Citazione bibliografica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione VI", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.1\006 (1728), pp. 33-40, edito in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Gli "Spectators" nel contesto internazionale. Edizione digitale, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.6 [consultato il: ].


Livello 1►

Lezione VI

A quelli che dicono male delle Donne.

Citazione/Motto► Dat veniam corvis, vexat censura columbas. ◀Citazione/Motto

Livello 2► Livello 3► Racconto generale► Livello 4► Eteroritratto► Tutte le Persone dell’uno, e dell’altro Sesso, che vantano spirito, e politezza, hanno per onore il visitare la Sig. Arietta. Ella è gionta ad un certo periodo della sua vita, che non è troppo esposta, nè alla leggerezza della Gioventù, nè alle infermità della età avvanzata. La di lei conversazione è si framischiata di prudendenza, e di buon’umore, che piace ugualmente a’Giovani, ed a’Vecchj. Ella è libera, e sincera; però sempre al coperto d’ogni rimprovero. Non ha nè intacco amoroso, nè dissegno ambizioso; e questo fà che ciascheduno le discorre, con piena libertà, di tutto ciò, che riguarda la propria passione, o il proprio interesse. ◀Eteroritratto ◀Livello 4

Mi portai l’altro giorno a visitarla, dopo esservi stato già introdotto, per mezzo di un amico, che la impegnò subito a permettermi qualche volta il riverirla sul piè d’un Uomo civile, e senza malizia. Non vi ritrovai che un solo Gentil-[34]uomo gran Parlatore. Questi al mio arrivo si levò in piè, per freddamente salutarmi; quasi subito si rimise a sedere; si rivoltò alla Signora Arietta, e ripigliò il suo discorso, che girava sopra l’usato punto della costanza in amore. Avea una meravigliosa facilità nel replicare ciò che ogni giorno dicea. Sostenea la sua Tesi con passi delle nostre Opere Comiche, e delle nostre Canzonette, che riguardano la perfidia, e la ordinaria leggerezza delle Belle. Accompagnava le sue espressioni con gesti impertinenti, e con iscopj di ridere; mi pare anche parlasse più del solito per insultare il mio silenzio, e per distinguersi presso il buon gusto della Dama. Siasi com’esser si voglia, ella volle più volte interromperlo, ma non le riesci fino, che lo sturmo da se non tacque, il che non fece, se non dopo avere raccontata, o più tosto storpiata la celebre avventura della Matrona di Effeso.

Viddi ben io, che la Sig. Arietta pigliò quello scherzo, come un affronto fatto al proprio sesso. Così ho sempre osservato: le Donne sono più sensibili alle invettive, che le riguardano in generale, di quello sieno gli Uomini toccati da ciò che si dice contro di loro. Sia che le Donne sono più delicate in materia d’onore, o per qualche altra cagione a me ignota. Posto in calma il di lei animo, così rispose la Dama. [35] Signore, è assai nuovo quanto avete fin ora detto. Non sono per anco due mila anni, che l’avventura, con cui avete condito il vostro discorso, è accaduta. Sarebbe lo confesso, temerità il volere con voi disputare; mà le vostre citazioni mi richiamano alla memoria Livello 4► Fabel► la favola dell’Uomo, e del Leone. Il primo per dargli un contrasegno della di lui superiorità, gli mostrò un quadro, in cui si rappresentava un Leone atterrato da un Uomo. Non vi sono, rispose quel nobile animale, frà di noi Pittori, ma sé ve ne fossero, potremmo farvi vedere cento Uomini sbranati da Leoni per ogni Leone ucciso dagl’Uomini. ◀Fabel ◀Livello 4 L’applicazione è facile: Voi altri Signori siete in possesso del dirito di maneggiare la penna, e potete come vi piace, oscurare l’onore delle Donne, senza che noi possiamo rendervene la pariglia. Avete replicato due o tre volte nel vostro discorso, che la finzione è il naturale fondo delle Donne; che l’arte di mascherare i sentimenti forma la parte principale della nostra educazione. Quelle invettive, ed altre dello stesso gusto ritrovano, si feminate in qualche scrittore d’ogni secolo. Questi hanno voluto vendicarsi contro tutto il sesso di qualche dispregio ricevuto da una Donna. Non dubito che il celebre Petronio non meriti d’essere collocato nel rango di tali auttori: egli ha in-[36]ventate con tanta facilità le circostanze, che aggravano la fragilità della vostra Effesina, ma per esaminare la quistione che verte fra’due sessi; e che ha sempre servito di soggetto alle dispute, o agli scherni da che vi sono Uomini, e Donne al mondo, pigliamo de’fatti riportati da Autori semplici e naturali, che non ebbero nè il genio, nè il talento d’imbellettare i loro discorsi, nè di cariccarli di colori macinati dalla passione.

Mi applicai l’altro giorno a leggere la Relazione di Barbados, che l’onesto Ligone ha data al pubblico, e mi sovviene d’avervi ritrovata la narrativa d’un avventura, che puole servire di contrabatteria a quella tanto da voi predicata. Eccola tutta sincera.

