Citation: Gasparo Gozzi (Ed.): "N. 6", in: La Gazzetta Veneta, Vol.1\006 (1760-02-23), edited in: Ertler, Klaus-Dieter (Ed.): The "Spectators" in the international context. Digital Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.2084 [last accessed: ].


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N. 6.

Sabbato addi 23. Febbrajo 1760.

Gazzetta Veneta

Che contiene

Quello, ch’è da vendere, da comperare, da darsi a fitto, le cose ricercate, le perdute, le trovate, in Venezia, o fuori di Venezia, il prezzo delle merci, il valore de’cambj, ed altre notizie, parte dilettevoli, e parte utili al Pubblico.

Level 2► Level 3► Letter/Letter to the editor► Risposta del Gazzettiere alla Lettera scrittagli dal custode del metodo, e Stampata nel foglio 4.

Non risposi alla vostra Lettera Mercoledì, come vi promisi. Diverse ragioni potrei addurvi del mio silenzio. Gli ultimi giorni del Carnovale, il vento, la pioggia, il mal umore, la poca voglia. Prendetevi una di queste scuse, e non m’incolpate. Nella vostra, parte vi consolate meco, e parte m’indicate altri mancamenti nella Gazzetta. Fra questi mettete, ch’io fo male a non usare certe sentenze tratte da qualche Autore nel principio d’ogni ragionamento. Prima vi dico, che le sentenze sono, come il suonare delle campane, e che le si fanno dire, quel che si vuole; onde ci veggo poco utile. Per secondo si direbbe, che sono una Scimmia dello Spettatore, e latinizzando puzzerei di pedante. Oltre a questo, volete Filosofie, e Sistemi, e mi promettete a tal patto di comperare i fogli. Vi ringrazio: ma per acquistare un comperatore ne perderei un centinajo. La Filosofia è uno di quegli unguenti vecchi, buoni al caso di medicare qualche ammaccatura, o ferita; ma sanno di stantio, e hanno odore di rancidume, onde non sarebbe creanza, nè gentilezza il dargli ad annasare a tutti per delizia. Metodi, e sistemi io non posso altri usare migliori, che balzare, e saltare quà e colà, e d’una cosa in un’altra per appagare tutti gli umori. A questo proposito uno de’miei Compagni m’ha dato oggi in iscritto un suo sogno, leggetelo di grazia, e chiuderò la Lettera, quando l’avrete letto. ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3

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Sogno.

