Gazzetta urbana veneta: Num. 21

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Livello 1

Num. 21.

Sabbato 11. Agosto 1787.

Livello 2

Da persona d’autorità riceviamo la sicura notizia, che la Festa nel Teatro Olimpico di Vicenza ad onore di Sua Eccel. Pietro Pisani Cap. Grande di quella Città, non alli 23. del cor. mese com’abbiamo avvisato in uno di questi Fogli, ma seguirà il dì ventuno.

Metatestualità

Ecco la Lettera, che abbiamo accennata, diretta alla Signora Giovanna Pavon. Contenendo delle lodi a questa celebrata Cantante, e degli avvertimenti, che ci sembrano pieni di solida dottrina, e tendenti alla pubblica utilità, stimiamo dovere il riportarla in tutta la sua originale estensione.

Livello 3

Lettera Scritta
da un letterato forestiero
Alla Signora
Giovanna Pavan
In Occasione dell’Oratorio: La Ninive Conversa cantato ai Mendicanti ultimamente.

Lettera/Lettera al direttore

Non sò chi voi siate. Io non v’ho ancora veduta; e forse non vi vedrò giammai. Sò, che siete una fanciulla assai brava: ed è per questo, che io vi scrivo. Un uomo di Lettere, quando scrive ad una brava fanciulla, dovrebbe farle un Sonetto. Ma Voi meritate di più: imparate in quest’incontro, che i Sonetti non vagliono niente; e che i talenti si onorano assai meglio colla prosa. In quale dolce fremito mi ha ella posto mai la vostra voce divina! Sono quarantott’ore , dacché vi udii, ho passato in quest’intervallo tutti i piaceri, che può ad un’anima sensibile offrire la Società, e la meditazione: e i tuoni armoniosi usciti dalla vostra bocca mi si ripetono tutt’ora come di recente, all’orecchio: il mio cuore non si è ancora scosso da quella soave ebbrietà, in cui voi l’avete posto. Ricevete, o brava fanciulla, l’ingenuo omaggio d’uno straniero, che ama la verità, e non ha interesse nessuno per adularvi. Ricevete per mezzo mio ripetuti anche una volta gli applausi, che i giusti vostri concittadini vi hanno fatti. Organo della pubblica voce, io vi confermo con estrema sodisfazione i sentimenti di sorpresa, e di viva stima, che hanno per voi conceputi. Ma io non vi scrivo soltanto per farvi de’complimenti. I complimenti lusingano per un istante; e non lasciano traccia di sè. Io m’interesso all’avanzamento della vostra abilità: io tendo a concorrere allo stabilimento della vostra gloria. Che quest’omaggio, che questi applausi, che questo universale aggradimento, che tutti i colti spiriti vi hanno palesato, non vi sia fatale! Oh brava Pavana! La fredda indifferenza d’un Pubblico insensibile agli sforzi del talento, molte volte avvilisce gl’ingegni, e taglia il filo al perfezionamento nelle belle arti: ma più spesso ancora influisce al loro peggioramento. Voi guidate la vostra bella voce con una grazia soave, con una intelligenza, e con un giudizio maestro. Sapete darle il vero tuono della espressione; rilevare il sentimento; modulare in tutte le sue parti la parola, questa immagine del pensiero, e degli affetti; alla perfezione della quale di suo primitivo istituto tende la musica. Voi, senza saperlo, possedete la filosofia del canto: questa parte sì essenziale, e ciò non ostante sì universalmente trascurata. In una parola voi siete destinata evidentemente a fare forse un giorno epoca nella storia della Musica vocale. Ma guardate, che volendo perfezionarvi in questa parte sì delicata, e