Cita bibliográfica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione XXVIII", en: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\028 (1728), pp. 172-179, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.28 [consultado el: ].


Nivel 1►

Lezione XXVIII

Agli abbituati particolarmente Sensuali.

Cita/Lema► Magnus sine viribus ignis
Incassum furit
.

Virg. Georg. III. 99. 100. ◀Cita/Lema

Nivel 2► Non riescirebbe inutile, quando stasse dentro i termini per estinguere i rei desiderj della concupiscenza nel cuore dell’uomo. La considerazione delle Idee di Platone, e de’suoi discepoli. Nivel 3► Questi pretendono, che l’anima rattenga nell’altra vita le stesse inclinazioni, che ha contratte in questa: e che o sia nel corpo, o fuori del corpo, cambj sì poco di natura, come un Uomo in casa, e fuori di casa. Così quando particolarmante le Passioni bruttali, hanno una volta gettate le radici dentro l’anima, è impossibile, di-[173]cono, lo scacciarnele; e bisogna che vi stiano per tutta l’eternità, dopo ch’ella è separata dal corpo. Per conformare questa Dottrina riflettono, Nivel 4► Exemplum► che un Giovine dedito per molti anni di seguito alla dissolutezza, non fa a poco a poco, e gradualmente che un vecchio impudico: che la passione regna nello spirito, benche sia estinta nel corpo, e che il desiderio carnale, siccome tutti gli altri abiti, acquista nuove forze, a misura che egli perde i mezzi per soddisfarsi. ◀Exemplum ◀Nivel 4 Se l’Anima, soggiongono, è più soggetta alle Passioni, che l’affogano, quando il corpo non ha quasi più veruna influenza sopra di lei, possiamo ben supporre, che vi signoreggino quando è sciolta da’suoi vincoli. La sostanza dell’Anima ne rimane avvelenata, e la gangrena è sì profonda, che non si potrà mai risanare: la infiammazione durerà per tutta l’eternità.

In questo, aggiongono i Platonici consiste il castigo d’un voluttuoso dopo la morte: Animato da una passione, a cui mancano gli ogetti, e gli organi proprj, viene tormentato da mille desiderj, che non puole soddisfare;ed abbruggia con una insaziabile brama di possedere ciò, che vede impossibile di conseguire. Per questo stesso motivo dice Platone, che l’anime de’trapassati fre-[174]quentano spesso i Cimiterj, e girano d’intorno a’luoghi, dove sono seppelliti i loro corpi, perche sono furiosamente inclinate ai loro antichi piaceri brutali, e desiderarebbono rientrarvi per nuovamente goderli. ◀Nivel 3

Alcuni Teologhi si sono prevaluti di questa Platonica Idea, almeno quanto a ciò, che riguarda la durevolezza delle nostre passioni dopo la morte. Platone la porta un poco troppo lontana, quando vi aggiogne l’apparizione delle anime ne’Cimiterj. Ma se si credesse, che le anime separate praticassero in questo mondo; accordo, che non si potrebbe inventare inferno più degno per uno spirito impuro. Pare che i Pagani abbino voluto descriverci li tormenti dell’altra vita quando dicono, che Tantalo vi arde di sete, in mezzo dell’acqua, che tiene fino al mento, ma che sen fugge dalle sue labbra subito, che la vuol assaggiare. Virgilio, che ha ridotto tutto il sistema della Filosofia Platonica, in magnifiche allegorie; per quello riguarda l’anima separata, ci rappresenta il castigo de’voluttuosi, nell’altro mondo, in una maniera, che non è lontana da quella, di cui qui si tratta: Là si vegono, dic’egli, risplendere superbi Letti d’oro, che si crederebbono desinati per Regj, e novelli Sposi, e mense sontuose coperte di es-[175]quisite vivande; ma la più crudele di tutte le Furie vi sta affisa per impedire, che non vi si porga la mano; minaccia di abbruggiare tutto con la sua Face accesa e tramanda orribili grida, che atterriscono. Eccolo in Latino.

Cita/Lema► Lucent genialibus altis
Aurea fulcra toris, epulæque ante ora paratæ
Regifico luxu: furiarum maxima
Accubat, & manibus prohibet contingere mensas,
Exsurgitque, facem attollens, atque intonat ore.

