Citazione bibliografica: Gasparo Gozzi (Ed.): "N. 17", in: La Gazzetta Veneta, Vol.1\017 (1760-04-02), edito in: Ertler, Klaus-Dieter (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.2095 [consultato il: ].


Livello 1►

N.o 17.

Mercoledì addi 2. Aprile 1760.

Che contiene

Quello, ch’è da vendere, da comperare, da darsi a fitto, le cose ricercate, le perdute, le trovate, in Venezia, o fuori di Venezia, il prezzo delle merci, il valore de’cambj, ed altre notizie, parte dilettevoli, e parte utili al Pubblico.

Livello 2► Il Signor Domenico Majotto Pittore, prodottoci dalla scuola del già rinomato Signor Giambattista Piazzetta, espose Domenica un quadro in Piazza di S. Marco, il quale sarà poi allogato sopra un altare nella Chiesa di S. Nicolò del Lido. Livello 3► Eteroritratto► La Pittura rappresenta un miracolo fatto sopra un infermo, e un fanciullo agonizzante, da San Benedetto. Nove figure di grandezza presso che naturale, compongono la storia rappresentata. L’espressioni di tutte sono varie, e guidate con tanto ingegno, e avvedimento, che ognuna concorre a formare nella tela storiata un’anima sola: squisitissima perfezione dell’arti, che imitano, quando tutte le parti diverse riescono ad unità. Veggonvisi due Donne, una che presta ajuto all’infermo, l’altra, che tiene sulle braccia il bambino moribondo. L’una, e l’altra sono in attitudine di dolore, e angustiate; ma la prima ha mescolata doglia, e speranza, la seconda è tutta angoscia. L’infermo devoto, e doglioso spera, con movenza, che mostra il suo male; e il bambino è tutto spossato, con le membra cadenti da ogni lato. Il Santo con gli occhi levati al Cielo prega, e mostra nell’aspetto misericordia, e fiducia; e seco ha due del suo Ordine, l’uno de’quali è in rapimento, l’altro pieno di compassione accenna con mano una delle donne, che speri, e attenda. Indietro veggonsi due Sante Monache, l’una estatica, l’altra, che con un cuore ardente in mano si stà mirando l’effetto del pregare del Santo. Di sopra apresi la Gloria Celeste con un bel gruppo d’Angioli, che la circondano, e dal cui mezzo si spicca un raggio, che di là trascorre a San Benedetto. Il disegno, per detto degl’intelligenti, è correttissimo, nel colorire ha ingentilita la maniera del suo Maestro; gli scorci non sono veementi, nè sì distorti da movere piuttosto maraviglia, come le figure possano reggersi nell’atto in cui sono, che dell’ingegno, e dell’arte; ma tutte le attitudini sono naturali, benchè abbellite, e rese garbate dall’ardimento pittoresco. Ingegnoso è molto quel raggio, che scende dall’alto, da cui viene listato il campo, e illuminato vigorosamente, per fare vistosi, e più spiccati i vestiti neri de’tre Padri, e delle due Monache; cosa malagevole a’professori di tal arte. In breve, per detto comune di chi sà, s’attenne il Sig. Majotto in tutto ad imitare la natura; ma scelse il meglio, e la bellezza di quella. ◀Eteroritratto ◀Livello 3

Per l’Estrazione 29. Marzo 1760. in Venezia.

Introito.

Di Venezia- L. 182561:

Di Terra Ferma- L. 84115: 9

Di Capo d’Istria, e Rovigno- L. 2019: 16

L. 268696: 5 sono Duc. 43338: 13

Numeri Estratti 79. 46. 67. 58. 39.

Vincite.

Ambi con l’Augmento D. 6162

Terni simili- D. 4815

Estratti- D. 350

D. 11327

Qualità e quantità de’Terni.

N.2- di D. 500

- 3 - di D. 200

- 1 - di D. 150

- 1 - di D. 125

- 5 - di D. 100

- 2 - di D. 50

- 8 - di D. 25

N. 22

La ventura Estrazione sarà li 30. Aprile 1760.

