Citation: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione LI", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\051 (1728), pp. 319-327, edited in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): The "Spectators" in the international context. Digital Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.169 [last accessed: ].


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Lezione LI

Alle Madri che non vogliono allattare i loro figliuoli.

Citation/Motto► Non valens Peleus est tibi Pater,
Nec Dea Thetis te in utero gessit,
Mare te peperit procello sum,
Rupis te genuit; bujus duritiem habes.

Hom. Iliad. XVI. 33. ◀Citation/Motto

Level 2► Level 3► Letter/Letter to the editor► Metatextuality► Sig. Filosofo, ◀Metatextuality

Le vostre Lezioni, per quanto osservo non sono unicamente destinate al Mondo sapiente e polito; e mi pare che non v’allontanereste dal vostro fine, se ne pubblicaste qualch’una che mirasse alla istruzione del genere umano in generale, il che vale mille volte più di tutti li tratti d’ingegno, che vi possiate framischiare. Permettetemi dunque il [320] dirvi che fra tutti gli abusi che avete fin quì cercato di riformare, non ve n’è uno che sia più degno delle vostre premure, di quello che continuamente si comette nel nodrire i fanciulli. Si può vedere niente di più crudele, che una Madre la quale con tutte le qualità necessarie per coltivare il frutto delle sue viscere, appena se n’è scarricata, lo depositi in mano d’una Donna che ordinariamente è poco sana di corpo e di mente, che non ha nè onore, nè riputazione, nè tenerezza, nè pietà per lo povero Innocente che se le confida, che attaccata al suo unico interesse, non ne piglia la cura che a forza di danaro, e che lo trascura bene spesso fino a lasciarlo perire; simile a quel Terreno sopra di cui allegoriza Esopo che ricusava di nodrire una Pianta straniera, per questo solamente perche non era delle proprie? Il figlio d’un altra è più naturale alla sua nodrice di quello sia una Pianta straniera ad un nuovo terreno; come si puole supporre che questo figlio sia ben nodrito? e se riesce non s’imbeverà egli degli umori grossolani, e di tutte le cattive qualità della nodrice, come un Albero trapiantato in altro terreno, e come un innesto inseritto sopra un tronco di altra specie? Non veggiamo che un Agnello allattato da una Capra perde molto del suo naturale, a segno che la sua Lana si rassomi-[321]glia al pelo della nodrice? La giornale sperienza basta per convincerci, che l’umore, e le qualità d’una Donna passano col suo latte nel corpo del figlio. Da questo viene ciò che si diceva una volta d’un Uomo malvaggio, che avea succhiato il fiele col latte della Madre. Level 4► Exemplum► Per questo si è preteso che Remo, e Romolo siano stati nodriti da una Lupa. Telepho figlio di Ercoleda una Cerva. Pelia figlio di Nettuno da una Cavalla; ed Egisto da una Gapra. Non già che avessero succhiato il latte da que’Animali, come qualche scioco ha creduto; ma si dicea perche mostravano il naturale di quelle Bestie, e questo l’aveano contratto dalle loro nodrici. ◀Exemplum ◀Level 4

