Gazzetta urbana veneta: Num. 1

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Num. 1 Sabbato 2. Giugno 1787.

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Metatextualité

Parole di chi scrive questo foglio, a chi legge. È opinione ricevuta, e quasi comune, che l’invenzione della Gazzetta sia nata in questa Metropoli, dove fiorirono tanti genj ritrovatori e fecondi, che si distinsero nelle utili e belle scoperte. L’antica moneta Veneziana, che n’ era lo stabilito suo prezzo in que’ tempi della sua introduzione, chiamata Gazzetta, diede il nome al Foglio: e d’esso si valsero, non solo le altre Città d’ Italia, ma sino le più colte oltramontane Nazioni, per intitolare i Fogli periodici contenenti le notizie urbane o straniere. Ciò essendo, non è forse da stupire, che questa Città da cui tant’altre appresero un metodo sì dilettevole ed utile di raccogliere le più interessanti novelle, manchi poi d’ un Foglio che le sia proprio? Li due politici, che quì si stampano coi titoli di Postiglione e di Notizie del Mondo, poco o nulla parlano delle cose urbane Venete, avendo le straniere per loro principale oggetto. La Temi Veneta, il Libro D’Oro, gli Almanacchi, non escono dal circolo delle ordinarie vicende, e prescindendo da una sola varietà di nomi, ogn’anno sono gli stessi. Lo stampatore Albrizzi aveva incominciata nell’anno 1766. un’Operetta periodica intitolata: Annali della Città di Vinegia, contenenti le cose degne di memoria, che vanno di giorno in giorno avvenendo in essa e nelle vicine Isolette che la circondano. Egli s’era proposto di pubblicarne due tometti all’anno, ognuno de’ quali comprendesse un Semestre; ma dopo il Primo Tomo non altro comparve. Il dottissimo Signor Conte Gasparo Gozzi prestò l’erudita sua penna al lavoro d’una Veneta Gazzetta Urbana: ma non poté accordarle una lunga durata per le applicazioni più serie a cui era chiamato dal suo sapere, e lasciò privi i leggitori intelligenti del gusto della purità del suo stile, e della naturale pittura delle cose narrate. Ad esso sostituissi il vivace Signor Abbate Pietro Chiari, che la fece da Romanziere quando non poteva farla da Storico, ed empiva il vuoto de’ Fogli suoi col parafrasare alcuni testi de’ classici Autori latini, e collo spargere dell’erudizione quando l’opportunità, o il non saper che dire, gliene dava impulso. Dicendo il vero, o narrando delle favole, era sempre leggiadro, affluente, e ingegnoso, e finch’egli continuò l’accennato Foglio, non mancò ad esso un buon numero di compratori. Tutti gli esperimenti fatti dopo quest’epoca in tale materia furono sventurati. Non si dirà se ciò avvenisse per difetto degli Scrittori, per errore di metodo, per l’incostanza del pubblico genio, o per altra cagione: ma è certo che questi recenti inutili tentativi hanno stabilito quasi universalmente una popolar opinione, che l’impresa a cui noi diamo cominciamento esser non possa in questa Città di buona riuscita. Tale funesto presagio non ha punto scemato il coraggio nostro, ed anzi servì a porci maggiormente nel forte impegno di provar il contrario, se gli sforzi nostri secondati verranno da quegli ajuti che ci promettiamo dal Pubblico colto e benigno. Il Piano offerto nel Manifesto volante già dispensato, contiene molti Articoli su’quali parlar non possiamo s’altri non ce ne dia la materia. Per esempio: Cose perdute e trovate, Servi che cercano Padroni, Invenzioni nelle Scienze, Arti, e Mestieri, cose in vendita o ricercate, Viaggiatori che cercan compagni &. sono trà quelli che lasciano un campo aperto all’altrui ricorrenza, ma non appartengono alle nostre indagazioni. Il Giornale di Parigi, ch’esce di giorno in giorno, del cui metodo ci varremo in gran parte, plausibilmente sostiensi per le continue copiose