Citation: Antonio Piazza (Ed.): "Num. 47", in: Gazzetta urbana veneta, Vol.3\047 (1789), pp. 369-376, edited in: Ertler, Klaus-Dieter / Dickhaut, Kirsten / Fuchs, Alexandra (Ed.): The "Spectators" in the international context. Digital Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.2368 [last accessed: ].


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Num. 47

Sabbato 13 Giugno 1789.

Level 2► Metatextuality► Sull’origine, pregj, e difetti della Scuola Veneziana di Pittura ci fu mandata una lunghissima Lettera contenente un verbale contrasto seguito ad uno de’nostri più frequentati Caffè. Ma, o non erano Pittori quei che lo fecero, od erano molto poco instruiti sulla materia, che trattavano; o l’informazione scrittaci non ci presentò giustamente i punti delle loro ragioni. Piuttosto che pubblicare una carta oscura, appoggiata al falso, e nojosa, diamo su questo argomento la traduzione d’un articolo dell’Almanacco di Gotha, che farà conoscere quanto gli Stranieri siano meglio al fatto delle cose nostre, di certuni che a loro dovrebbero insegnare. Così nell’atto d’illuminare chi ha tanto parlato senza vera conoscenza di causa, potranno avere un saggio del valore di questo pregiatissimo Almanacco quei, che non ne sanno che il titolo. ◀Metatextuality

Level 3► „La Scuola Veneziana produsse de’gran Maestri, ch’hanno lasciato alla posterità un numero incredibile di quadri eccellenti. In essi è imitata sì perfettamente la Natura, che ingannano, si può dir, chi li mira. Il loro colorito incanta, le attitudini sono meravigliose, la disposizione ornatissima, l’esecuzione leggiadra da cui si ha chiara prova del genio, delli pittori italiani e della lor immaginazione. Hanno una maniera che al primo colpo d’occhio rapisce, particolarmente nell’opere di Tiziano e di Paolo Veronese. Rincresce però che questi grand’uomini abbiano trascurato il disegno parte sì essenziale della pittura. Li fratelli Gentile, e Giacomo Bellino passano per i fondatori di questa Scuola. Compiron essi il corso de’loro giorni sul cominciare del Secolo XVI. Ma furono superati da due de’loro Scolari Giorgio Barbarelli soprannomato Giorgione, che sollevò la pittura ad un alto grado di perfezione, nato nel 1477 e morto [370] nel 1511, e molto più il celebre Tiziano Vecelli da Cadore nato nel 1477 e morto dalla peste nel 1576, che incontrastabilmente fu il più gran Maestro della Scuola Veneziana, fedele imitatore della Natura, e che per la sua espressione, singolarmente negli oggetti piacevoli, e nel suo colorito, supera tutto ciò che può vedersi in tal genere. L’unica cosa che gli si possa rimproverare, è che i suoi disegni non sono stati sempre corretti. I suoi capi d’opera più preziosi son a Roma, a Firenze, e in molt’altri luoghi. Oltre questi Maestri la Scuola Veneziana produsse ancora un Tintoretto, uno Schiavone, un Paolo Cagliari detto il Veronese dal nome della sua Patria, e Rosalba Cariera sì famosa nelle pitture fatte co’pastelli, e molt’altri.“ ◀Level 3

Level 3► Exemplum►

Delitto e pronta sua punizione.

Un lavorante del Manganajo in calle de’Fabbri, andò in ghetto ad intendersela con un Ebreo per avere mille ducati sul pegno d’alcune pezze di panno da portargli la mattina del posdomani a buonissima ora. O spontaneamente, o ricercato, non ebbe riguardo di palesarsi, e nominare il suo Padrone, che finse aver di tal summa bisogno. Assentì l’Ebreo alla proposizione, assicurato che il capitale ne valesse tre mila: ma ebbe l’onesta precauzione di parlare nel dì seguente a quattr’occhj col Manganajo, e chiedergli se veramente avess’egli mandato in ghetto il suo uomo per contrattar d’un tal pegno. Alla richiesta l’Artista dabbene trasecolò, e rispose: è ben vero che ho nella mia bottega le indicate Pezze di panno, ma queste non sono mie, appartengono a’Mercanti, che mi sostentano colle loro commissioni, e quello che non è mio non lo impegno, o lo vendo. Tranquillo l’Ebreo d’essersi sottratto a un rischio, e d’aver fatta una buon’azione, se ne andò a’fatti suoi dopo sacra promessa d’un rigoroso silenzio per non impedire la verificazione del furto, e l’arresto del Ladro.

