Cita bibliográfica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione XX", en: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\020 (1728), pp. 123-129, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.20 [consultado el: ].


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Lezione XX

A varie persone dell’uno, e dell’altro Sesso.

Cita/Lema► Quandoque bonus dormitat Homerus.

Hor. A. P. V. 359. ◀Cita/Lema

Nivel 2► Metatextualidad► Ho ricevuto in poco tempo tante lettere da miei corrispondenti, che non posso esentarmi dal publicarne quì alcune, per loro, e mia soddisfazione, senza impegnarmi ad’unirle con istudiati passaggj.

Nivel 3► Carta/Carta al director► Metatextualidad► Sig. Filosofo. ◀Metatextualidad

Desidero avvisarvi, che i vostri sforzi per ornare la più bella parte delle creature visibili la Donna, sono benissimo ricevuti, e che giusta tutte le apparenze avranno buon successo. Il Trionfo di Daphne sopra Letizia ha servito di materia alla conversazione di più Dame. Mi vi sono ritrovato io stesso, ed o osservato, che si pigliano gran piacere nell’intendere che le trattate da Persone ragionevoli; e che cercate di bandire il maomettano costume, che per [124] troppo ha prevalso in questo Paese, di trattare il loro sesso, come se non avesse che l’anima sensitiva. La giustizia loro dovuta m’impegna dire, che a perfezionare questi amabili capi di opra della natura umana, pare non manchi altro se non di rivoltare la loro ambizione verso oggetti, che sieno proprj; e far loro conoscere in che consista il vero merito. Nivel 4► Epitetto quel saggio e virtuoso Filosofo, malgrado la sua poca galanteria, pare le valutasse il loro giusto prezzo, toccando molto felicemente un tale punto. Quando le Figlie, dice, arrivano ad una certa età, si dà loro il lusinghevole titolo d’Innamorate, e si persuade loro, che non debbano avere altra applicazione se non quella di piacere agli uomini: da questo incominciano ad aggiustarsi, e fanno dipendere tutte le loro speranze dagli ornamenti. Così è cosa degna di noi, siegu’egli, il non trascurare cosa veruna per convincerle, che tutte le civiltà loro usate, non riguardano, che il vero merito, la virtù, e principalmente la Prudenza, e la Modestia. ◀Nivel 4

Per valermi di questa idea, e rendere più efficaci le vostre applicazioni nel perfezionare il bel sesso, vorrei proporre un nuovo metodo, il quale oprarebbe colla stessa virtù, che si attribuisce alla Polvere simpatica: ed è che per abbellire le Innamorate, bisognarebbe dare migliore educazione agli Amanti, ed [125] insegnare agli Uomini a non lasciarsi più abbagliare dalle false lusinghe d’una superficiale bellezza. Io non dubito punto, che se il nostro sesso sapesse, ogni volta, ben collocare la sua stima, l’altro sesso piglierebbe più giuste le sue misure per meritarla. Si come un Uomo, che ama una giovane virtuosa, e di spirito, doventa più saggio e polito; così una Giovane, che si rendesse amante d’un Uomo di probità, e di spirito, acquisterebbe nuovo grado di merito, e di perfezione. Da tutto ciò concludo, che il mezzo di rendere le Donne più gradite è quello di rendere gli Uomini più virtuosi. Sono. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3

Nivel 3► Carta/Carta al director► Metatextualidad► Sig. Filosofo. ◀Metatextualidad

Ho letto, con qualche ribrezzo, il vostro Foglio, nel quale pare abbiate timore, che facendosi la pace, il nostro Paese sarà inondato da una Flotta di Fetucce, di Granzi, e di nuove mode Forestiere, il che non servirebbe, che a raddoppiare la nostra vanità, ma m’immagino non vogliate ferire, che le più stravaganti del nostro Sesso, per le quali non vi è caso di riddurle alla ragione.

Con vostra buona pace, però, ven’è quantità di altre, alle quali sarebbono di grande soccorso le vostre istituzioni, mentre dopo avere impiegati tutti i loro [126] sforzi, per mettersi al coperto delle critiche, non sanno più alle volte dove rivolgersi per isfuggirle. In tanto io non credo, che disapproviate ogni discreto, ed onesto commercio fra le Dame, e Cavallieri, avvegnache da per tutto dove vi si fà opposizione, si ritrova che le Donne perdono il loro spirito; e gli Uomini la civiltà. E certo che per causa delle maniere troppo libere da voi biasimate, vi sono alcune Dame, che senza discernimento, hanno esigliate le visite degl’Uomini i più politi del mondo; e condannano quelle, che non sieguono il loro essempio. Se vi pigliaste l’assunto di spiegare un pò meglio questa facenda, e metterla bene in chiaro, credo rendereste un buon serviggio al Pubblico, ed in particolare obblighereste quella. Anna Bella. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3

