Cita bibliográfica: Giovanni Ferri di S. Costante (Ed.): "La domestica felicità", en: Lo Spettatore italiano, Vol.4\24 (1822), pp. 168-173, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.888 [consultado el: ].


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La domestica felicità

Cita/Lema► Statevi lieti colla famiglia vostra, ed usate que’beni
che v’ha concessi fortuna. Assai è pregiato e onorato,
assai è in istato e in dignità chi vive senza vizio e
senza disonestà

(Pandolfini, Giov. della fam.). ◀Cita/Lema

Nivel 2► I più grandi e più savi uomini che mai fossero, si sono ingegnati d’avere intorno ai loro focolari quel dolce ristoro che dopo lunghe e faticose cure richiedesi. E per sollazzarsi coi semplicetti trastulli dei lor figliuoli, e con la compagnia della lor famiglia, hanno chiuse le orecchie alle lodi, e date le spalle agli onori che loro il mondo rendeva. E invero ch’essi conoscevano apertamente che i loro amici, eziandio de’migliori, erano da qualche interesse mossi a dimostrar loro affezione, e che il volgo, qual che si sia la sua meraviglia e il suo ardore, non sempre nelle cose che giudica e pregia, sente addentro e dirittamente. Ma d’altra parte i servigi e le carezze che nella propria casa si ricevono, e la gioia e la festa che alla mensa si prendono, frutto sono di verace dimestichezza e d’affetto.

L’uomo spesse fiate cianciando co’suoi fanciulli, avvegnachè tenerissimi siano, dimentica i travagli durati in oste e in città; poichè a muovere le piacevoli affezioni nell’animo nostro vale più che tutt’altro la veduta de’figlioletti [169] che desiosamente il diletto gustano degl’innocenti lor giuochi. Le passioni della natura si manifestano tutte senza artificio, e prestano al filosofo che vede, materia di considerazione aggradevoli. Nè l’entrare e mescolarsi nei semplici sollazzi della puerizia, diminuisce in alcuna maniera la dignità dell’uomo; che anzi è egli una delle più pure vene che dolcezza riversino e consolazione. Oltre a ciò, egli giova molto ed aiuta ad ammendare il cuore nostro, il quale di necessità piglia alcuna qualità di quello che ha intorno a sè, perchè l’innocenza come il vizio s’apprende e si comunica colla pestilenza dell’esempio.

Nivel 3► Exemplum► Innumerabili sono e differentissime tutte le dipinture dell’Iliade che l’abbondante fantasia d’Omero vi ritrasse; ma niuna ve n’ha che tanto gli animi prenda, quanto quella dipintura di famiglia nella quale è immaginato l’Addio d’Ettore e di Andromaca; il cui piacere non solamente il cuor tocca, ma la mente ancora pasce ed avviva. Perocchè l’eroe per diventare amabile, lascia d’esser terribile. Noi con meraviglia il veggiamo nel battaglievole campo, quando è tutto armato e folgoreggiante; ma più assai ne piace, quando pone giù l’elmo, perchè al piccolo suo figlioletto non dia paura il tremolare del crestato cimiero. E nel vero mentre che intorno intorno si combattono le guerre, e l’ire incrudeliscono e si percuotono, quel dolce atto di domestico amore ci riconforta ed allegra; ed è per noi un incantesimo il guardar quelle braccia che dopo non guari [170] tempo siano esercitate ad uccidere e ad esterminare i nemici, adoperarsi a far vezzi al caro figlio in fra gli abbracciamenti dell’amor paterno. ◀Exemplum ◀Nivel 3

Or parecchi vi sono che giudicano, questa dolcezza domestica sì certa e sì pura esser degna che se ne dilettino e ne gioiscano solamente quegli animi deboli che si trovano insufficienti ad imprendere grandi cose; ond’è che commettono altrui l’educazione dei figliuoli e il governo della lor casa. Ma con piccolo studio si discerne che costoro i quali a questa eccellenza di spirito presumono e schifano i comunali modi del vivere, altro non sono che egoisti, i quali ogni cosa che immediatamente non porga diletto e non renda utilità alla loro persona, dispregiano e vilipendono. Agli uomini veramente grandi non piacque mai di farsi superiori a questo sentimento, che adorna pure ed onora l’umanità. Nivel 3► Exemplum► E per certo Cicerone fu lo specchio dei buoni mariti e dei buoni padri, avvegnachè fosse uno de’primi uomini del tempo antico. In mezzo alla gloria ond’era rivestito ed incoronato, e della quale n’era egli debitore al suo ingegno ed alla sua virtù, scrive come per lui niuna parte della vita e stata sì bella e gioconda, come quella ch’egli colla sua dolce consorte, con la cara Tullietta e col suo diletto Cicerone ha vivuta. ◀Exemplum ◀Nivel 3

