Citation: Antonio Piazza (Ed.): "Num. 5", in: Gazzetta urbana veneta, Vol.1\005 (1787), pp. 1-8, edited in: Ertler, Klaus-Dieter / Dickhaut, Kirsten / Fuchs, Alexandra (Ed.): The "Spectators" in the international context. Digital Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.1803 [last accessed: ].


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Num. 5.

Sabbato 16. Giugno 1787.

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All’esibitore
della Medaglia.

Metatextuality► Non istampiamo fedelmente l’anonimo risponsivo Biglietto, che viene ad essere diretto al Signor Abbate Bottari di Chioggia, perché contiene cert’espressioni scherzevoli sulla sua Patria, che da noi sono sinceramente disapprovate. Pare, secondo lui, che in essa ritrovar non si possa che delle reti e degli ami; e si stupisce che Chioggia gli abbia a dare ciò che non trova a Venezia; come se fosse impossibile che in questa Città, essendovi la Medaglia mancasse quello che voglia privarsene. Egli si dichiara prontissimo all’acquistarla per il prezzo richiesto quand’abbia prove indubitabili della sua legittimità; chiedendo intanto al suo possessore quali siano i segni da lui taciuti nel ricercarla, oltre a quelli ch’egli ha indicati. Ce li manifesti adunque il Signor Abbate a confusione di chi mostra di dubitarne, che noi desideriamo nel realizzare questo contratto, di far conoscere a chi non lo sà che gli Abitatori di Chioggia tutti non son pescatori, e che trà essi non mancarono mai, come al presente non mancano, degli uomini dotti che pregiano le bell’ Arti, e le Scienze, e contribuiscono al loro avanzamento. ◀Metatextuality

Funzioni Sacre.

Mercoledi p. p. giorno sacro al Cattolicismo, questo Eccellentissimo Senato si portò in pubblica forma, coll’accompagnamento delle Processioni, secondo l’annuo costume, ad udire la Messa, e alla venerazione d’ un osso del braccio del Taumaturgo di Padova Sant’Antonio, nella Chiesa della Madonna della Salute de’ Chierici Regolari Somaschi, eretta a pubbliche spese colla magnificenza degna di questa Serenissima Repubblica, nell’anno 1630., per il di Lei Voto solenne fatto a Maria Vergine sua gran Protettrice allorchè questa Città gemeva sotto il flagello della memorabile pestilenza, che distrusse tanta parte de’ suoi abitanti. L’accennata Reliquia fu per Sovrano Decreto estratta dalla venerata tomba in cui giace il Corpo di sì gran Santo, e trasportata in questa Metropoli nell’anno 1652.

[2] Jeri nella Chiesa de’SS. Vito e Modesto Martiri, detta volgarmente di S. Vio, vi fu un pienissimo solto concorso per l’annua solennità a cui interviene Sua Ser. colla Quar. Crim. e gli attuali Savj agli Ordini, onde rendere grazie al Signore della liberazione dalla congiura tremenda di Bajamonte Tiepolo. Per essa il nostro Serenissimo Principe fece riedificare dalli fondamenti questo antico Tempio già eretto a spese della Patrizia Famiglia Magno sino dall’anno 912., e nella sua rifabbricazione furono impiegate le colonne ed i marmi del Palazzo del prenominato Capo della Congiura il quale, in esecuzione del Supremo volere, fu interamente distrutto.

Dopo la funzione vi fu il solito lauto Banchetto, a cui intervenne il Ser. Doge, che non prese alcun cibo per indisposizioni di salute dalle quali si trova aggravato, onde sostenne le sue veci il già nominato in altro Foglio Benetto Marcello . come il più vecchio degli Eccellentissimi Consiglieri, nelle due suddette funzioni.