Livello 3► Racconto generale► La Sera della stessa Domenica essendo il tempo sereno, e un bel chiaro di luna, erano, com’è usanza nelle stagioni migliori, molte brigate d’uomini, e donne a passeggiare in Piazza di S. Marco, verso le tre ore della notte. Qual che si fosse la cagione, s’appiccò quivi una quistione di parole fra l’Oste del Pellegrino, ed un’altra persona: e come suole avvenire, riscaldandosi nello svillaneggiarsi, e vituperarsi dall’una parte e dall’altra, vennero all’arme. I custodi della Piazza usciti della loro abitazione con certi santi bastoni, che usano, si diedero a sedare gli animi de’combattenti con l’eloquente persuasiva del menare legnate quanto usciva loro delle braccia, avendo prima per atterrire la calca sparato un archibuso in aria. Appena il tuono dell’archibusata ebbe tocchi gli orecchi delle donne, che sparirono di quà di la, come colombe, onde gli uomini per civiltà, e per non lasciarle sole, volarono con esse. In un momento nelle botteghe da Caffè si gridò acqua, acqua, e tutti i bottegai furono in faccende, e si videro tazze per tutto parte per dar da bere, e parte per gittare acqua nel viso; mentre, che l’Oste andava già condotto da’birri in prigione. Finita la zuffa, quelli che aveano più cuore, affacciavano il viso alla bottega, e dicevano, non c’è altro; e alcuni sopravvenuti chiedevano, ch’è stato? e già la storia era divenuta più storie secondo le diverse lingue di chi la narrava. Quando la moglie dell’Oste uscita dell’osteria, con animo di donna Spartana, andò ad assalire la guardia con le parole, e con un romore, che quasi pose di nuovo in sospetto, e scompiglio le genti. Se non che veduto quel ch’era, le si fece intorno una numerosa calca, finch’essa sfiatata rientrò nell’osteria, e venne l’ora, che ognuno andò a casa a narrare l’avvenimento a suo modo. ◀Racconto generale ◀Livello 3

Metatestualità► Lettera del Sig. Giambatista Zabborra a Paolo Colombani; e da questo consegnata agli Scrittori della Gazzetta Veneta. ◀Metatestualità

Livello 3► Lettera/Lettera al direttore► Riveritiss. mio Signore.

Padova 30. Marzo 1760.

Nella Gazzetta oggi ricevuta vedo fatto troppo d’onore alla mia lettera, che feci in attestato dell’universal mio dovere; e non merito apresso lei; ma la sua gentilezza mi fa coraggio di pregarla di dirmi o palesamente, o segretamente chi fu che mi fece quest’onore di farli la nota, acciò possa se non altro fra me stesso professarmegli distintamente obbligato, come lo sono a lei per l’incomodo avuto, e pronto sempre a di lei comandi passo a soscrivermi.

Di lei Signore Riveritiss.

Affettuosiss. Giambatista Zabborra. ◀Lettera/Lettera al direttore ◀Livello 3

Metatestualità► Non importi di grazia al Sig. Zaborra (sic.) di sapere, chi abbia pubblicato la sua lettera stampata. Un nome d’uomo a che serve? Bastigli di sapere, ch’è uno, il quale fa grande stima di lui, ed è informatissimo della sua gentilezza. Della quale può rendere un altro pubblico testimonio la lettera posta quì sopra; per meglio confermare nell’oppinione universale la sua cortesia. ◀Metatestualità