Ricorse il Manganajo al Messer Grande dal quale mandati furono alcuni birri la seguente notte in agguato ne’contorni della sua bottega. Il reo lavorante aveva veramente chiusa la porta della medesima, ma non dati i catenaccj alle balconate onde d’accordo con altri fare per le medesime il trasporto della roba. Vegliò il di lui padrone, e la sua famiglia tenendosi al bujo in attenzione di quanto fosse seguito; e di fatti colui introdottosi nella bottega senza difficoltà col mezzo d’una sola spinta alla non chiusa balconata, pratico com’era trovò all’oscuro ciò che premevagli, ed uscì col primo carico da cui tosto fu sollevato, perchè i birri se l’hanno preso, e condotto in prigione. È da stupire, che gli altri suoi complici abbiano potuto salvarsi.

Questo ladro domestico dal Collegio delle LL. EE. Signori di Notte al Criminal, vindice di tali delitti, fu fatto frustare Martedì prossimo scorso: onde alla colpa successe senz’indugj la pena non però limitata alla frusta. ◀Exemplum ◀Level 3

Level 3► Letter/Letter to the editor► Signor Gazzettiere.

Udine 7 Giugno 1789.

„Voi stupirete in leggere una Lettera scrittavi da Udine, acciò s’è possibile comparisca fralle altre nella vostra Gazzetta. Veramente per quanto m’accorgo da queste parti n’avete assai poche, o per dir meglio nessuna. Perciò affinchè non formiate di questa Città un’idea poco vantaggiosa, ho creduto d’inviarvi questa notizia, la quale forse al Pubblico non dovrebbe [371] spiacere. Ho inteso dunque, che sin da qualche mese un buon numero di bennati Giovani, che radunavansi nel Palazzo dei Nobili Sigg. Conti Gallici, Famiglia conspicua Udinese, per ricrearsi con onesti divertimenti, pensarono spontaneamente d’istituire nel luogo medesimo una Accademia detta de’. . . . . A tal fine estesero savie leggi, ed usarono dei metodi più acconcj, ond’effettuare il disegno. L’approvazione che ottenne da sensati Soggetti questa risoluzione, impegnò i Socj ardentemente, e cercò ognuno di segnalarsi. Dal momento della istituzione si sono esposti più volte con varj Argomenti trattati parte in prosa, e parte in verso con molta aggiustatezza, e felicità. Continua negli animi loro vivo il primo ardore, e concorrono ad arrolarsi a questa Accademia degli altri Giovani di talento. Se il proseguimento corrisponderà ai principj, giova sperare, che in questa Città ritornerà in fiore l’amore allo studio, e la decaduta Letteratura. Chi sa che non vaglia a maggiormente impegnarli la pubblicazione che voi farete di questa notizia, o almeno ad eccitare in altri il desiderio d’imitare un sì bell’esempio? Se questo vantaggio solo poteste procurare ad una Città, e alla Repubblica Letteraria colle vostre Gazzette, sareste il più benemerito di tutti gli altri Gazzettieri. Scusate il disturbo, e sono ec.“ ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3

Metatextuality► In una Lettera di Padova in data de’9 corrente, piena di gentilissime espressioni a nostro riguardo, si suppone che abbiamo avuta un’esatta relazione dell’acclamatissimo Ingresso di S. E. Gian. Batt. Riva Podestà di quella Città. Sappia lo Scrittore obbligantissimo della medesima, che niuno prima di lui ci scrisse riga su tal proposito: che l’altrui malignità talvolta ingiustamente ci accusa d’un reo silenzio su certi fatti, che assolutamente ignoriamo. Per valersene di quanto sappiamo intorno al predetto Ingresso diamo alla stampa le sue parole medesime ◀Metatextuality

Level 3► Letter/Letter to the editor► “Nel giorno di Martedì ebbe il suo compimento il solenne Ingresso di S. E. Giambat. Riva Senatore prestantissimo, all’attual Carica di Podestà di Padova. I diversi eleganti apparati, l’ingegno delle moltiplici arti brillantemente spiegato in così fausto incontro, sorpassò la comune aspettazione. Ciò che più interessò gli occhi spettatori, e gli animi furono le piene festevoli acclamazioni d’un affollato Popolo in ogni luogo impaziente di verderlo, e di seguire i di lui passi. A queste popolari dimostrazioni s’aggiunse un copioso seguito di Nobiltà Padovana, non che di molti cospicui Veneti Patrizj. Molte composizioni Poetiche si videro sparse quà e là in di lui lode.