difficile, non vi guastiate. Guardate, che per donare più forza alla vostra espressione, non perdiate poi le proporzioni. Oime! Quanti giovani ingegni felicemente in possesso dell’entusiasmo delle arti, allora quando sono sul punto di toccare la perfezione, pel solo desiderio di afferrarla, si smarriscono! Vedete i quadri animati d’Albano, e le tinte vive, e ridenti, che formano il carattere di codesto eccellente Pittore! Pochi grani di più del colore preparato sulla di lui tavolozza, dissiperebbe la verità, e la naturalezza, che oggi c’incanta. Niente di troppo. Ecco la massima, che io vi raccomando. Non sempre i maestri della musica sono al caso di correggere, quando non sieno mostruosamente marcati i tocchi risentiti d’una pronunciazione, che svia. Vedete voi quanto pochi Attori conta la nostra Nazione distinti in questo genere di abilità? Non tutti i maestri hanno la necessaria intelligenza di questa parte, e la opportuna finezza di gusto. Non tutti hanno interesse ad ispirarla. Fatevi da voi quest’interesse; e giacché la natura vi ha dato, onde bene incamminarvi, movete lentamente e con riflessione. Io non vi metto innanzi un esempio, che voi stessa potete contemplare a vostro agio. V’ha chi per intelligenza di musica vi avanza d’assai fra le vostre pari. Vi fu un tempo, in cui potevansi argomentare della persona, che accenno, i felici avanzamenti, che voi ora fate sperare. Ma nel tentarli mancò la guida: l’entusiasmo soverchio, e la vanità tirò fuor di carriera il più bel talento, non degno di tale destino. Si applaude tutt’ora non so, se al restante delle qualità luminose, che apparisce; o al gusto cattivo, che non manca mai di seguaci sciocchi, ed ignoranti. Sì, brava ragazza. Vi sono orecchi, che per asprezza di fibra godono d’essere violentemente urtati: e l’approvazione di questi orecchi insulta al buon gusto. Sarebbe desiderabile, che cessasse una volta il barbaro uso di difformare, come si fà, la bella lingua del Lazio, con darle una piegatura, che non è sua. Sarebbe desiderabile, che si onorasse un poco più l’armoniosa, e bella lingua Italiana; che il genio de’bravi maestri di musica non adornasse in vano un cadavere arido che mette orrore. La pronta facilità d’intendere quel, che cantate, sviluperebbe di più i vostri talenti; e vi mostrerebbe di difetti, ne’quali voi poteste cadere. Vederli, correggergli negl’ingegni svegliati, e vivi, com’è il vostro sovente è un’opera istessa. Vedreste da per voi in quel caso, come la voce colle sue diverse inflessioni ajuta a dipingere le idee dello spirito; e come essa sola indica i gradi diversificati, che il grammatico non può sperar giammai di distinguere. Brava fanciulla! La musica è sul cuor dell’uomo onnipotente: ma deve essere eseguita  . . . . . Posso io dirvi come? Riunite in una persona sola i tratti singolari, che caratterizzano l’esatto Pacchierotti, l’espressivo Rubinelli, il libero Marchesi: e voi potrete saperlo. Sono disceso da’complimenti ai consigli. Amo le belle arti; amo la musica; e desidero alla mia nazione de’progressi in ogni genere. Me fortunato se non avrò a dolermi un giorno di non avervi contribuito anch’io per quanto poteva.