Traum► Egli mi parea dormendo, che posto i miei Libri in certi Bauli, era salito in una Nave, con la quale me n’andava a spiegate vele, non sapendo punto a qual termine dovesse arrestarsi il mio corso, come appunto suole avvenire di coloro, i quali non hanno seco altri bagagliumi, che Libri. Il Capitano, e i Marinai, che spesso mi vedevano astratto, e soprappensiero ora con un libro in mano, e ora con un foglio dinanzi, e notando fra loro, ch’io non solea nè strabocchevolmente bere, nè parlare bestialmente, nè bestemmiare con loro, m’aveano in concetto piuttosto d’orso, che d’uomo, e forse mi stimavano di mal costume, ond’io me ne stava in un cantuccio privo d’ogni conversazione. Intanto, mentre che più prosperamente veniva dal nostro legno solcato il Mare, ecco, che dall’una parte ci viene all’incontro uno Sciambecco di Corsali, non sò di qual Paese; ma con tal furia, che in poco tempo restammo tutti presi, e con le catene a’piedi, e così conci tutti ne trassero nel legno loro. In esso dunque navigammo non sò quanto tempo, e finalmente entrati in un Porto, i Corsali ci fecero smontare, vennero alla riva Comperatori, de’quali chi comperò l’uno, chi l’altro, e tutti n’andarono chi quà chi là a’loro fatti. Io venni alle mani d’un certo vecchio strano, il quale domandatomi, quel che sapessi fare, e inteso da me, che la mia professione era stata sempre lo studio, cominciò amaramente a lagnarsi d’aver comperato uno Schiavo disutilaccio, e dappoco, a tale che non sapendo in qual esercizio adoperarmi, poco mancò, che non mi gittasse allora allora nel Mare. Pure finalmente stando alquanto sopra di sè, voltatosi a me mi disse: Dacchè la mia mala ventura ha così voluto, ch’io spendessi i miei danari in un polmone tuo pari, odimi, e fa quello, ch’io ti dirò. Io sono uomo di cuore e caritativo, e le viscere mie sono ripiene di compassione. Sappi dunque, che questo Paese è abbondantissimo di più varj uccellini; a’quali io fo una limosina annuale, e tengo un terreno voto a posta loro, nel quale intendo, che trovino di che mangiare liberamente. Questo terreno io lo rimetto alla custodia tua; lavoralo, semina, e fa, che que’poveri innocenti non abbiano a stentare la pastura. Quant’è alle sementi, ecco là il granajo mio, va, e prendi quello, che t’abbisogna. Pensa se mi lagnai allora in mio cuore, e dicea fra me: Vedi strana ventura, ch’è stata la mia, che avendo io consumati tant’anni nello squadernare Libri, e in cercare la bellissima faccia della Dottrina, per acquistare almeno un lodato epitaffio alle ossa mie, ora sono condotto ad essere Aratore, e Zappatore di terreni, non so in qual Mondo; e nelle mani d’uno sì caritativo, che per dar di che mangiare agli uccelli, fa affacchinare un uomo. Con tutto ciò rincorandomi con la speranza, e fatto della necessità virtù, mi diedi con pronto animo, se non contento, ad eseguire quella commissione, che la mia stravagante fortuna mi metteva per allora innanzi. Per la qual cosa arato prima bene il terreno, e divisolo in diversi solchi, quivi gittai frumento, colà segala, costà saggina, qui grano d’India, e in questo solco panìco, e in quell’altro miglio; e fino veccia, e loglio vi sparsi. Germogliarono le sementi, e granarono le spighe, ed ecco le nuvole degli uccelli, che si calavano, e s’udiva un festivo schiamazzo di contentezza; ma tutti arrestandosi, secondo le spezie diverse a que’grani, che alla natura loro si affacevano, gli vedea lietamente nudrirsi, e mi parea, che il passero beccando il miglio, non si dolesse, che il lucherino vi trovasse il panìco, nè a questo sapeva male, che vi fosse la saggina pel frusone; ma ognuno si godeva la sua speziale pastura senza dir male dell’altrui. E benchè il campo non avesse bella vista, nè fosse secondo l’arte dell’agricoltura seminato, vedendo, che il bisogno richiedeva a quel modo per alimentare tanti ventrigli, nè fui dal mio Vecchio Signore lodato; il quale mi disse, ch’io proseguissi in tal modo, ch’esso era ottimo per appagare una comunanza. Intanto io mi svegliai, e trovai, che il mio sogno, ha molto che fare con la Gazzetta. P. ◀Traum ◀Level 3

Metatextuality► Signor Methodophylax, ecco il nostro sistema. Uomini di lettere, e senza lettere, Genti occupate, Genti oziose, Capi, e Figliuoli di Famiglia, Vecchi, Giovani, Nobili, Plebei, Maschi, e Femmine, s’hanno ad appagare d’un foglio solo. Io prego voi a tacere, e ogni altro ad appagarsi del grano suo proprio senza dolersi di quello, che v’è seminato per altrui: giudicando, che questo è campo, in cui si dee seminare ogni cosa, e anche della veccia, e del loglio qualche uccellino si pasce. ◀Metatextuality

Level 3► General account► Nell’ultimo giorno di Carnovale, passate l’ore 24. un cert’Uomo in Maschera grande, e ben fatto della persona, ben vestito, e col cappello orlato d’oro andò alla Bottega da Caffè sotto l’Oriuolo tenuta da Antonio Benintendi coll’insegna della Provvidenza. Stabilì la Maschera un contratto di sei libbre di cioccolata, a quattro lire la libbra. Al pagare pose le mani nella scarsella, e si dolse di non avere altra moneta fuorchè un’osella d’oro da quattro zecchini, che avea poco prima riscossa. E aggiunse al Bottegajo, che sarebbe andato per altra moneta, se quella non gli volesse cambiare. Il Bottegajo la pesò, trovolla scarsa quattro grani, si tenne il valsente della cioccolata, e diegli il restante in argento. La Maschera andò a’fatti suoi. Come si sa, alcuni astanti, vollero vedere l’osella, per osservare il tempo in cui fu coniata, s’era di bel conio, e altre circostanze. Dubitò alcuno, che fosse falsa, altri di che no; e si faceano coscienza d’imputar la Maschera. Il Bottegajo andò al Signor Moschini Orefice, che la trovò con l’anima d’argento, e d’un valore di lire 26. in circa.

Dispiace molto al signor Benintendi che siasi verificato il Proverbio: Non è tutt’oro quello, che splende. ◀General account ◀Level 3

* Nella stessa sera un Uomo impazzato in Contrada di San Marciliano, ferì sei Persone. Ci sono de’pazzi, co’quali alle volte si pratica più volentieri, che co’Savi. Da questi ci guardi il Cielo.