Il tutto formò la vera sorpresa di questa Città. Si dice che questo sia stato uno de’più luminosi Spettacoli soliti a farsi in simili occasioni. Tanti apparati, tante acclamazioni, tanto moto, che fortunati augurj per un novo Governatore!” ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3

Persone del suo Ministero

Vicario Eccellente Gaetano Ghellini.

Giudice al Malefizio Ecc. Laz. Ant. Mattiazzi.

Giudice alle Vittuarie Ecc. Matteo Piacentini.

Giudice all’Aquila Ecc. Franc. Mar. Gotardi.

Cancelliere Pretorio Illustris. Marco Vasselli.

[372] Cancelliere Prefettizio Illustris. Alvise Allegri.

Metatextuality► Proviamo un vivo rincrescimento di non poter interamente appagare lo scrittore compitissimo delle riportate notizie. ◀Metatextuality

L’Ingresso di S. E. Giulio Antonio Mussati Podestà e Vice Capitanio di Verona, è seguito il giorno dieci del mese corrente. Esso fu di molta solenità. La Nobiltà, che lo ha corteggiato ricevè al suo Palazzo un copioso e scelto rinfresco, indi lo accompagnò alla Cattedrale. Venne festeggiato il di lui passaggio dalle acclamazioni, e dagli evviva d’un numerosissimo folto Popolo: incontrastabili segni di quell’ottimo soddisfacente governo, che non invano Verona si promise da lui. Metatextuality► Tanto è scritto in un ingenuo amichevole Foglio occluso nel quale si trovò il seguente stampato ◀Metatextuality

Level 3►

Sonetto.

Allor che di Vinegia il chiaro Figlio

A Lei ben noto per intatta Fede,

Per pietade, per vigile consiglio

Dal mesto suol movea di Chioggia il piede;

E qual sia mai, con lagrimoso ciglio

Tutti dicean, l’avventurata Sede,

Che un dì lo accolga? A qual altro naviglio

Sì provido governo il Ciel cncede?

Adige or te felice! Alle tue vive

Acque dì pur, che d’Adria alla Reina

Bacino il piè di sì bel don giulive.

E ben sia poi, che sovra l’ale ai carmi

Giungendo il comun plauso; alla marina

Nuovi fasti rammenti, e nuovi marmi. ◀Level 3

Level 3► Letter/Letter to the editor► Amico.

. . . . . II Giugno 1789.

„ V’annunzio un Aneddoto. Abbiamo avuta la compagnia Comica del …... ed a quest’ora è anche partita per ….. Mi venne la vaghezza in tempo ch’era qui di far stampare un Sonetto per uno di quegli ambulanti Mimi non sò se per effetto di quel trasporto che sento per una tal’Arte, o per conoscenza del real merito del celebrato, non vi saprei ben dire. Il credereste? da quest’incivile fù rigettato questo segno della mia genial esuberanza, nè volle ignorantemente riceverne le Copie che per consueto s’inviano, forse per la bassezza di non corrispondere qualche Moneta al presentatore, premunito a ricusarla. Non mi scossi, e lo considerai degenere dagli uomini bennati, ed un proscritto dalle Leggi Sociali, pure un mio benaffetto da per sè, prese la briga di far ravvedere costui del suo errore stante qualche familiarità, e riuscì nel suo divisamento, io fè ravvedere, gli furono riportate le Copie impegnandosi del debito ringraziamento [373] a fronte che ne fosse esentato, ma che? stetti ad attenderlo una giornata, mancò dalla parola, vilipese un tratto spontaneo del mio buon genio, senza corrispondervi col menomo indizio d’aggradimento, e varj giorni dopo una tal Epoca se n’è ito tranquillamente a …... Eccovi una piccola idea di quest’uomo increato ch’oggi avvilisce il Socco, l’esergo della Medaglia resti vacuo, e vi si scriva ad eternam rei memoriam. Addio

Vostro Amico

N. N. ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3

Avviso Interessante.

