Citazione bibliografica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione VIII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\008 (1728), pp. 49-55, edito in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.8 [consultato il: ].


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Lezione VIII

Alle Dame troppo inclinate alle Pompe.

Citazione/Motto► Parva levet capiunt animos.

Ovid. Lib. I. 159. ◀Citazione/Motto

Livello 2► Livello 3► Racconto generale► Ritrovandomi in Francia, osservai con istupore la pompa degli equipaggi, e la bizzaria degli Abiti di quella vaga, e galante Nazione. Un giorno fra gli altri, fissai l’attenzione sopra una Dama. Era in una Carrozza arricchita di Cupidetti dorati, e le sue pitture esprimeano con vivacità, e delicatezza, gli amori di Venere col suo Adone. Era tirata da sei Cavalli bianchi di latte. Sul di dietro vi stavano alcuni ben polverati Stassieri; e sul dinanzi due Paggj molto vezzosi, che per la gajosità de’loro abiti, e della loro mi-[50]na ridente, pareano fratelli maggiori de’piccoli Cupidetti, che ornavano i quattro angoli della Carrozza. Questa era la sfortunata Cleante, che servì ben presto di infelice soggetto ad un giulivo Romanzo. Avea ella, per molti anni tollerate senza noja, le visite d’un Cavalliere da lei poscia licenziato per lo splendore dell’accennato equipaggio, offertole da un altro, assai più ricco, benché di complessione molto più debole, e delicata. La magnificenza, in cui la viddi, non servia, a mio credere, che a mascherare la interna afflizione, che le tormentava il cuore. In termine di due mesi, la perdita d’un’amante, ed il possesso d’un altro la guidarono al sepolcro corteggiata dallo stesso fasto, che l’avea abbagliata. ◀Racconto generale ◀Livello 3

Ho sovente fatta riflessione allo strano amore delle Donne che si lasciano guadagnare da tutto ciò che ha dello splendore anche superfiziale, ed al numero de mali, che con tale debolezza attraggono sopra se medesime. Livello 3► Exemplum► Mi sovviene pure d’una Giovane Dama ricercata da due importuni Rivali, che per molti mesi, non ommisero, a gara nè compiacenze, nè assiduità per meritarsi la sua grazia, fino che mentre ella stava bilanciando la elezione, uno pensa molto a proposito, di aggiognere un gallone alla sua Livrea. Quest’aggionta eb-[51]be si buon effetto, che in capo d’una settimana, la ottenne in isposa. ◀Exemplum ◀Livello 3

Livello 3► Eteroritratto► La ordinaria conversazione di quasi tutte le Donne ajuta molto a nodrire questo loro debole naturale. Si parli di qualche nuovo Sposalizio, elleno subito s’informano se vi è la muta de’Cavalli, ed il fornimento da Tavola di argento. Si nomini una Dama assente, vi è da giuocare dieci contro uno, che diranno qualche cosa sopra il suo Ganzo, e sopra la di lei conciatura. Un Ballo serve loro a molto discorrere: un collo di perle, una pettorina, un Diamante, una Rosa di pietre sono i soggetti più communi delle loro confabulazioni. In somma non riguardano, che l’esterno, ed i Drappi, nè mai pensano alla qualità dell’animo, che rendono le Persone in se stesse illustri, ed utili agli altri. Quando le Donne sono così sempre occupate ad abbagliarsi la immaginazione, ed a riempiersi la mente di colori, non è da stupirsi nel vederle più attente alle cose indifferenti, e superficiali della vita, che al bene reale e sodo. Una Giovane così male allevata, corre pericolo alla vista del primo abito listato, che incontra. Un pajo di calcete ricamate puol essere la sua rovina. Che dico? i merli, le fettucce, i Galoni, con tutte le altre splendide leggerezze sono tanti allettamenti per le Donne, o deboli, o mal’ educate: pon-[52]no raddolcire la Galante più fiera, quando un Giovane ne sà fare la mostra con arte. ◀Eteroritratto ◀Livello 3

Il vero bene è nemico della pompa e del fasto, e si compiace della Ritiratezza. Nasce, per così dire, dal godimento di se medesimo. Ama l’ombra, e la solitudine. Frequenta i Boschi, e le Fonti, i Campi, e le Praterie. Ritrova, a dir breve, in se stesso, tutto il suo bisogno, nè riceve cosa di più dalla moltitudine de’Testimonj, o de’spettatori. Il Bene chimerico, all’opposto, si compiace di vivere nella Folla, e nel attraersi le occhiate del mondo. Poco soddisfatto degli applausi, che fa da se a se stesso, sempre cerca di eccitare l’ammirazione negli altri. Fiorisce nelle Corti ne’Palaggj, ne’Teatri, e ne’grandi concorsi, e subito, che non si osserva considerato, s’annoja.

