Il Filosofo alla Moda: Lezione LXIII

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Niveau 1

Lezione LXIII

Alli bravaccj.

Citation/Devise

O curvæ in terras animæ, cælestium iuanes!

Pers.~i Sat.~i II. 61.

Niveau 2

Lettre/Lettre au directeur

Metatextualité

Sig. Filosofo.
I Materiali che avete raccolti per comporre una storia generale delle Combricole, fanno si graziosa figura ne’vostri discorsi, che siamo tutti obbligati, se vogliano essere giusti verso la Repubblica de Letterati a somministrarvi tutto ciò, che puole contribuire all’avvanzamento d’una tal’opra. Per questo, non saprei dispensarmi dal porgervi alcune leggere informazioni di certi Uomini, se ponno dirsi tali, che si sono ultimamente adunati sotto il titolo della Combricola de Mohoki.

Niveau 4

Hétéroportrait

Nome che pare l’abbino pigliato imprestito da que’Cannibali delle Indie~i, che non vivono se non di rapine, e divorano tutti i loro vicini. Il Presidente di quest’Assemblea notturna si chiama Imperadore de’Mohoki~i, e la sua divisa e’una Luna crescente, alla maniera de Turchi; che sua maesta Imperiale, con una singolarità molto strana, porta scolpita sul fronte. Non hanno altra mira, che di fare del male; a questo sono indrizati tutti gli ordini, che prescrivono, e tutte le regole, che osservano; una rabbiosa ansietà di cagionare al loro prossimo quanto ponno di danno, è il più forte vincolo della loro società; e l’unico talento, che si ricerca ne’membri, che la compongono. Per seguire tutta la estensione di questo principio, si riducono a segno d’essere insensibili ai più chiari lumi della ragione; si che non vi rimanga più una cintella d’umanità: allora fanno una generale sortita, ed investiscono tutti quelli che per loro disgrazia, incontrano sulle strade, dove fanno una specie di Patuglie; fracassano il Capo agli uni: troncano le braccia agli altri; altri restano da loro pugnalati, altri tagliati in pezzi. Quando ponno mettere in rotta, le Guardie, e dare la fuga a qualche capo della milizia, questi sono per loro colpi gloriosi. I particolari talenti, che distinguono codesti misanthropi, frà di loro consistono nelle differenti specie di barbara crudeltà, ch’essercitano contro i loro Prigionieri. Alcuni sono diventati celebri per aver fatto il Lione, com’eglino si esprimono, cioè, per avere appianato il naso fino a livello delle guancie, e per aver cavati gli occhi coi deti a quegl’infelici, che restano da loro attrappati. Ve ne sono degli altri, che chiamano maestri di ballo, che obligano, cioè, i loro scolari à fare delle capriole sulla punta della spada, con cui feriscono loro le gambe. Un altra sorta di costoro è quella de’saltatori, che si occupano, a roversciare le Donne, e commettere allora certe indegnità, o più tosto barbarie sulle parti esposte. Mi astengo di esprimerle, per non offendere la vostra modestia. Così fanno continua guerra al Genere Umano. Hanno per costante massima della loro politica di non entrare in lega con chi che sia, eccettuate le Case di prostituzione, colle quali fanno lega offensiva e diffensiva, e se ne dichiarano protettori.
Queste non sono, che memorie imperfette benche le migliori, che abbi possuto raccogliere, di si empia società sono però di fresca data, ed i suoi progressi non sono fin ora considerabili che ricerchino una ben formata storia. Il mio unico fine, nel poco dettaglio, che ve ne ho dato, è di prevenirli se egli e possibile. Animato dal zelo per l’interesse della vostra Patria, portatevi da vero Filosofo. Confidati nel vostro credito, subito, che simili enormità infestano la Città, imploriamo il vostro soccorso, per un pronto rimedio. Ho qualche motivo di credere, vi siano de’Giovani si leggieri, che provenuti da una falsa idea di bravura, e pieni di ambizione per distinguersi, vengono strascinati in questa infame, e rea Combricola. I vostri mercuriali spero richiameranno questi, se rappresentarete loro, che l’assalire due o tre Uomini sobrii e disarmati, in compagnia d’una dozzina de plebei, non è argomento di coraggio, ma d’irragionevole, e vile fierezza; e che i costumi de’selvaggi Indiani non convengono ad’un Gentiluomo Italiano. Per quelli, che da molti anni fanno il mestiero di sicarii, o di taglia cantoni, vi e da temere, sieno troppo indurati, per dare orechio alle vostre lezioni. Non vi sarebbe altro, che proporre loro la lettura della Combricola de’Duelisti; di cui parlate in uno de vostri Fogli, forse questa suggerirà loro il pericolo della stessa sorte, d’essere quasi tutti appicati.