Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione LXXVII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.2\077 (1728), S. 70-75, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.213 [aufgerufen am: ].


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Lezione LXXVII

Agl’Invidiosi.

Zitat/Motto► Hi bene fecerunt, inopis me, quodque pusilli
Finxerunt animi, raro, & perpauca loquentes.

Hor. L. I. Sat. IV. 17. 116. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Dopo avere osservato un giorno, che certa Persona ne rimirava un altra, a lei del tutto incognita, con un occhio, che parea mostrasse qualche passione contraria a quella che naturalmente potea eccitare l’obbieto per ogni verso amabile, subito venni portato a rifflettere, con una specie di collera, sopra lo stato dell’invidioso. Alcuni si sono figurati, che l’invidia sia accompagnata da una certa virtù magica; e che gli occhi pieni di una tale magia, possano avvellenare il bene di tutti quelli, che guardano. Altri hanno osservato, che il tempo in cui l’occhio maligno porta maggiore pregiudicio, è quello, in cui la Persona invidiata trionfa, o gode qualche applauso. Allora l’anima di quel favorito dalla Fortuna passegia, per così dire, [71] al di fuori frà gli oggetti, che la circondano, e si trova, così più esposta alle influenze maligne. Ma senza trattenermi in queste speculazioni astrate; e senza addunare tutto ciò, che gli auttori hanno detto di eccellente sopra questa miserabile passione: considererò l’Invidioso nel tenore della vita ordinaria, in riguardo a questi trè capi: alle sue inquietezze; alle sue Allegrezze, ed al suo Bene.

Ebene 3► Fremdportrait► L’Invidioso patisce in tutte le occasioni che dovrebbono cagionarli del godimento. Roverscia l’ordine della natura; e gli oggetti, che danno più soddisfazione agli altri gl’apportano più vivo dolore. Tutte le buone qualità degli uomini gli doventano odiose: la Gioventù: la Bellezza: il valore; e la Prudenza eccitano la sua afflizione. Qual infelice, e meschino stato è questo, di rimanere offeso dalla Perfezione, e di odiare ciò che si approva! Guillelmo Prospero, un Ciaccharone onesto, si piglia piacere, di conversare cogl’Invidiosi.

Mostra loro, col dito un Giovine ben formato, e dice loro, all’orrecchio, che quegli è maritato segretamente con una Ricca Ereditiera; Se ne dubitano, adduce loro una infinità di circostanze, che rendono il fatto assai probabile; ne lascia mai, per aggravare la loro passione, di assicurarli, che sa, da buona parte, che quel Gen-[72]tiluomo ha un Avo, il quale gli lascierà mille scudi d’entrata Guillelmo è pieno di questi artificj per dare la tortura all’animo di codesti maligni; e si diverte, con tali raggiri. Quando li vede cambiarsi di colore, e sente, gli dicono, con voce mesta, che desidererebbono fosse vera la nuova, subito ha la malizia di parlare bene sopra tutti quelli, che lo conoscono, senza eccettuarne’ veruno.

L’allegrezza dell’Invidioso si ristringe a quelle picciole taccie ed a que’leggieri diffetti, che si scuoprono nelle Persone più illustri, è un grande motivo di consolatione, per lui, quando un uomo di nota probità fà qualche cosa indegna del suo carattere. O pure quando un azione di grand’onore, ch’era attribuita ad un solo, viene poscia divisa frà molti. Questo partaggio gli cagiona una gioia segreta, considerando; che diminuisse il merito; ch’eglis’accosta a quell’Eroe che vedea inalzato sopra di se; e che non potea ameno di ammirare. Ebene 4► Exemplum► Sono alcuni anni, che si fe pubblico un eccellente Poema, a fronte di cui l’auttore non avea posto il suo nome. Subito gli scioletti della Città si scattenarono contro di quello, a cui si attribuiva. La loro critica fù mal ricevuta; ed eglino non lasciarono di fare ogni sforzo per togliergli la gloria di quell’opra; ma [73] ne pure questo nuovo giro ebbe il bramato successo. Si ridussero finalmente a sostenere in un Addunanza, dove ne parlavano con calore, che un altro l’avea corretto in varj luoghi; e che un terzo ne avea composte delle intere facciate. Allora una Persona di qualità, che a caso vi si abbattè, disse loro: Miei Signori: nessuno di voi certamente vi ha posta mano; che v’importa dunque il conoscerne l’autore? ◀Exemplum ◀Ebene 4

L’allegrezza più ordinaria dell’Invidioso ne’casi, che riguardano il merito d’un Anonimo, consiste in non fissarne mai la proprietà, se gli è possibibile; e nell’impedire che la riputazione cada sopra un particolare. Lo vedete ripigliare un aria serena, se dopo avergli detto bene di qualch’uno, per un verso, gli parlate della sua disgrazia per un altro. Quando sente dire che il tale ha delle Ricchezze immense, doventa pallido; e ripiglia il suo colore, se aggiungete, che ha buon numero di Figliuoli.

Il mezzo più sicuro, per ottenere la buona grazia dell’Invidioso, egli è di non meritarla.

Se esaminiamo ciò, che forma il contento, e la delizia dell’Invidioso troveremo, ch’egli è presso poco come un Gigante da Romanzo, che mette tutta la sua gloria nell’uccidere gli uomini; ed ornare delle loro [74] membra le muraglie del suo Palagio. Se qualch’uno, che sperava buon successo in una impresa, la sgarra; o se un altro, che si propone un fine utile, ed onesto, viene posto in deriso, l’Invidioso, sotto pretesto di odiare la vanagloria, ne sorride con un maligno piacere; perche simili accidenti ponno disanimare, com’egli dice, l’ambizione. ◀Fremdportrait ◀Ebene 3

Metatextualität► Dopo avere fatta questa breve anotomia dell’Invidia, ho impiegata tutta la mia premura nel difendermi da suoi colpi, e parmi, che il mio umore si potesse fuggire.

L’altra sera mi ritrovai ad’una Bottega da Caffè, dove udj a lodare uno de miei Fogli, e sul timore, che tal’elogio mi attraesse l’invidia d’alcuno, nel giorno vegnente, volli dipingere al naturale la deformità del mio volto; per insinuare al Pubblico, che rassegnerei in avvenire le mie pretensioni di corporale Bellezza, a misura che si aumentasse la mia riputazione, quanto all’ingegno. Mi lusingo, che questa condotta calmera un poco le inquietezze di que’Genj maligni, che mi fanno l’onore di tormentarsi, a cagione de’miei fogli volanti. Il loro caso è deplorabile, e sì degno di compassione; che per dare loro qualche sollievo, voglio qualche volta comparire insulso, e scuoprire qualche nuova circostanza della mia Vita, e della [75] mia Persona. Se odono a dire che il Filosofo alla moda ha dell’ingegno, si ponno consolare nel rifflettere, che non lo mostra se non colla penna e quasi mai colla lingua. E se alcuno loda la sua morale, si ricordino, che egli ha molto corta la Faccia. ◀Metatextualität ◀Ebene 2 ◀Ebene 1