Metatextualidad► Non si dà risposta alla dimanda fino che Anna Bella non abbi spiegato, un poco à longo, ciò che intenda per gli Uomini più politi del mondo. ◀Metatextualidad

Nivel 3► Carta/Carta al director► Metatextualidad► Sig. Filosofo. ◀Metatextualidad

Tutti quelli, che mi conoscono sanno, che io patisco, da molti anni, il male di milza, e che questo male mi è venuto per la lettura de’migliori Libri, e per la conversazione de’Letterati. Ho contratta per questo una sì gran’de-[127]licatezza, che non posso tollerare la minima inesatezza nel discorso, nè la minima goffezza nelle maniere. In oltre, ho sempre creduto, fin ora, che questa malattia non aggravasse, che le persone di talento, ma ho da qualche tempo osservato, che ogni miserabile Grancio si lagna della milza, e l’accusa della propria gravezza di capo, benche non abbino mai quattro parole in bocca. Questo non è il tutto: vidi, l’altro giorno, in un osteria due Facchini, che pretendeano d’essere aggravati da questo male, far venire delle Fogliette di vino, delle Pippe, bere alla salute l’uno dell’altro; e tramandare il fumo dal naso, sulla speranza di così risanare. Io vi chiamo in testimonio, se si debba tanto disonorare la malattia propria delle più distinte, e polite Persone. Vi scongiuro dunque ad avvertire codesti Uomacci perche non ponno essere soggetti a questo male, mentre non sanno dire una parola senza il bicchiere alle labbra, nè comunicarsi i loro pensieri, senza la interposizione d’una nuvola di fumo che loro cavi gli occhj. Per me vi dichiaro, franco, e netto, che se non rimediate, ben presto, a sì grave disordine, rinuncierò questa malattia, e sarò sempre di buon umore col volgo. Sono. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3

[128] Nivel 3► Carta/Carta al director► Metatextualidad► Sig. Filosofo. ◀Metatextualidad

Ho conceputa si grand’avversione al mestiero di mirare bieco da quanto ne avete scritto, che l’ho del tutto lasciato; ma gia che il vostro mercuriale è stato si rigoroso verso gli Uomini, che lo praticano dentro le Chiese, mi lusingo, che la vostra indulgenza per le donne non sarà tanta di lasciarle totalmente impuni. Se elleno mettono tutto in opra per attraere le nostre occhiate, siamo noi più colpevoli di loro quando le rimiriamo. Nivel 4► Exemplum► Domenica passata mi ritrovai vicino ad un banco pieno di Donne Giovani, nel fiore della loro età, e della loro bellezza. Volea piegare le ginocchia, ma non vi fu caso, non essendovi luogo, mi tenni perciò in piè. Non voltai, quanto mi fù possibile, gli occhj, nè a destra, nè a sinistra, quando una di quelle Bellezze, che guardano colla coda dell’occhio, permettetemi il chiamarle Semibieche, risolvette di attraersi le mie occhiate, e di fissare la mia divozione sopra di lei. Fa di mestieri pure sappiate, che una Semibieca ha sempre o le mani o gli occhj, o ‘l suo ventaglio in moto fino che si osserva ammirata da qualche Bieco. Circondato da tutte le parti, non sapevo in quale positura aggiustarmi, quando ella inginocchiatasi rivol-[129]ta verso di me, mi pose sotto gli occhj il suo bello per incitarmi: avea le mani ben fatte le braccia rotonde, e si cuopriva il volto con un magnifico ventaglio. Era imposibile il risistere a tale oggetto, o il distorgliene l’occhio. Non potei rattenermi pure di esaminare il suo ventaglio, arrichito di figure, che non erano convenevoli nè al luogo, nè alla onestà. Vi era nel mezzo Venere sotto un Baldachino colorito di porpora, ed ornato di fiori; vi compariva mezza ignuda, e corteggiata da una truppa di amorini, occupati a rinfrescare l’aria co’gajosi ventagli, mentre dormiva un satiro al fianco dell’Origliere, sotto una cortina di setta, mostrava la metà della faccia, e parea minacciasse di passare quella sottile barriera. Provai molte volte di rivoltare in altra parte la vista; ma non vi fù mezzo, rattenuto dall’incantesimo di quella semibieca perita nell’arte di richiamare le occhiate de suoi vicini. ◀Exemplum ◀Nivel 4 Ecco Signore, in che consiste la mia querela, a voi tocca, se vi piace, il rimediarvi, e mi lusingo, che dopo avere esaminato il fatto, ritroverete che una Semibieca è assai più perniciosa d’un Bieco, per la stessa ragione, che una imboscata è più da temersi d’un aperta Battaglia. Sono. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3 ◀Metatextualidad ◀Nivel 2 ◀Nivel 1