Cose da vendere.

Una Palla della B. V. del Carmine, che sarebbe al proposito per qualche privato Altare, o Oratorio di Villa. E (sic!) opera del Palma. Chi v’applicasse parli col Sig. Giuseppe Garbizza Librajo a Santa Sofia, che verrà indirizzato al Padrone della medesima.

Una Stufa d’Inghilterra, di sopra inverniciata, somigliante al Verde Antico.

Come pure un Fornimento d’Arazzi istoriati con Oro, e chi desiderasse o l’una, o l’altra di queste cose, parli con il Sig. Gio: Battista Ferrari, Biavariol al Ponte dall’Oglio a S. Gio: Grisostomo.

Cose perdute.

E (sic!) stata perduta una Borsa con molti Zecchini. Chi l’avesse trovata la porti al Sig. Angelo Caffettier in Campo della Guerra, che n’avrà una generosa cortesia, e prima tutti i contrasegni.

Chi avesse ritrovato un Portafoglio tutto di fuori coperto d’amuèr verde, e orlato intorno della stessa roba, con dentrovi alcune carte di grandissima premura al padrone d’esso Portafoglio; lo porti a Pietro Valsecchi Caffettiere in calle dell’Acque, là dove, verificate, che saranno esse carte dal Padrone d’esse, sarà donato al trovatore un zecchino d’oro di mancia.

E (sic!) stato perduto sin dai 7. di Febbrajo un Cane Mufle piuttosto grandetto, grasso, e castrato di pelo oscuro, con la cima della coda nera; chi l’avesse trovato, lo porti dal Barbiere in campo a Sant’Apponal, che gli sarà data la buona mano.

Case da Fittare.

Una Casa d’affittar di ragione del Venerando Monastero de’Frari, in Contrada di S. Stin, sulla Fondamenta di Cà Badoer, paga all'anno Ducati 46.

Chi volesse applicarvi parli o col Padrone Procurator del suddetto Monastero, o coll’Intagliator sulla detta Fondamenta, presso cui saranno le chiavi, avertendo, che la detta Casa per il primo di Marzo prossimo venturo sarà lasciata libera dall’affittual, che ancora l’abita.

In S. Giorgio Maggiore num. 6. Magazeni d’affittare ad uso di mercanzia. Paga all’anno Ducati 30. E a mese Duc. 3. Le chiavi sono appresso il Portinaro di detto Monastero.

Bottega d’affittar in Ruga, in faccia la Chiesa di S. Zuane. Le chiavi sono dal Strazariol ivi vicino.

Casa d’affittar, sopra Canal grande, in due appartamenti, sopra la Riva dell’Oglio a S. Cassan, con Pozzo buono, e Magazeni da Merci, e tutte le sue comodità. Paga Duc. 200.

Zuccaro Pani 24.

A S. Gio: Grisostomo simile d’affittar, in corte del Sabion. Paga Duc. 50.

Chi le vuole o l’una o l’altra, parli con il Sig. Gio: Battista Ferrari, Biavariol al Ponte dell’Oglio a S. Gio: Grisostomo.

Fuori di Venezia.

Un Casin d’affittar con tutte le sue comodità, sopra l’Acqua, posto in Monfelice. Paga all’anno Duc. 60.

Chi lo vuole parli con il sopraddetto Gio: Battista Ferrari, ec.

Persone desiderate.

Un Uomo d’onesta condizione d’Anni 51. senza difetti nella Persona, Vedovo, con una Figliuola d’Anni undici, e con rendita di millecinquecento ducati, e casa sua; brama d’ammogliarsi nuovamente per avere una custodia alla detta Figliuola; se vi fosse qualche Vedova in età di quarant’Anni o quarantacinque, o anche fanciulla della stessa età, bene educata, e inclinata ad una vita quieta, e qual si conviene alla custodia d’una Giovinetta d’Anni undici, può con una polizza suggellata, o con altro mezzo, come a lei più piacerà darne conto, alla Bottega di Paolo Colombani. Non si desidera dote; ma solo che abbia il suo bisogno di vestiti a modo suo. L’Uomo, che ciò desiderà renderà un conto chiaro della sua condizione, e delle sue facoltà, e così bramerà buone testimonianze di quella, che s’esibisce.

Libri nuovi, o sotto il Torchio.

