Zitiervorschlag: Gasparo Gozzi (Hrsg.): "N. 56", in: La Gazzetta Veneta, Vol.1\056 (1760-08-16), ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fabris, Angela / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3666 [aufgerufen am: ].


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N.° 56.

Sabbato addi 16. Agosto 1760.

Che contiene

Quello, ch’è da vendere, da comperare, da darsi a fitto, le cose ricercate, le perdute, le trovate, in Venezia, o fuori di Venezia, il prezzo delle merci, il valore de’ cambj, ed altre notizie, parte dilettevoli, e parte utili al Pubblico.

Ebene 2► Ebene 3► Allgemeine Erzählung► Non sono ancora molti giorni passati, che appresso alla Bottega d’un venditore di Paste da Genova s’incontrarono due Forestieri; che cordialmente con un oh oh! di maraviglia, si salutarono prima, e abbracciarono, poi l’uno d’essi, disse all’altro. Amico mio, voi mancaste di parola; io v’ho più giorni aspettato in Padova, come da voi m’era stato promesso, e non vi siete venuto. Che vuol dire? Gl’impacci: rispose l’altro. Tante faccende mi sono sopravvenute, ch’io credetti di affogarvi sotto. Fra l’altre cose io ebbi a cambiare abitazione. Voi sapete che sono le faccende delle masserizie. Dove abitate ora voi? Dice l’altro, ch’io intendo di fare con esso voi, e con la moglie vostra i miei convenevoli. L’amico gli risponde: Io sto sì e sì, e gli disegna a puntino le giravolte fino a casa sua, e fino all’uscio, e alla forma del martello, come in una carta geografica. Addio, dice l’altro, ma io me l’ho legata al dito, che non siete venuto a Padova. Io vi giuro ripiglia quel della casa, ch’io ebbi tale intenzione di venire, che spesi in un vestito cinquanta zecchini, e non me l’ho messo indosso ancora: e appunto conviene, che fra due ore lo mandi al Sarto, perchè m’accorci le maniche, che sono alquanto lunghette. Voi me n’avete fatto ricordare. Presero licenza l’un dall’altro baciandosi di nuovo; il padrone del vestito entrò nella Bottega delle Paste, e l’altro andò per altra via. Avea tutto questo ragionamento udito un tristo non osservato il quale stando molto bene in orecchi, massime quando sentì a nominare il vestito nuovo, e avendo notata la casa, e il martello dell’uscio, fece proponimento fra sè di voler procacciare sua ventura. Per la qual cosa acconciossi in luogo, dove potea udire, e non esser veduto, ode che il Galantuomo entrato nella Bottega dice al Bottegajo. Apparecchiatemi una cestella di quelle Paste, ch’io ebbi da voi pochi dì sono; e fate che non oltrepassino le quindici, o sedici libre, perch’io non vorrei, prendendone più, che le si guastassero. Fra poco manderò un uomo a pagarle, e prenderle, addio. Non andò un terzo d’ora, ch’eccoti a comparire l’astutaccio, ch’era stato in ascolto, e chiede. Le sedici lire di Paste del Padron mio, sono all’ordine? e tira fuori una borsa. Sì sono, dice il Bottegajo. Questa è la cestella. Il furbo udito il valsente, paga, prende la cestella, va alla Casa del Galantuomo, picchia: chi è? le Paste, che manda il Padrone; quando vien roba ogni uscio s’apre; è aperto, sale; s’affaccia la Padrona, e una fanticella, scozzonata come una volpe; e intelligente di birbanteria, quanto un cantambanco. Dice il Ladroncello: Mandami il marito di V. S. con queste Paste, e dice, che mi dia il suo vestito nuovo, avendogli il Sarto promesso di racconciarglielo subito. Dov’è egli mio marito? risponde la Padrona. È alla Bottega mia, che m’attende. Stava la Padrona fra il sì e il nò di quello, che dovesse fare; ma la fanticella volpe, fattasi all’orecchio di lei le disse: Padrona mia, quel ceffo non mi garba, e ha scolpito non sò che da forche. Oltre di che il mondo è pieno di tristi: e vi dee ricordare di colui, che portò la carne, per rubare il mantello (e volea dire d’un fatto, che si legge nella Gazzetta 50.) Apre gli occhi la Padrona, e dice: io non so che vestito tu mi dica, il marito mio n’ha parecchi, se lo vuole venga egli, e dica, ch’io non saprei ben quale. Il Ladroncello più si riscalda ad inventare circostanze, e più s’avviluppa, e scopre; e finalmente, non sapendo, che altro dire, per non lasciarvi almeno del suo pelo, soggiunge: Signora mia, io debbo aver fallato la casa, e però mi favorisca la cestella, e le Paste, ch’io ne le riporti a Bottega. Questi son fatti di cucina, e miei, dice la fanticella; io so che il Padron mio l’ha ordinate, e pagate, e tu non hai punto errato l’uscio rispetto a queste; ma l’errore sia nel vestito. Oh, va! Il Ladroncello, che non sapea più che rispondere, pensò pel minor male d’andarsene, e borbottando certe parole fra denti in difesa della sua intatta puntualità, scese le scale, con animo di rifarsi sopra qualche borsa, o mantello altrui della spesa perduta. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3