Metatestualità► Ora dirò una vera novelletta◀Metatestualità Livello 3► Racconto generale► accaduta a’passati dì ad un Uomo, il quale ebbe una giusta vergogna della sua spilorceria. Non bastando a cotesto Uomo ristretto l’avere molti danari, e facoltà; ma volendo metterne insieme di nuovi, e non potendo, com’egli vorrebbe, vivere di rugiada, come le cicale, pensa ogni giorno in qual modo possa fare ad essere invitato a pranzo da suoi conoscenti, e sempre ha la mente a qualche bella inventiva per guidare il ragionamento a questo fine. Avvenne dunque, che riscontratosi egli ad un’Uomo dabbene più volte, e non sapendo, come stessero i fatti suoi, o non curandosi di sapergli, ogni volta gli ritoccava, ch’egli avrebbe mangiato volentieri seco, e che la sua compagnia gli andava molto a sangue, e altre siffatte magre barzellette, perchè ne lo invitasse. Ma l’Uomo dabbene, che avea il cuore largo, e le forze ristrette, ora con una scusa, ora con un’altra, cercava di togliersi questa seccaggine dattorno. Stanco finalmente un dì, e voglioso dall’altra parte, di correggere l’Amico del suo difetto, gli disse, ch’egli era pronto a riceverlo seco a pranzo tal dì, purch’egli si fosse appagato di stare a mensa con la sua numerosa famiglia. Di che si mostrò l’altro contentissimo, e ne lo ringraziò caramente, attendendo lo stabilito giorno, come un innamorato quello delle nozze. Ed ecco già giunto il beato dì, ed eccolo a casa dell’Amico, ove fattaglisi incontro la Padrona, gli fece di subito togliere giù delle spalle un buon mantello di scarlatto, e scambiare la parrucca in una berretta, perchè fosse più agiato, e fecelo entrare in una stanza, dove ardeva un buon fuoco. Di là a poco si posero a sedere a mensa, e furono undici. Bello fu l’ordine, e squisite le vivande. E sopra tutto si fecero molti brindisi lietamente, che v’era abbondanza di buon vino di diverse qualità. Immagini ognuno se il novello ospite trionfava, e s’egli mettea nel sacco del corpo ogni cosa, pensando, che nulla gli costava; anzi, dice qualche malizioso, ch’egli cercò di trarsi la fame e la sete, anche per quella sera, e pel giorno avvenire. Ma come si andasse la cosa, venne l’ora della partenza, e molti erano i ringraziamenti, perchè non vagliono danari, quando il Padrone della casa gli presentò la polizza dello speso. Presela prima il cattivello per uno scherzo, e leggevala per ridere; ma dicendogli pure il Padrone, con viso fermo, che dovea pagare imbiancò nell’aspetto, come Uomo morto, e gli tremavano le mani, come ad un paralitico; massime quando intese, che per fargli quel trattamento era statogli posto in pegno il mantello dello scarlatto. Non morì, e non rimase vivo; ma pur finalmente mettendo le mani alla borsa, come se l’avesse messe sopra un aspide, con le lagrime agli occhi noverò i quattrini. Presegli il Padrone, e sorridendo voltosi a lui, gliene restituì, e baciandolo in fronte gli disse: In casa mia io non sono ostiere: Eccovi il mantel vostro, e i danari; ma ciò sia per farvi avvedere, che avendo voi, di che vivere per voi e per altrui, siete beffato da ognuno, che come un’accattapane, andate limosinando un pranzo. Lo spilorcio lo ringraziò, non so se dell’avviso del pranzo, o de’restituiti danari, ma credo di questi ultimi; perchè andò procacciandosi un nuovo pranzo pel vegnente giorno. ◀Racconto generale ◀Livello 3

Domenica di Sera fu ferito nel Magazzino del Mondo Nuovo un giovane, che lavorava nell’arte dell’orefice, da un Barcajuolo, e Lunedì uscì di vita.

Bench’io sia poco atto a decidere in materia di cerimonie, pure per compiacere a’due Signori d’opinione diversa i quali mi chiedono, se sia ingiuria il salutare uno d’uguale, o d’inferior grado con un addio Signor Tale, o addio Tale; rispondo, che quanto a me non trovo, che sia ciò offesa, ma anzi atto di cordialità, e schiettezza. La cerimonia quanto più è semplice, tanto più è vicina all’ingenuità, e alla virtù, e dove è maggiore e più composta è il contrario. Così è, se non v’entra malizia. Se poi quegli, che saluta nel modo detto di sopra, lo facesse per atto di superbia, o l’altro lo stimasse tale, dov’entra la passione non occorrono decisioni.

