Zitiervorschlag: Francesco Grassi (Hrsg.): "Num. 19", in: Spettatore piemontese, Vol.1\19 (1786), S. 138-146, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3621 [aufgerufen am: ].


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N.o 19.

Zitat/Motto► Mos, & Lex maculosum edomuit Nefas. ◀Zitat/Motto

11. Settembre 1786.

Ebene 2► Unitevi in un sol Corpo (egli è probabile che dicesse agli Uomini ancor dispersi chiunque è stato il primo a persuaderli ad una Civile Associazione). La forza del sì convenevole Vincolo farà, ch’ogni privato dal Potere comune viva protetto: che l’Industria di ciascheduno serva sollecita ai Comodi di qualunque Individuo; e che qualsivoglia di voi (oltre delle proprie Appartenenze) gioisca a certo Titolo arriccchito (sic.) delle Possessioni di tutti. Restìa la Terra al fievole Sforzo d’un Solo, ci prodigherà (divenuta docile ai riuniti Lavori) le sue Ricchezze: nè solo, liberale Nutrice, offriracci alla mano ubertose Messi, affluenti Vendemmie, ed ammontonate Ricolte; ma aprendoci ancora il suo nascosto Seno, de’suoi moltiplici preziosi Tesori ci renderà lieti Padroni. Le silvestri Fere, e gli alati Abitatori dell’Aria cadranno dolci Prede alla nostra congiunta Indagazione: e non solamente toglie-[139]remo ai Fiumi, Laghi, e Mari gli squammosi lor Gregi; ma svolgeremo i fecondanti Umori degli uni ad irrigare le colte nostre Campagne: e solcheremo il liquido grembo degli altri per recare sopra veleggianti Legni inattese Derrate ai remoti Abitatori. Che più? (avrà egli proseguito alla omai più attenta sua Udienza) la comune Industria nostra aguzzerassi a tal Segno, che smisurati Sassi, informi Tronchi, impuri Minerali, scorticate Pelli, Terre, Frutti, Radici, Corteccie, e perfino vili Peluzzi saprà convertire in nobili Usi o comodi, o necessarj alla nostra già civilizzata Vita. Ma tutto questo è nulla in confronto dell’Influenza efficace delle Leggi sovra la sociale Felicità! stabiliransi inviolabili Titoli alla Proprietà di ciascheduno: le Arti, le Professioni, le moltiplici Cariche Pubbliche, il Merito, ed i Servigi prestati alla Patria comune daran luogo a’differenti Ordini, Distinzioni, Privilegj, Ricompense: e presiedendo incorrotta Giustizia a mantenere illeso il Diritto di ciascheduno, allettata co’Premj sarà la Virtù; e raffrenato co’Castighi il Delitto. Voi sotto la Protezione benefica delle medesime Leggi nel grembo d’una industre Affluenza godrete sicuri della vostra Vita, Libertà, Riputazione, e Fortuna tra gli Agi [140] Cittadineschi, ed i Sociali Piaceri! – Grandi Obbligazioni invero professar dee tutto l’uman Genere al provvido Consiglio di tale illuminata Saviezza: e l’Uomo infatti, da quella fortunata Epoca sotto le diverse Forme di Governo sempre prosperando, prova evidente rintracciar ne puote con diletto nei moltiplicati Progressi del suo Intendimento scolpiti con indelebili Caratteri sugli eterni Monumenti delle Arti, e delle Scienze perfezionate. – Riguardo poi a quella compiuta Felicità Politica quel primo Legislatore (da saggio com’era) ah dovea piuttosto prometterla, che sperarla! nè da Platone (per tralasciare i Minossi, i Licurgi, i Soloni) a Montesquieu fuvvi alcuno, che intorno all’impossibile Problema proponesse nulla d’eseguibile. Fa egli di mestieri di commemorare i Disordini nell’Istoria registrati a chi ne discerne i Semi producenti nell’uman Cuore? Ah! ecchè può mai talvolta o la Ragione, (che Legge è naturale) o la Legge stessa, (che è la Ragione prescritta) contro o l’Ira, che trasporta? o l’Astio che divora? o la Gelosia che smania? o la Vendetta che infellonisce? qual Argine abbastanza fermo reggere talor puote agli Attentati furiosi o d’un’assetata Avarizia? o d’un’accesa Ambizione? [141] o d’un