Æneid. VI. 607. 611. ◀Cita/Lema

Ma per rendere un poco allegra questa materia in se stessa molto seria, e perciò capace di ributtare buon numero de’miei Leggitori politi, massimamente le Dame, se volessi troppo internarmivi, la regalerò d’una assai piacevole avventura, tale quale la ritrovo nell’originale. I miei Leggitori vedranno, che non è lontana dal punto, che si tratta, e che è ancora una viva immagine de’Tormenti, che si dicono sofferti da Tantalo, o dell’Inferno Platonico. Metatextualidad► Siasi come si voglia, il Signor Mignone, al quale è accaduta, ce ne dà la seguente relazione. ◀Metatextualidad

Nivel 3► Exemplum► “Nella estate prossima passata, essendo in campagna, ebbi la fortuna di ritrovarvi due vezzose Dame, che aveano tutto lo spirito, e tutta la desi-[176]derabile bellezza in Persone del loro sesso, con un grano di Civetteria, che mi cagionava di tempo in tempo delle agitazioni molto grate. Giusta il mio lodevole costume, ero amante e dell’una, e dell’altra; ed avevo sì frequenti occasioni di trattenerle, ciascuna in disparte, e di trattare la mia causa presso di loro, che mi lusingavo di conseguirne distinti favori. Una sera, che solo passeggiavo nella mia stanza, sul punto di corricarmi a letto, vi entrarono amendue per dirmi, che erano rissolute di far una piacevole burla ad un Gentiluomo, che meco alloggiava nella stessa Casa, purche io volessi tenervi mano: Qui mi ferono un racconto sì plausibile, e con tanta grazia, che non potei a meno di ridere al loro progetto, e di sottomettermi alla loro discrezione. Subito si misero a fasciarmi sopra la mia vesta da Camera con longhe bende di tela. Le mie braccia erano sì ben distese, e legate a’miai fianchi, e le mie gambe sì ben unite l’una coll’altra da quelle fascie, che rassomigliavo ad una mumia d’Egitto. Alla vista di questa figura antica, una di queste Dame si mise a scoppiare dal ridere, e ad appostrofarmi in questi termini: E bene Mignone noi abbiamo rissoluto di mantenere la promessa, che ave-[177]te da noi estorta. Voi ci avete sovente richiesto l’ultimo favore, eccoci pronte ad accordarvelo; e vi credo troppo bravo Cavalliere, per non accettarlo di buon cuore. Dopo avere sostenuto un’assalto delle loro risate, le pregai di sciogliermi da que’lacci, e poi fare di me tutto quello volevano: nò nò dissero elle, ci piacete molto come state, indi mi ferono portare ad una delle loro Case; dove fui disteso sopra un Letto, con tutto il mio apparecchio. La stanza era illuminata da tutte le parti. Fui collocato con proprietà fra due belli Drappi; colla Testa, che sola potevo muovere, sopra un Cussino ben alto. Le due Dame si corricarono poscia a’miei fianchi coi loro più bei ornamenti da notte. Vi lascio giudicare lo stato d’un Uomo, che vedea le due più belle Donne del mondo, nel Letto con lui, senza poter muovere nè pie, nè zampa. In vano rinovai le mie istanze, e feci de’sforzi per disciogliermi. Fra tanto le mie agitazioni parvero loro sì violenti verso la mezza notte, che saltarono l’una, e l’altra dal Letto, e si posero a gridare, che erano perdute; ma quando viddero che le mie fascie tenevano ben sodo, e che non vi era da temere; ripigliorono i lo-[178]ro posti, e continuorono i loro scherni con lena più viva. Impegnato dalla inutilirà delle mie preghiere, e de’miei sforzi, e quietarmi per quanto mi era possibile; le minacciai di dire, che avevo dormito fra loro due, e che l’averei così disonorate per tutta la loro vita, ma riescì vana la mia minaccia. Quando avessi avuta qualche disposizione al sonno, me l’averebbero impedito colle loro picciole carezze, e maligne tenerezze. che mi feano. In somma per quanto io sia divoto del bel sesso, non vorrei essere condennato a passare una tale notte, per godere tutte le Donne del mondo. Vi sarà senza dubbio la curiosità di sapere, ciò che di me avvenne la mattina. Eccolo. Le mie due Belle, un’ora in circa avvanti giorno si partirono, e mi promisero, che se volevo esser savio, e non piangere, mi mandarebbono una Persona, che avrebbe cura di me, in ora opportuna. In fatti un’ora dopo levato il Sole, venne una Vecchia a sciogliermi dalle fascie. Tollerai tutto con pazienza, rissoluto di vendicarmi contro le crudeli Innamorate, e di non osservare alcuna misura con loro, subito che fossi in libertà, ma interrogata la buona Vecchia, che fosse delle Dame, mi rispose, che [179] allo spuntare del Sole, erano partite in una Carrozza a sei Cavalli, e che poteano essere a vista della Città.” ◀Exemplum ◀Nivel 3 ◀Nivel 2 ◀Nivel 1