Nella presente Settimana fu aperta una Bottega da Legator da gioje buone in Corte di Cà Lucatello a S. Giuliano appresso Gasparo dalle Acque al Ponte dei Barretteri.

Avviso.

Portano sicure notizie di Vienna, che fu sorpresa da quel Governo una mano di sfaccendati, i quali con Patenti finte di varj Generali di ordini Religiosi, di Vescovi e Nunzj domandavano elemosine, col pretesto di riedificare alcune Chiese in Lisbona. Di questo numero alcuni vedendosi scoperti in Germania, fuggirono in Italia; e nominatamente un certo Domenico Zannoni Fiorentino fu cacciato, ed obbligato a ripatriare. Si avvisano per tanto tutti gli uomini pii, acciocchè non lascino sorprendersi da simili vagabondi se mai capitassero.

Nel Pio Luogo degl’Incurabili fu cantato Domenica, Lunedì, e Martedì un Sagro Oratorio intitolato; Virgines Prudentes et Fatuae dalle Giovani d’esso luogo. Bellissimo fu l’apparecchio, e ricca l’illuminazione; e innumerabile la concorrenza degli Uditori. La Musica è del Signor Vincenzo Ciampi, che merita molta lode. Ciascheduna delle Giovani venne applaudita; ma sopra tutte riportarono lode la Signora Regina Rossi, la Signora Laura Raimondi, e la Signora Francesca Rubini. Le due prime principalmente si fecero grande onore in un Duetto, che fu di piacere universale. Distintissima fu tra le Suonatrici, una che accompagnò col violino un’aria alla Signora Rubini.

Nel Pio Luogo de’Mendicanti fu similmente cantato un Oratorio, la cui Musica fu fatta dal Signor Ferdinando Bertoni, e venne singolarmente applaudita. Non men bello fu quivi l’apparecchio, e la ricchezza de’lumi. Si distinse fra l’altre secondo il suo consueto, nel canto la Signora Fabris detta la Padovana, e la Signora Laura Risegari, cantò anch’essa riscuotendo non picciola lode dagli Uditori.

Cose perdute.

È stata perduta da una Signora una Scattola di Princisbeck, quadra, sul coperchio lavorata all’Inglese, con una pietruzza di lapislazzolo incastrata nel mezzo d’esso. Ha il fondo ornato con una rosa spicciolata di fresco, e la superfizie dorata. Chi l’avesse trovata la porti alla Spezieria del vaso d’oro a SS. Giovanni, e Paolo, che n’avrà onesta ricognizione.

Scusimi chi ha mandato la presente notizia se la trova scritta in altra forma. La sua dettatura era gentile, ed elegante; e la riflessione, ch’egli fa è giustissima, cioè ch’anche ne’biglietti delle cose da vendere, e da comperare si dovesse usare un certo garbo di scrittura. Ma chi ha interesse ne’contratti non ha desiderio, che vi si scherzi sopra; e troppo stretto obbligo sarebbe il dar fuori due fogli per settimana dicervellandosi in ogni notizia per lo stile. Conosco il meglio, ed al peggior m’appiglio.

Persone, ch’esibiscono la loro capacità.

Una persona che in breve tempo, e con facilissimo metodo si acquistò un nitido, e bel carattere, si esibisce a far qualunque Scrittura, e copia, anzi si impegna di insegnare collo stesso metodo a chiunque desiderasse in sua Casa, ove si tiene anche scuola di belle Lettere; Filosofia, e Conti. Un saggio della di lui capacità, e il suo ricapito è alla Spezieria del Vaso d’oro in Campo a SS. Giovanni, e Paolo.

In Corte Nova a S. Marcilian abita Antonio della Mora, il qual possiede un secreto di lavorar di marmi finti di ogni sorte, e di varj colori, come tavolini, ghiridoni, colonne, parapetti di Altar, terazzi, e altre fatture, inoltre sa governar marmi rossi in maniera che pajono nuovi.

Una onesta e civil Persona desidera impiegarsi in qualche Agenzìa, o Sottoagenzìa, o in qualche Mezzà per tener scrittura o altri libri o simili impieghi, avendo per tali cose tutta la necessaria abilità e cognizione.