Memorie del Beato Enrico, morto in Trivigi l’anno 1315. Corredate di Documenti: con una Dissertazione sopra San Liberale, e sopra gli altri Santi de’quali riposano i Sacri Corpi nella Chiesa della già detta Città. Parte prima. In Venezia 1760. per Pietro Valvasense, in 8.

De B. Henrico Baucenensi qui Tarvisii decessit Anno Christi 1315. Commentariorum Pars altera, ipsius Vitam, Pet. Dominico de Baono Tarv. Episcopo Auctore & varia complectens tum vetera, tum recentiora Monumenta nunc primum in lucem edita. Cum Appendice aliorum Monumentorum trium de SS. Liberale, Theonisto, Thabra, & Thabrata ac Opuscoli de Proditione Tarvisii.

Avviso

È gran tempo, che si desiderano le Notizie del B. Enrico; ed è gran tempo ancora che sonosi compilate: quantunque per vari accidenti ne sia finora stata differita la stampa. Ora si producono finalmente; e se ne compensa il ritardo con una Giunta sopra gli altri Santi, de’quali riposano ab antico le Reliquie nella Trivigiana Chiesa, e con sofficiente numero di Documenti inediti, che sono il corredo e il fondamento dell’Opera. In questi gli Studiosi delle antichità de’mezzani Secoli troveranno cognizioni non disutili, ne’volgari affatto concernenti così la Ecclesiastica, come la Profana Istoria, massimamente della Città di Trivigi, e de’circostanti luoghi. Al segno medesimo sono indirizzate le Annotazioni, tanto le italiane apposte alle Memorie del B. Enrico, quanto le latine intese ad illustrare i Documenti: onde si possa non meno alla pietà, che all’erudizione soddisfare.

Si stamperà il Libro in quarto con caratteri nuovi, e bella carta, sarà diviso in due Parti o Tomi, e si valuterà in ragione di L. 4: 10. per Tomo: e soprappiù si doneranno 4. Tavole in Rame cavate da originali antichi la prima delle quali rappresenterà il B. Enrico, la seconda il Sepolcro di Lui primitivo, la terza S. Liberale, la quarta i SS. Fiorenzo, e Vindemmiale.

Alla Libreria del Sig. Coleti in Venezia si riceveranno i nomi degli Associati, e in Trivigi dal Sig. Eusebio Bergami Librajo; nè si sborserà danaro di sorte alcuna se non alla consegna del Libro, bastando soltanto aver i nomi delle Persone che desiderassero provvedersene.

Il Disinganno de’Grandi, e d’altre Persone qualificate intorno a’loro doveri esposti già a sola propria istruzione da sua Altezza Mons. il Principe Armando di Conty, tradotti in Italiano, e comentati sul gusto delle Lettere Critiche, alle quali può servire di supplemento, dal Signor Avvocato Giuseppe Antonio Costantini, in Venezia apresso Antonio Zatta 1760. Tomi 2. in 8.

È uscito da’Torchj dello stesso Zatta, il Tomo III. de’Concilj, e si proseguisce il Tomo IV.

E sono sotto a’torchj di lui. Disciplina Populi Dei in Novo Testamento & c. Auctore Claudio Fleury.

E Didymi Ulpiani de Matrimonio, Justum Natura, tum Canonicum.

Chi volesse associarsi per li detti Libri del Zatta, lasci il suo nome al Signor Giambatista Novelli, Librajo in Merceria, o al Negozio stesso del Zatta al Traghetto di San Barnaba.

Libri nuovi fuori di Venezia.

Il Broedelet Librajo forestiere nella cui Stamperia furono già pubblicate l’Opere piacevoli di Messer Francesco Berni, del Casa, del Molza, e degli altri Poeti festivi Italiani: oggidì pubblica di nuovo esso Libro molto più corretto, che nella prima Edizione. Dee far piacere tale ristampa agli Amatori della nostra Poesia burlesca, essendo esso Libro divenuto rarissimo, tanto della predetta Edizione quanto di tutte l’altre. Promette esso Broedelet con lettera, di mandare fra pochi giorni un Manifesto intorno a tale ristampa a Paolo Colombani Librajo a San Salvatore all’Insegna della Pace, il quale sarà venditore di essi Libri in Venezia, e a cui s’indirizzeranno i Comperatori. Si da quì per ora questo cenno, sapendo ch’è opera stimatissima da quanti hanno buon gusto, e ritrovata a stento; tanto delle antiche Edizioni, quanto delle moderne.

Legni arrivati.

