Cita bibliográfica: Antonio Piazza (Ed.): "Num. 8", en: Gazzetta urbana veneta, Vol.1\008 (1788), pp. 57-63, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Dickhaut, Kirsten / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.1816 [consultado el: ].


Nivel 1►

Num. 8.

Sabbato 26. Gennajo 1788.

Nivel 2► Trà i genj originali, che a’nostri giorni produsse l’Italia, annoverar si deve il Goldoni Riformator benemerito del Teatro Comico. Questo Pittor felicissimo della Natura, regolare ne’Piani suoi, unito negli Episodj, verisimile ne’caratteri, conoscitor perfettissimo del Teatro, e del Mondo, è si chiaro ed universale nella sua fama, che il lodarlo è un recar vasi a Samo, o nottole ad Atene; tanto più che gli elogj suoi si leggono nel Maffei, nel Metastasio, nel Voltaire, e formati sono dalla gran quantità d’edizioni delle sue Opere, molte delle quali tradotte furono nelle Lingue Straniere, perché intendendole non v’há Nazione, che non le gusti. Questo Molier dell’Italia, che tant’onorò la sua Patria con una vastissima fantasia; che ad essa fu sempre sì legato d’affetto, come vediamo apertamente in molte delle sue Commedie; che trasse il Teatro Comico dal turpe squallore in cui era caduto, e v’introdusse poco a poco il buon gusto, la oralità la decenza; che alle Compagnie de’Commedianti recò utilità infinite; che scrisse tante e tante migliaja di Composizioni Poetiche, tutte belle e saporite, per Nozze, per Monache, e cent’altri Soggetti; che fece a centinaja e centinaja le Dediche delle cose sue a’più gran Signori Italiani, come condurrebbe la sua vecchiezza, se passato in Francia non fosse? Il Zeno, e il Metastasio ebbero a Vienna un giusto compenso de’loro sedori poetici; il Goldoni lo ritrova a Parigi nel suo maggior uopo, e trà gli onori, che riceve dagli uomini più illustri di quella colta e fiorita Metropoli, gode degli agii della vita, e d’una grandezza, che in pratica non conobbe dapprima.

Rimontando dunque al nostro principio sarà sempre vero, che all’Italia non mancano gl’ingegni ma i Mecenati; che i premj tra noi non sono per chi li merita, che se la natura prodiga de’suoi doni in queste felici Contrade sviluppa de’talenti meravigliosi, ad onta della privazione di que’mezzi, e di que’ soccorsi, che sogliono farli sorgere e crescere, o periscono dove son nati, o trovano soltanto mercede dove non parlasi la loro lingua. L’estro fatidico del Signor Abbate Vicini di Modena ha presagito al [58] nostro Goldoni il suo felice Destino allorch’ era disposto a partir per la Francia, col seguente Sonetto, che

Nivel 3► Cita/Lema► Vedrai, Goldon, la rigogliosa Senna

Scorrer coll’ onde sue placide, e chiare

Così, che altera in suo viaggio accenna

Chieder tributo, e non recarlo al mare.

Pure, mereè di tuta maestra penna,

Per cui Natura effigiata appare,

Benché la Fama sua grand’ ali impenna,

Cederà d’Adria e le sals’ onde amare.

Già risuonar di ben dovuta lode

Sento al tuo nome la Real Parigi,

Parigi avara al forastier di lode.

Vanne, e Talia per Te più bei vestigi

Fra i Galli imprima: Italia mia pur gode,

Che la Francia t’ ammiri, e il gran Luigi. ◀Cita/Lema ◀Nivel 3

E veramente, ad onta delle false predizioni di chi per ignoranza, o per malignità sosteneva, che in quell’Oceano il suo ingegno si sarebbe sommerso, anzi parve che l’arte sua avesse d’uopo d’un campo sì vasto per raffinarsi, ed esser atta a più belle imprese. Il suo Bourru Bienfaisant conoscer fece alla Francia, che uno Straniero giunger poteva ad iscrivere nella sua Lingua con tutta la delicatezza della qual’è suscettibile, ed adattare i suoi talenti alla squisitezza del di Lei gusto. Egli ha continuato, e tuttora continua a dar nuovi saggj dell’instancabile sua fantasia regolata da’più severi precetti, e le Accademie, le Sessioni Letterarie di quella vastissima Capitale, l’onorano di spontanea accoglienza, e nuovi raggi accrescono alla sua gloria. Dal seno della comun nostra Patria, noi salutiamo l’immortalità del vostro Nome, o Ristauratore rinnovar vogliamo alla memoria del Pubblico, giacché da molt’anni nella nostra rimase impresso del Comico Italiano Teatro, e se non possiamo fare che un debol eco al suono de’vostri applausi, possiamo almeno vendicare, in qualche modo, i torti da voi ricevuti trá noi, e far conoscere, bensì alla sfuggita, qual disordine, quale avvilimento success ro [sic.] alla vostra mancanza sulle Italiane Comiche Scene.