Occorrendo di questa Persona, vadi dal Signor Paolo Colombani Librajo in Merceria.

Antonia Piccini, la quale abita a San Pantalon in Campiello delle mosche, sa il modo di lavare, ripulire, e rendere come nuovi gli zendadi negri, e i Bauttini. I primi col prezzo di soldi dieci l’uno, e di soldi quattro l’uno i secondi. Sa levar via l’untume, e ridurgli a stato, che pajano usciti delle botteghe. Si domandi conto di lei al Fruttajuolo quivi vicino; ch’egli ne darà l’indirizzo.

Case ricercate.

Una Casa, che pagasse 50. in 60. Ducati all’anno, sulle Fondamente nuove, o in tal vicinanze, come a S. Canzian, a i Miracoli, S. Marina è desiderata, chi avesse da fittarla, è pregato di arne avviso al Sig. Paolo Colombani.

Case da Fittare.

Casa d’affittar a S. Soffia in Ruga delli due Pozzi. In Soleri tre: Mezzadi: Solero Nobile, e secondo Solero eguale: Casa ottimamente ripartita con Portico in ogni Solero: con Camere eguali da un lato, e dall’altro delli due Portici: terrazzi in tutte le Stanze alte e basse: porte di marmi di Verona, e di nogara a rimesso nuove. Scala di pietra, e balconi di ferro lavorati alla moderna: Riva in casa, Caneva, Magazzeni terreni per li servigi tutti di casa, e Pozzo. Situato detto stabile sopra il cantonale del Rio spazioso: e senza alcun stabile dinnanzi nè a fianco, che li tolga la luce, o dia suggezione.

Paga all’anno Duc. 120.

Chi volesse vederla, le chiavi sono dallo Special di Medicine contiguo alla Chiesa di S. Soffia.

Casa d’affittar al Ponte del Bagattino con tutte le sue commodità, e Pozzo; Paga di affitto all’anno Duc. 130.

Le Chiavi sono dal Fabro a piedi del Ponte sopraddetto, ed esso Fabro insegnerà a chi vi applicasse la Persona, con cui doversi intendere per conseguirla.

Magazzino da fittare per mercanzie fine, largo, e alto di travatura, sul Canal grande a S. Giovanni Decollato in faccia Canaregio, con riva, e suolo non soggetto all’umidità, nè all’inondazione del Canale per la sua altezza, paga all’anno. Duc 30.

Chi lo vuole parli col Sig. Paolo Colombani Librajo in Marceria.

Legni arrivati.

Addì 27. Marzo. Pinco nominato Madonna dei Carmini, S. Eufemia, e Sant’Antonio di Padova, Capitan Stefano Radich Raguseo, manca da Genova l’ultimo Ottobre, da Livorno li 16. Gennaro, da Messina li 8. Febraro, e da Ragusi 16. giorni, raccomandato a D. Gonte Trogian Lalich, con 5. Fardi, 16. Colli, e 14. Zuroni Salappa. 1. Sacco, e 9. Balle Lana di Spagna. 2. Colli, e 5. Balle Salsaperiglia. 26. Zuroni China. 2. Fagotti Lapis. 1. Balla, 3. colli, e 1. Cassa Libri. 1. cassa Magioliche. 2. Barilotti Oglio. 1. cassa, e 4. Colli Robbe da Uso. 4. Fag. Scavezzoni. 2. Fag. Sabadiglia. 60. Balle Mandole. 1. cassa Spicoquana. 2. colli Tè. 1. cassa Acqua Odorifera. 3. Pacchi, e 1. Balla Radice di China. 50. Bar. Seo. 16. Bar. Retrigerio. 50. Bar Salamon. 10. Bar. Catrame. 1. cassetta con 1. Ritratto. 492. Pezzi Legno Fernabuco. 6. Balle Zenzaro. 20. car. Farina di Amito. 1. coletto Esemplari. 6. Pachi Galanghà. 1. coletto Pietre Bianche. 24. Botte Sugo di Limon. 84. Sacchi Pestacchi. 2. ceste Limoni. 1. cesta Uva. 1. cesta Pasta. 20. ceste, 6. casse, e 2. Panieri Vin.