Teatri. Dall’Eccelso Consiglio di X. Mercordì p. p. fu accettata ed esaudita la Supplica presentata dalla Società, che possedeva il Teatro di San Benedetto, ora passato in proprietà delli N. N. H. H. Venieri, per l’erezione d’un Ottavo Teatro in questa Città. La novità strepitosa, è quella che anima presentemente tutte le Adunanze de’Caffè, e de’Casini. Ognuno vuol dire la sua. Chi protesta di saper tutto, ma di non poter parlare, quanto al sito destinato alla nuova Fabbrica; chi fa l’astrologo; chi si mette in ismanie per aver qualche sicura notizia. Secondo alcuni, l’Architetto a quest’ora è trovato, ed ha già avute le sue commissioni: altri asseriscono che si cerca altrove, e che furono scritte per ciò molte Lettere. In mezzo a queste contraddizioni apparisce la probabilità, che molte accostasi alla certezza, di vedere questo nuovo Teatro in una delle migliori situazioni di questa Capitale vicina alla Piazza. È poi fuori d’ogni dubbio, che sarà il più bello e magnifico di quanti n’esistono in Venezia, non meno per la interna architettura e comodità, che per le adiacenze, che mancano agli altri. Tale è l’impegno della Società composta in massima parte di P. P. V. V. e sarebbe una offesa per essa il dubitare d’un adempimento fedele, quando in grazie sua s’è derogato ad una Legge recente, che proibiva la fabbrica d’altri Teatri. Noi ci consoliamo alla idea d’avere anco in questo, ciò che nulla lascj invidiare all’altre Nazioni, e di cui bisogna confessare, che attualmente siamo in difetto. Solennità ordinarie. Le angustie d’un caldo affannoso, che respirar non lasciava in alcun sito di questa Città, non ha potuto impedire il concorso della gente alla Sagra di S. Lorenzo, la notte della sua vigilia, che fu quella del giovedì p. p. S’adunarono sulla fondamenta dell’Osmarin sulle sedie disposte con ordine, moltissime Signore elegantemente abbigliate, che dall’agitato ventaglio traevano qualche sollievo contro il bollore della stagione. Un critico osservatore, dopo avere, trapassando lentamente, esaminate ben bene quelle ornate Bellezze, si vantò d’aver conosciuto ch’una soltanto era a fianco di suo Marito, e che le altre tutte avevano in compagnia il Cavaliere Servente. Riferendo questo scherzo siamo persuasi in contrario, sapendo qual’unione regna ne’matrimonj di questo Paese. Nel seguente giorno festivo, le Sacre Vergini di quel Monastero, che professano la Regola di S. Benedetto, videro la loro Chiesa piena di Popolo tratto dal diletto della musica, dalla bellezza dell’apparato, e dalla divozione al Santo Martire. Il tempo minaccioso del dopo pranzo arrestò il concorso, e ruppe molti disegni: ma la pioggia caduta ebbe le benedizioni del Popolo come un dono celeste, che rinfrescò l’aria calda, e nutrì le speranze d’un qualche risarcimento all’arsura delle campagne. Venne forse sollecitata dalle preghiere de’divoti, che visitarono la Chiesa suddetta. Fu essa fondata nell’anno 809. dalla Patrizia Famiglia Participazio, e rinnovata nel 1490. sotto il governo dell’Abbadessa Elisabetta Molino. L’Altar maggiore, opera di molto pregio, fu disegnato da Girolamo Campagna ed eseguito da Giammaria Canareggio. Palma il giovine, il Peranda, Pietro Mera, Flaminio Floriano, Domenico Tintoretto, e il Pilotto, sono i Pittori che l’abbellirono co’loro lavori. La contigua Cappella di San Sebastiano è ricca essa pure di belle Pitture. Ivi giacciono le ceneri del celebre Marco Polo, al Mondo tutto famoso per le nuove scoperte che fece ne’lunghissimi, e pericolosi suoi viaggj.