Nella notte della vigilia di questa Sagra, come noi chiamiamo le Feste che hanno concorso, il Popolo si solazzò giocondamente in terra ed in acqua, particolarmente le Famiglie de’ gondolieri, che in quella Contrada dimorano in quantità, e sogliono far mostra pomposa de’ quadri che rappresentano il loro Antenati resi celebri nell’età passate o nelle lotte de’ pugni, o nelle Regatte, o nelle Forze. Questi popolari Spettacoli Veneti, che d’anno in anno si rinnovellano, sono meravigliosamente cantati in versi latini dal celebre Signor Abbate Azzevedo, che ha maneggiata questa lingua de’ dotti con tanta leggiadrezza e maestria da render chiare ed intelligibili delle cose che non sembrano ad essa adattabili.

Notizie comunicateci.

Metatextuality► In una Lettera, che non sappiamo da qual parte venuta, ci giunge occlusa la seguente relazione d’un fatto, che troviamo avere del singolare, e poter servire d’ esempio a chi non cerca in amore che la soddisfazione de’sensi, e il pregio della bellezza. Taccionsi in essa i veri nomi delli due amanti, e si sostituiscono ad essi due nomi finti. Chi ce la manda assicura che il caso è recente, e che sarà noto a molti che lo leggeranno. Bisogna adunque che sia avvenuto in questa Città, o in altro Paese vicino. Scuserà chi ci ha favoriti, se per narrarlo non abbiamo potuto valerci né del suo stile, né della sua locuzione, né della sua ortografia. Per essere intesi ci fu d’uopo trascriverlo correggendo, e ridurlo a chiarezza. ◀Metatextuality

Level 3► Exemplum► “Una Giovine donzella era vicina ad unirsi con un matrimonio avvantagiosissimo ad un Cavaliere, ch’ Ell’amava teneramente, e da cui con eguale affetto era corrisposta. Mancavano pochi giorni al tempo destinato alla celebrazione de’suoi Sponsali, quand’Ella cadde ammalata. Manifestossi il Vajuolo, che rapidamente la sfigurò, e la ridusse a tale, che divenuta convalescente dovette confessare la sua bruttezza. Era essa piena di spirito, e scrisse al suo Amante queste poche righe.”

Level 4► Letter/Letter to the editor► Signore.

Se Voi m’ adulavate prima ch’io fossi attaccata dal morbo crudele, che mi guastò, vi prego di venire a vedermi: [3] ma se il vostro amore era sincero, a me non v’avvicinate mai più. Non sono qual’era.

Susanna. ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 4

“L’Amante trovò tanta vivacità e nobiltà in questa condotta, che le diede immediatamente risposta nei seguenti termini.”

Level 4► Letter/Letter to the editor► Signora.

Giacché Voi non siete la stessa persona di prima, io non son obbligato a dirvi se v’adulava o nò: ma posso ben dirvi adesso che non v’ adulo assicurandovi, che al presente vi stimo più che qualunque altra del vostro sesso. Lusingomi, che voi sarete tanto saggia in qualunque cosa mi possa avvenire, allorché noi due non saremo ch’ uno, quanto vi mostrate nell’attuale vostra disgrazia. Io sono dunque prontissimo ad unirmi con uno spirito simile al vostro, tosto che lo vogliate.

Flaminio. ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 4

“Queste nozze sono seguite da lì a pochi giorni, e su pronuba l’Amicizia all’unione di due Sposi sì degni. I libertini ridono sul preteso Sacrifizio di Flaminio, dicendo che la sua virtù non è di quelle che s’abbiano a metter in pratica, ma che star devono confinate nelle pagine d’ un Romanzo. Certe Donne ciarliere che non passano mai la superficie delle cose, si lagnano che i mostri abbiano fortuna, e che le belle Ragazze, stentino a ritrovare un convenevol partito. Alcuni giunsero perfino a prostituire la loro penna componendo de’ Sonetti Satirici sopra un Soggetto che meriterebbe le caste rime del divino Petrarca. Li nostri Sposi felici o tutto ignorano, o fanno filosoficamente superare i pregiudizj dell’ignoranza, e le invettive della malignità, vivendo in una pace perfetta, ed essendo nel loro affetto scambievole un perfetto modello di conjugale armonia.” ◀Exemplum ◀Level 3

Padova.