Sia detto ad onor del vero, che il Signor Abbate Chiari ha molto contribuito a destare, particolarmente in questa Città, un certo buon senso per il Teatro, che acceso dallo spirito di partito convertiva in Cattedre di Comica Poesia sino i Caffè, e le numerose Adunanze, e parlar faceva le donne, gli artigiani, i fanciulli medesimi. Senza ritoccare una questione già decisa, nè far un confronto trà merito e merito, si può ricordare, che la division de’pareri, l’impegno di sostenerli, l’uso di decidere, di [59] censurar, d’encomiare, aveva cominciato a dirozzar il Popolo, a fargli conoscere gli errori, e le bellezze, ad ammaestrarlo piacevolmente, e a fargli detestare quelle insulte buffonerie, ch’erano in voga prima della Goldoniana Riforma, e che pur troppo vanno riprendendo il loro antico dominio. Non si nega, che anche allora vi fosse molte volte ne’giudizj quell’ acciecamento, che nasce dalla parzialità, e dal partito: ma gli stessi errori, che seducevano il Popolo, erano errori brillanti, e che dilettandolo lo istruivano. L’elegante facilità con cui maneggiava il Chiari il Verso martelliano, metro tanto in que’ tempi di moda, che fece dire al Goldoni

Nivel 3► Cita/Lema► E quanto prima sentiremo i cani
Bajar anch’ essi in Versi martelliani
◀Cita/Lema ◀Nivel 3

conciliava alle sue Commedie quell’attenzione, che non esigeva la prosa, e scolpiva, per così dire, nella memoria degli Uditori volgari di quelle cognizioni, che dalle Scene si rendevano ad essi dilettevoli, e chiare. Per esempio, condannavano i Critici nella Pastorella Fedele la fisica descrizione dell’Eco in bocca della pecoraja Cefisa: ma il Popolo imparava a conoscere gli effetti della ripercussione della voce, e col paragone del cerchio, che fa nella superfizie dell’acqua il sasso scagliato in un lago, evidente rendevasi una teoria, che non era al caso d’intendere per precetti scolastici. Si criticava da’ dotti nel suo Plauto l’incoerente carattere di questo Protagonista, che censurando l’avarizia del suo Padrone, e moralizzando sopra li suoi costumi, ordiva degl’ inganni contro di lui; ma il Popolo gustava le bellezze di dettaglio, e s’instruiva dello stato, del merito, delle vicende d’un antico famoso Comico, di cui non avrebbe saputo il nome nemmeno, se veduto non l’avesse in iscena. Biasimavasi gli anacronismi, ch’egli introdusse nel Diogene, ma intanto la bassa gente conosceva il carattere, il genio, i sistemi, l’indole d’ un Filosofo, la cui botte udiva nominare senza sapere qual uso ne facesse, ne’ quali massime uscissero da quell’errante suo domicilio. La dottrina di Platone opposta alla sua, in quella Commedia, servì d’una instruzione piacevole a que’ tanti, che dalle Scuole, o dai Libri, non l’avevano intesa. Il Colombo in America, Le Sorelle Chinesi, i due Koulikan, l’Eneide divisa in quattro Rappresentazioni sofferivano o le giuste censure degl’intendenti, o i biasimi irragionevoli de’ partigiani contrarj; ma quella gran parte d’ Uditorio innocente, che strascinato non era al Teatro dalla smania di dirne male, e non aveva certa coltura, illuminavasi fu de’ punti di Storia, di Favola, fu de’riti, che non erano a sua cognizione, e di cui rimasta sarebbe all’oscuro se il divertimento non glieli avesse schiariti, e se la facilità, e la fluidezza delli versi non glieli avessero impressi nella memoria. Se non fosse per altro, questo solo pregio rendeva il Chiari un Autor benemerito; e con tutti i difetti suoi non gli si può contrastar il vanto d’aver dirozzato una quantità di persone d’ambidue i sessi, d’aver inspirato un qualche genio per le Lettere al Popolo, e una certa smania di scrivere, d’imitar, di verseggiare, che sennon altro trasse alcuni dal lezzo dell’ignoranza in cui sarebbero rimasti sepolti, e addestrò degli altri quasi insensibilmente, a divenir autori. Se quegl’indiscreti Critici, che l’hanno villana-[60]mente sprezzato, non avessero chiusi gli occhi sugli effetti prodotti dalle sue Composizioni sulla popolare moltitudine, sarebbero stati meno severi nel biasimare i Romanzi, le Commedie e le tant’altre Operette in prosa ed in verso ch’uscirono della sua penna con un esito felicissimo, e che stampate furono, e ristampate in tante Città d’Italia, e recarono un utile considerabile agl’ Impresarj, alli Stampatori, a’Libraj.