Ebene 3► Exemplum► Al Ponte lungo di Chioggia venne trovato un fanciullo livido, e annegato. Corre voce, che vi fosse gittato da un Ortolano per dispetto d’un Popone rubatogli. Il reo non è però ancora noto di certo. ◀Exemplum ◀Ebene 3 Chi non credesse quanta sia la forza dell’interesse, immagini una bilancia, e un uomo, che dall’un lato vi metta un Popone, e dall’altro la vita d’un Fanciullo; e si maraviglierà a vedere, che il Popone pesi più. Tutto il mondo è pieno di queste maladette bilance, nelle quali l’interesse contrappesa ogni spazzatura, e frivolezza con la vita, e con la riputazione del prossimo, le quali si stimano sempre le più leggiere.

Ebene 3► Exemplum► Un certo Gerolamo Ferialdi Mercoledì, verso le ore ventidue venne ucciso vicino alla Sanità da un certo Antonio Brochetta. Dicesi, che venisse in tal collera, perchè il Ferialdi gli avea con una o due ferite percosso il Padre. ◀Exemplum ◀Ebene 3

Le Lettere dalla Giannina de’dì cinque di Luglio, e quelle dell’Arta de’dieci arrecano, che da’cinque fino a dieci si sono colà sentite molte scosse di tremuoto, e che la pestilenza, la quale gagliardamente fioccava in que’Paesi, e alquanto cessata, e confinatasi in alcune abitazioni, nell’estremità d’esse Città, con isperanza di vicina liberazione.

Una parte, anzi una buona parte di storia nel mondo è la goffaggine delle persone, la quale poichè dà piacere imitata sulle Scene dagli Zanni, e da persone, che si fingono balorde, dee anche arrecare diletto posta in iscrittura, Metatextualität► e con questa fiducia narrerò un picciolo caso avvenuto a’passati dì. ◀Metatextualität Ebene 3► Allgemeine Erzählung► Alla Giudecca cadde una Gatta in un pozzo; onde per lo riprezzo, che s’avea dell’usare l’acqua di quello, fù data la commissione ad un marinajo, che la votasse, e rinnettasse il fondo ben bene da ogni melma, o posatura che dentro vi fosse stata. Il marinajo fece l’ufficio suo, e tanto cavò, e versò, che il pozzo rimase asciutto: onde calatavi giù una scala, e per quella disceso, incominciò a dar mano al fangacio, a pulire il fondo, che parea uno specchio. Quando tutto ad un tratto, correndo su per la scala affaccendato, e smanioso presentasi alla padrona, la quale gli dice: Che è stato? che vuoi con questa fretta? presto, sevo, e capecchio, dic’egli. Che ne vuoi tu fare? Sevo, e capecchio, dico, presto; per amor del Cielo; che il Pozzo fa danno. E a pena gli potè la padrona dare ad intendere che il Pozzo non era come una barca; ma che l’acqua, che vi veniva dentro, era necessaria a quello. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3

Avviso

Si da notizia, che il Possessore delle acque della Fonte di Cilla, le manderà per suo conto in Casa del Segretario della Posta di Vienna, dove saranno venute col suo Sigillo, perchè non sieno falsificate, a lire tre per porzione.

Cose ritrovate.

Chi avesse perduto un Anello da Prete; lo tiene nelle mani il Sig. Curato di S. Gio: di Rialto, il quale lo restituirà a chi gli darà i contrassegni.

Libri in Venezia.

È uscito a questi dì dai Torchi di Domenico Lovisa il seguente Libro stampato a spese dell’Autore.

De Heliometri structura & usu: Quibus accesserunt de semita, numero, ? figura omnium ferme macularum, quae apparverunt in Solis disco, a mense Aprili Anni 1754. ad mensem Majum Anni 1757. Periodi seu Observationes XLVII. per ipsum Heliometrum habitae Venetiis a P. L. Z.