Un matrimonio per tempo stretto, e da virtuoso amore spirato, e consigliato dalla ragione, è il più certo pegno ad avere felicità. Imperciocchè dagli obblighi che ingiunge l’ufficio di [171] marito e di padre, nasce la benevolenza e l’umanità. E colui che si ritrova un’amorosa moglie e un tenero figliuoletto che da lui solo aspettano sostentamento e soccorso, malagevolmente sarà egli tratto dietro a falsi piaceri, e non si darà mai alla dissipazione ed all’infingardia. Un padre che ha una nascente famiglia a far entrare in così reo secolo, si guarderà? per quanto è da lui, di dar loro alcun tristo esempio, la cui pestilenza, come quella che dalla paterna autorità fosse lor venuta, non avrebbe medicina, nè riparo. E così molti che rimanendo celibi avrebbero menata lor vita senza vantaggio degli altri, in tanta malvagità di costumi e di vizi, si sono renduti ragguardevoli membri della società, e aggiunsero a sì alto grado di moral perfezione, quanta non avrebbero mai potuto acquistare per altra via.

Il dispregio in che abbiamo i piaceri domestici, è un segno evidente che l’età nostra è guasta, ed è altresì un manifesto argomento della tenebrosa ignoranza in che ci troviamo rispetto al verace nostro bene. E così fatto dispregio è contrario non meno alla ragione e al buon senso che ai principii della morale; perchè la generale esperienza di tutti i tempi ha dimostro che l’uomo solamente in casa sua trova vera consolazione.

L’affetto che noi portiamo alle cose insensate che da molto tempo ci stanno intorno, è un argomento che la natura ci ha formato alla domestica felicità; perchè nella casa paterna tutto ci aggrada; e ci ridice la storia delle ore [172] che in quella abbiamo passate, e tutto ci rinnuova la dipintura dei sentimenti, dei trastulli e delle memorie dei primi dì nostri, e produce in noi certi pensieri, dai quali con diletto ci lasciamo occupare. E se per avventura ne dimoriamo lontani, l’immaginazione vi unisce l’idea della felicità che nella fanciullezza abbiamo ivi gustato, e più soave e più gradita ce ne rende la rimembranza.

Nivel 3► Exemplum► Sento, diceva Eugenio, che il solo pensiero di casa mia è di un allettamento soave e particolare. Certamente le persone colle quali abitiamo, ne accrescono la dolcezza; ma eziandio senza esse quella passione che di sè ci mettono i luoghi e le cose della città, della magione, della stanza ove alberghiamo, ha sopra di noi una forte e gran signoria. Uom duro e corrotto assai dee esser colui il quale, tornando dopo un mese, può senza commovimento l’uscio della sua casa riaprire, benchè non v’abbia amici e parenti che gli si rallegrino e gli facciano festa. Quanto a me, io ne sono talmente intenerito e commosso, che quando rientro in casa e nelle mie camere, soglio sedermi or qua or là presso alle cose, come se tanti amici miei mi fossero intorno. Non è da negare che in questa maniera di sentire v’è forse un poco di malinconia; ma non è malinconia che ingeneri noia e fastidio, e renda l’uomo nemico di società. Io vi discuopro al contrario semi di benevolenza verso noi e verso gli altri; e dico verso noi stessi, perchè io estimo che la pace e l’amistà che abbiamo col nostro cuor proprio, è la migliore disposizione e attitudine alla [173] virtù, siccome n’è un guiderdone il più accetto e il più caro.

Seppe ben che si far la natura, quando ci dispose ad amare anche le cose insensate. Da indi nasce la carità della patria, e quei vincoli che ritengono gli abitanti delle più sventurate regioni contenti nei luoghi alpestri e sterili della patria terra. Fra i popoli ben ordinati questo sentimento di casa mia è d’alimento alle virtù utili della domestica vita, perch’esso è quello che contro ai piaceri della dissolutezza e dell’intemperanza oppone lo schermo del riposato gioire, della sobrietà, della parsimonia e dell’amore de’suoi; tutte qualità che quantunque non sembrino maravigliose, pur contengono in sè la felicità di ciascun uomo e quella di tutta la società. ◀Exemplum ◀Nivel 3 ◀Nivel 2 ◀Nivel 1