Metatextuality► Riceviamo una Lettera da Padova in cui siamo soltanto avvisati, che L’Artaserse Opera, che colà rappresentasi nella corrente Fiera del Santo, è stampata dalli Conzatti, e dedicata a Sua Eccellenza Cattarin Corner Pubblico Rappresentante di quella Città, dalli Professori Assocciati all’Impresa. Chi ce la scrive non loda che il Babbini, la cui aria del Primo atto estremamente gli piace, chiamandola uno de’bei Pezzi del celebre Maestro Bianchi. Circa ai Balli dice che il Primo intitolato Ezio ha un Programma di undici pagine pienissime, in carattere piccolo da far passare la voglia a chi volesse leggerlo. Asserisce, non si sà se davvero o in ischerzo, che contate le lettere sono in maggior numero quelle del suddetto Programma di quelle che compongono tutta l’Opera. Il Ballo Secondo ha per titolo il Maniscalco. L’Inventore, Compositore, e Direttore de’ medesimi, è il Signor Domenico Le Fevre, Primo Ballerino. Del loro destino non ci vien detto nulla in questa Lettera. ◀Metatextuality

Altra di Padova.

Level 3► Letter/Letter to the editor► Signor Gazzettiere.

L’Opera in complesso è buona, ed il Pubblico non può chiamarsi scontento. Bel Vestiario, e buona Decorazione. Il Conciolini Primo Soprano si distingue. [4] Questo Virtuoso teme assai il Pubblico; non essendo avvezzo a cantare in Teatro sennon di rado, ma in seguito piacerà assai più.

La Signora Carazzi non è sublime, ma si può sentir senza noja. Il Signor Babbini poi merita, principalmente nell’Atto Secondo, che si vadi al Teatro solo per lui. Rappresenta la Parte d’Artabano da gran Professore e Maestro.

Il Primo Ballo è un po’ lungo ma ben decorato. Monsieur Le Fevre è un bravo Ballerino, ma la sua gigantesca figura dispiace. La Pitròt è eccellente; vi è un buon Grottesco; in somma lo spettacolo in pieno è buono, bench’ esente non sia da difetti.

P. S. Il Conciolini nella sua Prima aria fa una cadenza d’una nuova maniera ammirabile.

Povero Metastasio com’è lacerato in questo Dramma dalle mani profane di chi pretese adattarlo alla Compagnia, al gusto, alla moda! ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3

Metatextuality► Dal tenore di queste due Lettere ricavasi la varietà a cui và soggetta l’impressione che su’ nostri sensi fanno le cose. Allo scrittore della prima non piace che il Babbini in un’aria dell’Atto Primo; quello della seconda rendendo la ben dovuta giustizia a questo rinomato Personaggio, estende le sue lodi sopra di tutti, e mostra un genio discreto che non cerca il pelo nell’uovo, e non và al Teatro per dirne male. Saranno giudici delle loro opinioni, quelli che veggono, od hanno veduto lo Spettacolo di cui parliamo; e noi nel manifestarle senza parzialità, presentiamo al loro discernimento una occasione di decidere per chi ha ragione. ◀Metatextuality

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Fatto pur troppo vero.

