Citazione bibliografica: Francesco Anselmi (Ed.): "N. VII", in: Il Socrate Veneto, Vol.07\ (1773), pp. 24-28, edito in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.966 [consultato il: ].


[25] Livello 1►

N. VII.

Dell’amore sregolato de’figli

Livello 2► Non mi state a dire che il vostro Fanciullo avendo un temperamento sommamente aggradevole, non può recarvi che un gran piacere; poichè se ben vorrete ricordarvene, molti graziosi fanciulli furono poi d’una grande afflizione; e quanto era cara la lor presenza, tanto poi fu molesta la di lor mancanza. Non v’è privazione più insopportabile che quella de’beni, il di cui possesso ci trasporta ad uno straordinario contento. Per altro, se avete conceputo speranze altissime di quel fanciullo, ch’è propriamente il vostro Idolo, sappiate che voi fabbricate su l’arena, e che vi appoggiate in fatti sul nulla. L’età in cui trovasi e più sottoposta alla mortalità, che alla vita. È un fior passaggiero che ci mostra tutta la sua beltà nel primo aprir di sue foglie. Non v’è cosa alcuna al Mondo più rara, nè men durevole.

So io pure che le carezze de’fanciulli sono le più amabili, perchè appunto sono le più naturali; ma so altresì che que’graziosi sorrisi per qualche rivoluzion fatale possono cambiarsi in lagrime inconsolabili. Voi credete negli occhi suoi di veder due stelle; ma quanto mai vi colmerete di rammarico se presto tramonteranno. Il suo balbettar vi alletta più che l’eloquenza degli altri; e pur forse la morte sta per recidere il tenue filo della sua vita. Ma perchè temo che non pensiate, che facendo argine a’vostri sentimenti, voglia oppormi alla natura, non v’impedisco che vi rallegriate di avere un fanciullo; ma solo di ral-[26]legrarvene con eccesso di quello, che può essere un motivo di vostra tristezza. Non disapprovo le convenienze; ma condanno l’estremità viziose.

Così desidero che non siate tanto allegro di vostra sorte, affinchè proviate un minor dolore nel caso che lo stato vostro prenda altro aspetto. Vi avvertisco di non appoggiarvi troppo sopra una canna; avvegnacchè non solamente essa trema, ma può ancor farvi cadere. Livello 3► Exemplum► L’imperadore Adriano avendo adottato Elio Vero, cui la natura non era stata avara, ma che però avea una debile complessione, disse al riferir degli Storici, che niuno doveasi stupire, se conoscendo la fragilità di tutti gli uomini, cercava sussistenza nella fragilità medesima. ◀Exemplum ◀Livello 3 Il soccorso qualche volta è più dannoso dell’abbandono. Vi sono certe persone, le quali pare che il Cielo ci mostri, per levarcele tosto dalla vista. Accende il nostro desiderio, per estinguere la nostra speranza. Le cose belle durano sì poco, come l’altre durano assai. Perchè noi tutti siamo in un esilio, pare che la natura non ci ricrei se non di mal’animo. Voglio dir con ciò, che l’allegrezza non deve mai scostarsi dal vostro duolo. Se il fanciullo vi sembra gentile, forse un giorno egli farà ingrato. Il suo temperamento è tranquillo e dolce; ma chi sa che un giorno non abbia ad esservi contumace. Quantunque il mare sia in calma, ha sempre però il potere di far insorgere qualche burrasca. Il fuoco e più violento, quando e trattenuto da qualche ostacolo. Finalmente rammemoratevi tra sì belli principj che conviene aver l’occhio anche al fine. Un Agricoltore non si consola tanto di vedere i fiori, che i frutti; ed ha sempre timor della gragnuola fin tanto ch’abbia fatto la sua raccolta. Moderate adunque le vostre speranze col timore, e la presente gioja colla diffidenza di quello che può succedere.

Non mi replicaste mai che l’eccessivo amor vostro nasce dalla beltà assai rara del vostro fanciullo; poichè in tal guisa mostrereste di aver diletto di vederlo in pericolo, conoscendolo capace d’ispirar dell’amore. Sapete pure che il pudore e la bellezza di rado stanno in un medesimo luogo? È molto difficile che gli oggetti assai belli vogliano mantenersi puri, o che pur lo possano quando il volessero. Nel Mondo ogni cosa è poco sicura; ma l’onestà più di tutte, perchè la buona grazia stessa è alle volte la sua più acerba nemica. Quelli che possedono una tal virtù, non hanno un picciol merito, perchè in ogni tempo [27] aspramente hanno a combattere. Alcuni Tiranni furono bene accolti, perchè maltrattavano ogni sorta di persone; e non fu la mansuetudine, ma la lor crudeltà, che li fece pacificamente regnare. Si veggono alcuni Nocchieri a passar fra gli scogli senza far naufragio; e trovano la lor salvezza, ove altri incontrarono la loro perdita. Parimenti vi sono alcuni mercatanti, che fanno viaggio per i boschi con quella stessa sicurezza, con cui passano i poveri. Soltanto le belle Figliuole in pace e in guerra incessantemente sono assalite dagli Amanti, e da lor nemici.