Fondato sull’autorità, e sulla sperienza, potrei addurre varj esempj a provare che i figli contraggono i disordini, e le passioni delle loro nodrici, la collera, la timidità, la malinconia, l’invidia, la malizia, l’odio ec. Level 4► Exemplum► Diodoro Siculo dice, che la nodrice di Tiberio Nerone era molto dedita al vino; e che quest’Imperadore la imitò sì bene che il Popolo in vece di Tiberius nero, lo chiamava, Biberius mero. C’insegna eziandio che la nodrice di Caligola si spruzzava di sangue le mammelle, sicche gli bagnasse le labra, e questo l’avea reso sì crudele e sanguinario, che non solamente ha fatte molte stragi; ma desiderava [322] che tutt’il genere umano avesse una sola Testa per avere il diletto di abbatterlo in un solo colpo. ◀Exemplum ◀Level 4 Di simili effetti ne’loro figliuoli si stupiscono i Padri, e le Madri; nè sanno a chi attribuirli. Non sanno da dove provenga, che i loro figliuoli sono dediti al vino, a ladronecci, alle crudeltà, stupidi, insipidi, senza talento; e pure è facile il far vedere che un figliuolo benche nato dalle più oneste persone del Mondo, può essere guastato dalla cattiva costituzione della sua nodrice. Quanti ne veggiamo tutti li giorni attraersi delle convulsioni, dell’etisie, delle tigne, o altri mali per avere ricevuto il Latte dalle loro nodrici, mentre aveano alterato il sangue dalla colera, o da altra passione? È cosa certa che la nodrice non ha quasi verun accidente fastidioso che non passi al nodrito; e perciò si trovano pochi nelle Città, dove particolarmente corre l’abuso che non siano soggetti a qualche abituale indisposizione. Se dimandate ad una Donna perche s’assoggetti a nodrire i figli delle altre? Vi risponderà subito che ha un dissoluto Marito; onde bisogna si guadagni il vitto alla Moglie che puole. Questa risposta a ben pesarla, dovrebbe cagionare della ripugnanza per tale Donna, avvegnache vi è molto da presumere che un tale Marito noll’abbi infettata, o sia per infettarla di qualche male villano, o per lo [323] meno le possa cagionare del turbamento e dell’imbarazzo. In oltre ridotta dalla povertà a pigliare quel figlio, non puole nodrirsi che di grossolane, e indigestibili vivande che producono un sangue cattivo, ed un latte impuro; d’onde ne risultano quasi sempre lo scorbuto, le scrofole, e diverse altre infermità. Oh si pigliano in Casa, si alimentano con cibi proprj, si custodiscono, e bene? Assuefatte a cibi grossi, che digerivano coll’esercizio del corpo, se ne invogliano colla privazione, più che mai; e capitando loro alla mano li divorano. Assuefatte alla libertà, la soggezione, e la ritiratezza, Madri della malinconia, ingrossa loro il sangue, e fa, diciamola colla esperienza, fa che si procurino de’divertimenti nocivi per la creatura che allattano. Quelle famiglie che hanno il modo di tenerle in Casa, sogliono custodirle dalle segrete visite de’loro Mariti. Le altre visite de’medesimi che si permettono, incitano il loro appettito; e quante le soddisfano co’servidori.

Abbiate dunque la bontà mio caro Signore a favore di tante creaturelle innocenti, esposte a’pericoli sì gravi d’impegnare tutti li vostri sforzi, ed i tratti più vivi della stostra (sic.) eloquenza, per impegnare le Madri a nodrire i proprj figli; il che non può essere che di loro vantaggio. Si ha bel dire che la Madre s’indeb-[324]bolisce; non vi è niente di più ridicolo, nè di più falso. Ella ne diventa più vigorosa, e si conserva più sana. Quello scarico del latte ordinato dalla natura è il migliore rimedio che si possa ritrovare, per cautelarsi da’vapori, e prevenire gli abborti. Li suoi figli riusciranno più robusti con quel latte individuale loro destinato dalla stessa natura; la dove allattati da un altra, sovvente si riducono in istato che paiono Scheletri, Ombre, e frutti male staggionati, che mai si maturano. Questi sono regolarmente que’maleficj che si vanno chimerizando come proddotti da altre cause maligne. È certo che una Donna la quale ha vigore di mettere al Mondo un figlio, l’ha pure d’ordinario per allattarlo. Mi si stringe il cuore nel vedere tanti fanciullini sì delicati, che la minima cosa puole offenderli. Un leggerissimo colpo particolarmente sul tenero capo può renderli stupidi, o infermi per tutta la loro vita; e perciò è necessaria una particolarissima diligenza e vederli, dico, consegnati alla indiscretezza d’una straniera, che colle impazienze, e colla negligenza li fa perire.

