Référence bibliographique: Cesare Frasponi (Éd.): "Lezione LXXIII", dans: Il Filosofo alla Moda, Vol.2\073 (1728), pp. 46-50, édité dans: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Éd.): Les "Spectators" dans le contexte international. Édition numérique, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.209 [consulté le: ].


Niveau 1►

Lezione LXXIII

Alli compositori delle Opere, circa i Personaggj.

Citation/Devise► Garganum mugire putes nemus, aut mare Tuscum,
Tanto cum strepito ludi spectantur, & artes,
Divitiæque peregrinæ, quibus oblitus Actor
Cum stetit in Cæna, concurrit, dextera levæ.
Dixit adhuc aliquid; Nil sane. Quid plures ergo?
Lana Tarentino violas immitata veneno
.

Hor: L. 2. ep. 1. 202. 207. ◀Citation/Devise

Niveau 2► Metatextualité► Aristotele osserva, che gli Autori ordinarj delle Tragedie non cercano di eccitare il terrore, e la compassione nell’animo degli uditori colla nobilità de’sentimenti, nè colla forza dell’espressioni; ma colla solennità degli Abiti, e colle Decorazioni del Teatro. Niveau 3► Exemplum► Se il Poeta ha dissegno di spaventarci, fà strepitare de’Tuoni: e quando ci vuole rendere malinconici fa oscurare il Teatro. ◀Exemplum ◀Niveau 3 Di tutti codesti artificj, non ven’è alcuno che più mi dia nell’occhio, di quello, si pratica per farci concepire un alta idea de’Perso-[47]naggi, che parlano. L’arte di far comparire un Eroe si restrigne a caricargli la Testa con un pennacchio si enorme, che vi è più distanza dalla cima della machina alle spalle che da queste ai piè; Come se altro non intendessero per un grand’uomo, che l’essere di elevata statura, siasi com’esser si voglia, quella smisurata conciatura imbarazza di maniera l’Attore, che lo costringe a tenere il collo ritto in tutto il tempo che parla; e malgrado la inquietezza, che mostra per la sua Innamorata, per la Patria, o per gli Amici, si accorge, ch’egli è più occupato nel prevenire la caduta del suo Pennacchio, che nell’esprimere le sue doglianze. Per me, quando veggo un uomo oppresso sotto un monte di Piume, rappresentare la sua passione, sono disposto a considerarlo più per un infelice Lunatico, che per uno sfortunato Eroe. Ma se un tale Personaggio mette la sua grandezza in ciò, che vi è di superfluo nel suo ornamento; una Principessa non dee la sua, in generale, che a quella coda longa, e larga, che dietro si và strascinando; e che da l’esercizio ad un Paggio unicamente occupato a tenerla bene distesa. Questo, non sò qual’effetto possa produrre negli altri, quanto a me, non hò occhj se non per l’azzioni del Paggio, ne sono così attento ai discorsi della Principessa, come all’aggiusta-[48]mento della sua coda, sul timore, che vi si attachi coi piè, e faccia una Tombola, ogni volta ch’esce, o entra in scena. Almeno mi pare uno spettacolo molto grottesco, vedere una Principessa tutta commossa dalla passione che l’anima, con un fanciullo vicino che ha sempre l’occhio attento e le corre dietro, accio non si attacchi ne s’imbrogli o non si stracci la coda. Quale contrarietà non vi è trà queste due Persone: La principessa, che teme d’incorrere la indignazione del Rè suo Padre, o di vedersi priva dell’Eroe amante; ed il Paggio, che non veglia se non a custodire la di lei veste, acciò non faccia qualche cattivo effetto o sgarbatura?

Si dice che un antico Poeta tragico, per eccitare la compassione verso i suoi Rè esigliati, ed i suoi disgraziati Eroi, li fea rappresentare per Attori coperti di abiti meschini con una corda in mano. Questo artificio, mi pare tanto improprio, quanto il precedente. Vorrei che ci commovessero colla sublimità de’pensieri, e colla vivacità delle espressioni, più tosto, che con una strascinosa coda; o con un grossolano Pennachio.

Qui non consiste il tutto: per rilevare lo splendore degli Eroi, la maestà dei Rè, e delle Regine, si pensa di fargli atcompagnare, con Alabarde, e con aste. Due, o trè uomini impiegati a cambiare le muttazioni, e le sce-[49]ne, con due moccatori di candele, formano un corpo di guardia compiuto sù nostri Teatri; e se vi si aggiongano quattro Facchini vestiti di rosso, ponno rappressentare più di dodeci Loggioni armate: Ho veduto, alle volte, quando il Poeta ha preteso un applauso singolare, due armate ragunate in Battaglia sopra un Teatro. È impossibile, che venti uomini offrano alla mente l’idea di molte migliaja; o l’immaginarsi, che due, o trecento milla soldati combattano dentro un sito di quaranta o cinquanta braccia in quadratura. Assai più vale, il narrare, che il rappresentare azioni di questa natura. Orazio l’insegna. allorche dice: “Non producete sulla scena ciò, che dee accadere in altro luogho; la narrativa di certe cose grandiose fa meglio di quello potrebbe fare la reppresentatione.”

Niveau 3► Exemplum► Mi piace assai più, in questo particolare l’uso del Teatro Francese, dove i Rè, e le Regine, compariscono sempre senza Seguito; e lasciano le loro guardie dietro le Tapezzerie. Vorrei pure, che si bandisse, a loro esempio, lo strepito de’Tamburri, delle Trombe; e de clamori di applauso che mettono in disordine l’attenzione degli uditori. ◀Exemplum ◀Niveau 3

Non ho fin qui parlato se non degli artificj, che s’impiegano per rilevare [50] la grandezza de’Personaggi nelle Opere. In un altro Foglio descriverò gli spedienti, che mettono in opera certi volgari talenti, per eccittare la pietà, il terrore, e la maraviglia.

Sovente accade, che il Pittore, ed il Sartore contribuiscono più del Poeta, al buon successo dell’opera. Le Decorazioni colpiscono l’animo del Popolo tanto, quanto i Discorsi, ed i nostri Attori hanno sperimentato, più d’una volta, che la pompa esteriore d’un opera ha guadagnato loro un concorso tanto numeroso, quanto la reale bellezza d’un’altra.

Quest’arte si chiama con proprietà: la furberia della Scena, ma per quanto buon effetto produca al di fuori nel volgo, non mancano gli uditori politi di vederla subito, con nausea, e dispregiarla.

Un buon Poeta darà l’idea d’un Armata, o d’una Battaglia, più viva, con una Descrizione, che se si avesse attualmente sotto gli occhj; ciò che dice un Attore dovrebbe ispirarci delle Idee grandiose; ed infiammarci di nobili sentimenti, assai più di quello faccia la sua comparsa. ◀Metatextualité ◀Niveau 2 ◀Niveau 1