Cita bibliográfica: Francesco Anselmi (Ed.): "N. XV", en: Il Socrate Veneto, Vol.15\ (1773), pp. 56-60, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.974 [consultado el: ].


[57] Nivel 1►

N. XV.

Delle amicizie

Nivel 2► È un miracolo che voi vi rallegriate di avere molte amicizie, e che abbiate abbondanza d’una cosa, di cui il restante degli uomini ha sì gran carestia: mentre non si fa menzione che di qualche copia di Amici dopo il giro di tanti Secoli. Per certo non potreste avere tante amicizie, come voi dite, se non ne aveste di finte. Le vere sono beni rarissimi, di modo che quegli, che ne può acquistare una in tutta la sua vita, per quanto lunga ella sia, passa per un uomo assai felice. È vero che niuno può esser tale in riguardo alle amicizie, che non sia infelice in qualche altra cosa. Il Poeta ha detto benissimo che quegli, cui tutto va a seconda, non conosce se sia amato. L’avversità è infallibile quando l’amicizia è certa, poichè un’amico sicuro si scopre quando vacillano i proprj affari. Giudicate adunque dall’esperienza della qualità delle vostre amicizie, e non mai per la fama ch’è ben spesso mendace; se meglio li esaminerete, forse ne avrete in minor numero di quel che pensate. Che se ne avete molti, lasciatene una parte. È d’uopo evitare il superfluo in ogni cosa. Ma non posso comprendere come voi vi vantiate di aver molti amici, quando nè il Popolo Romano nel più alto grado di sua potenza, nè uomo alcuno per quanto grande egli fosse non n’ebbe mai un gran numero. Confesso che si possono bensì mantenere moltissime amicizie false, perchè può succedere che in un tempo si goda con un amico, e che dopo si pianga con un altro; [58] oppure che l’odio essendosi acceso tra essi, si sta costretto di mancar di fedeltà all’uno, o a tutti due insieme. Ma un Amico che si cambia non è mai stato Amico.

Che se voi mi dite che le vostre amicizie vi sono quanto aggradevoli, altrettanto utili, vi risponderò, che voi così parlando seguite i sentimenti del volgo. Le vere amicizie devono essere sincere, e non mai interessate. Ardisco pur di asserire che queste non possono essere molte insieme, perchè è assai difficile di accordare il vostro profitto con quello degli altri, e di attendere a’loro vantaggi, non avendo in vista che l’util vostro. Oltre a ciò come mai potrete voi essere tutto d’uno, e tutto di molti? E poi sappiate che non vi sono amicizie più istabili di quelle che sono fondate sopra il piacere, e sopra il profitto. Le sole amicizie che sono stabilite sopra la Virtù sono immortali, perchè la Virtù non può mai mancare, e sussiste sempre tra i cangiamenti dell’altre cose. E perciò coloro, che noi abbiamo amati mentre vivevano per un principio di onestà, li amiamo ancora dopo la lor morte.

Nel rimanente siccome voi non dovete facilmente difidarvi de’vostri Amici, così non avete a fidarvi senza molta cautela. Neppure avete a provarli per timore di vedervi ingannato; avvegnacchè l’esperienza d’una persona, di cui avevamo buona opinione, spesse fiate ci riuscì funesta. Esaminate donde venga che voi avete una sì alta idea della felicità de’vostri Amici, e sopra tutto considerate quanto grande sia il vostro amore. Vi sono alcuni, che non amano, e pensano di essere amati; ma questa è una solenne pazzia, che si ravvisa principalmente negli uomini ricchi. S’immaginano essi che si compri l’amore a denaro contante, mentre non si può ottenerlo che con un amor reciproco. Il cuor dell’uomo è generoso; non si muove per vezzi, nè per caratteri magici; non si piega nè coll’oro, nè col ferro, nè con le pietre preziose; ma si può vincerlo amandolo con rispetto. A Seneca piaceva assai il detto di quell’antico Filosofo: Nivel 3► Cita/Lema► Chi vuol essere amato, deve amare. ◀Cita/Lema ◀Nivel 3 È vero che ancorchè qualche volta si ami con affetto, non si ama con frutto; i cuori di alcuni uomini sono inflessibili quanto i loro spiriti; vi rendono mal per bene; vi dispregiano perchè li onorate e quanto voi li amate, altrettanto vi odiano. Non si contentano di non corrispondere al vostro affetto con un amor reciproco, al che le stesse bestie feroci non mancano; anzi s’inaspriscono per i servigi che voi loro prestate, e il loro odio è trattenuto da quello stesso principio che dall’animo [59] dovrebbe scacciarlo. Così la semplicità di moltissimi è ingannata dalla doppiezza di alcuni, e non impiegano il loro amore che per farsi de’nemici. Or questo è il maggior mal della vita, quando i nostri beni medesimi ci sembrano essere dannosi.