Exemplum► In una gran Contrada di questa Città abita una Famiglia povera, composta di sei persone, cioè di Marito e Moglie, e quattro Figliuoli, due maschj e due femmine, la maggiore delle quali nubile, di bella figura e avvenente. Suo Padre lavora fuori di casa dalla mattina a sera onde guadagnar il pane per tutti, finché sua moglie ciarla col vicinato, contende co’ Figli, o tormenta uno specchio per trovar l’arte di nascondere certe rughe che, ad onta sua, voglion dire quanti anni ell’ abbia d’ età. Inquieta, collerica, strana, indiscreta, non sà tacere, o star in pace un quarto d’ora, e dà alla famiglia una pessima educazione. Suo Marito la lascia fare, non la rimprovera mai, e non s’adira nemmeno s’ ella sputagli in faccia. Da qualche mese s’era introdotto in quella Casa un certo Forastiero, che col pretesto d’ ordinar de’ lavori all’Apatista artigiano, amoreggiava di soppiatto la Figlia maggiore. Per avere la Madre dalla sua, bastò a quell’accorto straniero di dirle che pareva ella più giovine di sua Figlia, e di condurle a spasso il giorno, o la notte, quando l’Artefice travagliava, od era immerso nel sonno. Una sera questa imprudentissima donna, non potendo uscire per certo incomodo che le toglieva le forze, si lasciò sedurre dal loquace straniero, e gli accordò d’ire a passeggiar con sua Figlia da solo a sola, colla condizione che al loro ritorno le portassero qualche cosa di buono: ma non ebbe né buono, né cattivo, perché non tornò più né l’ uno, né l’altra, e non si sà nulla di certo intorno alla dire-[5]zione della loro fuga. Il caso è seguito quindici giorni sono. Quando il freddo artista lo seppe, inarcò le ciglia e dicendo: Veh! prese il logoro suo mantello, e andò a’ fatti suoi. Sua Moglie gli gridò dietro, e caricandolo d’ingiurie l’accusò d’ esser ei solo la cagione d’ un tanto male; ed ha detto il vero, perché se in vece di lasciarla fare avesse a tempo adoperato un bastone, la pazza avrebbe fatto giudizio. Dio volesse che in questa Città fosse la sola, o avesse poche che la imitassero, nell’esser colpevole della rovina delle Famiglie, e del disonore delle Figliuole. ◀Exemplum ◀Level 3

Metatextuality► Dopo tanti e tanti altri, vaglia questo recente caso a scuotere certi ladri dal letargo della loro indolenza; a far diffidare di chi non si conosce; ed a tener a freno queste Femmine sciagurate, che nate sono per disgrazia del genere umano. ◀Metatextuality

Padroni che cercano servi.

L’Illustrissimo Signor Luigi Volpi, che abita nella Contrada di San Lucca in Calle di Sant’Antonio, cerca una Serva di non fresca età ed atta a’ servizj grossi. Chi è al caso di prevalersi di questa sua occorrenza, dimandi al Stramazzer in salizzada a S. Lucca, da cui verrà insegnata la Casa del suddetto.

Cose in Vendita.

Rotoli ventotto e mezzo carte stampate di Germania a varj disegni e colori, chi vi applicasse parli col Colombani.

S. E. Reverendissima il Primicerio della Chiesa Ducale di San Marco, langue negli estremi della sua vita. Egli nacque ai 2. Luglio 1695. e fu eletto all’attuale sua dignità nell’anno 1718.

Legni Mercantili
Pronti a Partire.

Brigantino nominato Brillante, Capitano Giorgio Nupsich Veneto, montato con cannoni num. 8. e marinari num. 12, per la scala di Smirne. Partirà entro il mese venturo.

Luigi Belloni Mezzano.

Checchia nominata Angiolo Gabriele, Capitano Francesco Ballarin Veneto, montata con 12. cannoni e 16. marinari, per la Scala di Lisbona. Partirà entro il mese venturo.

Luigi Belloni Mezzano.

Nave nominata Marianna, Capitano Tommaso Manners Inglese, montata di cannoni n. 14. e di 12. marinari, per la Scala di Londra, e partirà entro del mese corrente.

Carlo Fabris di Giuseppe Mezzano.

Arrivo e carico
Di Bastimenti
dal giorno 8. sino a quello d’ jeri 15. Corrente.

8. Giugno.

Braccera nominata S. Euffemia Patron Francesco Bertoli Veneto, da Zara con oglio di portata.

