Citation: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione XIII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\013 (1728), pp. 78-85, edited in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): The "Spectators" in the international context. Digital Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.13 [last accessed: ].


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Lezione XIII

Alle Belle superbe.

Citation/Motto► Fervidus tecum Puer, & solutis
Graziæ Zonis, properentque Nymphæ,
Et parum Comis sine te Juventas
Mercuriusque

Hor. L. I. Od. XXX. 5. ◀Citation/Motto

Level 2► Level 3► General account► Level 4► Heteroportrait► Un mio Amico ha due Figliuole, che nommerò Letizia, e Daphne. La prima è una delle più rare belezze del se-[79]colo, in cui siamo; e l’altra non ha vezzo, che la faccia distinguere. La loro buona e cattiva fortuna in questa vita pare dippenda da questa unica circostanza esterna. Letizia, che fino dalla Culla non ha mai uditi che degli eloggj alle sue attrattive, ed alla sua tintura, è rimasta tale quale la natura l’ha fatta, cioè un bellissimo oggetto per gli occhj. Convinta della propria vaghezza, è d’una superbia, e d’un’insolenza intollerabile a tutti quelli, che se le avvicinano. Daphne, che avea quasi vent’anni, senza le fosse stata usata una minima civiltà, si vide obbligata à perfezionar i suoi talenti naturali, per supplire al mancamento delle attrattive, che vedea nella sorella. La povera figliuola non guadagnava quasi mai la sua causa nelle dispute, dove si ritrovava interessata; non se avea verun riguardo a suoi discorsi, per quanto fossero di buon senno, ridotta a pesar bene, prima di aprire la bocca, ciò che avea à dire. Non era così di Letizia; era ascoltata con piacere, si approvava coi cenni il tutto, anche prima che proferisse una sola parola. Queste differenti maniere di procedere hanno prodotti degli effetti proporzionati alle loro cause. Letizia è d’una conversazione insipida, e quella di Daphne riesce molto grata. Letizia, assicurata dell’altrui favore, non ha punto studiato l’ [80] arte di piacere. Daphne, incertisima di tale vantaggio non ha atteso, che à farsi del merito. Si vede, ad’ognora, qualche cosa di altiero, di sdegnoso, e di sprezzante nella mina di Letizia: la dove Daphne ha un aria gaiosa, aperta, e tranquilla. ◀Heteroportrait ◀Level 4 Nel passato Inverno un Cavaliere Giovane vide Letiziaalla Comedia, e subito rimase Schiavo delle sue bellezze. Egli era abbastanza ricco, per non avere bisogno d’introduttore presso il Padre della sua Bella; in fatti, appena parla, che viene ammesso in Casa, con tutta la possibile libertà. Ma l’aria svogliata, le occhiate severe, e le civiltà sostenute, erano i più alti favori, che potesse ottenere dalla sua Innamorata. Daphne, all’opposto lo ricevea con tanta giovialità, e con si innocente famigliarità, che l’obbligava sovente ad esclamare: oh mia Cara Daphne, se tù fossi così bella come Letizia! Ella pigliava quest’apostrofe con la gaiosità ingenua, ed ordinaria d’una Giovane, che opra senza verun particolare disegno. Frà tanto egli sospirava ad ogn’ora in vano per la sua bella; e per altro mai gli mancava la consolazione della graziosa Daphne. Finalmente annojato dalla sciocca fierezza dell’una, e comprato dal buon umore dell’altra, un giorno disse a questa, che avea un non so che da communicarle, che forse non le dis-[81]piacerebbe. Di buona fede soggionse Daphne, io sono amante della tua persona, ed hò in sommo dispregio tua sorella. La maniera con cui fè questa dichiarazione diè motivo alla sua nuova Innamorata di prorompere in un grande scopio di ridere. Oh, oh, replicò egli: sapevo benissimo, che voi vi burlereste di me, mà io vi dimanderò a vostro Padre; come in fatti esseguì, ed il Padre, lusingato di non avere da pigliarsi altra cura di Letizia per la sua bellezza, che avrebbe ritrovato senza difficoltà ricapito, ricevette la dimanda con altretanto contento, quanta fù la sorpresa. Per me non ho ritrovato niente, che mi abbi più divertito, che la conquista della mia Amica Daphne. Tutte le sue conoscenti si congratulano seco della sua improvisa fortuna; e si beffano della perniciosa affettazione di sua sorella. ◀General account ◀Level 3 S’ella è debolezza di spirito l’affligersi per qualche difetto, che portiamo dalla natura, non è meno cosa indegna l’insuperbirsi per gli avvantaggj, che riceviamo dalla di lei liberalità. Pare che le Donne se mi è permesso il dirlo, sieno al proposito quasi incorrigibili. Metatextuality► Siasi com’esser si voglia, voglio inserir quì a loro favore, l’estratto d’una lettera, che un Amico ha scritta sopra la beltà di professione, che non sono gran cosa più sopportabili degli Uomini, che si vantano di bell’ingegno. ◀Metatextuality