Amor frenetico? o d’un Timore trabbocchevole? o d’un machinante Sospetto? Non sono i Tarli corrodenti l’Effetto della Legge (la Felicità Politica) gl’insaziabili Desiderj? l’Ozio produttivo di Bisogni? la dissipatrice Mollezza? il Gioco, pessimo Consigliero? A dare demostrativa Prova della Verità lagrimevole non bastano i parlanti Esempli delle moltiplicate Catastrofi nelle private Case, pubbliche Strade, o Vie; e talvolta così nelle aperte Piazze, come tra ‘l Buio delle folte Foreste! Le Scene d’orrore sono altresì adombrate sopra i tragici Palchi con pari Inutilità quanto all’Emendazione! – Ora quello, che alcuna Importanza dar potrebbe al presente Ragionamento, sembra essere il cercare, come più efficacemente (poichè non giova sperare di poterli torre via del tutto) verrebbero a scemarsi almeno i Delitti in Europa? In una Quistione tanto dell’Umanità amica qual Uomo potrebbesi non a torto biasimare d’arrecare nel mezzo l’Opinion propria, ancorchè non concludente? – Avendo provato la Pena d’efficace Freno alla Colpa, fu quindi natural Conseguenza (nella maggior parte dei Codici Criminali delle differenti Nazioni) d’abusare infine di questo poderoso Freno coll’aumentarlo oltre il dovere. [142] Non sono io già quì del parere (piacesse al Cielo che gli Europei Costumi potessero forzarmi ad esserlo!) di coloro, che, seguendo il Sistema (umano sì, ma in molte Circostanze impratticabile) dell’Autore del Libro dei Delitti, e delle Pene, giudicano con lievi Castighi potersi arrestar la Mano risoluta dell’indurato Misfatto, sia che alla Vita, od alla Roba altrui; ovvero ed all’una, ed all’altra furiosamente determini d’avventarsi. Tuttavia sembrami quasi evidente per Fatto d’Esperienza, e per Peso di Ragione, che tale Aumento di Pena, (sia coll’Estensione a’più Casi, sia coll’Intensione d’Acerbità) poco, o nulla giovi a diminuire la Frequenza dei Delitti. Di che una delle più convincenti Ragioni a me sembra questa, che, non essendovi più giusto Modulo a determinare la Gradazione delle Pene, che quello della naturale Gradazione degli stessi Delitti, mentre sta immobile la seconda come tra i Limiti dalla Natura prescritti, immobile (ne segue) dover essere anco la prima, che cresce in Ragione della Proporzione medesima. Nel che, a mio parere, non può introdursi la menoma Confusione, senzachè tutto il Sistema Criminale non ne resti affievolito: che dico? può avvenire eziandio, che nell’alterarsi di somigliante [143] giusta Proporzione tra le Pene, e’Delitti, questi, in luogo d’affenarsi, senza necessità vengano a moltiplicarsi: come, se notabile Differenza non s’interponesse tra la Pena del Ladro, e dell’Assassino, tutti i Ladronecci convertiti sarebbero (da maggiore speranza d’Impunità) in Assassinamenti. Ma lascisi ogni tale Disputa ai Periti dell’Arte. Certo egli è, che, se scrivere dovessi intorno al Soggetto (proposto non ha guari con ragguardevole Premio da celebre Accademia) di comporre il miglior Sistema nelle Criminali Materie, io insiterei più, o meno sul Piano delle seguenti DivisioniDelitti – Lor naturale Gradazione – Motivo della Pena – Pene de’Delitti – Lor positiva Gradazione fondata sulla Natura de’Delitti; e rispondente al Motivo della Pena – Natura, Formalità, e Durata di Processo – Impunità. – Ma egli è omai tempo ch’io mi volga alla parte del mio Tema molto più confacente al mio Carattere di Spettatore, molte geniale a trattarsi all’Inclinazione mia, e molto interessante Soggetto alla Sensibilità di tutto l’uman Genere, intendo dell’umanissimo Zelo di prevenire le Colpe per non aver a punirle: Spediente, cui non troppo si pensa; o si pensa forse non efficacemente quasi presso tutte le Nazioni dell’Universo. [144] Io non nego trovarsi ne’Codici de’Popoli moltissimi