Référence bibliographique: Cesare Frasponi (Éd.): "Lezione LXXIV", dans: Il Filosofo alla Moda, Vol.2\074 (1728), pp. 51-58, édité dans: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Éd.): Les "Spectators" dans le contexte international. Édition numérique, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.210 [consulté le: ].


Niveau 1►

Lezione LXXIV

Agli Auttori delle Tragedie.

Citation/Devise► Tu, quid ego, & populus mecum desideret audi.

Hor. A. P. 153. ◀Citation/Devise

Niveau 2► Metatextualité► Frà tutti gli artifici, che mettono in uso i Poeti per riempiere l’animo de’loro uditori di orrore, de’spavento, il Tuono, e i folgori tengono il primo luogo. Gl’impiegano sovente nella Calata d’un Dio; nell’apparizione d’un spirito; nello discacciamento d’un Demonio; o nella morte d’un Tiranno. Ho veduto in molte Tragedie, introdurvi una Campana, con sì meraviglioso effetto, che tutto l’uditorio si pose in iscompiglio, mentre suonava. Mà non vi è niente, che cagioni più gradito orrore, in certi Paesi, che l’apparizione d’uno spirito, sovra tutto, quando è coperto d’una insanguinata Camicia. Uno spettro, il quale non ha fatto, che attraversare il Palco, o escire da una fessura, e disparire in un subito, ha bene spesso salvato l’onore d’un Opera. Vi ponno essere certe occasioni, nelle quali sia a proposito l’eccitare simili Commozioni; e quando non vengono, che per [52] ajutare il Poeta, non si debbono solamente scusare, ma eziandio applaudire. L’apparizione d’un Fantasma, sostenuta da tutte le circostanze, che ponno eccitare l’attentione o l’orrore. è un colpo da maestro nel suo genere. L’animo del Lettore, o dell’uditore, è maravigliosamente ben disposto a ricerverla, da tutti li precedenti discorsi. Il silentio, che tiene al suo ingresso, colpisce vivamente l’immaginazione; e tutte le volte, che comparisce, doventa più terribile.

Non dissaprovo dunque tali artificj, quando sono posti a nichio; e corrisponda la nobilità de’sentimenti alla vivacità dell’espressioni.

Il principale stromento, che mettiamo in uso, per eccitare la compassione, egli è un Faccioletto; e confesso da vero, che nelle nostre communi Opere, o Tragedie, non indovineremmo quasi mai quale sia il Personaggio afflitto, se di tempo in tempo non cavasse il Faccioletto per asciugarsi le lagrime. Sono molto lontano di voler bandire da Teatri questo segno di dolore; la Tragedia non si potrebbe rapresentare senza di esso; ma vorrei non se ne faccese un cattivo uso; e che più tosto la lingua e la voce dell’Attore simpatizasse co’suoi occhj.

Una madre desolata, che guida un fanciullo per mano, ha sovente attratta [53] la compassione di tutti gli Spettatori, e per questo si vede in molte Tragedie. Uno scrittore moderno, sensibile al buon effetto, che questo spettacolo solea produrre, risolvette di raddoppiare l’afflizione; e di ricavare da suoi uditori due volte più lagrime, di quello avessero ottenuto i suoi Precessori. Sù questo pensiero, an introdotta una Principessa in Scena, con un Fanciullo da una parte, ed una Fanciulla dall’altra. Questo spediente gli è molto bene riuscito. Sono pochi anni, che un Poeta volle anche di più avvantaggiarsi, in questo; E con buon successo, ven’introdusse trè de’Fanciulli. Ho pure udito, che un Auttore Giovane si pose alla impresa d’intenerire i cuori più insensibili, in una Tragedia, che avea in pronto; dove il primo Personaggio, che compariva in Scena, era una Vedova afflitta, vestita à duolo, e seguita da sei Fanciulli, come quelli, che d’ordinario, si dipingono d’intorno la Carità. E così molti accidenti, che compariscono bellissimi quando sono maneggiati da un Uomo di talento, doventano ridicoli, quando cadono nelle mani d’un miserabile Poeta.

Trà tutti gli artificj in oltre, che impiegamo, per eccitare la pietà, o’l terrore, non ven’è veruno sì improprio, e sì barbaro quanto la spaventosa carnificina, che si vede in molte Tragedie [54] Il compiacersi di vedere Uomini pugnalati, impalati, torturati, avvelenati egli è senza contradizione, segno d’un temperamento feroce, e crudele. Ella è, per verità cosa molto strana il vedere un Teatro, al terminare d’una Tragedia, seminato di Cadaveri, ed il ritrovare nella Guardarobba degli Appaltatori, quantità di Daghe, di Pugnali, di Ruote, di Tazze, per amministrare il veleno; con molti altri stromenti di morte.

Non è così nelle Tragedie Francesi, dove le essecuzioni, e le stragi si fanno dietro le Tapezzerie, il che generalmente, si accorda perfettamente bene, coi costumi d’una Nazione civile, e polita. Ma siccome i Francesi non ammettono eccezzione veruna in questa Regola, cadono anch’eglino in molte ridicole improprietà. Niveau 3► Exemplum► Mi sovviene della famosa Opera, che Cornelio ha scritta sopra gli Oracj, e Curiacj, dove il Giovane Eroe tutto fiero, per avere vinti questi ultimi, l’uno doppo l’altro, dà delle pugnalate a sua Sorella perche, in vece di rallegrarsi della sua vittoria, gli rimproverava, d’aver ucciso il suo Amante. ◀Exemplum ◀Niveau 3

Se qualche cosa potea dimminuire il nero d’un azzione sì inumana, sarebbe l’averla commessa nell’eccesso del suo calore, prima che i sentimenti della Natura, e della Ragione potessero ave-[55]re luogo in lui, per disarmare la sua collera. Pure, a fine, di evvitare la effusione del Sangue, sotto gli occhj del Pubblico, allorche il suo sdegno era nel colmo, e abbastanza moderato, di seguire la Sorella da una parte all’altra del Palco, per non ferirla, che dietro le Tapezzarie.

