Citazione bibliografica: Giovanni Ferri di S. Costante (Ed.): "I consigli", in: Lo Spettatore italiano, Vol.4\40 (1822), pp. 253-257, edito in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.904 [consultato il: ].


Livello 1►

I consigli

Citazione/Motto► In consilio capiendo prudentia, in dando fides requi-
ritur et religio

(Cicer.).

Nel prender consiglio è mestieri avvedimento, e nel
darlo fede e coscienza. ◀Citazione/Motto

Livello 2► I consigli le più volte sono o inutili o pericolosi, come quelli che son quasi sempre o dalla presunzione dettati, o dalla doppiezza ricerchi.

Essi non devono ad altro segno mirare, che di agevolare altrui a meglio provvedersi per se stesso, non d’indurlo a prendere un partito; e senza questa regola svieremo quelli che prendiamo a guidare.

Chi consiglia, fa intendere ch’egli si pone nella condizione di colui che ne lo domanda; il che non accade quasi giammai, essendo noi tutti simigliantissimi al signor Tosse del Molière, che non potè mai dimenticare il suo mestier d’orefice.

Le più volte si può dai consigli medesimi comprendere la cagione che li fa dare.

Va per tutte le bocche questo motto: Io consiglio te, come consiglierei me medesimo. Ma io, gli si può rispondere, non ti dimando un consiglio che farebbe per te; per me te lo chiedo, che non ho la tua natura, le tue inclinazioni, il tuo ingegno, e che non posso esser pago di quello che ti appagherebbe.

[254] Non si devono dar consigli senza una certezza che possano a buon fine cadere; e per conseguente non si devono dare ad insensati nè a pazzi, perchè quelli non t’intendono, e questi nemmeno ti ascoltano.

Si danno i consigli, ma non il senno per valersene; poichè è cosa rara che possa discernere il buono dal reo consiglio chi non è da tanto che si provveda senza dimandarlo.

Chi si assume di dar consiglio, deve farlo discretamente; perciocchè non ci ha peggior tiranno che quell’amico il quale si abusa della sua esperienza, e suoi pareri come leggi propone, e pretende di fare coll’autorità violenza all’intelletto, piuttosto che cattivarselo colla persuasione.

Per lo contrario un amico, col soverchiamente esser benigno, snerva il suo provvido consiglio; e però a volere l’altrui attenzione destare, è necessario con forte ed alto tuono discorrere. I più salubri medicamenti non sono già quelli che al gusto riescono più grati. Si devono avere per infermi tutti quelli i quali hanno mestieri di consiglio; e chi non l’ha? e se così è, perchè deve rimanere addietro un buon consiglio che per convenevol modo non sia stato posto?

Accade molto spesso che ci vuol più animo a dare che ad eseguire un savio consiglio.

Siccome un solo è il buon consiglio che in tutti punti della vita si possa dare, la varietà de’consigli che si ricevono, fa manifesto argomento che si rischia meno a pigliarlo da sè, che a chiederlo altrui.

[255] Talvolta persone prudenti cercano consigli, e non sanno ove trovarli; mentre che gl’imprudenti li chiedono sempre, e non gli usano mai. E più debolezza di natura che difetto di senno quello che li fa chiedere.

Chi chiede consiglio suole nascondere la metà delle circostanze, le quali sono quelle appunto che ci potrebbero fare per noi stessi, senza altro aiuto, deliberare.

Non per altro ordinariamente abbiamo bisogno di consigliere, che per trovare in lui un approvatore. Livello 3► Exemplum► Levillo spesso domanda consigli, sempre però disposto e fermo su la opinion sua; e quando ha fatto un proponimento, allora appunto par che ne dubiti. Costui non ha più che un figliuolo, cui cerca con ogni sollecitudine di procurare un’alta condizione nel mondo. Trattandosi pertanto di fargli prendere alcuno stato, senza perder tempo si cominciò a dare briga e sollecitare tutti gli amici, avvocati, medici, mercatanti, banchieri, uffiziali di terra e di marina. Si teneva per certo che il volesse porre al mestier dell’armi, perchè il giovine ne parea assai vago, quando si udì che l’avea messo nel seminario. ◀Exemplum ◀Livello 3

Livello 3► Exemplum► Dubicio opera con tanta cautela, che si consiglia con tutto il mondo, ma quando ha già stabilito. Se si trova, per esempio, alcuna gran somma da rinvestire, con un amico ragiona della compera d’un podere, con un altro di una casa, con un terzo d’un traffico commerciale, con un quarto d’una spedizion marittima; e finalmente, dopo tanti trattati, colloca la sua moneta in comprar ragioni bancarie. Dubicio [256] ha già noiato tutti gli amici; i quali sì ben lo conoscono, che quando viene con loro a consigliarsi d’alcuna sua bisogna, già sanno che quella è fornita. Ed io un giorno che egli mi ricercò, se io giudicassi che una tal giovane fosse per riuscire una buona moglie, incontanente mi gli rallegrai del felice matrimonio, e non istette guari che si fecero le nozze. ◀Exemplum ◀Livello 3

Non sono sicuri i consigli di coloro che hanno dato cattivo saggio di sè: e però è da guardarsi di quelli che sono vaghi di consigliare altrui; perciocchè il negozio loro è di essere intesi, e senza fomentare l’altrui passione, non possono toccare il segno: onde che saviamente disse un filosofo, non si dovere ad altri domandar consiglio, se non a chi non è usato di darli.

Livello 3► Dialogo► Mi chiese un giorno Emilia, se un uomo può dare consiglio ad una donna. “Sì, risposi, se un imparziale ed onest’uomo egli è; e il farà meglio che altra donna, perchè in fatto di amore le mostrerà i soprastanti pericoli, in punto di principii le troverà gli errori, e in punto di indole le troverà i difetti: laddove non è da fidarsi dei consigli di una donna o per poca o per troppa sua pratica degli uomini; perciocchè quella che ha imparato a sue spese, gode che la sua sperienza sia perduta per le altre. Un uomo consigliatore può ben farsi intendere ad una donna col commendarla, sicchè il di lei amor proprio fra le lusinghe non si senta trafiggere. Oltre a ciò essendo la fiducia che s’ispira, quella che rende fruttuosi i consigli, una donna si riporrà più nella [257] discreta fede d’un uomo, che d’altra donna. Finalmente i consigli che un uomo può dare a una donna sulle maniere da tenersi per esser amata, intendono ad unire insieme le belle qualità di una donna amabile e quelle di un uomo degno di stima; cioè a formare la più pregevole e compiuta persona che possa immaginarsi: ma un’altra donna che avrebbe mai a consigliar d’una cosa che non dee poter conoscere?” ◀Dialogo ◀Livello 3

Il re Alfonso d’Arragona estimava che i consiglieri muti, cioè i libri, fossero più leali. La morte chiude la bocca all’adulazione ed alla impostura; e quel che ci consigliano i libri, non sente d’interesse, nè di sospetto, nè di ambizione. Da siffatti consiglieri siamo maggiormente ammaestrati, perchè noi più pieghevoli e più ossequiosi ci prestiamo ad essi; non dubitiamo di avere per più sapienti di noi coloro, le cui cognizioni e l’esperienza ci possono giovare, senza che la loro emulazione noccia ai nostri vantaggi, nè che la loro maggioranza sopraffaccia il nostro amor proprio. ◀Livello 2 ◀Livello 1