ricerche, proposte, risposte, esami, critiche, elogj, pezzi poetici, ed altro, che al suo compilatore incessantemente si mandano. Pochi anni sono il Foglio del Graziosi ha resa evidente l’utilità che può ritrarsi dal ricorrere a’ Fogli pubblici, collo scoprimento d’ un Interfetto, il cui capo reciso non era più riconoscibile, fatto per mezzo d’ alcune parole stampate nel Foglio prefato, ch’ erano scritte su un pezzetto di carta ch’ avea servito di rouleau da capelli a quell’infelice. Noi conosciamo una persona, ch’esercita un impiego considerabile in una ricca Casa di negozianti di questa Città, per essersi offerta nell’ accennato Foglio quantunque non vi fosse nominatamente. Dove non può giungere la comodità ed il vantaggio di questa Gazzetta Urbana, se all’ attenzione di chi la scrive, s’unisca l’affluenza delle notizie spettanti all’occorrenze ed ai genj della Nazione? Scuotisi una volta questo pregiudizio volgare di credere che non si possa far nulla perché non siamo a Londra o a Parigi. Siamo a Venezia, e se gareggiar non osiamo con questi piccoli Mondi volendo uno o più Fogli al giorno di cose patrie, almeno si dia sussistenza e corso al presente, che uscirà due volte alla settimana. Dopo questa necessaria premessa, rinnoviamo a tutti le nostre raccomandazioni, e l’avvertimento di voler lasciare che periscano nell’obblio le pungenti satire, le indecenze plebee, e le sciocchezze indegne della pubblica luce, che mandate ci fossero. E se taluno, per vendicarsi del nostro disprezzo, o per altro sentimento avverso, ci scrivesse delle ingiurie in qualche anonimo Foglio, rimarrà deluso nel reo suo disegno; perché abbiamo destinata una mano amica ad aprire tutte le carte, che ci verranno indiritte, ed a lacerar quelle, che potessero disgustarci. S’entri in materia.
Sensa. Giovedì prossimo passato ebbe termine la Fiera di questa Città, che sovente fu molestata dalle pioggie dirotte, e dalli venti impetuosi. L’Eclentiss. Sig. K. e Proc. Erizzo n’ ebbe in quest’ anno per vicenda della sua Dignità, la soprantendenza. Son ormai passati undici anni dacché fu eretta questa fabbrica sì elegante. Quando il buon tempo permiselo, il concorso fu numerosissimo, particolarmente nel giorno e nella notte della seconda delle tre Feste di Pentecoste. La quantità de’ Forastieri venuti a godere di questo brillante Spettacolo ne accrebbe il movimento ed il brio. Bisogna confessare, senz’ombra di parzialità, che la viva interna illuminazione, il fulgido apparato delle botteghe, la gala, le mode, e il quadro movibile d’un folto Popolo, che dalla Ninfa vezzosa discende alle guattera sozza, e dall’Adone attillato allo scalzo facchino, formano un tutto sì pittoresco che sorprende ed alletta. Per altro in quest’anno non abbiamo veduto nulla di raro, se tale dir non vogliamo l’unione de’ cristalli del Briati travagliati con tanta finezza, la copia dell’Argenteria dell’Orefice Barbarigo, ch’ebbe d’uopo di due botteghe in una per dilatarsi in mostra pomposa, ed i capriccj dell’ingegnoso Zagagnin, che in fatture di latta dipinta, un giorno o l’altro ci rappresenta le Metamorfosi tutte d’ Ovidio. Opera. Quanto più s’ accostano al fine le recite dell’ Orfano Cinese, tanto più cresce degli Spettatori l’applauso. Il Nobile Autore di questo Dramma, è ben compensato delle sue fatiche poetiche dalle lodi che gli tributa l’intelligenza, le quali ratificano quelle che ottenne nel Carnovale passato in cui fu posto la prima volta in iscena il suo Dramma. Gli si può perdonare il verso „A tal patto sospesa ognor stà morte” e la fredda ferocia, la feroce virtude, e il condur dalla culla al macello, in grazia di molti bei pezzi di recitativo ond’ è ornata quell’ Opera, e delle arie sonore ed armoniche come quella che comincia:

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Citation/Devise

La mia Virtù non cede Di tue minaccie al tuono; Se frà catene ho il piede, Libero serbo il cor.
È desiderabile che questo Cavaliere regali il Teatro di qualch’ altra sua poetica produzione, il che la gente di buon gusto spera e desidera. Per altro Dio lo guardi dal correttore di questa seconda edizione della sua Opera. Egli ha lasciato un gran campo alla capacità di chi legge, per indovinare cos’ abbia voluto dire l’Autore. L’espressiva, armoniosa, ragionata musica del Sig. Bianchi, ha messo sì bene in moto tutte le passioni del Dramma, che non si potrebbe desiderare di più. Particolarmente il Terzetto, la Preghiera e l’Aria che le succede, son capi d’ opera della singolarissima sua abilità. Ma che varrebbe la Poesia e la Musica se mancassero i tre Personaggj eccellenti, che ci fanno sentire tutta la dolcezza de’ loro prestigj? Il Pacchierotti, il Babbini, la Boccarelli, formano una deliziosa unione in un’Opera, ed è molto commendabile l’ Impresario avendo per sole diciotto Recite avuto il coraggio di servire il Pubblico con tre Parti Cantanti di sì gran merito. Quanto ai Balli li lasciamo nel precipizio in cui sono caduti. Peccato che il Muzzarelli, del cui valore abbiamo avute molte recenti esperienze, siasi lambiccato il cervello sull’Odissea d’Omero per trarre l’argomento d’ Ulisse al Monte Etna onde innestarlo con poetica libertà per comporre un intreccio di nuovo aspetto. Egli ebbe più fortuna trà gli Othaiti che al Monte Etna, ed ancora ci ricordiamo il suo Ballo su’ Viaggi di Cook, che fece tanto piacere sulle Scene medesime dov’ egli ora invano affaticasi. Trattenimenti Accademici. Nel Teatrino particolare di S. E. Ales. Pepoli, che a proprie spese e colla più possibile magnificenza ha divertito tante volte un ceto di nobili e civili persone nelle stagioni particolarmente, in cui non son aperti i Teatri Pubblici, s’è chiuso il corso alle Recite Giovedì p. p. con una nuova Farsa del celebre Sig. March. Albergati intitolata L’ Accademia. La N. D. Teresa Venier rappresentò con tutto il brio della comic’ arte un carattere Veneziano, e coll’ incantesmo della sua voce regolato dalle leggi della Musica, penetrò ne’ cuori dell’uditorio, e ne dominó a sua voglia gli affetti. Questa Fenice del suo Sesso non ha trovato mai nel Comico, o nel Tragico, Parte a cui non sappia adattarsi la veramente impareggiabile sua abilità; e non v’ è genere di Musica nel Giocoso o nel Serio, a cui Ella piegarsi o sollevarsi non sappia con ammirabile effetto. Noi non osiamo di tessere un panegirico al merito così eminente di questa Signora, perché tutto il dicibile starebbe sempre al di sotto d’esso, e basta averla udita una volta per confessare la verità di tal espressione. Il Sig. Gioachino Bianchi s’è fatt’ onore al suo solito nel cantar seco Lei: e nel recitare l’abilissimo Sig. Marchese ha fatto sempre più chiaramente conoscere, che nel genere Comico non v’ hà chi meriti il suo confronto: e che i Commedianti di professione ci riusciranno più disgustosi quando udendoli nell’ Autunno venturo ci ricorderemo di lui. Quanto poi a S. E. Pepoli non entriamo in dettagli de’ suoi varj talenti, perch’ egli sà far tante cose, che ci vorrebbe un solo Foglio per lui per non tacerne veruna, e per encomiare il vasto suo genio. Basti per ora di considerarlo nel solo merito di porgere con tanta generosità frequenti occasioni di nobile trattenimento ad una colta adunanza, per cui noi pure se gli confessiamo grandemente obbligati. L’Accademia degli Uniti, composta di soli Cavalieri, i cui spettacoli sono veramente rappresentati con una dignità da Corte, e dove tutto spira grandezza, diede jeri di sera la terza replica dell’Olimpia, Tragedia notissima. In essa si distinsero con ammirazione universale le N. N. D. D. Elena da Lezze, ed Augusta Correr, Dame che al dono della bellezza accoppiano quello d’ uno spirito coltivato e d’ un finissimo discernimento. Nella passata Domenica vi fu nella Proccuratia de’ Filarmonici la solita Accademia, a cui sono concorsi molti Forastieri di rango, e rimasero pienamente soddisfatti dell’ampiezza e sontuosità del luogo, a cui tutto il resto ben corrispose: ma molto più del gran numero di Patrizj Veneti che compongono quella splendida Adunanza, e delle loro leggiadrissime Dame. Questi nobilissimi Accademici hanno sempre nelle grandi occasioni fatto molto onore alle loro Patria. Gli Ardenti la cui vasta Sala in Contrada di S. Benedetto, è capace d’un grandissimo numero di concorrenti hanno dato nel corso della spirata Sensa due brillanti Festini, nel secondo de’ quali si distinsero nella danza in un minuetto a quattro, le nobile Spose Mocenigo, Venier, Erizzo, ed il N. H. Zuanne Foscarini.