Livello 4► Racconto generale► Tomaso Inkle, terzo Figlio d’un ricco Cittadino di Londra, in età di vent’anni, s’imbarcò alla Dunes, li 16. maggio 1647. sopra un Vascello; detto l’Achille, destinato per le Indie occidentali. Intraprese questo viaggio, col pensiero di arricchirsi per via del traffico; e possie-dea tutti i talenti necessarja riescirne. Era molto pratico nel conteggiare, si che potea, con un tiro di penna, calcolare se avea del profitto, o della perdita in un negozio. In poche parole suo Padre non avea ommesso niente per ispirargli, da buon’ora, l’amore del [37] guadagno, e per attaccarlo a suoi interessi in maniera capace di prevenire il naturale ardore delle sue altre passioni. Con questa coltura di animo, egli non era mal fatto di corpo; avea la faccia vermiglia, l’aspetto vigoroso, e robusto; la cappigliatura bionda, e ricca gli cadea, con buona negligenza sopra le spalle. Nel corso del viaggio, accadde, che il Vascello mancò di viveri, ed entrò, per farvi nuove proviggioni sulle coste dell’Ammerica, in un picciolo Porto. Il Giovane discese a terra con molti altri Inglesi,: e senza osservare una partita di que’Indiani, che si erano nascosti dentro i Boschi per agguatarli, si allontanarono un pò troppo dalla riva del mare, si che gl’insidiatori furono sopra di loro, e quasi tutti li trucidarono. Tomaso ebbe la forte, con pochi de’suoi, di fuggire dentro una Foresta, dove oppresso dalla fatica, e privo di lena, si gettò solo, sopra una picciola, ed appartata emminenza, Appena si fù corricato, una Giovane Indiana, escita da una vicina Capanna, venne à ritrovarlo. Sorpresi subito ammendue da tale incontro, non tardarono a rimirarsi con occhio parziale. Se l’Europeo rimase addescato dalla forma, da’tratti, e dalle grazie un poco selvagge dell’Ammericana tutta ignuda; questa non restò meno presa dall’aria, della tin-[38]tura dal taglio dell’Europeo vestito da capo a pie. Ella diventò sì amorosa verso di lui, che inquieta della sua vita, lo condusse in una Grotta rimota, e dopo averlo regalato di esquisiti, e deliziosi frutti; ebbe la cura di guidarlo ad una sorgente di acqua viva per dissetarlo. In tempo di questi buoni ufficij, ella si pigliava il piacere ora nel trastullarsi co’suoi biondi capelli, esponendoli al colore delle sue dita, ora nello scuoprirgli il seno, bessarsi, e ridere di lui quando volea occultarglielo. Non vi è dubbio, che questa Indiana, nomata Iarico, non fosse persona di riguardo, mentre si abbigliava ogni giorno con nuove colane, e con varie maniglie formate di Conchiglie e di vetri graniti; e gli portava sovente quantità di ricche spoglie de’suoi altri amanti. La Grotta in oltre del Giovane Inglese era fornita di pelli picchiate, e delle più vaghe e colorite piume, che si ritrovassero in quell’abbondante Paese. Acciò gli riescisse più dolce la sua Prigione, si azzardava qualche volta di condurlo, fra ‘l chiaro ed oscuro, o al lume della Luna, a certe’ rimote Boscaglie, o a piacevoli solitudini; e dopo avergli dissegnato un luogo, dove potesse, con tranquilità riposarsi, al soave mormorio delle acque, o al canto de’Rusignuoli, ella sea sentinella, o lo tenea addormentato fra le [39] proprie braccia, e lo risvegliava subito, che vi era qualche pericolo da temere. Così passarono il tempo in amorose vicende, fino che inventato un nuovo linguaggio per intendersi, il Giovane Inglese disse alla sua innamorata, che si riputarebbe felice di poterla godere nel suo Paese, dove anderebbe vestita con drappi simili a questi del suo abito, e la sarebbe guidare a vaste abbitazioni tirata da Cavalli, al coperto del vento e della pioggia, senza stare esposti a tanti pericoli e timori, da quali si ritrovavano agitati. Erano già vissuti più mesi fra le tenerezze d’amore, quando Iarico osservò sulla costa del mare un Vascello, ed istruita dal suo amante, sè diversi segni a quelli, che lo montavano. Arrivata la notte, si portarono ammendue alla spiaggia, dov’ebbero il contento di ritrovare su quella nave alcuni Inglesi, che andavano a Barbados. Pieni della speranza di vedersi, ben presto, liberi dalle loro inquietezze, e di godere un bene meno interrotto, s’imbarcarono, ma nell’approssimarsi all’Isola di Barbados, il Giovine Inglese pensieroso, e malinconico, venne a considerare il tempo, che avea perduto, ed a calcolare tutti i giorni, che il suo Capitale, rimasto sull’altro vascello, non gli avea prodotto verun interesse. Per mettersi dunque in istato di riparare le [40] sue perdite, e di poter dare buon conto del suo viaggio a’suoi amici e parenti, risolvè disfarsi di Iarico subito gionto al Porto, dove, appena ebbe dato fondo il Vascello, si tenne un publico mercato sulla riva del mare per la vendita de’schiavi Indiani ed altri, presso poco, come quì si vendono i Cavalli, e Bovi. Potè bene quella infelice spargere lagrime, e rappresentargli ch’era di lui incinta, insensibile ad ogn’altra voce, che a quella dell’interesse, non pensa che di approffittare del suo disegno, per ricavarne una più grossa somma da un mercante della Colonia, a cui la vendette. ◀Racconto generale ◀Livello 4

Io rimasi tanto commosso dalla narrativa di quest’avventura, che colle lagrime agli occhi, e con un frettoloso inchino, escj dalla Stanza. Il che la Sign. Arietta, stante il di lei gusto, non mancò, senza dubbio di riguardare come un’approvazione più viva, e più sincera di tutti li complimenti, che le avessi possuti fare in tal’occasione. ◀Racconto generale ◀Livello 3 ◀Livello 2 ◀Livello 1