[82] Level 3► General account►L’Amico avvanza nel fine d’uno de’suoi Miscuglj, che i maggiori sospiri d’una bella Donna non riguardano tanto la perdita della vita quanto la perdita della Bellezza. Puol essere ch’egli porti un poco troppo lontano questo scherno; ma egli e fondato sopra un in-contrastabile riflesso, ed è, che la più violente passione di questo sesso ha per oggetto la Bellezza. Da questo ne viene, che tutti gli Artificj, coi quali si pretende di accrescere, o di mantenere la bellezza, sono ricevuti in generale, a braccia aperte. Per non perdermi dietro tutte le ciarlatanerie, e mercanzie di contrabando, che vi s’impiegano, e si spacciano ogni giorno, non vi è una Giovane di buona famiglia, che non abbi inteso à parlare delle vitù, che ha la ruggiata del mese di Maggio, e che non sia provista di qualche ricetta per conservarsi il colore. Ho conosciuto io stesso, un bravo Medico, che dopo essere stato otto anni nell’Università di N., e dopo avere viaggiato in molti stati di Europa, si pose in vuoga, per mezzo d’una di queste acque artificiali, che si crede, abbelliscano il volto.

Questa inclinazione, quasi universale, delle Donne, che nasce dal lodevole motivo, quando sia fra termini della modestia, cioè dal desiderio di piacere; e [83] ch’è fondata sopra una molto giusta opinione, che l’arte puol’ajutar la natura, mi ha somministrata occasione di riflettere à mezzi, che vi farebbono di rivoltarla in loro vantaggio. Mi pare dunque si renderebbe loro un grato serviggio, se per cavarle dalle mani de ciarlatani, e degli Empirici, e liberarle dal pericolo d’essere ingannate, si manifestasse loro il vero segreto di mantenere la loro Bellezza, e di riservarne lo splendore.

Ma prima di entrare direttamente nel punto, stimo opportuno piantare un piccolo numero di massime fondamentali.

  1. Level 4► 

    1. Che non ha maggior virtù la sola arte di abbellire una Donna, di quello abbi la semplice parola di communicarle dello spirito.

  2. 2. 

    Che la superbia distrugge tutta la simetria e tutta la buona grazia; e che l’affettazione e più perniciosa ad’un bel volto, di quello sieno le vaiuole.

  3. 3. 

    Che una Donna non puol’essere bella, quando non sia incapace di essere perfida.

  4. 4. 

    Che quello sarebbe odioso in un’Amica, e difforme in una Innamorata. ◀Level 4

Da questi principj è facile il provare, che il vero mezzo di ajutare la bellezza consiste nell’ornare l’intera Persona di tutto ciò, che vi è di virtuoso e degno de’nostri elogj. Per questo solo [84] mezzo, quelle, che sono le opre favorite dalla natura, diventano animate, e si ritrovano in istato di fare risplendere i loro vezzi. Per questa stessa via, quelle altre, trascurate dalla natura, come abbozzi da lei fatti con fretta, ponno in gran parte, rimediare a quanto loro manca.

In oltre, le Donne, non sono elleno state create, per accressere i godimenti, e raddolcire le amarezze della vita umana! Non è averne un idea indegna, e bassa il riguardarle come semplici oggetti proprj à soddisfare gli occhj. E non si toglie loro, così la naturale estensione del loro potere ponendole à paragone de loro Ritratti? La bellezza rillevata dalla virtù, che guadagna la mente, ed il cuore, non forma ella un oggetto infinitamente più nobile? i vezzi d’una Civetta sono insipidi e sciocchi, se si confrontano colle grazie reali della Innocenza, della pietà, del buon umore, e della sincerità. Queste virtù aggiongono una nuova dolcezza a quella del suo sesso, ed abbelliscono, per così dire, la sua bellezza. Quella buona grazia, che finalmente avrebbe abbandonata la vergine modesta si conserva oggi nella tenera Madre, nella Zia prudente, e nella Moglie fedele. I colori sparsi, con arte, sopra un Canevaccio, ponno divertire l’occhio senza toccare [85] il cuore; e quella Donna che non cura di aggiognere le buone qualità dell’anima alle grazie naturali della sua persona, puole bene adunare degli ammiratori, come un quadro, ma non ne trionferà mai come una vera bellezza.

Quando Adamo, introdotto, da un famoso Poeta, in scena, stà occupato a descrivere Eva nel Paradiso Terrestre, ed a raccontare all’Angielo le impressioni, che ricevette, alla prima vista della sua moglie nolla dipinge già sotto la idea d’una venere Greca, non loda ne il suo taglio ne le attrattive del suo volto, ma insiste sopra la vivacità del suo spirito, che dava alle attrative tutta l’amabilità. ◀General account ◀Level 3

Così fà di mestieri, che là più fiera di tutte le bellezze sappia che malgrado tutto ciò le puol dire lo specchio, i suoi delineamenti più regolari non averanno, ne forza, ne vita, quando non siano animati da questo, possente raggiò. ◀Level 2 ◀Level 1