Avviso
Pervenuto da Verona.

Addì 29. Marzo alle ore 21. s’è attaccato fuoco nella Contrada di S. Vitale alla Casa, e Bottega d’un Casolino, che restarono intieramente distrutte, come anche altre due Case e Botteghe contigue di Fornajo e Linajuolo, sono state anche queste egualmente incendiate e consunte dalle fiamme, continuò con orrido spettacolo il fuoco fino alle ore due della notte, che poi cessò e pose in calma gli altri vicini, che stavano in grande timore.

Vendesi la presente Gazzetta a 5. soldi, e si ricevono le Notizie.

A San Marco. Nella Bottega da Caffè di Florian.

In Merceria. Nella Bottega di Paolo Colombani Librajo.

Giù del Ponte di S. Polo appresso la Calle dei Savoneri. Nella Bottega di Gasparo Ronconella Librajo.

In Venezia. Per Pietro Marcuzzi Stampatore.

Con Privilegio.

Prezzi delle Merci in Venezia addi 28. Marzo 1760.

A peso sottilo, in sorte con tara 10. per 100

Aloe Epatica G.14 -- 16 lib.

Socotrina G. 16-- 22 lib.

Caccao di Caracca D. --- C.

di Portogallo D. --- C.

Caffè d’Alessandria D. 44 C.

Carpo Balsamo G. 16 lib.

Cassia Fistola D. 52 C.

Coccole di Levante D. 55 C.

Coloquintida D. 30 C.

Fol. Sien. D’Ales. intera D. 38 -- 40 C.

minuta D. 10 C.

Gomma Ammoniaco G. 14 lib.

Arabico D. 25 C.

Aspalti G. 5 lib.

Assafetida fina D. 75 C.

mezzana D. 60 C.

Elemi G. 16 lib.

Galbana G. 22 lib.

Laudano D. 30 C.

Mastici G. 16 lib.

Opoponago G. 5 e m. lib.

Serapin G. 48 lib.

Draganti D. 36 C.

Incenso ff. Dam. D. 22 -- 24 C.

mezzan D. 15 -- 17 C.

Hermodactyli G. 2 e m. lib.

Legno Lentisco G. lib.

Noce Vomite D. --- C.

Oppio Thebaico G. 56 lib.

Radice Salappa G. 12 lib.

Ipocheacana G. 40 lib.

Reobarb. di Persia D. 3 -- 4 lib.

Turbiti D. 34 C.

Zedovaria D. 25 C.

Sal Armoniaco D. 50 C.

Seme Cataputia maj. G. 12 lib.

Cinae G. 26 lib.

Spigo Nardo D. --- lib.

Sugo Liquerizia D. 11 C.

Tamarinti D. 15 C.

Tutia d’Alessandria G. 10 lib.

Vitriol di Cipro D. 18 C.

A peso sottilo, senza tara.

Alume di Rocca di Cività Vecchia D. 50 m.

di Constant. min. D. 47 m.

Anesi di Puglia D. 60 m.

Asfor d’Alessandria D. 20 C.

di Romagna D. 14 C.

Biacca fina D. 9 C.

del Plaitner D. 12 C.

Cantarelle nove G. 28 lib.

Conditi di Cedro, Naranzi, Naranzini sol. 24 lib.

Coralli rossi G. 6 lib.

bianchi G. 8 lib.

Cremor di Tartaro D. 77 m.

Essenza di Bergamotto G. 40 lib.

Cedro G. 48 lib.

Naranzi G. -- lib.

Rosmarin G. 5 lib.

Fiori di Rosmarin G. 20 lib.

Gomma Dragant. electa G. 30 lib.

Mira cernita G. 26 -- 28 lib.

mastici cerniti G. 20 lib.

Sandaraca cern. G. 10 lib.

Grana Alkermes G. 40 lib.

Lacca di verzin in ballett. D. 26 C.

di Fiorenza D. 2 -- 3 lib.