Nivel 3► Carta/Carta al director► Signor Gazzettiere.
Brescia.
20. Gennajo 1788.

Non posso a meno farle noto, che jeri sera quì andò in scena il nuovo Dramma Giocoso intitolato il Pittor Parigino. Il concorso fu sufficiente, e veramente per la prima sera il complesso dello Spettacolo ha fatto ridere tutti gli Spettatori. La Seconda Donna, che sempre ha stonato perfettamente, fece la replica della sua Aria favorita, e prese per elogj le risate, sicché ne ringraziò l’Udienza con un diluvio di riverenze. Il Dramma in pieno è migliore dell’altro, se non per altra ragione, che perché in questo vi sono diversi travestimenti di Personaggi, che formano de’colpi di scena ridicoli. La musica è del celebre Signor Cimarosa. Per l’esecuzione mi rimetto a quanto ella ha detto per la musica del Sarti in uno de’ passati Fogli.

Questa sera vi sarà Cavalchina, e suppongo che avrà più buon effetto della prima di otto giorni fa, la quale neppure si cominciò. Oggi vi deve essere gran corsa di carrozze ove brilleranno le novelle Spose con ricchi ed eleganti abbigliamenti, trà il fasto d’aurati Legni, e le sfarzose livree. Forse questo sarà il primo giorno che si accorgeremo d’ esser in Carnovale. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3

Metatextualidad► Quantunque tuttte (sic.) le notizie, ch’ebbimo finora da chi ci scrisse questa Lettera, siano state dettate dalla più ingenua imparzialità, nondimeno abbiamo tardato a pubblicarla per avere in prima qualche ratificazione della sua veracità, la quale oggi ci venne da un’altra mano. Questa sicurezza di non ingannare che legge, ci determinò ad istamparla: tanto più che non è nominato in essa niuno di quelli, che certamente non la vedranno di buon occhio. ◀Metatextualidad

Cause.

Certo Antonio Melchiori nell’anno 1528 formò un Fidecommesso de’proprj suoi Beni a favore delli suoi Discendenti.

Intaccato il medesimo da una Dote passarono questi beni nella Signora Catterina Fedrici Melchiori.

Volendo li Fratelli Melchiori qu: Tiffon redimere il Fidecommesso impetirono la detta Signora Catterina, ed insorta questione si decise Martedì prossimo passato al Serenissimo Consiglio della Quarantina Civil Nova Mane a favore delli Signori Fratelli Melchiori qu: Triffon con uno Spazzo di Laudo, che oltre li Beni loro dà azione su’ frutti per più di vent’otto anni.

Avvocati al Taglio

Per la Signora Catterina Federici Melchiori

Eccellente Sig. Gio: Bat. Cromer

Eccellente Sig. Stefano Stefani

Interruttore

Signor Antonio Sola

Interveniente

Signor Gio. Antonio Peretti.

[61] Al Laudo per i Signori Fratelli Melchiori qu: Triffon

Signor Conte Giuseppe Alcaini

Eccellente Sig. Antonio Orlandi

Interveniente

Signor Paolo Malfatti.

Giudizio

Al Taglio voti num. 11

Al Laudo Voti num 22 +

Non Sinceri numero 1.