In Senato
9. Agosto.
Giustizia Nuova.

E. Angelo Diedo.

In M.C.
10. Agosto.

Podestà a Montagnana dura mesi 16. E. Antonio Agost. Corner qu: Zuanne. Carmerlingo a Verona dura mesi 16. E. G. Domenico Venier qu: Andrea. Rason Vecchie. E. Piero Capello 2 qu: Piero K. 40. ordinario. E. Carlo Cost. Querini. 6. Del Pregadi E. Alvise Folcari 4.) E. Franc. Maria Crotta) E. Zuanne Zusto.) E. Bortolo Grad. primo.) E. Anzolo Boldù.) E. Andrea Morosini.) fu Consiglier. Giovedì scorso alle ore 23. uscì dall’Arsenale una Galera nuova nominata La Stella, che deve servire di cambio ad una vecchia resa incapace alla Navigazione, che si ritrova colla ciurma in questo Porto. Trà poco ne uscirà un'altra or’ora racconciata per l’oggetto medesimo. All’Incanto. In esecuzione delli Decreti 2. Giugno p. p. e 2, Agosto cor. dell’Eccellentissimo Senato, si farà lo scavamento del Rio d’Angui di S. Girolamo, e di quelli del Ponte lungo a S. Trovaso, della Toletta e Malpaga. Ogni martedì del presente mese, l’Eccellentissimo Magistrato de’Prov. di Comun si porterà al Pubblico Incanto onde deliberare le operazioni accennate, al minore offerente. Alli 21. del corrente Agosto, l’Eccellentissimo Aggiunto Sopra Monasterj si porterà alla Lozzetta di S. Marco per deliberare al maggior offerente, con riserva delle Polizze secrete, li seguenti Beni. Beni e Livelli, ch’erano del soppresso Convento de’Minori Conventuali di Piove di Sacco. Livelli situati nelle Chiusure di Brescia, ch’erano della soppressa Canonica di S. Giovanni Evangelista di Brescia. Beni, ch’erano della soppressa Canonica di San Michele di Candia dell’Ordine de’Canonici Regolari del Salvatore. Stabili, ch’erano della soppressa Canonica di S. Giovanni Evangelista di Brescia. Beni e Case ch’erano della soppressa Canonica di S. Giovanni Evangelista di Brescia. L’Eccellentissimo Magistrato delli Deputati & Aggiunti alla Prov. del Denaro delibereranno li pubblici seguenti Dazj della Cam. Fiscale di Corfù, al maggior offerente in polizze presentate e sottoscritte da un Interveniente noto di questo Foro. Dazio Dalla gabella di Pargà Della Grana d’Isola. Della Peschiera di Serovaglia. Delle Rive di Pargà. Delle Scodelle da Mulini. Del Traghetto di Bastia. Delle acque, ovvero Peschiere di Bastia. In qualunque giorno di Riduzione, le loro Eccellenze riceveranno primieramente le offerte vocali col raguaglio del zecchino a Lir. 36. in ragion d’anno: e se le medesime converranno all’interesse Pubblico, si chiamerà la presentazione delle polizze secrete, che s’apriranno immediatamente, coll’intervento de’presentatori di esse, e deliberati verranno i suddetti Dazj, tanto uniti che separati, all’esibitore di maggior summa. Continuazione
Delle Cariche in Vendita. Apertador al nuovo Stallaggio. Provveditor vendita Fante. Scontro alla Cam. Raspo, Residuario de’Dazj della Città di Rovigo. Voltador da Biade.

Persone
ch’esibiscono la loro capacità.

In Casa del Signor Giuseppe Chiola Chirurgo, a S. Sofia, in calle del Forno, abita un Giovine, che desidera impiegarsi ad insegnare Grammatica, Umanità, Rettorica, Filosofia, e Teologia Morale. Discenderebbe anco da queste altezze, per collocarsi in qualche Famiglia in qualità di Secretario, Fattore, o sotto Fattore. Sarebbe mai questi quel Siciliano, che si contenterebbe sino di fare la barba? Chi desiderasse di collocare a spese una o due Ragazze di civile estrazione, in un’onesta e decente Famiglia, propria a dare ad esse una buona educazione, parli col Caffettiere sulla Riva del Vino che ne avrà da lui l’indirizzo.

In Vendita
alla Battaglia Territorio Padovano.