La tanto rinomata, in Francia, decozione antiscorbutica del Sig. de Sirabode Francese, viene pure in Italia riconosciuta per preziosissima per la conservazione de’denti, e della bocca. Gl’Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori Sopra Proveditori e Proveditori alla Sanità, atteso esame dell’Illustrissimo Signor Calvi Protomedico di questa Capitale, hanno accordato al detto Signor de Sirabode un Privilegio perpetuo in data dei 5. Giugno 1789. che lo autorizza a vendere, e far vendere tanto in Venezia che in tutto lo Stato un simile particolare Specifico.

Proprietà di detta decozione.

Imbianchisce questa i denti in un momento siano neri quanto possano essere; i denti posticcj diventano anch’essi egualmente belli, che i naturali, preserva e guarisce dallo scorbuto, tanto in mare, quanto in terra, guarisce le ulcere scorbutiche, come pure bottoni, escrescenze che possan esservisi formate, sana subito il dolor de’denti, ristabilisce, e assoda quelli smossi, impedisce il progresso di quelli, che già avessero incominciato ad intarlare, ristringe le gengive, e fa ravvivare, e crescere sopra, i denti ove esse mancassero; dà buon odore alla bocca; e mantiene vermiglie le labbra.

Maniera di servirsene.

Bisogna metter dentro un bicchierino un cucchiajo di detta Decozione, e poi strofinarsi i denti, e le gengive con una piccola spazzoletta, che si trova presso il Professore per comodità pubblica. Più i denti verranno strofinati e più s’imbianchiranno, e si vedrà sortire in pochi minuti tutti gli umori falsi vi potessero essere. Dopo che i denti più sudicj saranno divenuti bianchi e lucidi per mezzo di detta Decozione, per mantenerli bianchi, la bocca polita, ed i labbri vermiglj, bisogna farne uso ogni tre settimane incirca.

Prezzi delle picciole, e grandi Bottiglie.

Ve ne sono del prezzo di Zecchini 12. 6. 3. 2. 1 e Paoli 12. 8. e 4. per facilitarne la prova.

Dal Manifesto che M. de Sirabode fa distribuire si vedranno gli attestati dei primi Medici de’Sovrani, come pure de’Principi e Principesse di diversi Regni, ove questa decozione, è stata venduta come anco si può vedere dalle prove che si possono fare presso il suaccennato Mr. de Sirabode, senza la menoma spesa, e convincersi dell’efficacia di detta decozione. I poveri saranno trattati gratis sino a perfetta guarigione. A Venezia lo spaccio è all’abitazione del detto Signor de Sirabode al ponte de’dai in Calle del fumo. A Napoli in Casa del Signor Cobrar Mercante di Panni in strada Toledo, a Brescia in Casa del Signor Paris vicino allo Spedale.

Funzioni Sacre.

Non intervenne alla solennissima Processione del Corpus Domini il Serenissimo nostro Doge per essere in conva-[374]lescenza d’un grave incomodo di salute da cui s’è liberato con universale soddisfazione, onde speriamo di vederlo alla prossima visita della Chiesa di S. Vito. Sostenne le sue veci il N. H. s. Cav. Giacomo Foscarini, come l’Eccellentiss. Primicerio Ducale quelle sostenne di S. E. Reverendiss. Monsignor Patriarca, che attaccato trovasi dalla febbre, e in cui sensibilmente si và scemando la facoltà della vista, per cui questa Città, che venera la sua Pietà, ne sente un penoso rincrescimento.

Piuttosto che ripetere con diversità di parole le cose dette nelli due anni scorsi sopra la sacra pompa d’un dì così solenne in tutto il Mondo Cattolico, crediamo meglio di riferire precisamente quanto le antiche memorie ci somministrano su tale argomento.

Questa festività fu instituita nel 1264 dal Papa Urbano IV. per un miracolo accaduto dell’Ostia consecrata nella Chiesa di S. Cristina di Bolsena Diocesi d’Orvieto, nell’anno medesimo.

La nostra Processione coll ordine il quale tuttora mantiensi fu decretata nel 1407. Narra il Sansovino, che a’tempi suoi le colonne dipinte, che sostengono gli archi su’quali è teso il bianco panno che ripara dall’ardore del Sole il processionale accompagnamento, erano vagamente ornate d’erbe odorifere, e di freschi coloriti fiori, che in bella disposizione allettavano gli spettatori. Aggiunge l’Autore medesimo, che siccome allora capitavano in questa Città moltissimi Pellegrini per imbarcarsi al viaggio di Terra Santa, così li Senatori con esemplare religiosa umiltà nell’ire in processione si tenevano alla sinistra fila di essi: costume oggidì pur in vigore sostituiti venendo a’Pellegrini che mancano de’poveri del maggior bisogno scelti da questi Eccellentissimi Signori, i quali oltre della candela hanno da loro una buona elemosina.