Metatextualidad► La seguente Lettera ci è pervenuta alcuni giorni sono, e prima d’ora non abbiamo potuto appagare chi ce la scrisse. La diamo in fedelissima copia. ◀Metatextualidad

Nivel 3► Carta/Carta al director► Signor Gazzettiere.

Ritrovandomi jersera in una Conversazione di Persone amabili della Società, frà varj discorsi di cose letterarie, fu proposto il Quesito qual sarebbe il più facile modo di far un Bilancio. Frà le molte cose, che furono dette, sopra questa Disputa,vi fu uno che disse, che il metodo più facile di far Bilancio sarebbe di farlo a Castelletto, senza per altro addurne il modo dell’esecuzione. Ricorro dunque a Lei, giacché intendo, che Lei ha piacere d’impiegarsi a schiarimento di cose Letterarie, per sapere cosa significhi questo termine, e come vadi eseguito mentre riverendola &.

Un suo Assocciato.

Da Padova. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3

Metatextualidad► Se qualche Professore d’Aritmetica vorrà soddisfare la ricerca di questo, che dicesi nostro Assocciato, noi non mancheremo di dare in luce la risposta, ch’ei brama. ◀Metatextualidad

Maschere.

La brevità del Carnovale, e la bellezza de’giorni correnti, mettono in movimento le Compagnie sollazzevoli, che somministrano a questa nostra gran Piazza uno spettacolo continuo, e variato, con molte mascherate eleganti, e bizzarre. La delicatezza del bel Sesso sembra in queste occasioni insensibile al rigore della stagi ne per far pompa de’doni della Natura. I Caffè di Stefano, di Mori, delle Rive hanno il solito folto concorso, e ripartitamente forano una sostituzione del soppresso Ridotto Pubblico. Non mancano mai a questi luoghi moltissime persone, che passano le intere notti in mezzo alla calca affannosa, parlando sempre con voce alterata, senza ch’esca mai nulla di spiritoso, o molto di rado, e stemprandosi in sudore sotto la maschera. Chi trova da sedere si reputa fortunato, particolarmente le Signore, che sono ben messe, ed hanno la non occulta forza magnetica di rivogliere ad esse le altrui cupide occhiate. Quello, che sarebbe un patimento insoffribile per tanti e tanti, non lo è per questi tali, che bramano il Carnovale per il divertimento di simili Riduzioni, e lo vorrebbero eterno colla persuasione di non istancarsi mai delle delizie che in esse ritrovano.

Trà le più belle Mascherate, che allegrano colla loro comparsa, anche quest’anno distinguesi quella de’Calabresi, numerosa, ben vestita in carattere, e spirante giocondità col suono de’musicali Instrumenti. La sera della scorsa Domenica scorsero alcune vie con degli eleganti lucidi fanaletti sul capo la cui illuminazione accrebbe il bello della brillante lor Compagnia. Non manca mai una quantità di persone, che si mascherano da Assassini. Ogni Comico si vergogna di fare una parte odiosa; tutti vorrebbero esser Eroi; e che ha l’arbitrio di scegliere de’caratteri onorevoli, amabili, o al-[62]meno indifferenti, si veste d’un abito d’ignominia, e si finge un uomo che batta le vie conducenti alla galera, o alla forca. Se il Popolo avesse punita l’invenzione di chi diede agli altri un esempio sì poco degno d’imitazione con quelle fischiate, che indegnamente si vibrano contro que’Commedianti, che per dovere e loro malgrado sostengono le parti odiose, non si vedrebbe più alcuno in maschera d’Assassino.

Teatri.

La nuova Opera intitolata Calto, posta in iscena Mercordì prossimo passato nel Nobilissimo Teatro di S. Benedetto ebbe un esito sventurato. Vi sono de’buoni pezzi nell’Atto Primo, ch’ottennero l’attenzione, e l’applauso del colto Uditorio, ma nel Secondo, e nel Terzo si calò in vece di crescere, e a forza di calare si andò in precipizio. È voce universale, che l’abbian accelerato i pessimi Balli, così chiamati concordemente da tutti, e in particolare il Primo in cui l’azione d’un certo Satiro da qualche cosa, che accostasi al Mimico antico. Si lodano molto le Scene del celebre pennello del Signor Cavalier Fontanesi. Egli è un peccato, che i denari profusi da questa Nobilissima Impresa per dare al Pubblico de’ Spettacoli belli, e magnifici, siano stati in gran parte gettati. Il Teatro è un mar burrascoso ove sovente periscono i navigatori più pratici.