Non vi è cosa che possa paragonarsi alla crudeltà d’una Donna, che dopo avere portato nove mesi un figlio nel Seno; e dopo averlo nodritto tutto quel tempo come una parte di se medesima; [325] allorche vede la luce, abbandona non ostante che co’suoi gridi, e colle sue lagrime implori la sua assistenza, e per così dire, la solleciti all’adempimento de’doveri di Madre verso di lui. Le Bestie più fiere non hanno elleno tutta la cura possibile de’loro teneri parti? non se l’adossano con soddisfazione; a quali stenti, a quali pericoli non s’impegna. no! e come si potrà dare il titolo di Madre ad una Donna che non vuole l’incomodo di nodrire i suoi figli? La Terra si chiama madre di tutte le cose, non per questo solo che le produca; ma perche prodotte, le sustiene e le nudrisce. La concezione, è la nascita d’un figlio e la sequela necessaria d’un momentaneo piacere; ma il nodrirlo ed allevarlo; e una conseguenza di elezione, e di virtù. Si danno, e vero, de’casi che ne dispensano la Madre; ma se ne ritrovano sì poche di quest’ordine che di mille pretesti che si adducono, appena ve n’è uno che sia legitimo. Per lo meno, se una Donna crede che suo Marito possa sostenerne la spesa, d’accordo colla Levatrice l’impegna a dare il figlio a nodrire, sotto pretesto d’indisposizione. Ma chi il crederebbe? molti da’Mariti stessi lo vogliono, e per non sentire i fantolini a gridare, e per non differire lo sfogo della loro libidine, e per seguire la moda, che dirò sempre crudele. Metatextuality► Sono. ◀Metatextuality ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3

[326] Metatextuality► Per me non saprei aggiugnere a questa Lettera, se non che la Madre, così diminuisse l’obbligo le dovrebbe avere il figlio. ◀Metatextuality Le vere obbligazioni vengono dal merito de’beneficj: nè questi sono meritorj quando non siano volontarj. Se la madre porta nel ventre nove mesi il figlio, si presume il faccia contro sua voglia, quando appena scarricata di esso, lo scaccia per così dire da se; si dee credere che se lo toglierebbe anche d’addosso se fosse in di lei potere, subito che l’ha conceputo. Si puole in oltre giudicare che il figlio non abbi altra obbligazione della vita da lei ricevuta, che ad uno sfogo di concupiscenza carnale.

Level 3► Exemplum► Vengono a taglio due passi di storia. Ritornato Cornelio Scipione vittorioso dalla guerra contro Antioco, condannò a morte dieci suoi valorosi uficiali per essere entrati nel Tempio delle vestali Metatextuality► (lascio quì a miei Leggitori la moralità sopra il rispetto delle Chiese, e delle vergini claustrali)◀Metatextuality s’interposero in vano molti per ottenere a que’rei la grazia, e fra questi Scipione Africano fratello dello stesso Cornelio. Finalmente questi rilasciò la rigorosa sentenza alle suppliche d’una propria sorella di latte: Dolendosi l’Africano perche avesse fatta maggiore stima d’una figlia della sua nodrice, che d’un figlio di sua [327] Madre: rispose “sappiate fratello che io reputo più Madre quella che mi nodrì, e non mi partorì, di colei che mi partorì, e poscia mi abbandonò.”

Narra pure Giunio rustico che i due famosi Gracchi Romani ebbero un terzo fratello spurio, il quale fu valoroso nella guerra di Asia com’egli no in quella dell’Africa; questi ritornato, una volta alla Patria, regalò la Madre con una cintura d’Argento; e la nodrice con un giojello di Oro; e querelandosi quella che avesse mal compartiti i doni; le disse: “Voi non mi portaste che nove mesi nel ventre; ed ella mi nodrì nel suo petto tre anni; e quando voi mi cacciaste dal vostro seno, ella mi raccolse nelle sue braccia.” ◀Exemplum ◀Level 3 ◀Level 2 ◀Level 1