Metatextualité

Il gran numero di Forastieri di rango, che ne’passati giorni abbiamo avuto in questa Città, ci dispensa dall’obbligo di renderne conto, per poter dar luogo nel Foglio presente al restante delle novelle, ch’ esigono le nostre viste. Molti di essi vi sono ancora e potremo parlarne in altra occasione.
Non possiamo però passare sotto silenzio l’arrivo, la dimora, e la partenza seguita il giorno 25. dello scorso mese, della famosa Signora Fortunata Sulgher Fantastici Livornese abitante in Firenze, celebre non meno per le sue poetiche Composizioni già date alla luce, che per i suoi estemporanei leggiadrissimi Versi. Nel di Lei soggiorno di dieci giorni in questa Metropoli, essa si prestò graziosamente più volte alle istanze di alcuni nobili Personaggj, che con molta soddisfazione e piacere si sono portati alla di lei abitazione in Contrada di S. Giuliano, per ascoltarla. Diversi sono stati li Temi ch’ Ella mirabilmente ha trattati, in alcuni de’ quali giunse a superare la per altro grandissima aspettazione. Il Ratto d’Elena, Le Gare Generose de’ Signori Gervis e Blanchard sul Globo aerostatico, e molti altri Soggetti da Lei cantati, fecero conoscere le profonde sue cognizioni nelle materie fisiche, e la sua erudizione de’ Greci e Latini Autori, da essa ne’ fonti originali gustati. S. E. March. Giovanni Pindemonte acceso dal suo fervido estro a fronte di questa decima Musa, ha fatto chiaramente conoscere, che non c’è paragone che ammorzi il fuoco della sua vivissima immaginazione; e che tanto è più grande e felice nella Poesia estemporanea quanto i confronti che gli si presentano sono più degni. La N. D. Cecilia Zen Tron, Dama protettrice ed amante delle bell’ arti fu distinta con ispeziale condiscendenza dalla Signora Fantastici, al Casino della quale, ch’ è il Parnaso Veneto, si portò a cantare su diversi argomenti colla solita felicità e sodezza. Noi ch’ebbimo il piacere di conoscerla e udirla in Firenze, in compagnia del nostro degnissimo Amico Abbate D. Aurelio de’ Giorgi Bertola, siamo soddisfattissimi di poter dare questo pubblico attestato della nostra venerazione alla sua sublime virtù. Funzioni Sacre. Nelle tre prossime passate Feste vi fu un Triduo solenne per la canonizzazione delli tre Beati Pacifico da S. Severino M. O. R. Niccolò Fattori M. O., e Tommaso da Cori M. O. nella Chiesa di S. Bonaventura di questa Città. Il Panegirico del Primo lo fece il P. Giuseppe Tommasoni Domenicano, del Secondo il P. Lettor Luigi da Vicenza. M. O. R. e del Terzo il Sig. D. Pietro Steffani Sacerdote di S. Geremia, ognuno de’ quali rese ammirabile il suo zelo, e la sua sacra eloquenza. Uffiziò nella solenne Funzione il Reverendissimo Piovano di S. Marcuola nella cui Parrocchia è compreso il Convento di S. Bonaventura. Questi buoni Religiosi furono assistiti da’ loro benefattori per l’apparato della Chiesa, per la divota Musica che si cantò in essa, e per quant’altro occorse per la solennità delli tre Beati, le cui Statue furono erette sopra un altare. Al gran concorso non era sufficiente la Chiesa, e moltissimi non hanno potuto entrarvi. In Senato. 31. Maggio. Fu eletto Sopra Monasterj il N. H. E. Leonardo Dolfin qu: Pietro, amplissimo Senatore, i di cui tre Figli sono meritamente fregiati della medesima dignità. Questa gravissima Magistratura cominciò nel 1521, e non furono soggetti allora alla sua autorità che li Monasterj della Dominante; ma nel 1524 venne estesa anco su quelli di tutto il Dogado. Non fu che provvisionale sino al 1528, e dappoi dichiarossi perpetua dall’Eccelso Consiglio di X che la creò per sollevarsi alcun poco dal peso delle sue tante importantissime cure, trà le quali eragli propria anco quella de’ Monasterj.