Un’abitazione grande, contenente una Sala con quattro belle Camere, e in fondo d’essa una Terrazza con scala per cui si discende in una Corte con pozzo. Vicino ad una delle dette Camere v’è un Tinello, e appresso questo un Oratorio Pubblico. La Cucina è posta sotto il Tinello. Dalla parte di Tramontano vi sono in fila quattro Camerini, e ad essi contigua una Barchessa di cinque archi, e una Colombaja con un Camerino di sotto. Vi sono tre Cantine, Scuderia, Fenile, Rimessa, Granajo, e un Brolo di due campi circa tutto circondato di muri, con in capo d’esso una Casetta per l’ortolano, un orto ben coltivato, e vicino a questo un luogo per le Piante. Sotto li Camerini v’è un'altra Cucina con varj luoghi da servizio, una chiavica che prende acqua dal Fiume che và a Monselice, Portoni per Carrozze e Carri. Tale abitazione è sopra la strada e il Fiume. Per questo acquisto si fa capo dal Sig. Mich. Beringhieri in Cà Grimani a S. Fosca. Il Proprietario della stabile s’indurrebbe anco a far un vitalizio. In Venezia. Uno Stabile situato al Ponte di Cà Tetta a S. M. Formosa. Chi applicasse all’acquisto si rivolga al signor Giammaria Bevilacqua a San Tommà. D’Affittare. Mezzadi con magazzini e cantina, il tutto unito al Palazzo del N. H. E. Renier Zen alla Riva de Biasio. Pagano dall’anno D. 60. Le chiavi sono nel Palazzo medesimo. Casa grande in Campo a S. Polo. Il ricapito è dall’Eccellente Luigi Casotto a S. Luca. Paga all’anno D. 130. Casa in solajo in Contrada di San Tommà in Calle di Cà Centani, con tutte le sue comodità; guarda sul Canal grande, e paga D. 110. Le chiavi sono in Cà Zustinian sulle Zattere.

Avviso
di Giuseppe Rosa.
Stampatore di Venezia.