Io ben so che il titolo di buono è l’epiteto ordinario che si dà agli Amici, e quantunque non se ne faccia sempre espressa menzione, sufficientemente s’intende. Ma guardate bene di non credere ciò che non è, per timore che l’amicizia non vi costringa poi con dispiacere a credere quel ch’è in effetto. Non tocca all’uomo il misurare il fondo dell’anima: il vino lega la maggior parte dell’amicizie, ma le lagrime e le afflizioni danno ad esse la pruova. Così ciò che dovrebbe essere il primo, e in ordine l’ultimo ad esser osservato. Avrete molti amici fin tanto che i vostri affari avranno un buon aspetto. Non v’è forte alcuna, che non abbia bisogno di amicizie; ma quelli che meno mancano dell’altre cose, ne hanno in maggior abbondanza. Perciò la penuria segue la povertà, e l’abbondanza le ricchezze. Ma se sopragiunge la necessità, gli Amici ben presto se ne andranno, o piuttosto si faran riconoscere, e si discerneranno quelli che sono stati Amici della vostra persona da coloro che non sono stati tali se non per la vostra fortuna. Quelli ch’erano con voi vi seguiranno, e quelli ch’erano con essa se ne fuggiranno in sua compagnia. Non vi meravigliate per tanto di vedere che coloro i quali non erano attratti che dalla dolcezza del vino, si ritirino dopo ch’è stato bevuto. La necessità fa fuggire i finti, e la feccia i gran bevitori.

Voi dite ancora che vi sembra di avere un gran quantità di Amici; e veramente voi fate bene a dire che vi sembra di averli, e non che in fatti li abbiate. Ma donde mai nasce che le vere amicizie essendo sì rare, voi credete di averne un numero infinito? Dovete primieramente persuadervi che le amicizie legittime non si stabiliscono se non tra le persone dabbene; e queste essendo sommamente rare, tenete per certo che non solamente non potete avere molte amicizie, ma ancora che tutti gli uomini insieme non possono averne che poche di vere. Di false ne avrete sempre abbondanza. Non v’è animal tanto sociale, nè così difficile a conoscere nel commercio quanto l’uomo. Questa è una merce che non si compera mai bene, perchè non ci lascia mai ben giudicar del suo prezzo. Può essere che credendo voi di avere molti Amici, non abbiate se non molti compagni di camera, o di mensa. Non mancheranno mai di ritrovarsi al vostro fianco, purchè le vivande non manchino ad [60] essi. Gli Amici sono in picciolissimo numero, e ben spesso non ve n’è alcuno. Succede pure alle volte che un nemico domestico prende quella bella qualità; e vi sono delle reti familiari nascoste sotto il velo d’una benevolenza affettata. Per ciò non vi date mai a credere di avere Amici più del bisogno; il vero e solo necessario Amico manca ad ogni sorta di persone, ma principalmente a’Grandi, i quali essendo sempre attorniati da adulatori, la cui professione ordinaria è quella di mentire, non trovano alcuno che ardisca, o che voglia dir loro la verità. Per tal effetto un nemico ha più servito ad alcuni, che tutti gli Amici insieme. Che se nulladimeno avete molti Amici come pensate, credete pure che avete bisogno di averne altri ancora. Il Mondo sarebbe più santo, e goderebbe d’un maggior riposo, se vi fossero tante amicizie, quante s’immaginano. Per fine, se avere un buon Amico, non è già un picciol vantaggio. Siccome nulla v’è di più raro, così non dovete avere cosa alcuna più cara. ◀Nivel 2 ◀Nivel 1