Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXVIII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.2\118 (1727), S. 325-330, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.254 [aufgerufen am: ].


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Lezione CXVIII

A’Dissipatori Indebitati.

Zitat/Motto► Caput domina venale sub basta.

Juven. III. 33. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Ebene 3► Allgemeine Erzählung► L’altro giorno, passando vicino alle caceri, udii uno che alla disperata, dimandava la limosina; mi parve di conoscere la voce, mi accostai alla Ferrata; ed egli, chiamandomi col mio nome, mi priegò di somministrare qualche cosa a’poveri Prigioneri; ed io pieno di rossore per lui, posi una moneta dentro la borsa, e men’andai. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3

Non potei indi a meno rifflettere sopra la stravagante disposizione d’alcuni e sopra la viltà, che mostrano in ogni sorta di stato. Quello, che mi chiedette limosina puol’essere di cinquant’anni.

Abbiamo praticato ascieme fino alla età di venticinque anni in circa; quan-[326]do, ottenuta una considerabile eredità, s’immerse in ogni sorta di eccesso: Incivile verso i maggiori; insolente cogl’inferiori; rissoso co’bevitori; prepotente nelle osterie, fea da Rodomonte, e bestemiava come un . . . . . La medesima bassezza di animo, che l’avea reso indomabile, ed altiero nell’abbondanza, il rese altretanto sfacciato, e vile nella miseria.

Questo fatto m’indusse ad esaminare in generale la situazione, in cui debbono ritrovarsi quelli, che sono indebitati, quali, temperamenti siano più soggetti a cadere in tale disordine, e la infelicità di chi languisce sotto un peso si vergognoso. Per me, che nodrisco un’avversione naturale ad ogni fasto, non ho facende, che mi apportino distrazione veruna, e godo tutto l’agio necessario, per osservare la condotta degli altri nelle loro spese, e ne’loro equipaggj.

Quando passeggio la Città, e veggo l’applicazione di quelli, che vado incontrando, non mi stupisco gran cosa degli sforzi, che quasi tutti impiegano per arricchire. Ebene 3► Exemplum► La mia estrema sorpresa ella è nel vedere tanti, e tanti, che punto non temono d’indebitarsi. Chi piglia imprestito pare non sappia, che dal momento, in cui è passato il termine prescritto alla restituzione, il Creditore ha diritto sopra il suo onore, sopra [327] la sua libertà, e sopra i suoi beni: Pare non sappia che il suo Creditore può trattarlo senza calunnia da ingiusto; mandargli delle poco decorose esecuzioni; ed anche farlo arrestare, senza essere colpevole di veruno insulto. Pure si veggono molti si nemici di se medesimi, che vivono in questi continui timori, e ne accrescono ogni giorno le inconsiderate cagioni. Può darsi uno stato più basso, e più servile del non avere coraggio di rimirare un Uomo in viso, e di doverne fuggire con attenzione l’incontro? Questa è la infelice situazione, in cui si ritrova bene spesso un Debitore con più di venti Persone. Può accadere, che un Uomo di buonissimo naturale, contragga debiti, o per qualche imprudente assicurazione, o per qualche altro impegno di tale natura. ◀Exemplum ◀Ebene 3 Questo è un esempio tanto singolare, che non cade sotto i generali rifflessi: Per un solo di questi casi, ve ne sono cento, ne’quali le Persone, a fine di sostenere la pompa comica del loro treno, e della loro grandezza, si turbano, ed impallidiscono per timpore, che i loro importuni creditori non vengano a fare loro degli nojosi inchini. Un Debitore è il Reo del Creditore; tutti li Giudici non hanno auttorità, che di pronunziare la sua condanna. Lo stesso interesse della Società lo richiede; e s’egli gode la libertà, non ne ha mino-[328]re obbligazione al suo Creditore, di quella ne abbi un reo di morte al suo Principe, che gli fà la grazia.

Ebene 3► Exemplum► Gentiluomini del mondo nuovo sono quasi tutti indebitati. Vi sono molte famiglie, nelle quali quest’impegno è doventato come Ereditario; e si perpetua da una Generazione all’altra. Il Padre ha già ippotecati, fino da Giovine i proprj fondi; Il Figlio, gionto alla maggioranza si ammoglia, per disimpegnare i suoi beni, e ritrovare i mezzi di pagare le Doti delle Sorelle. Questo non toglie, che non dia in dissolutezze di Donne, di Convitti, di mute di Cani, da vero Cavalliere moderno: fino che abbi impegnato la metà de suoi poderi; Non lascia allo stringere de’conti, al suo Erede, che lo stesso debito contratto dal Padre. Così passa dall’uno nell’altro, fino che non insorga nella Famiglia uno più sregolato de’suoi precessori, che dissipa il tutto; o pure qualchuno di buon senno, che vergognandosi di possiedere le facoltà in compagnia de’suoi Creditori, le libera, con una buona economia, dalle loro mani. Il Sig. Onorato ha da molti anni un Commercio di vasta estensione; e non ostanti gl’imbarazzi che vi si ritrovano, e la mala fede, che oggidì regna nel mondo, non è mai stato intaccato da Lite veruna; nè vi è alcuno, che abbi ricevuto il minimo moti-[329]vo di lagnarsi della sua condotta. ◀Exemplum ◀Ebene 3 Questo è un esempio sì raro, e sì lodevole per un Cittadino, quanto sarebbe per un Generale di Armata, il non avere mai perduta veruna Battaglia.

Quale differenza non vi è trà questo Sig. Onorato, ed il Sig. Gianotto, e mio, e suo amico fino dalla età giovanile; senza essersi mai approffitato delle nostre buone Lezioni? Gianotto è d’un naturale sì dolce, sì facile, e sì dedito alle Donne, che non ha niente, che sia suo. Il suo tempo, i suoi beni, ed i suoi talenti sono al servigio del primo venuto. Quando andava à Scuola riportava delle staffilate due o trè volte la settimana, per volere scusare gli errori de’suoi compagni. Da ch’egli è entrato negli affari del mondo, è stato due o tre volte in prigione all’anno, per avere servito di sicurtà agli altri. Mi sovviene, che per obbligare uno de’suoi Amici aggravato da male vergognoso, gli portava egli stesso tutti li medicamenti dalla speccieria, con questa iscrizione: Bolus, o Electu per lo Sig. Gianotto. Questo non è il tutto. Avea una considerabile Eredità, e la ridusse a niente, perche buonamente credea a tutti quelli, che formano delle pretese sopra di lui. Questa credula facilità ha guastato tutto il merito, che per altro avea; sempre vittima degli altri, non ha mai fato servizio, che agli ingrati; nè ha mai [330] fatta un azione, che possa dirsi veramente buona.

Ebene 3► Allgemeine Erzählung► Metatextualität► Finirò questo Foglio con un rimprovero assai vivo che gl’hò udito fare ad uno de’suoi creditori dopo che l’avea fatto stare una notte prigione, benche ne dovesse aspettare un procedere più onesto. ◀Metatextualität Sig. gli disse, La vostra ingratitudine, per tutti li servigi, che vi ho prestati non mi toglierà, che non vi ringrazi del buon tratto, che mi avete usato, convincendomi che si dà un tal’Uomo, come voi, al mondo. Vi sono obbligato della dissidenza, che avrò in tutta la mia vità per gli altri, e della rissoluzione, in cui sono, di mai più indebitarmi con chi che sia. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1