Citazione bibliografica: Giovanni Ferri di S. Costante (Ed.): "Le tombe e i fiori", in: Lo Spettatore italiano, Vol.4\68 (1822), pp. 381-383, edito in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.932 [consultato il: ].


Livello 1►

Le tombe e i fiori

Citazione/Motto► Hominem mortuum, inquit lex in duodecim tabulis,
in urbe ne sepelito, neve urito

(Cicer. lib. 2. de Legib.).

Un cadavere umano, così dice la legge delle dodici
tavole, tu nè il seppellirai, nè il brucerai nella
città. ◀Citazione/Motto

Livello 2► In alcuni luoghi dell’Inghilterra e della Svizzera tengono la pietosa usanza di allevar fiori ed arboscelli in su le tombe; e mi accadde di veder questo spezialmente in Swansea territorio di Galles, là dove ciascun sabato i più prossimi parenti del sepolto ne vanno la sera ad attendere a questa coltura. Secondo l’età di chi ci è pianto si eleggono i fiori; sicchè la viola e il tassobarbasso significano fanciullezza; la rosa e la madreselva rispondono all’età giovine ed alla matura, e su le tombe dei vecchi stanno il fiorrancio e la sempreviva: ed è tanta la tenerezza delle madri, e la pietà dei figli e degli amanti e degli amici, che non è iperbole il dire che quelle piante e quei fiori crescono con l’essere innaffiati di lagrime. Spira per tutto il funeral luogo un aere odoroso; perchè non è suolo altrove sì pieno di fiori olezzanti come quivi; e guai a quell’empia mano che fosse ardita di sol uno svellerne, [382] ch’ella non saria di meno dannata che di sacrilegio.

Livello 3► Exemplum► Una sera quivi venutone io nell’ora che sì dolente ed affettuoso officio rendesi ai defunti, mi sentii primamente tocco da reverenza per siffatto compianto, in guisa che non osai farmi innanzi; ma tratto poi dalla curiosità, mi condussi fra quegli amici degli estinti. Si tacevano essi, ma fornivano pure il loro dovere, a cui certamente non fa luogo o inno o cantilena, perchè l’opera dice tutto, ed amore e venerazione e rimembranza e fedeltà vi favellano. Fra gli altri osservai una fanciulla tutta intenta al suo lavoro, ed io la richiesi di dirmi cui ella piangesse. Da prima non diemmi risposta, come se non volesse porsi con uno straniero a ragionare: ma durando io pure a richiederla, ella mi si volse, ed avea il più bel viso, ma il più mesto ed afflitto ch’io mai vedessi. Versando dirotto pianto, e con una voce che pareva rimproverarmi di quell’importunità, mi disse: Io ne vengo qui ogni sabato per isterpar l’erbe sulla tomba del mio amato fratello. Ah! non fu degno il mondo di posseder tanta virtù. Possa egli fiorire nel cielo, come questa rosa fiorisce sulla sua tomba! Possa io tosto impetrare di esser seco eternamente! Qui la interruppero i singhiozzi; ed a me; per poterla consolare, venne meno la voce. ◀Exemplum ◀Livello 3

Livello 3► Exemplum► Quinci fissai li miei sguardi in certe piante, con più studio che tutte le altre coltivate, di un sepolcro ch’era in su la cima d’un collicello, sopra cui un altro n’era più piccolo della stessa forma. Mi fu detto che una giovine [383] donna, morta di parto, quivi col suo bambino, che le costò la vita e di poco le sopravvisse, giacea sepolta. Fiori aromatici eran l’emblema di quel bambino che appena aveva aperti gli occhi alla luce. Tornava il padre da terminare il dolente e gradito officio che quel dì gli toccava; e mostrava d’aver trovato qualche conforto nell’aver operato per la diletta sua consorte quello che dopo la loro separazione gli era conceduto. ◀Exemplum ◀Livello 3

Naturale è in noi il desiderio di vivere nella memoria di quelli che noi abbiamo lasciati: e per simil guisa i doveri che verso i parenti e gli amici perduti ci sono imposti, molto bene convengono a recarci alla mente le doti e le virtù da noi forse in essi non considerate, e a ricordarci quel giorno che a noi si avvicina, e che già è arrivato a quelli che noi amavamo.

Non era senza dolcezza quel sentimento che per quel tristo albergo io provava, sicchè ne andava fra me dicendo: O tombe tanto più stabili, quanto meno magnifiche, voi chiudete via più felici spoglie che non i superbi mausolei, dove con fasto e senza onore si stanno quelli che furono la tribulazion della patria, laddove ne potevano essere la consolazione! Beati coloro la cui salma, dopo una vita innocente, avrà tra voi riposo, lungi dalle cittadine pompe, dagli egoisti e dagli sconoscenti! ◀Livello 2 ◀Livello 1