Le quali tre lettere sono le iniziali, delle parole seguenti: Praesbytero Ludovico Zucconi. Di questo mi assicura un Amico dell’Autore, che darà notizia diffusamente del medesimo Libro nelle Nuove Memorie per servire alla Storia Letteraria. La invenzione dell’Eliometro, e le lunghe difficili osservazioni fatte da questo eruditissimo Veneto Sacerdote, mostrano la moltissima perizia sua nelle cose Astronomiche.

Libri Forestieri.

Morbegno 1760.

È uscita alla luce un’Operetta col presente titolo: Lettera, che un Prelato Romano scrisse ad un altro Romano Prelato, con l’occasione, che questi gli avea spedite le Lettere Apologetiche a lui dirette dall’Abate N. N. Milanese. Si vende da Paolo Colombani Librajo in Merceria all’insegna della Pace, soldi quindici.

Giacopo Vallarsi Librajo di Verona ha stampato ultimamente in 4. con ogni magnificenza il Libro, che ha per titolo:

De’due Uldarici nella Chiesa di Trento non immediatamente successi al Sig. Canonico Decano Pietro Paolo Franchini, Epistolare Dissertazione di Gio: Giacopo Dionisi Canonico di Verona.

Il chiarissimo Autore, che notissimo è alla Repubblica de’Letterati, gli è quel medesimo, che scritto ha l’elegantissimo Libro de’due Vescovi Aldone e Notingo allo stesso Sig. Canonico Decano intitolato. Egli mostra nella sua breve Operetta la moltissima sua erudizione.

Ha ristampato quì in Venezia da Benedetto Milocco il seguente Libro uscito in Vienna questo medesimo anno.

Antonii Storck Medici Viennensis, & in Nosocomio Civico Pazmariano Physici ordinarii Libellus, quo domonstratur, Cicutam non solum usu interno tutissime exhiberi, sed & esse simul remedium valde utile in multis morbis, qui bucusque curatu impossibiles dicebantur.

Antonii de Staen Ratio Medendi in Nosocomio Practica Viennensi 8. Vol. 4. Vindobonae. 1757. 58.

- De Inoculatione Variolarum. 8. Vindobonae. 1757.

-Theses Sistenes Fabrium Divisiones, natamque ea de Causa de Miliaribus, ac Petechiis, caeterisque febrilibus exantematibus Dissertationem. 8. Vindobona. 1760.

-Refutation de l’Inoculation. 8. a Vienne 1756.

Lettre de M. Tissot a M. de Haenen reponse a ses questions sur l’inoculation. 8. 1759.

Antonii Storck Annus Medicus, quo sistuntur Observationes circa morbos acutos & chronicos, adjiciunturque eorum curationes, & quaedam anatomicae Cadaverum lectiones. 8. Vindobonae. 1759.

Joannis Georgii Hasenorl Historia Medica morbis Epidemici, sive Febris petechialis, quae ab anno 1757. usque ad annum 1759. Viennae, grassata est. Adjecta notabilium Observationum Anatomicarum Decas. 8. Vindobonae. 1760.

Caroli Linnaei Bibliotheca Botanica. 8.Vindobonae. 1755.

Encyclopedie Portative, ou Science universele a la portèe de tout le monde par un Citoyen Prussien. 8. a Vienne.

Petri Van-Muschembroek Physices experimentalis, & Geometricae Dissertationes. 4. Vol. 2. cum tabulis aeneis. Viennae. 1756.

-Tentamina experimentorum Naturalium habita in Academia del Cimento. 4. Viennae 1756.

I sudetti Libri si vendono da Benedetto Milocco Librajo in Merceria all’Insegna di S. Tommaso d’Aquino.

Case da Fittare.

Casa in Contrada di S. Agnese in Piscina, segnata lettera Q, paga all’anno Duc. 30.

Detta, in detto loco segnata lettera R, paga all’anno Duc. 30.

Detta, in detto loco segnata lettera S, paga all’anno Duc. 30.

Detta, in detto loco segnata lettera T, paga all’anno Duc. 28.

Le chiavi sono dalla Sig. Corona Valentini, alla casa ivi vicina segnata lettera E.

Magazen in Contrada di S. Apponal in Corte di Kà Bianchi, paga all’anno Duc. 4.

Le chiavi sono da Bernardo Tomasi ivi vicino.

Casetta a S. Ternita, paga all’anno D. 6.

Casa a S. Barnaba in calle della Vida, paga all’anno Duc. 40.

Le chiavi sono dal Linarol in detta Contrada.

Bottega grande di bella struttura, sopra la fondamenta al Ponte dei Pignoli, che guarda sopra il Rio de Baretteri, paga all’anno Duc. 60.

Le chiavi sono da quel della Malvagia ivi vicino.

Case d’affittarsi a S. Francesco della Vigna in Corte della Pietà.