Stabilimenti saggiamente diretti all’umano Fine. Ma, ove non si schianti dall’ime Radici, sempre Vincitore il Male d’ogni palliativo Rimedio, ripullula più fecondo; e diramasi con trionfatrice Perversità. Laddove adoperando saggio Medico la mano perita ad una ben intesa Cura coll’assalire il Morbo nelle più intíme sue infettate Sorgenti potrebbe col tempo il Corpo Politico ad un tale stato ridursi di salutar Complessione, che il mite Sistema del Marchese Beccaria piucchè sufficiente fosse a contenerlo. Che se il troppo inoltrato Desiderio non è altro che illudente Chimera, qualunque Grado si ottenesse d’Ammegliorazione nel caso, deesi credere senza contrasto pregio dell’Opera nell’Applicazion della Cura. – Tra’differenti Sistemi d’Educazione credo non impossibil cosa l’applicarne uno alla Pratica il più adattato a formare l’Intelletto, e ‘l Cuore nella Gioventù crescente dei tre distinti Ordini di Cittadini con esiggere indispensabilmente, che ognuno senza eccezione sia di quella Profession corredato, cui o ‘l suo Genio, ovvero ‘l suo Grado l’appella. – Ma quì io vorrei essere inteso. – Non è già che manchino le differenti Nazioni di Metodica Educazione: ma il Metodo [145] d’Educazione manca perlopiù del necessario suo Effetto. Or quivi aggirasi ‘l Perno di tutta l’Importanza. L’Uomo adulto è per l’ordinario ciò, che fanciullo fu disposto ad essere nella sua Educazione, o buon Cittadino, buon Padre, buon Marito, giusto, leale, laborioso, pacifico, umano, prudente, ed (in una parola) Uomo dabbene; od egli è appunto tutto il rovescio. Nell’Educazione s’imbevono le prime Massime, che determinano a destra, od a sinistra le nascenti Inclinazioni, prime Fondamenta di quegli Abiti morali buoni, o rei, che per lo più inseparabilmente aderenti coalimentansi colla Vita stessa. Quindi, se ben si osserva, non altronde che dall’Educazione, o (per dir meglio) dall’Ineducazione prorompono oltre i Caratteri arditi di Caparbio, Altero, Turbolento, Fallace, Dissoluto, Dissipatore, Invido, Maligno, Acceso in ogni cattivo Proposito, ed indurito ad ogni Misfatto. – Ora, poichè in questo solo Capo consiste tutto il Rischio, e tutto il Guadagno, vorrei, che in ogni Governo d’Europa si attendesse bene alla presente Distinzione, che non basta, che usisi anche il miglior Metodo d’Educazione; ma è sopra tutto necessario, che di quello, che usasi, segua indispensabilemente il salutare Effetto. Non è l’Uomo nel [146] Calcolo Aritmetico-Politico la miglior Proprietà de’Governi? Ora se non si soffre una Pianta tralignare, un Campo inselvatichire, un Cavallo, una Pecora, un Falcone, un Veltro degenerare, perchè da tutti gli oculati Europei Governi tutta la Cura non si rivolge alla Massima delle Culture, l’Uomo, per la cui Opera il Tutto ha prezzo; senza la cui Opera il Tutto nulla vale? – L’Autorità Paterna (già per se proclive all’Opera) autorizzata; e (se fosse d’uopo) allettata, stimolata, forzata – un Piano bene inteso, e meglio ancora eseguito di pertinente Pubblico AddisciplinamentoCollocamenti all’Esercizio d’incoraggite Manufatture ovvii alla mano de’Parenti della seconda, e terza Classe coll’Allettamento di subito GuadagnuccioPreferenza notabile negli Assegnamenti degl’Impieghi a chi più qualificovvisi nel proseguito Tirocinio – L’occhio del Ministero sempre aperto a veder del tutto appuntino praticato seguir immancabile Intento. – Questi gli Elementi sono d’un Disegno il più utile, il più prospero, il più interessante d’ogni Nazione del Mondo! – Disegno che benemerito dell’Arti tutte, delle Scienze, dell’Agricoltura, del Commercio, della Popolazione, e di tutto l’uman Genere, solo per avventura far potrebbe discapitare l’Arte (ahi pur troppo occupata!) del Carnefice! ◀Ebene 2 ◀Ebene 1