Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione LXVII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.2\067 (1728), S. 10-16, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.203 [aufgerufen am: ].


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Lezione LXVII

Alle Donne Uomini, ed agli Uomini Donne.

Zitat/Motto► Quem prestare potest mulier galeata pudorem,
Quæ fugit a sexu?

Juven. Sat. VI. 152. 153. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Quando nel Iliade d’Omero, la moglie di Ettore vuole discorrere col suo sposo sopra il Combattimento, a cui s’era impegnato; questo Eroe la priega di lasciarne a lui la condotta, di ritirarsi colle sue camariere, e d’avere cura della sua Conocchia. Vuole insinuare il Poeta, che gli Uomini, e le Donne, non debbono entrare nelle applicazioni, che non sono proprie del loro sesso.

Ebene 3► Fremdportrait► Conosco di presente un Giovane Cavalliere, che ha passata buona parte de’ suoi giorni nella Camera della sua nodrice, e che puole, in caso di bisogno, pigliar in mano l’ago al pari di qualsivoglia Dama. Egli è altresì, prattichissimo di tele Battiste, di Rensi, e di Mussoline. Vi parlerà un ora in-[11]tera sopra una sorta di conciature. Discorre ogni sera con sua madre di ciò che ha osservato il giorno nella Città, a grazia di essempio, le dice: la tale Dama pare abbi il gusto delicato ne’suoi abiti: quel Cavalliere porta la Perucca più bionda, i lini di maggiore finezza, o la Tabacchiera più gentile; con cent’altre simili donnesche curiosità.

Da un altra parte, ho sovente l’occasione di vedere una Andromaca, la quale è una delle più brave nella Caccia delle Lepri. Ella sempre parla de’Cani, o de’Cavalli; nè ha veruna difficoltà di saltare per di sopra ad una siepe, al pari d’un Cacciatore. Se un Uomo le racconta qualche avventura gagliarda, ella ne sorride, alza una Canna, e lo tratta da Cane; e se il di lei Lachè manca al suo dovere, subito lo minaccia di cacciarlo co’calci fuori di Casa. L’ho udita una volta in collera con un buon’Artigiano, e doppo qualche cospestino accompagnato da certe parole, che l’uso non considera disoneste negli Uomini libertini, dirgli: Va che sei un miserabile pedocchioso. Mi sovviene pure, che un giorno, in una numerosa compagnia di Dame, e Cavallieri; non potendosi arricordare il nome d’un Uomo, ce lo dissegnò col titolo di Facchino dalle spalle larghe. ◀Fremdportrait ◀Ebene 3

Se certe azioni, e certe parole passa-[12]no come ridicole, e tollerabili in un sesso, trasportate nell’altro doventano abbominevoli e mostruose. Per quello riguarda gli Uomini, non voglio dire d’avvantaggio; solamente ambizioso di rendere le Donne, in tutto amabili, e di contribuire a disimpegnarle da quelle debolezze, che offuscano i vezzi sparsi a piena mano sopra di loro dalla natura, destinerò loro parte della carta, che mi rimane. Il Debole, da cui vorrei risanarle è lo spirito di Fazione in quelle Città dove regnano contrarj partiti. Questo vizio forma un numero infinito di passioni crudeli e violenti, opposte alla dolcezza, alla modestia, ed alle altre amabili qualità; che sono naturali al bel Sesso; nè dovrebbe mai intaccare se non il nostro. Le Donne pajono destinate a moderare la ferocità degli Uomini; e ad ispirare loro la compassione, e la tenerezza; non ad inasprirli, nel accendere nel loro animo quelle passioni, che pur troppo da se stesse pigliano fuoco. Quando ho alle volte veduta una bocca gentile proferire delle ingiurie, e fare delle invettive, quale cosa non avrei pagato per rattenerla? Quale afflizione non ho io provata, nel vedere i più bei volti del mondo impallidire, e tremare perch’erano animati da una rabbiosa Fazione? Ebene 3► Allgemeine Erzählung► Camilla è una delle più grandi bellezze del suo Paese, e pure ella si stima più [13] per essere la Eroina d’una Fazione, che per le sue adorabili qualità. Saranno otto giorni in circa, che questa vezzosa Dama ebbe un caloroso litiggio colla bella, e fiera Pantasilea: ammendue siedute ad una Tavola, bevendo il The, nel colmo d’ella sua collera le venne à tremare il braccio, si che roversciò una Chiccara piena di The sopra la propria veste, e si scottò le dita. Se quest’accidente non avesse interotta la battaglia, chi sà a quali stravaganze sarebbe gionta? ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3