Casa num. IV. camera cusina e soffitta, paga all’anno Duc. 30.

Casa num. VII. camera cusina e soffitta, paga all’anno Duc. 30

Casa num. X. in Soler con riva sopra Rio di S. Giustina, paga all’anno Duc. 70.

Casa num XV. piepan, paga all’anno Duc. 20.

Le chiavi di dette case sono dalla Sig. Francesca Tini detta Segaletta abita in detta corte.

Casetta num. IV. in Corte Nova su la Fondamenta de Sartori a SS. Appostoli, paga all’anno. Duc. 22.

Le chiavi sono nella vicina.

Casa, Bottega, e Magazzeni da Lasagner con pozzo, e sue comodità. In Salizada a S. Lio, sotto S. Giuliano, paga d’affitto all’anno Duc. 150. e sue Regalie.

Chi la ricercasse in affitto parli con il Sig. Valentin Mantoani Pistor in faccia la stessa.

Trovasi in Salizada di S. Luca una camera grande, con camerino per uso, e comodo per far da mangiare per darsi ad affitto; chi la desidera si porti dal Latoner in detta Salizada, che ne averà tutte le informazioni necessarie.

Appartamento nobile d’affittar, nella calle giù del Ponte della Madonna de’Greci, in Contrada di Sant’Antonio, paga all’Anno Duc. 64.

Case da Fittare fuori di Venezia.

Palazzo Dominical posto in Villa di Salzan Territorio Trivisan, poco discosto dalla Chiesa Parochiale, è miglia sette discosto da Mestre, con due Barchesse latterali, nelle quali vi esistono luogo per il Gastaldo, Graner assai grande, Caneva, Tinazzera, Lissiera, Scudaria Nobile da otto poste, Tezza, Rimessa da carrozze, e altri molti comodi, con Giardin in faccia, due Broli latterali, ed Orto il tutto posto nella strada maestra, che conduce a Miran è (sic.) Noal.

Sotto la stessa Gastaldia vi sarà da Duc. 1200. di entrada, composta di affitti d’Osteria, casette, Livelli, e Possessioni.

Chi vi applicasse parli con l’Agente di Kà Donado a S. Fosca in Rio terrà.

Palazzino d’affittar un miglio di quà dal Dolo dalla parte del cavallo vicino Kà Grimani con Barchessa per uso di Scudaria, Rimessa, Giardino, Brollo, Orto, e Chiesola, e Lozza alla strada sopra la porta dell’ingresso, era affittato, e resterà libero per l’ultimo Maggio 1761. prossimo venturo, paga all’anno Duc. 150.

Chi lo desidera per vederlo li sarà mostrato da quel Gastaldo, e per volerlo, parli quì in Venezia con il Sig. Francesco Grisoldi S. Maria Nova.

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Metatextualität► Al Signor Pietro Marcuzzi

La pellegrina della congrega.

Il primo Tomo del Mondo Morale è terminato, e vendesi legato dal vostro confratello Paolo Colombani. Ora si vanno pubblicando i Fogli del Secondo di settimana in settimana, i quali fra tre mesi formeranno un altro Volumetto uguale al primo. Poichè non dispiacciono alle genti i Dialoghi di Luciano, se ne darà fuori qualche squarcio di tempo in tempo; e ciò più volentieri perchè s’è veduto, ch’anche in una Gazzetta ultima di Londra, s’è Stampato Il Tiranno dello stesso Autore tradotto in Inglese. Io non ho veduto mai Scrittore, che tanto incontrasse in ogni Secolo, e in tutti i Paesi. È dì (sic.) dovere una volta, che a poco a poco vegga la luce anche nel volgar nostro. Non si creda però, che il Mondo Morale debba essere pieno del mio Romanzo allegorico, o dell’Opere di Luciano. I miei compagni s’affaticano in una specie di spettatore, e apparecchiano ragionamenti piacevoli, eruditi, Satirici, e d’ogni genere. In somma, il Mondo morale sarà un giorno una specie di Fiera, in cui gli avventori troveranno diverse merci, secondo l’umor loro. Il Cielo dia salute ad essi, e a chi lo Scrive (sic.). ◀Metatextualität ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2

Vendesi la presente Gazzetta a 5. soldi, e si ricevono le Notizie.

A San Marco. Nella Bottega da Caffè di Florian.

In Merceria. Nella Bottega di Paolo Colombani Librajo.

Giù del Ponte di S. Polo appresso la Calle dei Savoneri. Nella Bottega di Gasparo Ronconella Librajo.

In Venezia. Per Pietro Marcuzzi Stampatore.

Con Privilegio. ◀Ebene 1