Citazione bibliografica: Giovanni Ferri di S. Costante (Ed.): "Le mummie", in: Lo Spettatore italiano, Vol.4\74 (1822), pp. 401-402, edito in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.938 [consultato il: ].


Livello 1►

Le mummie

Citazione/Motto► Des cadavres ont duré autant que des pyramides

(Voltaire).

Cadaveri hanno durato quanto le piramidi. ◀Citazione/Motto

Livello 2► Infra gli oggetti curiosi che sono stati a gran costo da tutte le parti del mondo raunati nel museo di N * * *, nessuno tanto a sè mi trasse, quanto una numerosa raccolta di mummie. Eccomi dunque, meco stesso dicea, circondato da morti disotterrati che viveano ha già tre mill’anni! Non poteva ad essi allora neppure cadere nell’animo d’essere un dì tolti fuori dall’egiziane catacombe, per fare in Europa tragitto ed appagare la nostra curiosità. Nè sospicarono mai che un tempo sariano i loro corpi da noi posseduti. Che se avessero potuto prevedere che sarebbono le lor tombe violate, e i loro avanzi per oro venduti, non sariano stati per avventura solleciti tanto di trasmetterli alla posterità.

Livello 3► Racconto generale► Curiosa vaghezza di vedere il museo avea mosso pure una fanciulla, nel fiore dell’età e nello splendore della bellezza, a venirne in compagnia d’un giovinetto che pareva dover esserne il vago. Le mummie furono il primo oggetto a cui entrambi posero mente, tra le quali una ne osservarono che, meglio delle altre conservata, agevolmente riconoscevasi per giovine donna. Io gl’invitai a considerare il braccio e [402] la mano, i quali non avendo perduto che il loro colore, ritenevano tuttavia l’eleganza e la rotondezza delle forme. Baciate la mano di questa bella, disse al suo amante la giovinetta, in un subito moto di vivacità; per lo quale a prima vista giudicai che non avesse gran fatto tenero il cuore. Ubbidì l’amante; e quindi lasciando con tristo sembiante la mano della mummia, e quella della sua damigella stringendo, baciolla con eguale sentimento di tristezza. Quel bacio fu un utile ammaestramento per la leggiadra donzella; incontanente disparve da lei lo spirito vivace; tutta nel viso impallidì, e copiose lagrime le grondarono dagli occhi. Imperciocchè ben essa conobbe che la sua mano poteva in poco d’ora a quella della mummia rassomigliare. Ahi lassa! esclamò con un angoscioso sospiro, sventurata giovane, tu forse venisti a morte non guari prima di essere al tuo caro amante congiunta: ah! quanta pietà mi stringe del tuo crudele destino! ◀Racconto generale ◀Livello 3 ◀Livello 2 ◀Livello 1