Un altra considerazione, alla quale vorrei, che le Dame riflettessero, e che dovrebbe essere di qualche peso presso di loro: ella è che non vi è niente di sì pernicioso ad un viso, quanto il calore di Fizione. Egli dà un guardare maligno agli occhj, ed una rozza mina, ingrossa li delineamenti, e riscalda più dell’acquavita. Ho veduto il viso d’una Dama cuoprirsi di tacche rosse, allorchè parlava contro un grande Signore, che non conoscea nè meno di vista. Ella è cosa certa, che una Donna, la quale sposa gl’interessi d’un Partito, o d’una Nazione, non conserva la sua bellezza più di un anno. Metatextualität► Priego dunque tutte le Dame Giovani, che leggono i miei Fogli, e che hanno qualche attenzione per il loro colore, di fuggire tutte le vane dispute; lasciando una piena libertà à tutte le vecchie decrepite di riscaldarsi in questo [14] quanto vogliono; perche non vi è da temere, che guastino il loro viso, nè che facciano de’Proselisti. ◀Metatextualität

Per me credo, che un Uomo troppo attaccato ad una Fazione, faccia una villana figura; ma una Donna è troppo sincera, non è capace di raddolcire la violenza de’suoi principj, e d’accompagnarla con tutta la discretezza, e col dovuto contegno. Quando un zelo acciecato anima il bel sesso, lo precipita in mille stravaganze. La naturale generosità delle Donne non sà rattenere dentro i limiti nè l’amore, nè l’odio; sia che o un Todesco, o un Francese, o uno Spagnolo, o un Cane di Bologna, o un opera, o i Burattini, formino l’oggetto dell’una, o dell’altra di codeste passioni, quella che domina, interamente le occupa.

Metatextualität► La seguente Lettera, che mi viene presentata in questo punto, non mi pare fuori di riga, si che non si possa inserire per leggiadra conclusione di questo Foglio. ◀Metatextualität

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Metatextualität► Signor Filosofo. ◀Metatextualität

Io sono di quelli, che regolarmente portano il titolo di Uomini ardenti. Col buon successo nel commercio, mi veggo in istato di comparire con qualche sorta di distinzione. Non è però questo il motivo di scrivervi. Ebene 4► Fremdportrait► Tengo due [15] Giovanni nipoti sotto la mia tutela, che temo mi facciano perdere la tramontana. Hanno il puntiglio di comparire Sapienti, e Letterate. In tre’anni e mezzo, che stanno meco, non hanno nè meno pensato, all’acquisto d’una di quelle qualità, che sono proprie del loro sesso. In vece d’informarsi di ciò che entra nella composizione d’una Rosata, o d’un Pasticcio, non fanno altro, che disputare sopra la virtù magnetica dalla Calamita, o sopra simili Filosofiche notizie. Hanno un particolare linguaggio, ne si degnano di esprimersi, che in lingua Latina. ◀Fremdportrait ◀Ebene 4 Con tutto ciò io le soportarei, se volessero lasciarmi nella mia ignoranza; ma se non sieguo le loro idee astratte, come elle si spiegano; o più tosto le loro astrazioni, come si debbono intitolare, non posso godere un ora di riposo. Mi lagnavo l’altro giorno del dolore cagionatomi dalla Gotta, e mia nipote Cato si pigliò la libertà di consolarmi col dire, che, malgrado tutto ciò ne pensavo, diversi grandi Filosofi antichi, e moderni credono, che il Piacere, ed il Dolore sieno immaginarj, nè si diano in rerum natura. Le ho udite sostenere in molte occasioni, che il fuoco non è caldo; ed un giorno, che dissi ad una di loro, coll’auttorità d’un vecchio zio, d’andar a cercare il mio Tabarro morello da mettermi sopra i genocchj, [16] ella mi rispose: vado a cercallo, ma sappiate che io non sono d’accordo con voi nell’epiteto, si potrebbe dire anche Giallo, mentre il colore non è altro, che una riffrazione de’raggj solari. Mia nipote Marona, mi disse una volta, che la neve non era bianca, e che gli è un errore del volgo il così chiamarla; perche racchiude quantità di particole nitrose, onde sarebbe più a proposito il dirla nera. In somma queste scioccarelle, vogliono persuadermi, che non debbo fidarmi de’miei occhj, e che non vi è niente di si ingannevole come il senso. Metatextualität► La grazia, che ora vi dimando, ella è d’impiegare uno de’vostri Foglj per regolare la Letteratura delle Dame; in maniera almeno, che si accordi col riposo di quelli, che hanno la disgrazia di feco loro convivere. Vi priego in oltre di spiegarci la differenza, che passa frà un Cavalliere, che si applica a fare de Tortiglioni, o a sfogliare della pasta; ed una Dama che legge le opre di Seneca, e che attende alla mattematica Obligherete assai, chi è &c. ◀Metatextualität ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1