Matrimonj.

Giovedì prossimo passato seguirono le Nozze di S. E. Francesco Pepoli colla N. D. Elisabetta Cappello. Trà i Sonetti che si esposero per questi Sponsali, vi fu una lunga lirica Composizione, in cui è maneggiata felicemente una graziosissima critica. L’Autor anonimo, che in una sua nota mostra di non voler esser Poeta, si fa veder tale ne’ diversi suoi assai più di tanti e tanti, che credono d’ esserlo.

Partenza
Di Bastimenti Mercantili.

Checchia nominata Buona Sorte, Cap. Bortolo Scasso Veneto, montata con cannoni num. 14, e marinari numero 18., per la Scale di Cipro e Alessandretta. Partirà entro il prossimo mese. Luigi Belloni Mezzano. Nave nominata Madre Amorosa, Cap. Simon Budinich Veneto, montata con cannoni num. 20. e marinari num. 24., per le Scale di Cipro e Alessandria. Partirà entro il mese corrente. Luigi Belloni Mezzano. Nave nominata Corona Giustina, Cap. Girolamo Zulian Veneto, montata con cannoni num. 12. Marinari num. 16., per le Scale di Salonicchio e Costantinopoli. Partirà entro il prossimo mese. Luigi Belloni Mezzano Checchia nominata Madonna del Scarpello e S. Antonio di Padova, Cap. Antonio Sirovich Veneto, montata con cannoni num. 10., e Marinari num. 12. per la Scala di Smirne. Partirà alli primi del corrente mese di Giugno. Luigi Belloni Mezzano. Brigantin nominato Brillante, Cap. Giorgio Rossini Veneto, montato con cannoni num. 8. e marinari num. 12. Partirà entro il mese prossimo. Luigi Belloni Mezzano. Checchia nominata Angelo Gabriele, Cap. Francesco Ballarin Veneto, montata con cannoni num. 12. e Marinari num. 16. Partirà entro il mese presente. Luigi Belloni Mezzano. Checchia nominata la Nuova Sorte, Cap. Anastasio Declietto Veneto, montata con cannoni num. 8 e marinari num. 10; Per la Scala di Tripoli. Partirà nel corrente mese. Niccolò Cuvaglià Mezzano. Nave nominata l’ Aquila d’ Oro, Cap. Francesco Cuvara Veneto, montata con cannoni num. 16 e marinari 17. S’è messa al carico per Smirne e Costantinopoli, e partirà entro il mese corrente. Carlo Fabris di Gius. Mezzano. Agl’intendenti ed amanti della ra latinità presentiamo una Inscrizio sepolcrale, dell’eruditissimo Sig. Dottor dalle Laste, che non ha molto scolpita sul sasso che chiude le cen del fu Conte Carlo Generale Colloredo, nella Chiesa parrocchiale di S. Benedetto, presso cui egli abitava.

D. O. M.
Carolus. Colloredus. Comes
Ordinis. Teutonici
Eques. Et. Magnus. Commendatarius. In. Austria
e. secretiori. Consilio. Caesaris
legatus. In. Ejus. Exercitu
proprii. Agminis. Pedestris. Tribunus
italico. in. bello. Et. Adversus. Borussorum. Regem
strenue. Versatus
legatione. Ad. Russos. Ac. Britannos
prudentissime. Funcuts
a. mdcclxxxvi. Vii. Cal. Nov.
annos. Natus. Lxix.
Mortalia. Hic. Omnia. Deposuit.

Cambj
Primo Giugno 1787.

Lione 57 1/2 Parigi 57 3/8 Roma 63 1/3 Napoli 118 3/4 Livorno 102 Milano 153 Amsterdam 90 7/8 Genova 94 Amburgo 87 3/4 Londra 51 7/8 Augusta 103 1/2 Vienna 199 ½
Si ricevono le Assocciazioni, e le notizie per questa Gazzetta A Venezia da Paolo Colombani Librajo alli Scalinetti del Ponte di Rialto verso il Traghetto. A. Padova dalli Fratelli Conzatti al Ponte di S. Lorenzo. Dalla Stamperia Zerletti Venezia.