Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXX", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.2\120 (1727), S. 336-341, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.256 [aufgerufen am: ].


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Lezione CXX

Alle Persone Belle, e dalle Brutte.

Zitat/Motto► Nimium ne crede colori.

Virg. Ecl. II. 17. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Metatextualität► Ho procurato, in alcune delle mie lezioni, di ridurre le persone ad una ragionevole condotta, ed a non avere nè troppo buona, nè troppo cattiva opinione delle proprie loro Persone, o siano belle, o siano brutte. Per questo ho pubblicati i segreti della Società difforme, affinche tutto il mondo sappia, si ritrovano oggi delle anime sì nobili, che non hanno verun rebrezzo di ciò che non puotero prevenire, e che non era in loro elezione. Da un’altra parte il mio Foglio sopra gl’Ido-[337]li tende a diminuire la vanità, che si ricava da certi personali vantaggi, a da’puri doni della Natura. ◀Metatextualität Per quello riguarda questi ultimi, sieno maschi o Femine, sono i più insopportabili di tutti, ed i più difficili da regolare. Si prova tanto imbarazzo nel dettaglio della loro condotta, che sarebbe quasi desiderabile non vi fossero tali creature al mondo. Pigliano sì grandi licenze per se, e ne concedono sì poche agli altri, che le Persone, le quali hanno qualche cosa da trattare con loro, ritrovano, per lo più, che riescirebbe di grande proffitto, se si potessero, o con le vajuole, o con altro mezzo, cambiare in quelli, verso de quali la Natura non è stata sì liberale. D’ordinario il bell’Uomo ha qualche cosa di sì gentile, e la bella Donna qualche cosa di sì vezzoso, ch’è impossibile il tollerare la loro delicatezza. Per questo ho sempre preferita la compagnia de’brutti di buon umore, a quella de’Gentiluomini, che sono graziosi a segno di ommettere, o di osservare tutto ciò, che loro piace; ed a quella delle belle portate dalla loro vaghezza a dire, o praticare ciò che sarebbe incivile presso tutte le altre.

La Dissidenza, e la Prosunzione sono due deboli ugualmente pericolosi. Vengono dal non conoscere, o dal non voler conoscere le proprie buone, o cattive qualità. Non avrei mai creduto, [338] che tanto si avvanzassero le picciole Civetterie, da me biasimate; e che la Bellezza si metesse in conto, nella vendita d’una bevanda, a persone, che non aspettano verun favore dalla venditrice gallante, Metatextualität► se le due seguenti Lettere non me l’attestassero. ◀Metatextualität

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Metatextualität► Sig. Filosofo ◀Metatextualität

Dopo avervi espresso, in generale, che io sono, per tutti i versi la più gallante Giovane di questa Città, mi basta dirvi in particolare, che il mio volto ha la disgrazia d’essere esattamente ovale, il che potrebbe nascere dalla inclinazione, che ho di ascoltare, e di parlare anch’io la mia volta ne’Circoli.

Supposta questa notizia, non rimarreste sorpreso che io ardisca pretendere alla Società in cui il Filosofo e la sua cara Eccatissa sono stati a braccia aperte ricevuti? Pure non vi è niente di più vero; ed è anche inutile l’arricordarmi, che mi mancano molte cose per essere veramente brutta; conosco molto bene il mio demerito nel proposito, perciò non voglio servire nella Società che in qualità di mozzo.

Voi vedete, con quale franchezza, conosco tutti li miei diffetti, il che non è poco sforzo in una persona del mio sesso; e spero, senza dubbio, m’ [339] incoraggirete appoggiandomi al vostro credito.

La incomparabile Eccatissa non dovrebbe farmi opposizione veruna, mentre non vi è pericolo le dia verun motivo di gelosia. Un semplice scabello nell’ultimo luogo della Tavola, è tutto l’onore, a cui aspiro &c.

Rosalinda. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Metatextualität► Sig. Filosofo ◀Metatextualität

Ho letto il Foglio che avete pubblicato sopra gl’Idoli, e debbo avvisarvi, che vi sono sei, o sette Ridotti da Caffè in diversi luoghi della Città, mantenuti da Creature di quest’ordine. Elleno vi stanno a sedere tutto il giorno per ricevervi le adorazioni della Gioventù del loro vicinato. Accade sovente, che le mercanzie, le quali vengono da fuori, non sono dichiarate quando bisogna alla Dogana; o che gli ordini, e le decisioni de’Magistrati non si pubblicano ne’luoghi dovuti, perche una di codeste Bellezze trattiene troppo i mercanti giovani, e l’altra impedisse, che quelli di studio, non vadano à loro Cancelli. Rimarreste estatico nel vedere gl’Idolatri offrire, di volta in volta, l’incenso a’loro Idoli, e nell’osservare la impazienza di quelli, che aspettano una favorevole occhiata dall’alto di que’piccioli Troni. Ebene 4► Exemplum► Ho veduto [340] io stesso un Gentiluomo doventare pallido, come la morte, perche uno dicodesti Idoli pose del Zuccaro nella tazza del suo Rivale, dicendo indi, con aria indifferente, al Garzoncello di Bottega: eh’Ragazzo, perche non avete presentata la scattola del Zuccaro a quel Sig. acciò ne pigliasse quanto volea? E cosa certa, in oltre, che un Giovine di grande aspettativa fù ritrovato colle sacocce piene di piombo di là dal Ponte del Fiume, in cui era rissoluto d’annegarsi, perche il suo Idolo non avea voluto permettere, che bevesse nella tazza dov’ella avea bevuto il Thè, senza scialacquarla. ◀Exemplum ◀Ebene 4

Io sono di età troppo avvanzata per essere Amante, ne vi dò questa informazione, per motivo d’invidia, o di gelosia; vi ho però, il mio interesse. Questi Giovani gallanti pigliano tutto ciò, che loro si da per Thè, e per Caffè. Ebene 4► Allgemeine Erzählung► Jeri stesso ne viddi uno, che volea crepare per meglio aggradire al suo Idolo, e tutti li suoi rivali feano grandi elogi ad una Bevanda abbominevole presso tutti gli altri. In tanto, che codesti Giovani sbajaffoni rimettono così il loro gusto coi loro cuori alla indiscretezza del loro Idolo, noi altri che vi si portiamo, per trattare i nostri affari, o discorrere di politica, siamo, a buon conto, avvelenati. Del resto, vi sono de’liquori vigorosi per gli Amanti più [341] teneri, e per le complessioni fredde, che hanno bisogno d’essere animati per rimirare l’Idolo. Cosi tutti li pretendenti si avvanzano più che sia loro possibile, e si riscaldano, fino, che abbino attrappata una buona Febbre, o una Diarrea. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 4 Ve l’ho già detto, e ve lo dico di nuovo, io non invidio punto il profitto degl’Idoli, nè i piaceri de’loro Adoratori. Vorrei solamente che noi altri Cittadini, non fossimo trattati da Idolatri; e che dopo la pubblicazione di questa mia rimostranza, gli Idoli non mettessero la morte de’sorci, che nelle tazze de’loro schiavi; sì che avessero un po più di riguardo per noi, che punto nolle amiamo. Metatextualität► Sono &c. ◀Metatextualität ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1