Cita bibliográfica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione XI", en: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\011 (1728), pp. 67-72, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.11 [consultado el: ].


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Lezione XI

Agl’Insipidi annojatori delle Compagnie.

Cita/Lema► Accurrit quidam notus mihi nomine tantùm,
Arreptaque manu: quid agis dulcissime rerum?

Hor. L. I. [Satiren:Sat.~i] IX. 3. 4. ◀Cita/Lema

Nivel 2► Nivel 3► Retrato ajeno► Vi sono in questa Città molte persone da niente, o di sì fiacco talento, che non sono in cosa veruna proprie per la Conversazione delle persone di spirito; ciò non ostante hanno la sciocca ambizione di comparire famigliari presso di quelli, che punto non gli stimano. Se vi ritrovano ne’pubblici divertimenti, si uniscono a voi, benche passeggiate con le Dame; Se vi portate a bere un sorbetto, vi sono subito a fianchi. Quello che tanto più rende incomodi codesti Fatui, egli è, che nè vi offendono, nè vi piacciono a segno di obbligarvi a pigliare notizia di loro per nissun verso. ◀Retrato ajeno ◀Nivel 3 M’immagino, che le Persone, le quali mi scrivono le due seguenti lettere, acciò le pubblichi, cerchino liberarsi da simili importuni. Un vecchio di qualche merito, che si porta ogni sera all’osteria, in ora determina-[68]ta, per bervi la sua dosa di vino, viene annojato da una folla di gente, si cura di sempre ritrovarvelo, con un buon fuoco nella sua stanza, e di avervi luogo; meditano di stabilirvi una Combricola benche il buon vecchio sia mortale nemico di codeste Società. Metatextualidad► Ecco la lettera, che mi scrisse in tal’occasione. ◀Metatextualidad

Nivel 3► Carta/Carta al director► Metatextualidad► Sig. Filosofo

L’avversione, che da molti anni, tengo per tutto ciò, che porta il nome di Combricola, in generale, mi ha fatto gustare, con estremo piacere, la Lettura de’vostri discorsi su questo proposito; ma sono rimasto ben mortificato, quando, mi sono avveduto, che vi era tanta malignità per arrolarmi trà i Fautori di codeste impertinenti Addunanze. Mi sia permesso l’esporvi il caso tale qual’egli è; e dopo che l’avrete inteso, non dubito, che la equità della vostra penna non mi faccia dovuta giustizia. ◀Metatextualidad

Nivel 4► Autorretrato► Sappiate, Signore, che io sono molto avvanzato in età, che sono libero da ogni impegno, anche di moglie, che ho viaggiato in diversi Paesi, e che tutte le mie premure si restringono a seguire il mio umore, senza criticare quello degli altri. Tengo una Camera, ed un Letto per me solo: un Cane, un Violino, ed un Fucile, che servono a [69] qualche volta divertirmi, senza fare torto a chi che sia. Il migliore de’miei pasti è la cena, che fò ogni sera, in una osteria, fissata ad’una certa ora. Ardisco dire, che non sono di cattivo umore; per questo, appena cenato, mi veggo assalito da buon numero di quelle persone, che non saprebbero ove dare il capo, se non avessero questo ridotto. E vero che ciaschuno paga la sua quota del vino, che si beve, ma si come vengono senza che io gl’inviti, ho un indubitabile diritto di essere il solo Oratore, o al meno di parlare più alto degli altri; e questo lo mantengo, con grande profitto del mio uditorio. Dico loro verità; ed alle volte li divertisco, con piacevoli racconti, giusto l’umore, in cui mi ritrovo. Io sono nel numero di quelli, che frequentano le osterie fino ad’una età molto avvanzata, con qualche regolata intemperanza; Non bevo mai fino a saziarmi del tutto, ma non vado quasi mai à letto senza essere un poco griggio. E quasi impercettibile la mia decadenza; tengo qualche disposizione ad essere fastidiosa, ma non vado mai in collera. ◀Autorretrato ◀Nivel 4 Se voi avete praticata ogni sorta di Compagnie, saprete, che in tutte le osterie della Città vi è qualche vecchio bizarro, che la frequenta, ed è come un secondo Padrone della famiglia. Tutti li Domestici lo temono; e tutti [70] gli Avventori gli prestano una specie di comica ubbidienza. Non sò se io sia uno di codesti Caporaloni; ma ne aspetto la vostra decisione particolarmente, se la unione, presso di me, senza mio consenso, di tutti gli accennati impertinenti, si debba chiamare Combricola. Clinco da Barneto ha tutte le sere, un Assemblea, di cui, egli è il solo autore; e tutti quelli, che vi concorrono, e che lo pagano, sono i ben venuti. Perche non dare alle cose i loro nomi proporzionati? Se quello si fa nel suddetto Ridotto porta il titolo di concerto, come non si chiamerà una scuola quella, che io esercito nella mia Bettola? Metatextualidad► Siasi com’esser si voglia, mi sottometto a tutto ciò, che vi piacerà di pronunciarne, e sono. ◀Metatextualidad ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3

Una simile impertinenza infastidice pure le persone di spirito, e di merito nel bel Sesso. Quelle, che non posseggono un pò di talento, hanno torto nel mettersi in riga di fare, e di ricevere visite; servono più tosto a riempiere una sedia vuota, o à fornire una stanza, che à sostenere la conversazione. Una Dama mia conoscente m’impegna a pubblicare la seguente lettera, per liberarsi, se puole da una di codeste insipide compagne piene di chiaccole, che sotto la coperta della loro buona mina, e d’un poco di aria graziosa, ambisco-[71]no di porsi al pari colle Dame di merito più distinto. Metatextualidad► Eccola parola per parola. ◀Metatextualidad

Nivel 3► Carta/Carta al director► Madama mi prevalgo di questo mezzo per avvanzarvi un avviso, che le regole della civiltà non mi permettono communicarvi in altra maniera. Benche siamo uguali, per quello riguardano la Nascita, ed i beni di fortuna, non siamo però fatte l’una per l’altra. Confesso, che siete assai gentile, che sapete ben portarvi in una festa di ballo; e che potete fare bonissima figura in una pubblica Adunanza; ma, se mi credete, non passate più oltre; il silenzio, ed il contegno, vi convengono sì bene, che non più. Perciò vi priego di non più incomodarvi nel visitarmi. Quando vi portate alle conversazioni puramente per vedere, o per essere veduta senz apprire la bocca, fareste una tollerabile comparsa non avendo niente di buono, o di sodo, nel vostro battolare di lingua. Non già che voglj romperla con voi; ma vorrei sempre osservare le regole più esatte della creanza, e della civiltà. Se avrete la bontà di non accostarvi a me, vi prometto rendervi la pariglia; ed in caso si ritrovassimo in un terzo luogo, possiamo deplorare la disgrazia, di non essere mai assieme, e dividersi con altre, per andare alla Comedia franca, dove niente si paga. Se [72] accade, in oltre, che le nostre Carozze vengano ad incontrarsi, possiamo in passando salutarsi, e sorridere l’una coll’altra. Così si ameremo quanto possiamo; avvegnache vi sono delle persone, che non si debbono conoscere se non di vista; e con questa specie di amicizia, consido onorerete sempre quella che è. ◀Carta/Carta al director ◀Nivel 3 ◀Nivel 2 ◀Nivel 1