Citation: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione XLVI", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\046 (1728), pp. 286-292, edited in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): The "Spectators" in the international context. Digital Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.166 [last accessed: ].


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Lezione XLVI

Alle Donne astute.

Citation/Motto► Miseri, quibus Intentata nites.

Hor. Lib. I. Ode. V. 12. ◀Citation/Motto

Level 2► Metatextuality► L’Avviso che mi dà uno de’miei corrispondenti, è d’una sì grande importanza, e sì utile al Pubblico, per guardarsi dalle persone delle quali parla, che voglio inserire quì per disteso tutta la sua Lettera. ◀Metatextuality

Level 3► Letter/Letter to the editor► Metatextuality► Sig. Filosofo. ◀Metatextuality

Io non sò che voi abbiate parlato fin’ora d’una certa specie di Donne, che noi comunemente chiamiamo. Non potete mai meglio impiegare il vostro tempo, che nell’esaminare, e dipingerci queste perniciose creature. Level 4► General account► La Vanarella per verità si accosta molto alla Scaltra; ma la prima non si occupa, che ad imitare se stessa, e a dare false speranze a suoi Amanti. La dove questa non contenta di essere molto amabile, ha un maligno piacere di tormentare [287] gli altri. Così quando l’amante si lusinga d’un felice successo, la Scaltra gli mostrerà d’improviso dell’avversione; e rivoltando la faccia in altra parte, con aria sdegnosa: si stupirà, ch’egli rimanga sorpreso dalla sua fredda accoglienza. Onde il povero sfortunato si ritira e parte tutto mesto, ed abbattuto; piglia la penna, e le scrive ne’seguenti più sommessi termini. Che non sà donde possa venire la sua disgrazia ch’egli è sempre stato divoto alla dolcezza della sua vita, e ch’egli è disperato nel vedersi privo d’un sì gran bene. Non si arrischia di accostarsele per qualche tempo; rode il suo freno in segretto; languisce, s’infastidisce, e si annoja alla vista di quanto incontra. Finalmente rissolve di tentare la sua fortuna, e di venire ad una dichiarazione con essa lei sopra il suo strano procedere. Si mette dunque in istrada per andare a ritrovarla, pieno di dubbj, e di agitazioni, sulla prima occhiata che riceverà; ma appena comparisce, ch’ella gli corre in contro; l’interroga con ansietà, dove sia stato per tanto tempo? lo rimprovera d’averla trascurata, e lo tratta con sopprafina famigliarità. Questa buona intelligenza dura fino che la bella s’accorge, che l’Amante si ritrova contento della sua felicita; ed allora non manca d’interromperla con qualche nuova buttata; [288] perchè come ho insinuato, tutto il bene d’una Scaltra consiste nell’affliggere gli altri. Ma tal’è il debole di codesta razza di Donne; portano un umore sì bizarro anche quando non hanno più vezzi per renderlo sopportabile. Corinna che una volta guadagnava il cuore di quanti la vedeano co’suoi affettati sguardi, e colle sue burle, parea le fugissero con innocenza di bocca, e tradissero la sua inclinazione verso la Persona, che cercava di far cadere nelle Reti; ritrova oggi che tutte le sue astuzie sono inutili; e si vede ridotta per seguire il suo umore a tramare imbrogli; a scrivere Lettere equivoche, sotto nomi supposti; ed a guadagnarsi il cuore di tutti li nostri Giovani galanti, fino a tanto che vengono a scoprire chi ella è. Così quella che una volta mascherava la sua inclinazione per tormentare, è obbligata oggi a mostrarla, ed assieme di occultare la sua Persona per giugnere al suo fine. ◀General account ◀Level 4