Livello 3► Eteroritratto►Aurelia, benche sia una Dama di qualità, si compiace di vivere alla Campagna, dove passa buona parte del tempo a passeggiare, a leggere, a meditare ne’viali de’suoi Giardini. Il di lei marito che l’ama di vero cuore, ed è fedele testimonio della sua vita innocente, non ha lasciato, dal primo giorno che la conobbe d’esserle sempre più amoroso. Uniti col loro buon seno, con una soda virtù, e con una reciproca stima formano tutto il loro contento, e tutto il lo-[53]ro piacere. La loro Famiglia è sì ben regolata per le ore delle Divozioni, della mensa, degli affari, e de’divertimenti, che ha tutta l’aria d’una picciola Repubblica concentrata in se stessa. Eglino veggono tanto di mondo, che serve per dare rillievo alle loro dolcezze. Si portano qualche volta alla Città, non tanto per goderne, quanto per digustarsene, e così via più risentire le contentezze della vita campestre. Amati perciò da’loro Figliuoli, e adorati da’loro Domestici formano la loro felicità, e la invidia, o più tosto la delizia di quelli che li conoscono. ◀Eteroritratto ◀Livello 3

Livello 3► Eteroritratto► Quale differenza non vi è trà questa Dama, e Fulvia. Questa riguarda il suo Sposo come suo maestro di Casa, e si beffa della discretezza, e del buon governo come deboli virtù indegne d’una Dama da qualità. Reputa come perduto tutto quel tempo in cui rimane sola; e s’immagina d’essere fuori del mondo, quando non si ritrova o all’opera, o à passeggio, alle veglie. Se ne stà in una perpetua aggitazione, e di corpo e di animo; nè mai comparisce tranquilla in un luogo, se crede vi sia compagnia più gajosa, e più numerosa in un altro. Se mancasse di ritrovarsi ad’un Opera la prima volta, che và in scena, rimarrebbe più afflitta che per la morte d’un proprio Figlio. Rimira con pietà tutte le Donne, che sono la gloria del loro sesso, e trat-[54]ta da impolite, e di poco spirito quelle, che si compiacciono d’una vita saggia, modesta, e ritirata. Quale mortificazione non proverebbe Fulvia se sapesse, che quanto più si espone a la vista degli altri, tanto più comparisce ridicola? E che il fasto, in cui vive, non serve, che a renderla dispregievole? ◀Eteroritratto ◀Livello 3

Non saprei terminare questa Lezione, senza osservare, che Virgilio tocca meravigliosamente bene nelle Donne questa dominante passione per gli abiti, e per le comparse, nel carattere, che ci da di Camilla. Benche mostri d’essersi spogliata di tutte le altre debolezze del proprio sesso, ella è sempre Donna per questo verso. Il Poeta ci rappresenta, che dopo aver ella fatta grande strage de’suoi nemici, gettò per disgrazia gli occhj sopra un Cavaliere Trojano con una veste riccamata di oro, con una risplendente Corazza, e con un mantello colore di porpora. Livello 3► Exemplum► Un arco di oro, aggiogne, gli pendea dietro le spalle, una Fibbia d’oro servia per unire la doppiatura dell’abito, ed avea sul capo un Elmo di quel ricco metallo. Piena dell’ardore assai naturale alle Donne per l’acquisto di quel vago equipaggio Camilla, non tarda à distinguerlo da tutti gli altri, e da seguirlo, più che può, da vicino:

Livello 4► Citazione/Motto► Tortumque incauta per agmen
Femineo prædæ, & spoliorum ardebat amore. ◀Citazione/Motto ◀Livello 4 ◀Exemplum ◀Livello 3

[55] Con questo tratto di morale, tanto propria quanto fina, il Poeta destramente insinua, che la imprudenza di seguire queste splendide bagatelle, cagionò la morte della sua Eroina. ◀Livello 2 ◀Livello 1