Référence bibliographique: Francesco Anselmi (Éd.): "N. XXIX", dans: Il Socrate Veneto, Vol.29\ (1773), pp. 112-116, édité dans: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Éd.): Les "Spectators" dans le contexte international. Édition numérique, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.988 [consulté le: ].


[113] Niveau 1►

N. XXIX.

Delle inquietudini, che precedono la morte.

Niveau 2► Quantunque in punto di morte non devasi pensare che alla morte medesima, voi nulladimeno vi affligete per ciò che succederà ai vostri figliuoli, e ai vostri beni. Questi pur troppo troveranno Padroni, e quelli si provederanno: avvegnacchè nel Mondo vi sono tanti mezzi per potersi impiegare. Oltre a che la Providenza, che non manca agli uccelli, non mancherà mai agli uomini. Ma per parlare ordinatamente di questi due soggetti che egualmente vi inquietano, non vi date a credere che le ricchezze, le quali vi sembrano tanto grandi, compariscano tali a’vostri eredi. Benchè esse sieno abbondanti, a lor parere vi mancherà sempre qualche cosa. Se però bramate di sapere che diverrà di esse, vi dirò che ritorneranno donde sono venute, vale a dire tra le mani della Fortuna; e di là passeranno ancora in possedimento di questi, e di quelli, ma non si fermeranno mai lungo tempo presso di un solo. Imperciocchè essendo esse vaganti, non possono dimorare in un luogo fisso. E non è senza misterio che si formi il denaro di figura rotonda; perchè, come alcuni facetamente dicono, essa è un contrasegno della sua volubilità: quantunque niente meno girerebbe se fosse triangolare, o quadrata. Contentatevi adunque che sieno state per qualche tempo alla vostra discrezione, mentre ora conviene ch’esse partano, e passino ad altri. Lasciatele andare, e permettete che mantengano la loro circolazione: quando non fosse che vorreste piuttosto morire con una magnifica ambizione, e che ad esempio di alcuni pazzi si ponessero i vostri tesori con voi nella tomba, affinchè fossero di profitto un giorno a [114] coloro che vuoteranno i sepolcri. Per fine trascurate affatto la terra e i suoi più preziosi metalli, e non pensate che al Cielo, e a voi medesimo. I beni vostri sen fuggono; credevate voi forse che dovessero fermarsi, quando la vita vostra se ne fuggiva in ciascun momento, e voi medesimo di continuo andavate incontro alla morte? Non domandate più di chi saranno, giacchè non faranno più vostre; ma considerate quel ch’era prima ch’esse fossero tra le vostre mani. Vi affligge il morire spogliato, dopo di esservi veduto attorniato da tante ricchezze; ma poichè nudo entraste nel Mondo, nudo pure conviene che usciate. Vi fu concesso per qualche tempo l’usufrutto d’un bene straniero; non vi si toglie cosa alcuna, se essendo passato il tempo, vi si domanda quello ch’era d’altri. Potete portar con voi tutto ciò che avete apportato; e se ricercate ancora un maggior vantaggio, vi è permesso di portar con voi quanto seco portano i Re medesimi. Vi stimate forse infelicissimo di avere una condizione eguale a quella de’più gran Monarchi?

Veniamo ora a’vostri figliuoli, i quali vi dispiace di dover lasciare. Ma se vengono abbandonati da un Padre terreno, ne prenderà cura il Celeste Padre, che non li abbandonerà come voi, nè li lascierà mai orfani. Egli li nudrirà, e li istruirà fin dalla loro età tenera, purchè si rendano docili; e non li lascierà nè nella lor vecchiaja, nè in morte, e neppur nel sepolcro medesimo. La speranza d’un uomo che nasce, è Dio, e non già un Padre per quanto ricco egli fosse, ancorchè fosse un Re. Tutta la confidenza che può aversi in un uomo, è corta, e caduca. Ed ecco perchè i vostri figliuoli veggendosi delusi della speranza che avevano in voi, la metteranno in Dio solo. Oltre di che dovete ancor riflettere che le carezze de’Genitori hanno qualche volta guastato il buon naturale e semi di Virtù che il Cielo aveva impressi nello spirito de’lor figliuoli: come al contrario l’abbandono e la povertà risvegliò la lor pigrizia e spensieratezza.

Se poi mi chiedete quel che avverrà de’vostri figliuoli: faranno vivere il nome vostro, purchè sieno onesti e dabbene. E se questa è qualche spezie di consolazione all’ultimo di tutti i mali, sembrerà che voi non siate morto affatto; veggendo i vostri amici il loro volto e le loro azioni, crederanno che siate stato restituito ad essi, e ne avranno molta allegrezza. Che se poi i vostri figliuoli sono malvaggi, avete giusto motivo di abbandonare coloro, che non avete saputo corregere, e di lasciare che il Mondo e la Fortuna li domino e li riprendano. Inoltre morendo avete torto di sospirar per coloro, cui dispiace di vedervi morir troppo tardi; e che forse piangeranno un [115] giorno per avervi veduto morir troppo presto. Non vi dia inquietudine alcuna la tenerezza della loro età. Se non sono ancor giunti all’adolescenza, vi arriveranno, e se vivono diverranno ancor vecchi; del rimanente poi faranno ancor essi a suo tempo le lor fortune in mezzo alle fatiche ordinarie della vita. Frattanto faranno sotto la protezione di Dio; e forse ancor voi siete restato senza Padre com’essi allorchè eravate ancora assai giovane. In somma non pensate tanto alla vita loro, quanto a render conto di tutto il corso della vostra.