Proclama degl’Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori Deputati alla regolazione delle Tariffe Mercantili di Venezia, e della Terrra [sic] Ferma.

Visibili, e manifesti essendo li dannosi effetti prodotti dalla presente troppo agevolata introduzione di Manifatture, e Generi Forestieri, che combattono l’industria Nazionale, rapiscono il Dinaro dello Stato, vi aumentano il numero degli oziosi, e de’poveri, e finalmente non servono che a comodo, a delizia, ed a lusso; gl’Illustrissimi, ed Eccellentissimi Signori Deputati alla Regolazione delle Tariffe Mercantili, in esecuzione del Sovrano Decreto dell’Eccellentissimo Senato 7. Maggio cadente, e a incoraggimento delle Fabbriche di Lana, di Tele, e di Ferro delle Provincie dello Stato, come pure delle Raffinarie di Zuccaro di questa Dominante, fanno pubblicamente intendere, e sapere:

Che dal giorno della pubblicazione del presente Proclama, come fu praticato anche alla promulgazione della corrente Tariffa 1751., le infrascritte Manifatture, e Generi Forestieri dovranno, sino a nuove Pubbliche Deliberazioni, pagare rispettivamente in queste Pubbliche Dogane il Dazio quì sotto assegnato, il quale viene anche a Genere per Genere ragguagliato in ragion di Libbra a freno de’Venditori al Minuto, e a chiaro lume de’Consumatori; Ferme in tutto il resto per ora le Tasse stabilite dalla predetta Tariffa 1751.

[375] Ferro Forestiero crudo colato dal Forno)

Ferro vecchio) pagarà il corrente Dazio della Tariffa 1751.

Ferro Forestiero grezzo in bastoni, verghe, lamine, o con qualunque altro primo lavoro di Fucina – ogni Lib. 2000. peso grosso – D. 9. g.

Fiori finti Forestieri di qualunque Materia, e Lavoro ogni Lib. 25. peso sottile – D. 10. g.

Che risulta tra Dazio vecchio e nuovo per ogni Libbra – Lire 2, Soldi 6.

Gucchiarie di Lana Forestiere, cioè Calze, e Guanti – doppio Dazio della Tariffa 1751.

Manifatture di Lana Forestiere a Telaro con pelo di ogni qualità, non compresi li Panni – doppio Dazio della Tariffa suddetta.

Tele Forestiere colorate di ogni sorte – bianche di Carintia, e Cragnizzo

Terlisi di stoppa – Curame – stampate a Majolica

di Canape, o sian Canevine, - bianche, e tinte inservienti a Fodre di Abiti – doppio Dazio della Tariffa suddetta.

Fazzoletti Forestieri di Filo – di Indiana – a Occhietti – di Slesia – a Fiori – e di Tela stampata – doppio Dazio suddetta.

Veli di Seta Forestieri schietti)

Detti brocati, damascati, e in qualunque altro modo operati ) doppio Dazio della Tariffa suddetta.

Caccao – ogni Lib. 100. peso sottile D. 2 g. 6.

Che risulta tra Dazio vecchio e nuovo per ogni Libbra. Soldi 3, Piccoli 7.

Caffè proveniente a dirittura da Alessandria con Bandiera Veneta

ogni Lib. 100. peso sottile – D. I. g.

Che risulta tra Dazio vecchio e nuovo per ogni Libbra – Soldi I, Piccoli 7.

Cannellina )

Cannella di Goa)

Cannella di nuova Semina) tanto in Mazzetti, che sciolta, e proveniente dal Levante. ogni lib. 100. peso sottile D. 2 g 12

Che risulta tra Dazio vecchio e nuovo per ogni Libbra – Soldi 4.

Cannelle suddette provenienti dal Ponente – ogni Lib 100. peso sottile – D. 4. g. 21

Zuccaro (Verzin) (Testa) (Comun) tanto in Barili, che in Casse – ogni Lib. 100. peso sottile – D. - g. 15

Che risulta tra Dazio vecchio e nuovo per ogni Libbra – Soldi I.