Magisterio di Salappa L. 22 lib.

Scamonea L. 37 lib.

Mechio can L. --- lib.

Mandole commune D. 75 m.

ambrosine D. --- m.

amare D. 70 C.

Manna Calabrese G. 9 lib.

canelata G. 18 lib.

Minio fin D. 10 C.

mezzan D. --- C.

Mitridato ff. G. 16 lib.

Oglio Gelsomin G. 14 lib.

di mandole dolci G. 5 -- 6 lib.

di sasso rosso D. 15 C.

bianco D. 15 C.

Pestacchi novi rotti G. 6 lib.

Pignoli novi rotti L. 45 C.

Polvere viperina D. 4 lib.

Radice Turbiti cernit. G. 30 lib.

Mechio can G. --- lib.

Risi di Verona D. 29 m.

Sapone di Venezia D. --- m.

Seme di Artichiocco G. 16 lib.

di Caoli fiori L. 22 lib.

di Majorana G. --- lib.

di Cedro G. --- lib.

Sbruffi di vetro colorati L. 40 C.

Smalto da Orefici sol. 50 lib.

Sponze fine G. 9 -- 22 lib.

da Cavallo G. 14 lib.

in retagli D. 10 C.

Storax in lacrima D. 4-e I q. lib.

liquida D. 14 C.

di Cipro ff. D. 14 lib.

Sugo Ipocistidos G. 12 lib.

Terra sigillata rossa G. 4 lib.

bianca G. 4 lib.

Theriaca Veneta, secondo l’Insegna G. 16 -- 20 lib.

Tornasol, rosso, turchino, ec. G. 6 lib.

Uva passa D. 6 il staro.

Zuccaro verzin D. --- C.

mascabà D. --- C.

raffinà --- C.

Con tara 4. libre per Balla, e 2. e mez. per 100.

Gotoni di Cipro D. 20 - 21 C.

di Smirne D. 17 e m. 18 C.

di Salonicchio D. 18 e m. C.

di Acri D. 18 C.

A peso grosso.

Carobbe L. 15 C.

Cordovani del Seraglio sol. 58 lib.

di Croja sol. 52 lib.

Dattoli d’Alessandria G.4 lib.

Fighi L. --- C.

Galla di Soria D. 280 m.

d’Istria D. 140 m.

Gambello di Smirne D. 80-90 C.

di Costantin. D. 55 C.

di Persia D. 140-160 C.

Gesso di Bologna D. 2 C.

Herba Epithytimum G. 6 lib.

Oglio Laurin D. 14 C.

Pietra Pomice D. 20 m.

Radice Dictamni D. 25 C.

Ireos D. 5 C.

Scorze di Naranze seche L. 36 C.

Limon L. --- C.

Sebesten G. --- lib.

Seme Strafusaria D. 13 C.

Cetrulli L. 35 C.

di Melon L. 74 C.

Cucumeri L. 60 C.

di Peonia G. 5 lib.

Finocchio L. 45 C.

Trementina di Cipro D. 16 C.

Uva di Lippari L. 35 C.

Calabria L. 47 C.

Damasco L. 48 C.

Cevole squille G. 2 il pezzo

Damaschini gialli L. 6 il pez.

Moscato bianco L. 7 e m. il s.

Scovette L. 20 C.

Stinci marini G. 1 il pez.

Vipere secche G. 3 il pez.

Vin d’Alicante L. 10 il secc.

di Cipro L. 14 -- 18 il s.

Ogli di Corfù D. --- per mier B. V.

di Zante D. --- per mier B. V.

di Morea D. nulla per mier B. V.

Mosti D. --- per mier B. V.

Metatestualità► Ad utilità universale, oltre alla solita Gazzetta, per non aggravare il Foglio, si darà ogni mese la nota della maggior parte delle mercanzie, e questa senza spesa veruna. Se alcuno avesse qualche altra merce da suggerire per vederne il prezzo, favorisca di lasciarne la nota, in uno de’luoghi soliti. ◀Metatestualità ◀Livello 2 ◀Livello 1