Esce al Pubblico colle mie stampe il primo Tomo di un’Opera, la quale nulla avendo di nuovo nel titolo, molto ha però di nuovo e di utile nella scelta delle materie, e nel metodo di trattarle. Eccone il Frontespizio: Catechismo Ragionato, o sia la Dottrina della Chiesa sopra le materie più necessarie a sapersi circa il Dogma e circa il Costume, per instruire e convincere chiunque colla Divina Grazia cerca di conoscere la Verità. Opera utilissima ad ogni genere di persone, e ad uso principalmente de’Parrochi e de’Catechisti, del Signor Abate Ferdinando Conte Calini. L’Autore, uomo consumato negli studj delle Teologiche Discipline, e della Morale Filosofia, che ha potuto riscuotere col suo sapere per assai tempo la stima di una Città tra tutte letteratissima, qual’è Bologna, si è prestato al lavoro di quest’Opera con uno studio indefesso di molti anni per render facili le materie più sottili della Cattolica Religione, e con uno zelo straordinario per renderle vantaggiose ad ogni genere di persone; unico scopo ch’egli ha avuto in questa sua benemerita fatica. Persone di dottrina e pietà che hanno letto per disteso e attentamente il Manuscritto mi hanno assicurato del merito intrinseco e reale dell’Opera, e determinato a porla sotto il torchio con sicurezza di un esito non ordinario; perché in essa con tale semplicità e chiarezza si spiegano la Dottrina della Chiesa, le Regole più sicure della Cristiana Morale, e le Massime Santissime di Gesù Cristo, che si può con fondata ragione sperare, che tra molti che furono stampati in altri tempi, anche ne’più prossimi ai nostri, verrà prescielto questo Catechismo Ragionate, e reso comune a vantaggio spirituale de’Fedeli. La divisione di questo Catechismo è in sei Parti. Vi sono nella prima le materie che risguardano l’esistenza di Dio, i primarj Misterj della Trinità, e della Incarnazione, la Providenza di Dio nella permission del peccato, nella distribuzione delle prosperità e disavventure che dividono il Mondo. Vi si parla pure della creazione dell’Uomo, della Cattolica Religione, che ad evidenza si prova esser la vera dalla moltitudine dei miracoli che la confermano, dalla sua santità, e dalla sua immutabilità o sia durazione: poscia della Chiesa Cattolica, del suo Capo, che è il Sommo Pontefice, della infallibilità del medesimo nel decidere le controversie che tra i Fedeli insorgono, della Divina Scrittura, delle Tradizioni, e di altre materie, che alla cognizione della Religion nostra il sapere sono più necessarie. Nella seconda Parte si spiegano i Precetti del Decalogo, e della Chiesa, e si espongono quelle leggi, che per l’autorità avutane da Dio far possono i Principi e le Podestà Secolari, premessovi un Trattato che ha per obbietto la Coscienza tenera e delicata, a cui si oppone per difetto la Coscienza lassa, e per eccesso la Coscienza scrupulosa. La terza Parte contiene le tre Virtù Teologali, la Contrizione, l’Attrizione, la Carità verso il Prossimo, ove il precetto si disamina della Limosina, e quello di perdonare le ingiurie, e le quattro Virtù Cardinali colla guida spiegate eziandio della Morale Filosofia. Nella quarta Parte si spiegano i Sacramenti in genere, e ciascun Sacramento in particolare, non lasciando senza qualche spiegazione anche i Sacramentali. Nel Sacramento della Penitenza vi si aggiugne la dottrina del Purgatorio e delle Indulgenze. Parlasi nella quinta Parte del peccato originale, attuale, ed abituale, dei sette peccati capitali, e di sette Virtù che a questi peccati si oppongono. Finalmente nella sesta Parte la spiegazion si ritrova della Orazione Domenicale, e la spiegazione del Simbolo Apostolico; ma quest’ultima è tolta intieramente dalle Opere del Venerabile Cardinal Bellarmino, avendola esso trattata da gran Maestro, e che assai malagevolmente si ritrova. A queste sei Parti vi sta per giunta un’Appendice sopra tutte le Feste del Signor Nostro Gesù Cristo, e della Madre sua Santissima, che celebra fra l’anno la Chiesa. Quest’Appendice è stata travagliata dall’Autore, perché a lui sembra necessaria una tale instruzione, essendo nel popolo Cristiano l’ignoranza di quanto si celebra nelle Solennità dell’anno oltre ogni credere grandissima. Che però se un simile lavoro uscito dalla dotta penna dell’immortal Lambertini riscosse tal applauso, che fatte ne furono molte edizioni, chi potrà dubitare dell’incontro anche di questa giacché l’Autore valorosamente ne segue le tracce, riducendo le diffuse Dottrine di quel grand’Uomo alla facilità del Dialogo, e ad un esatto e fucoso compendio, oltre che pare che sia tutto suo quello che riguarda il cuore, e il costume. Tutta l’Opera che vi annunzio sarà divisa in cinque Tomi; e per facilitarne l’acquisto ad ognuno (poiché sarebbe necessario che ogni Famiglia Cristiana se lo provedesse a spirituale vantaggio de’figliuoli e domestici), il prezzo pe’Signori Assocciati sarà di soldi cinquanta per cadaun Tomo, da pagarsi alla consegna di esso, e i loro nomi si riceveranno alla mia Stamperia in Calle Longa a Santa Caterina, e in Merceria al Negozio del Signor Giacomo Storti all’Insegna della Fortezza. Il primo Tomo uscirà alla metà del presente Agosto; e si stamperanno gli altri colla possibile sollecitudine. Vivete felici.

Cambj.
11. Agosto 1787.

Parigi) Lione) cinquantasette e un ottavo. Roma sessantatre e cinque ottavi. Napoli cento e diciassette. Livorno cento e due e mezzo. Milano cento e cinquantadue e mezzo. Genova novantuno e un quarto. Amsterdam novantatre e tre quarti. Londra cinquantuno e un quarto. Augusta cento e tre mezzo. Vienna cento e novantotto e un quarto.

Metatestualità

Essendo Mercordì p. v. giorno di Festa solenne, s’è pensato di dar fuori il Foglio nel precedente Martedì dopo pranzo. Serva l’avviso per quelli, che sogliono prenderlo d’ordinario in ordinario dal Colombani.
Dalla Stamperia Zerletti Venezia.