Confesso mio Signore con mio grande ribrezzo, cho io sono stato l’addolorato trastullo di codeste Sirene, fino dalla mia più tenera gioventù; la inclinazione mi portava alle amorose tresche, ed a legare corrispondenza colle Donne di spirito, a segno che ho passata tutta la mia vita in un continuo circolo de’loro giri in questo proposito. Ma per-[289]che i nostri giovani possano approffittarsi del mio male, vi dirò quì in ristretto la storia de’miei amori. Level 4► Exemplum► Non sò se abbiate udito parlare d’una famosa Scaltra di questa Città, che si chiamava Cato. Vi dirò a mia confusione, che io mantenevo questa creatura, quando era cosa alla moda, e che ogni Gentiluomo dovea avere la sua Inamorata. Cato sotto le apparenze d’essere volubile, bizarra, ed irregolare in tutte le sue parole, ed in tutte le sue azioni, nascondea la più compita astuzia, che a’suoi tempi vi fosse. La sua svogliatezza avea per me, le attrattive della castità, e la moderazione de’suoi colpevoli desiderj, mi parea avesse tanto merito, come se ne avesse trionfato. Che che ne sia, ella pigliava delle arie da giovane pazzarella; e quando io le dicevo qualche parola dolce, ella mi levava la perucca, se la mettea sul capo, e si rimirava nello specchio; mi ponea le mani su i fianchi, cavava la mia Spada, e tirava qualche colpo contro la muraglia. S’impossessava della mia Croatta per impiegarla a qualche altro ridicolo uso; e fea mille simiotterie di questa natura, fino ch’era passato tutto il tempo che le avevo destinato. Io mi ritiravo contento d’avere a mia disposizione, una sì bella giovane, che troppo indiscreta per piacermi, parea troppo indifferente per usarmi verun tratto cattivo. [290] La sua compagnia servì così lungo tempo a divertirmi nelle ore nojose, e benche non la ritrovassi, nè molto rea, nè molto innocente, ridevo qualche volta fra me stesso del scioco piacere che mi pigliavo nel mantenerla a mie spese, finche la mia insensibile bella comparve incinta da uno de miei servidori. ◀General account ◀Level 4

Quest’avventura eccitò il mio sdegno contro tutte le Donne libertine, sotto qualsivoglia apparenza, ch’elle occultino la loro perfidia; rissoluto dall’ora in poi di non avere più veruna aderenza, che con quelle che sieguono le massime della civiltà, e dell’onore. Per questo io menai una vita più regolata, mi occupai nel fare delle visite; nel frequentara le adunanze; nel dare la mano alle Dame, quando escono dall’opera; e nell’adempiere tutti que’importanti doveri ai quali ogni ammiratore del bel Sesso è sempre disposto Erede d’un assai considerabile fondo, i Padri e le Madri mi considerarono subito, come un partito avvantaggioso per le loro figliuole; sicche non ebbi verun ostacolo per introdurmi nelle migliori Case della Città. Ma per la maligna influenza della mia stella, destinato a servire inutilmente il bel Sesso, m’attaccai per tre volte, una dopo l’altra a delle Scaltre.

Level 4► Exemplum► Jena che fu la prima, è una di quelle che vestono un aria malinconica, e [291] svogliata; e cercano guadagnare degli ammiratori colla loro poca attenzione verso tutti quelli che le corteggiano. Ella se ne stà nella sua Carrozza con un aria sì grave, che vi sarebbe difficoltà nel concepire, che tutta la sua meditazione non sia sopra i suoi abiti, e sopra i suoi vezzi dell’acennato tenore. Se il paragone non fosse troppo basso, direi che Jena colla figura, in cui vuol comparire, è un Ragno in mezzo alla sua tela per attrappare tutte le mosche che se gli avvicinano. La rete, ch’ella tende è sì delicata che siete pigliato prima di accorgervene. Io mi affaticai lungo tempo nel seguirla; ma ritrovai, che la sua passione si restringea nell’essere ammirata; e che non si pigliava pena veruna sopra la incostanza de’suoi amanti, purche potesse vantarsi che l’aveano corteggiata. ◀Exemplum

Billi la seconda, sopra di cui fissai l’occhio, avea la scioca vanità di rubare gli Adoratori delle alte, benche per altro poco sensibile ella stessa alle loro appassionate rimostranze. Per dipingerla con un solo tratto di penello. Billi non era la Inamorata di verun Uomo; era la Rivale di tutte le Donne. ◀Exemplum

Exemplum► Noll’ebbi appena scoperta, che diventai amante di Cloe, che fà oggi tut-[292]ta la mia delizia, e tutta la mia pena. Io le ho scritti dolci biglietti, ho ballato con lei, mi sono batuto in duello per sua cagione, e sono tre anni che tutta la Città riguarda, come stabilito il nostro Matrimonio: mi lusingavo io stesso, gionto al colmo de’miei desiderj; quando l’altro giorno mi chiama dentro il suo Gabinetto, per dirmi con aria grave ch’ella era figlia di onore, che non ingannerebbe mai un Uomo, che le mostrava tanta amicizia, come io, perciò si stimava obbligata di avvertirmi con sincerità ch’ella era la Creatura più incostante del Mondo; onde mi priegava di abbandonare il dissegno di sposarla, benche rissoluta di compiacermi se volevo; ma col pericolo ch’ella ne amasse poco dopo un altro.◀Exemplum ◀Level 4 Io non sò a quale partito appigliarmi; abbiate dunque la bontà di consigliarmi, ed obbligherete infinitamente chi è ec. ◀Letter/Letter to the editor ◀Level 3 ◀Level 2 ◀Level 1