Vi dà ancor molestia il considerare a quello che farà la Moglie dopo la vostra morte. Forse si rimariterà, che importa a voi? Quantunque presentemente l’amiate, essa dopo il vostro funerale resterà in una libera disposizione di se medesima. Così essendosi sciolta dal vostro giogo, o prenderà un altro, o penserà a godere del riposo d’una felice solitudine. Ma perchè pensate voi a quello ch’essa dee fare quando sarà uscita dalla podestà vostra, mentre non sapete quel ch’essa abbia fatto essendovi ancor soggetta? La maggior parte degli uomini ignora quel che si faccia nella lor Casa, s’informano di ciò che si fa in Cielo, o di ciò che succede sopra tutta la terra. Certamente tocca a lei, o a un altro marito di attendere a quello ch’essa farà dopo la vostra morte; e questo pensiero di presente non è più vostro.

Se temete ch’essa voli alle seconde nozze, la vostra afflizione è ingiusta, imperciochè questo è a lei permesso. Alcune donne non mantengono la fede a’lor mariti ancor viventi, e voi chiedete che la mantenga inviolabile a fredde ceneri? Se la vostra compagna vi è stata fedele fino all’ultimo giorno della vita vostra, ha con ciò adempiuto a tutti i doveri, che la legge coniugale l’obbligava di rendervi. Io pur confesso che una perfetta pudicizia deve per quanto può evitare le seconde nozze; ma con più attenzione devesi ancor evitare una vedovanza pericolosa. Vi sono alcune occasioni, in cui non solamente è permesso, ma quasi necessario di rimaritarsi. E per verità è assai difficile che una bella donna dimorando sola viva castamente.

Vi dà ancor fastidio che una persona sì cara debba appartenere ad un altro sposo. Ma in questo sesso vi sono pochissime, ancor di quelle che partano per le donne più oneste, le quali non abbiano nel loro cuore sposato un altro marito, oltre a quello che hanno. Io ho un uomo mortale, dice ciascuna a se medesima; ma se egli viene a morte, questo, o quello, mi andrà molto a genio, poichè i suoi talenti e le sue buone maniere mi possono essere molto vantaggiose.

Può anche succedere che la vostra si rimariterà con un uomo di voi più ricco, e più illustre. Laonde dovete anzi godere che ad una persona da voi tanto amata sia per toccare una sì bella forte. E se [116] ne prenderà un peggiore, avere altresì a rallegrarvi, poichè vi conoscerà allora meglio di quello che abbia fatto fino a quest’ora. Moltissime donne non appresero a considerare il merito de’lor primi mariti, e ad amarli veracemente, se non dopo avere incontrato un secondo matrimonio.

Se per fine vi dà molestia il morire senza figliuoli, dovete anzi morire con più allegrezza, e partir più disposto e più pronto, nulla lasciando dietro a voi che v’inquieti. Eccovi libero da quel dolore insoffribile che apporta ad un uomo moribondo la compassione ch’egli ha di lasciare una famiglia abbandonata quando essa ha bisogno del soccorso d’un Padre, e la quale per mancanza di età, e di consiglio, è esposta a molte ingiurie, e a sinistri accidenti, Che se non avendo successore alcuno, vi dispiace di non sapere in qual modo abbiate a disporre de’beni vostri, io vi dirò che potete farvi molti eredi, e che non dovete ricusare una sì bella occasione che vi si presenta di far campeggiare la vostra pietà, e di acquistarvi una gloria senza fine. E certamente voi potete fare una disposizione più onesta, più utile, e più durevole di quella che dovreste fare in favore de’figliuoli, se ne aveste. Lasciate adunque a persone riconoscenti, che sapranno conservare ed impiegar bene le grazie vostre, tutto quello che vorreste lasciare ai figliuoli, i quali sarebbero forse ingrati, ed accrescerebbero per vie illecite quel che loro avreste lasciato. Niveau 3► Exemplum► Attalo Re di Pergamo fece con suo testamento erede il Popolo Romano, che veramente non ne avea bisogno, e che dovea guastasi con le ricchezze dell’Asia. ◀Exemplum ◀Niveau 3 Voglio ancora mostrarvi un altro popolo, che più legittimamente potete far vostro erede. Siete da una parte circondato da un gran numero di vostri amici, e dall’altra da una moltitudine di poveri. Vi è permesso di adottare a piacimento de’figliuoli. Resterete tra quelli ancor dopo la vostra partenza col mezzo di una dolce memoria, e vi potranno giovar questi colle loro preghiere per il luogo, ove andate. Questa è un’usura assai lodeoole (sic.) ed abbondante, e la miglior lettera di cambio che possano aver coloro, i quali sono per intraprendere il medesimo vostro viaggio. ◀Niveau 2 ◀Niveau 1