Dicesi, che trà poco si sostituirà all’Atto Secondo di questo Dramma, quello del Giulio Sabino, ritenendo il Primo, che piace. Non sarà nuovo l’esempio. Anche a Verona, benché di mala voglia, il Signor Cavalier Guadagni, che allora non era tale, acconsentì che l’Ezio, e l’Arianna s’abbracciassero insieme, formando con un atto dell’uno, e uno dell’altro di questi due Drammi, un’ Opera che cominciava colle sventure d’Ezio, e finiva col combattimento del Minotauro. Quando la Poesia è la cameriera della Musica si può far ciò che si vuole, tutto và bene.

Questa sera vi sarà un nuovo Ballo nel Teatro Nobilissimo di San Samuele. Lunedì o Martedì ritornerà su quelle Scene Il Pizzarro con qualche cangiamento fatto dal Signor Maestro Bianchi.

Altra Causa.

Nella Scuola Levantina degli Ebrei, pretendeva la Famiglia Malta d’aver accesso a titolo di Confraternità, e di godere de’ suoi Privilegj. Vi si oppose la Scuola medesima, accordando però alli Malta di poter intervenirvi a pregare, ma non come Confratelli, ed a tal effetto presentò un Memoriale all’Eccellentissimo Collegio, per la rivocazione del qual atto li Malta hanno citato intromettendo. Mercordì si trattò il punto del Taglio, o Laudo dell’atto accettante, e la Scuola vinse col seguente Giudizio.

Al Taglio 9 al Laudo 17 + non sincere o.

Abbiamo letto in un’ altra Lettera, scritta da Brescia, che la Prima Donna replicò nell’ Opera tutti i suoi pezzi cantabili, trà i quali fece maggior piacere quello che comincia

„Dimmi, Amor dov’è il mio Sposo” E stimiamo dovere di pubblicarlo per render a tutti la dovuta giustizia, giacché dobbiamo credere, che il fatto sia vero: che se fosse falso ridonderebbe non in vantaggio, ma in discapito del-[63]la suddetta, perché questo Foglio si legge anche a Brescia.

Bastimenti Arrivati.

17 Corrente.

Tartanon P. Amadeo Niccoli Bandiera Papalina, venuto da Zara con 41 Bovi

Lib. 1400 Sevo in pani

18 Detto

Braccera P. Dom. Brouzin da Segna ed Arbe con

Da Arbe

4 Arnasi di vino

1 Carrattello, e una mesarola oglio di tramesso

4 Sacchi Farina bianca

2 Temporali salati

1 Sacco pelli di Lepre, e poche lingue di tramesso

2 Barile Aceto.

4 Barile Vino e 3 Mesarole.

Brac P. Fiorin Caenazzo da Macascae Spalatro con

Da Macasca

4 Cai oglio, e 23 Bar. olive salate

Da Spalatro

2 Cassoni Cand. di sevo e diversi tramessi

Brac. P. Valerio Benussi da Macasca con portata Pat. e Marin.

3 Cai Oglio di Bar. 31

2 Bar. Oglio di Tramesso

52 Mastelladi di fighi

1 Cassa Marasche

1 Fag. Strafusaria di tramesso

18 Bar. Fighi di tramesso

8 Cadice Fighi di tramesso

1 Fagotto Sevo in velo

24 Bariletti Fighi di tramesso

6 Cadice Susini di tramesso

30 Barilotti Fighi di tramesso

19 Detto

Piel P. Zorzi Benuzzi da Zara e Rovigno con 19 Barili Olive salate

20 Detto

Nave Veneta La Costanza Cap. Paolo Picello da Trapani, Parcenevole Valentin Comello con

A Spiridion Traculli

560 Salme Sali

A Capit. sudetto

8 Barili Tarantella, e 12 quarti Berili detta. 3 Cassette fatture a lume di ritorno

A Giacomo Salido

2 Cassette delle di ritorno

23 Detto

Brac. P. Zuanne Roco da Traù con

3 Cai Oglio pott. Pat. e Marin

8 Bar. Fighi di tramesso

1 Bar. Olive salate di tramesso

Piel P. Adamo Maras da Cattaro e Castel Nuovo

Da Cattaro

3 Cassoni Cand. di sevo e 1 Cassetta 50 fag. pelli Boldroni 106 Mogliazzi, e Mastelladi Fighi. lib. 4. m. Castradina, 1 Temporal salato, 1 Tina carne di Manzo salata, Rassa bianca in più Cavezzi, 4 Cai Oglio di Mercanti, e 4 di portata Pat. e Marin.