9. Detto.

Pielego nominato Madonna delle Grazie, Patron Matteo Fiorentino Napoletano, da Menaggio, con Manna.

Ad. Detto.

Checchia nominata Madonna del Scarpello, Cap. Pietro Grubas Veneto, da Trieste, vuoto.

Ad. Detto.

Pielego nominato Spirito Santo Cap Biasio Florio, da Metellin e S. Maura con Sale, e poc’ oglio.

Ad. Detto.

Trabacolo nominato Madonna del Rosario Cap. Francesco Berengo Veneto, da Corfù con attrezzi pubblici.

Ad. Detto.

Pielego nominato . Niccolò Cap. Andrea Lettis imperiale, da Fiume con Carbon.

Ad. Detto.

Pielego Madonna del Rosario, Cap. Biagio Radovisich Veneto, da Tebe con formaggio Moriotto.

Ad Detto.

Pielego nominato Sacra Famiglia P. Angiolo Baliello Veneto, dalla Brazza con vino.

11. Detto.

Checchia nominata Serena del Mare, Cap. Zuanne Ballarin Veneto, da Santa Maura con Sale.

Ad. Detto.

Urca nominata Madonna dei Carmini Cap. Iseppo Scarpa Veneto, da Santa Maura con Sale, e poco Catrame.

Ad. 13. Detto.

Polacca nominata Vittoria Cap. Pietro Veglianti Veneto, da Smirne, con Gottoni, filati, Vallonia, e droghe.

Ad. Detto.

Pielego nominato S. Antonio, P. Tommaso Cusich Imperiale, da Porto Rè con carbone e poco Ton cotto in aceto.

Ad. Detto.

Brazzera nom. Madonna dei Carmini, P. Zorzi Benuzzi Veneto, da Spalatro e Zara un poco oglio di portata, e poco miel.

Ad. Detto.

Pielego Madonna del Rosario Cap. Piero Cameranovich Veneto, da Tebe con Formaggio Moriotto.

14. Detto.

Pielego nom. S. Eussemia, P. Andrea Palila Veneto, da Zara con poco Oglio di portata.

15. Detto.

Pielego Madonna delle Grazie P. Bortolo Blesich Veneto, da Zara e Liesena, con poco Oglio di portata, e tre Lambicchi Essenza d’Osmarino.

Ad. Detto.

Pielego nominato Madonna del Rosario P. Martin Velsich Veneto, con legnami da lavori.

Ad. Detto.

Trabacolo nom. S. Iseppo P. Zuanne Supisich Veneto, da Zara con carico Castrati e portata d’Oglio.

Bastimenti Patentati
Partiti in questi giorni.

Simon Budinich per Alessandra e Cipro.

Girolamo Zulian per Salonicchio e Costantinopoli.

Simon Groravocih per Smirne e Costantinopoli.

Libri Nuovi.

Da questo Stampatore Francesco Sansoni si fece tradurre dal Francese in Italiano le Lettere Ascetiche, Scritturali, e Morali del celebre P. Michel Angelo dei Minimi, che ha date in luce moltissime Opere ripiene di moralità, e di cristiane massime, tutte utili, applaudite, e ripiene di zelo per la salute dell’anime.

Saranno divise in due Tomi, in buona carta e bel carattere, e si daranno al prezzo di L. 2:10. Al Tomo. Chi vuole Assocciarsi si dirigga alla Stamperia del suddetto a S. Gio: Decollato, ovvero dal Librajo Savioni al ponte dei Baratteri, e dal Colombani al Ponte di Rialto.

