Parc. Sig. Franc. Cavacco con 3938 cant. valonia 300 lingue bovine salate.

24 detto.

Tartana C. Giac. Vrietto Genov. dalli Giorgenti e dalli Scoglietti con 1100 cant. cenere 45 can. sughero 2 bar. oglio 1 oglio di lino 1 baril moscato 1 giarretta miele. Piel. P. Gius. Sbutega da Cattaro con un fag. Bavelle 3176 pez. form. morlacco 1 rot. rassa 1 fag. rame v. 20 lib. cera v. 1 abito di seta da tingere 120 massette orsojo 555 maz. cord. e montoni 1 cas. cand. di sevo 2 bar. carne salata. Piel. P. Franc. Bertoli da Macasca con 5 cai oglio un fag. rame v. Brac. P. Mat. Bertol da Macasca e Spalato con 10600 lib. ferro grezzo.

25 Detto.

Taranon P. Franc. Davanzo da Sinigaglia con 40 bar. catrame 6. cas. vitriolo 4 bal. pel. finimenti 10 sac. gripola 1 bal. seta 1 bot. e un fag. palle da ginco 1 cassetta divozioni. Trab. P. Gab. Scarpa manca da Corfù li 9 Giugno Parc. Sig. Ben. Scarpa con 105 m. 229 lib. Valonia 5 fag. Origano 1500 lib. vetro r. 53 cai e 5 car. oglio 1500 cipolle cagnino. Piel. P. Biagio Petovich manca da Corfù li 4 Giugno e da Durazzo li 17 rac. al Sig. Pietro Florio e Mich. Zuanich con 30 cai e 6 car. oglio 80 bal. lana 9 colli cera 52 bal. cordov. e montoni pelli 10341. Piel. P. And. Sirovich da Castel Nuovo e Cattaro con 41 bal. e un fag. lana 1 fag. pelli di Lepre 1 fag. lana e sac. vuoti 1 fag. rame v.

26 Detto.

Checchia La Dorotea Catterina Cap. Pietro Broder Moller Danese manca da Berghen il primo Aprile rac. al Sig. Gius. Treves con 800 bal. Baccaladi in pesci 100 mila.

In M. C. 30 Giugno.

Pod. a Caorle dura m. 16 s. Lor. Barbaro qu. Ales. Fin. s. Zilio Minio qu. Z. Ant. Pod. e Cap. a Bassan dura m. 16 s. Ag. Pizzamano qu. Zorzi. Fin. s. Z. Alv. Minio qu. Alv. Cons. a Capodistria dura m. 16 s. Fer. Gug. Partec. Badoer qu. Franc. M. Fin. s. Zustinian M. Badoer di s. Rug. Auditor Novo delle Sentenze. s. Tom. Soranzo qu. Ag. Fin. s. Giac. Pasqualigo qu. Franc. Ant. Prov. al Cottimo di Londra. s. Dan. Balbi qu. Lod. Fin. s. Girolamo Marin qu. Carlo. Prov. al Cot. d’Alessandria. s. Gast. Marin qu. Giac. Fin. s. Ag. Barbaro qu. Anz. Av. per gli Offizj di Rialto. f. Ant. Barbaro di s. Lor. Fin. s. Z. And. Pasqualigo q. Z. And. 5 40 C. N. all’ordinaria. s. Piero M. Rizzi. s. Pasqual Cigogna. s. Giam. Bembo. s. Carlo M. Angaran. s. Vicenzo Civran.

In sennato Addì Detto.

3 Savj del Consiglio. Ms. Franc. Morosini 2do. K. e Proc. s. Zuanne Querini K. s. Pietro Zen. 3 di Terraferma. s. Franc. Vendramin Cassiere. s. Ales. Marcello Pmo. alla Scrittura. s. Marc’Ant. Michiel. 2 agli Ordini. s. Niccolò Duodo. s. Ferigo Gradenigo. Riformator dello Studio di Padova. Ms. Franc. Morosini 2do. K. e Proc. Sopraint. alla Cam. de’Confini. s. Agostino Garzoni. Da vendere. Campi 33 circa con Casino, e sue adjacenze sotto Vicenza Casa, e Bottega in Vicenza il tutto presentemente affittato di libera ragione, chi applicasse all’acquisto si porti in Venezia alla Bottega da Caffè all’insegna della Fortuna sotto le Procuratie Nuove a San Marco ricercando dal Signor Giuseepe Reccanè Pubblico Sensale ordinario. Morti. S. E. la N. D. Maria Tarsia Trevisan Vitturi. S. E. il Signor Francesco M. Selci d’anni 78. Con lui s’estinse questa Patrizia Famiglia per la quale estinzione il Pio Ospitale della Pietà eredità un’entrata di tre mila ducati all’anno.

1È pregato l’anonimo Autore di questa Lettera ad avvisarci, sapendolo, se l’infelice ucciso fosse un po’mutolo, e zoppicasse da un colpo apopletico che sofferse.

2Così dall’Algarotti son chiamati gl’Inglesi.