Se subito non si arrendono, è assediata la loro Casa. Se la forza è inutile, impiegansi gli artifizj. Ed allora come mai è possibile che una tenera Figlia resista a quell’armi, che vincono gli Uomini stessi? Si procura di farsi strada al cuore con regali magnifici, affinchè non temano di arrendersi a una potenza, che le adora con ogni tributo di ossequio. Aggiungansi a’doni gli artifizj per obbligarle a riceverli: poichè esse non vogliono accordar nulla per una liberalità gratuita. Alla fine si rapisce un tesoro, che non si può avere per via di amore; e si disonora un’innocente perchè ebbe troppa cura del suo onore. Non occorre che a prova di quanto io dico adduca qui antichi esempj, quando l’esperienza tutto giorno ciò fa vedere. Le deformi non sono già quelle, che vengono ordinariamente rapite; ma bensì le belle, che si vogliono avere a qualsivoglia prezzo, anche a costo del sangue proprio, delle facoltà, e della vita. Ma lasciando da parte queste violenze estreme, egli è certo che la bellezza ha tentato molte persone, che la deformità avrebbe trattenute dal mal fare; e le condusse finalmente o alla morte, o all’infamia. Livello 3► Exemplum► Poco mancò che il casto Giuseppe non perisse per gli assalti d’un’impudica, e non morisse come reo malgrado la sua innocenza, se la Providenza Divina non avesse salvato il suo onore dalla pretesa ignominia. I Greci non ci parlano mai d’Ippolito, o di Bellerofonte, che non c’insegnino che bisogna avere una virtù incorruttibile per preservare dalla corruzion la bellezza. ◀Exemplum ◀Livello 3

Ciò che dissi degli uomini, può dirsi con più ragione dell’altro sesso. Possono le giovani essere sicure in mezzo agli stranieri, quando non lo fu Tamar col medesimo suo Fratello? Livello 3► Exemplum► La castità di Penelope non fu inviolabile, quantunque il suo cuore fosse invincibile: e Lugrezia ben si accorse del suo disonore, senza aver dato il suo consenso. Oltre a ciò quella beltà che [28] voi pregiate tanto, non solo rovina le Case, ma altresì le Città, e le Monarchie intere. Quando le Storie parlano, conviene che la ragion si taccia. Per certo se Elena non fosse stata bella, Troja mai sarebbe stata incendiata. Il nome de’Re non si sarebbe così presto estinto in Roma, se non vi fosse stata una Donna, il di cui volto avesse avuto dominio sopra il cuore d‘un Principe superbo. Appio giammai perduto avrebbe la dignità sua sovrana, se gli occhi di Virginia non gli avessero fatto perdere la ragione, e la libertà. ◀Exemplum ◀Livello 3 In una parola, se non vi fossero stati al Mondo tanti bei volti, non avremmo veduti tanti obbrobrj, e contrasti. Paragonando voi dunque i tristi effetti d’una causa che tanto stimate, con qualche apparenza di bene, ch’essa al Mondo apporta, troverete che quel che vi diletta deve anzi essere la vostra afflizione, e che cercate le rose ove non ci sono che spine. Se il vostro figliuolo a voi sembra bello, temete che non cada nelle reti d’un’infame Messalina, e che non sia ridotto ad uno de’due partiti, o di ricever la morte per le mani di quest’Amante perchè le ricuso il suo cuore; o dandoglielo, di perdere la vita per ordine dell’Imperadore. Applicate pure alle Figlie vostre quello che dissi de’fanciulli. Credete forse che nel Mondo non vi sia che un Giasone, che un Teseo, che un Paride? Gli uomini più vili vogliono imitare le imprese di questi grandi Eroi. Credetemi che avendo tali depositi da custodire, dovete essere in un continuo travaglio; nè dovete abbandonare il timore di perderle, se non colla vita medesima. ◀Livello 2 ◀Livello 1