Dalli torchj di Giovanni Vitto, son uscite le due seguenti Operette in 8, in carta da scrivere, correttamente e con nitidezza stampate. Riforma della Legislazione Criminale negli Stati di S. A. R. il Gran Duca di Toscana, E Codice Generale sopra i Delitti e le Pene per gli Dominii Ereditarii di S. M. I. R. A. La Prima è una ristampa, la Seconda una traduzione dal Tedesco, fatta nel prossimo passato Maggio. Sono precedute da un ragionato Avvertimento, e da un breve Discorso dell’Editore Sig. L. A. L. Si trovano vendibili dal Vitto S. M. Formosa in Calle Lunga, e dal Librajo Fogliarini vicino al Caffè di Menegazzo al discreto prezzo di L. 1:10. l’una, legate in cartoncino coperto di carta colorata.

Dalli torchj di Leonardo Bassaglia uscirà trà pochi giorni la ristampa dell’Opera intitolata Storia della vita delle Imperadrici Romane Tomi 3. in ottavo, a norma della edizione di Napoli.

Il Teatro Moderno di Calicut Poema in ottava Rima diviso in due Tomi, Opera postuma del Signor Abbate Pietro Chiari Bresciano. Verrà in luce nella settimana ventura.

Dizionario Isterico dei culti Religiosi stabiliti nel Mondo dalla sua origine sino al presente, Opera divisa in sette od otto Volumi, tradotta la prima volta in Italiano dal Francese, dal chiarissimo Signor Preposto Giuseppe Antonio Cornare. Dalle stampe di Gio: Antonio Pezzana. Il prezzo è di L. 2:10. al Tomo legato in cartoncino con carta ec. È uscito il Tomo quinto.

Prediche dell’Abbate Giuseppe Luigi Conte Pellegrini Tomi 3. in ottavo a lire 4. al tomo, stampate da Carlo Palese.

[8] Discorso sopra il Fomento dell’industria popolare, del Conte di Campomanes, tradotto dallo Spagnuolo da Don Antonio Conca Accademico Georgofilo Fiorentino. Venezia nella Stamperia di Carlo Palese 1787. Si vende da Simon Occhi L. 4.

Il Palese, che ha dati tanti saggi in questa Città del suo merito nell’arte tipografica, ce ne presenta uno di nuovo nella bellissima edizione di questo Discorso, in cui l’occhio più discernitore ed acuto non può trovar che da ammirare, e appagarsi.

Cambj.

Adì 15. Giugno 1787.

Lione cinquantotto e un ottavo

Parigi cinquantasette e tre ottavi.

Roma settantatre e un quarto.

Napoli cento diciotto e mezzo.

Livorno cento e tre.

Milano cento e cinquantatre.

Genova novanta e un quarto.

Amsterdam novantatre e tre quarti.

Londra cinquantuno e mezzo.

Augusta cento e tre e mezzo.

Vienna duecento.

Abbiamo saputo che la ricercata Medaglia della testa d’ Onorio, fu esibita pochi giorni sono al Sig. Ab. Bonicelli di Cà Pisani. Questo prova che non è rara, come avvertì chi la chiese. Se il possessore che brama di venderla avesse letta la nostra Gazzetta, a quest’ ora se ne sarebbe disfatto.

Avviso alli Signori Assocciati.

Metatextuality► Quelli che sono in campagna, o in qualche Città della Terraferma, ci facciano sapere se voglion essere colà serviti, però senza nostro aggravio di Posta. Così pure quelli, che ancora hanno da andarvi, facciano nota al Colombani la loro intenzione, che ci troveranno prontissimi a compiacerli. Avvertesi in oltre, che a Padova i Libraj Conzatti potranno dare il Foglio a chi volesse da loro riceverlo, senz’alcuna spesa.

Si ricevono le Assocciazioni, e le notizie di questa Gazzetta

A Venezia dal Colombani al Ponte di Rialto, ove pure si vende a soldi cinque al Numero.

A Padova dalli Fratelli Conzatti Libraj.

A Verona da Giuseppe Lonardi Librajo.

A Brescia da Dionisio Colombo Librajo.

A Bergamo da Francesco Locatelli Librajo. ◀Metatextuality ◀Level 2

Dalla Stamperia Zerletti Venezia. ◀Level 1