Confesso, che se l’avesse uccisa in vista di tutti, l’azzione sarebbe stata molto più indecente; ma tale quale ivi si vede, comparisce assai contraria alla natura; e sente molto da assassinio commesso a sangue freddo. Per dirne il mio parere, io credo, che sarebbe stato meglio rifferire il fatto, se si stimava convenevole; e non rappresentarlo.

Sarà facile il vedere, in quale maniera Soffocle ha maneggiata circostanza sì delicata in una delle sue Tragedie. Niveau 3► Exemplum► Oreste si vedea ridotto al medesimo punto, che Amlot; avvegnache, sua madre, dopo avere fatto assassinare il marito, si era resa Padrona d’un Regno di concerto col suo Complice, e Favorito. Il Giovane Principe, rissoluto di vendicare la morte del Padre, s’introduce, con un meraviglioso strattagemma nell’appartamento della madre crudele, per toglierle la vita. Ma perche un tale spettacolo avrebbe offeso l’uditorio, la esecuzione si fà al coperto; Si ode la madre chiedere la vita al figlio, ed il figlio a risponderle, ch’ella non avea [56] mostrata pietà con suo Padre, subito dopo, ella getta clamorose grida, lamentandosi d’essere ferita, intendiamo poscia, che era ridotta à morte. ◀Exemplum ◀Niveau 3 Io non sò, che vi siano Dialoghi dietro le tappezzerie, o dentro le Scene, in alcuna delle nostre opere, benchè se ne ritrovino diversi esempj in quelle degli Antichi. Credo si verrà meco d’accordo, che vi sia qualche cosa infinitamente più capace di commovere, in questo terribile dialogo, frà la madre, ed il Figlio che non si veggono, di quanto si fosse possuto rappresentare in Scena aperta. Siasi com’esser si voglia. Niveau 3► Exemplum► Oreste appena uccisa la madre ritorna, e ritrova l’usurpatore all’ingresso del suo Palagio. Quì con una bella invenzione del Poeta, non vuole ucciderlo sotto gli occhj de’Spettatori; gli concede, per qualche tempo la vita à finche porvi i rimorsi dell’anima; comanda, che si ritiri nel luogo del Palagio, dove avea tradito il Padre per ivi pigliarne la giusta vendetta. ◀Exemplum ◀Niveau 3 In questa maniera il Poeta osserva la Legge di Civiltà, che non vuole si commettano de’parricidj, nè delle inumanità dinanzi agli Spettatori. Di questa Civiltà pure, Orazio ne prescrive una Regola in art. Poet. v. 185. . 188. quando dice: Medea, per essempio, “non dee affogare i suoi Figlj, sotto gli occhj del Popolo: Sarebbe una cosa orribile, che Attreo facesse bollire [57] sul Teatro le viscere de’suoi Nipoti: Sarebbe ridicolo vedere Progna cambiata in Rondinella, e Cadmo in Serpente. Quando esponete tutto questo agli occhj, io ne provo orrore, e sono rissoluto di non crederlo.”

Si può dire, al proposito, che i Francesi abbino oltrepassata la massima di Orazio#H, il quale non pretende di esigliare dal Teatro ogni sorta di supplicio, ma quelli soli, che compariscono troppo orribili, e che eseguiti dietro le Tappezzerie, farebbono più impressione. Vorrei dunque l’immitassero gli antichi Poeti ch’erano molto guardinghi sù questo punto, nascondeano sempre agli occhj de’spettatori, que’spettacoli tragici, quando poteano ferire l’orecchio collo stesso effeto. Per altro, benche le esecutioni di morte non si facessero quasi mai in Pubblico, il che ricchiude sempre qualche cosa di ridicolo in se, i cadaveri erano sovente esposti doppo la loro morte, per imprimere un moderato orrore. Di maniera, che pare, che gli Antichi abbino evitato il primo non solamente come cosa indecente, ma eziandio come un azzione, che a poco del verosimile.

Ho scorse coll’oechio (sic.), le differente invenzioni delle quali si servono i Poeti ignoranti che per occupare posto frà le Tragedie, però gl’ingegnosi rivoltano in proprio vantaggio. E sarebbe deside-[58]rabile, che se ne bandissero del tutto alcune; e le altre s’impiegassero con gran cautela. Se volessi in questo piè esaminare le Commedie, e rilevare tutti gli artificj, che i talenti deboli pongono in uso per eccitare alle risa la mia ricerca mai finirebbe. Brighella, con un abito corto, e Siattolone con un longo, non lasciano quasi mai di produrre questo effetto. Della maggior parte di tale Rappresentazioni, un Capello largo di ale, ed un altro di Strette sono caratteri distinti: Alle volte tutto l’ingegno d’una scena si nasconde sotto un Pendone, o in un pajo di mostacchj un Amante che corre sul Palco, comparisce dietro una Portiera, mostrando il naso, passa per una graziosa piacevolezza.

Ma perche l’allegrezza non è si delicata come la compassione, e gli Obbietti, che ci fanno ridere, sono in numero di quelli che ci fanno piangere, il campo è infinitamente più volte, per gli artificj comici, che per i tragici, perciò meritano più indulgenza. ◀Metatextualité ◀Niveau 2 ◀Niveau 1