20. Febraro. Nave nominata Resoluzione, Capitan Gionas Barnes Inglese, manca da Londra il primo Decembre, e da Yarmouth li 31. detto, raccomandata a sè medemo, con 1320. Bar. Renghe. 50. Bar. Retrigerio. 164. Lenguette Piombo.

21. Detto. Nave nominata Gallera Elena, Capitan Jan de Jonge Olandese, manca da Foe Inghilterra li 3. Gennaro, raccomandata a sè medemo, con 900. Bar. Cospettoni. 50. Bar. Stagno.

Detto. Tartanon, Patron Pasqualin Trevisani, venuto da Ancona, con 225. Bar. Renghe.

Altri tre Bastimenti Veneti, sono giunti jeri in questo Porto, provenienti da Corfù ed altre parti del Levante, de’quali nella Gazzetta prossima si darà raguaglio del loro Carico.

Il Convoglio che si attende da Salonicchio, composto di tre Navi Venete, è giunto in Istria, e si attende di giorno in giorno.

Sono per entrare più Vascelli Forestieri, che stanno sopra Porto, e dicesi, che ve ne sia uno venuto dall’America in giorni 50.

Cambj per le Piazze Estere, corsi addi 22. Febbrajo 1760.

Lione Ducati- 60 Banco per Scudi d’Oro Sole N. 100. da Lire 3. l’uno.

Bolzano Soldi- 133 per un Scudo sa Carantani 93.

Roma Scudi Oro Stampe 62 1/4 per Ducati 100. Banco.

Napoli Ducati Regno 120 per Ducati 100. Banco.

Firenze Scudi- 80 Oro da Lir. 7 1/2 per Ducati 100. Banco.

Livorno Pezze da 8/r 103 3/4 per Ducati 100. Banco.

Milano Soldi- 156 1/2 per un Scudo di Soldi 117. Imperiali.

Genova Soldi- 95 1/4 per un Scudo da Lir. 4: 12 Fuori Banco.

Anversa grossi- 93 1/4 per un Ducato Banco.

Amsterdam grossi- 90 1/2 per un Ducato Banco.

Amburgo Reistaleri- 91 5/8 per Ducati 100. Banco.

Londra Sterlini- 51 1/3 per un Ducato Banco.

Augusta Taleri- 99 per 100. Ducati Banco.

Vienna Fiorini- 192 per Ducati 100. Banco.

Ancona

Bari nulla in questa settimana.

Lecce

Prezzi delle Merci.

Zucchero verzin- Duc. 18. ogni libre 100. in sorti mento.

- - Mascabà- Duc. 14. in 15 il 100.

- - Raffinà- Duc. 26. il 100.

Caccao di Caracca- Duc. 56.il 100.

- - di Portogallo- Duc. 38.il 100.

Pevere- Duc. 110. in circa alla carga.

Garofoli- Grossi 56. in circa la Libra.

Cannella- Duc. 350. in circa al 100.

Gottoni di Smirne- Duc. 17 ½ il 100.

- - di Salonicchio- Duc. 18 ½ il 100.

- - di Cipro- Duc. 19 ½ il 100.

Cera lavorata di compimento. Duc. 37. il 100.

detta Sottana- Duc. 36. il 100.

Mandole di Puglia- Duc. 80. il Mier.

dette di Messina- Duc. 70. il Mier.

Oglj di Corfù- Duc. 108. per Mier B. V.

- - di Zante- Duc. 100. per Mier B. V.

- - di Morea- nulla. per Mier B. V.

- - - Mosti per Mier Duc. 101. per Mier B. V.

Dal primo giorno, in cui cominciarono ad uscire i fogli presenti, fino ad oggi, ho avuto la consolazione di vedere che diverse Case sono state fittate, le quali per via di Polizze attaccate alle muraglie, erano state vote parecchi Mesi, un’Astuccio d’oro, che giaceva da qualche Mese nelle mani dello Zatta Stampatore, è ora venduto per zecchini 65. e le due Scattole da lui possedute sono in contratto. Due Persone sono allogate, e hanno trovato di che vivere. In sì pochi dì i presenti fogli hanno fatto questi benefizj. Desidero che tali fatti dieno animo al Pubblico ad arrecare Notizie a’luoghi assegnati. In ciò consiste la vera sostanza della Gazzetta Veneta. S. ◀Level 2

Vendesi la presente Gazzetta a 5. soldi, e si ricevono le Notizie.

A San Marco. Nella Bottega da Caffè di Florian.

In Merceria. Nella Bottega di Paolo Colombani Librajo.

In Venezia. Per Pietro Marcuzzi Stampatore.

Con Privilegio. ◀Level 1