Tartanon P. Ant. Cavalieri dal Cesenatico con 30 Bavi vivi 20 Sacchi Grippola in forte, 1 fag. tela

Piel. Pat. Matteo Seppa da Spalatro, Sebenico, e Zara

Dalla Città di Spalatro

1000 Bariletti Fighi fiumani

Da Sebenico

3 Cai cerchiati Catrame e 2 Carattelli, 39 Bar. Olive nere, 11 Rotoli Rassa da tingere, 1 fag. Rame vecchio, 11 Cai cerchiati Vino

Da Zara

2 bar. Oglio di tramesso, 3. Barili Uva secca 3 Cadicette e un Barilotto Olive

24 Detto

Piel. P. Dom. Bogdovich da Spalatro

Dal Lazzeretto.

31 Balla Cordovani, 4 di Montoni, 6 di Cordovani gialli 3 di bianchi, 2 Montoni gialli, 2 di bianchi 48 Balle Lana fina in Schiavinelli 52 da Calcina in detti 127 Schiavinotti da Cavallo, 14 Schiavinelli vuoti 56 fagotti Cera in Schiavinotti, 1 Fagotto sacchi di Zenie 3 di Rame vecchio, 1 fagotto Vestiti

Dalla Città

5 Cai Oglio 2994 pelli Boldroni 2289 becchine 1 Fag. Pelli Capretti 19 Casse Cand. di sevo e 2 Casette 1500 Pelli Becchine e Boldroni 9 Bar. Miel 4. Fagotti Pelli di scarti.

Esposizione per carta.

A S. Pietro di Castello

Sabbato, e Dom. 26 e 27 corrente

Guardiano

Il Sig. Capitan Antonio Molena.

A San Severo

Lunedì e Martedì 28 e 29 corrente

Guardiano

Il Signor Conte Spiridion Lazzari.

A San Job

Mercordì e Giovedì 30 e 31 corrente.

D’Affittare.

Casa in Corte della Malvasia a San Tommà, con tutte le sue comodità, paga all’ Anno Ducati 52.

Le chiavi sono dal Signor Domenico Chiarabba sopra lo Speziale da Medicine in Calle larga a S. Lorenzo.

Commedie.

Giovedì.

A S. Angelo e a San Gio: Grisostomo. Replica

A San Luca. La Dalmatina

Venerdì.

A S. Angelo. Sior Tonin Bonagrazia

A S. Luca. Replica

A S. Gio: Grisostomo La Vedova, che ha vivo il marito

Mai piu rappresentata.

Essendosi sparsa una falsa voce, che il Calto non sia un Dramma Originale del Signor Gius. Foppa, ma un’ Opera vecchia già recitata altrove, e da lui rifatta, egli desidera, che per mezzo nostro sia disingannato il Pubblico, e sfiga chiunque a poter sostenere l’accusa colle prove alla mano.

26 Detto.

Alba ad ore 12 m. 17 Leva il Sole a ore 14 m. 2. Mezzodì a ore 18 m. 46. Mezzanotte a ore 6 m. 46. Leva la Luna a ore 4 m. 15. Tram. a 15.m.22.

27 Gennajo

Alba a ore 12 m. 15. Leva il Sole a 13 m. 59. Mezzodì a 18 m. 45. Mezzanotte a 6 m. 44. Leva la Luna a ore 5 m. 26. Tram a ore 15. m. 47.

28 Detto.

Alba a ore 12 m. 13. Leva il Sole a 13 m. 57. Mezzodì a 18 m. 43. Mezzanotte a 6 m. 43. Leva la Luna a 6 m. 34 Tram. a ore 16 e m. 13.

29 Detto.

Alba a ore 12 e m. 11. Leva il Sole ad ore 13 e m. 54. Mezzodì a 18 m. 42. Mezzanotte a ore 6 m. 42. Leva la Luna a ore 7. m. 39. Tramonta a ore 16 m. 39. ◀Nivel 2

Dalla Stamperia Zerletti Venezia. ◀Nivel 1