Zuccaro Fioretton di prima qualità, tanto in Barili, che in Casse – ogni Lib. 100. peso sottile – D. I g. 21

Che risulta tra Dazio vechio e nuovo per ogni Libbra – Soldi 3.

Zuccaro Fioretto primo, tanto in Barili, che in Casse – ogni Lib. 100. peso sottile – D. - g. 22

[376] Che risulta tra Dazio vecchio e nuovo per ogni libbra – Soldi I, Piccoli 6

Zuccari suddetti venienti con Bandiera Estera – ogni Lib. 100. peso sottile – doppio Dazio sud. rispettivamente.

Zuccaro Mascabà – la sola metà del Dazio della Tariffa 1751.

Birra Forestiera in Arnasi – in ragguaglio di ogni cento Bottiglie – D. 4 g.

Detta in Recipienti di Vetro – per ogni cento Bottiglie – D. 6 g.

Ognuno de’suddetti Generi, e Manifatture sarà in avvire esente dal Dazio di Uscita da questa Dominante, e però sarà scortato con Bolletta Gratis.

Il presente, approvato che sia dall’Eccellentissimo Senato, sarà stampato, pubblicato, ed affisso ai soliti Luoghi di San Marco, e di Rialto, ed ovunque convenisse; sarà in oltre diffuso per la Città; fatto tenere alla Scuola de’Marzeri, e all’Università de’Spezieri da Grosso, perchè sia dispensato a tutti li rispettivi Negozj, e Botteghe, nelle quali dovrà immancabilmente esser tenuto affisso in Tabella; e finalmente sarà consegnato ai Governatori delle quattro Pubbliche Dogane dello Stallaggio, Entrada da Terra, Uscita ordinaria, e Fontico de’Tedeschi per la sua inalterabile esecuzione.

Data dalla Deputazione alla Regolazione delle Tariffe Mercantili di Venezia, e della Terra Ferma li 30. Maggio 1789.

(Giacomo Nani K. Deputato.

(Agostin Garzoni Deputato

Cesare Vignola Segr.

Addì 10. Giugno 1789. Approvato con Decreto dell’Eccellentissimo Senato.

Addì 12 Giugno 1789. Pubblicato sopra le Scale di San Marco, e di Rialto, per Gio: Battista Pace Comandador Pubblico.

In Senato. 10. corrente.

Bibliotec. della Lib. Pub. m. 36. s. Gir. Asc. Zustinian Cav.

Luogo di MS. Franc. Pesaro K. e Proc. Che avrebbe terminato agli II. Agosto prossimo venturo.

In M C. 12 Detto.

Prov. della Rocca d’Anfo dura m. 24.

s. Nic. Riz. Badoer di s. Riz.

Fin. s. Franc. Diedo qu: Bonaventura.

Avvocato ai Consigli

s. Carlo Corner di s. Ang.

F. s. Zorzi Corner di s. Fran. Alv.

Avvocato per le Corti

s. Franc. Dandolo.

F. s. Franc. Dandolo di s. Marco.

Prov. al Cottimo di Damasco

s. Zuanne Pasqualigo qu: Marc’Ant.

L. di s. Gir. Ant. Dandolo el. Cap. a Zara.

Offiziale all’Estraordinario

s. Z. Ant. Muazzo di s. Zorzi.

F. s. Riz. Badoer qu: Z. Ant.

Offiz. alla Messetteria

s. Is. Riva di s. Barbarigo.

F. s. Ant. Cicogna di s. Zuan.

Offiz. al Formento a Rialto

s. And. Bembo di s. Pietro.

L. di s. Ang. Pizzamano el. Prov. a Veggia.

5 del Cons. di 40 C. N. alla riconf.

s. Franc. Gritti qu: Z. Ant.

s. Nic. Morosini di s. Z. Bat.

s. Giac. Renier qu: Daniel.

s. Giac. Renier qu: Gabriel.

s. Michiel Soranzo qu: Pietro.

Cambj. 12 Giugno.

Lione 57 e 3 4ti. Parigi 57 e mezzo.

Roma 62 e un 4to. Napoli 117. Livorno 100 e 5 8vi. Milano 155. Genova 90. e 3 4ti. Amsterdam 93 e un 4to. Londra 49 e 3 4tl. Augusta 103 e mezzo. Vienna 198. e mezzo. ◀Level 2 ◀Level 1