Zitiervorschlag: Francesco Grassi (Hrsg.): "Num. 12", in: Spettatore piemontese, Vol.1\12 (1786), S. 76-81, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3614 [aufgerufen am: ].


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N.o 12.

Zitat/Motto► Cuncti adsint; meritaeque expectent Praemia Laudis ◀Zitat/Motto

17. Luglio 1786.

Ebene 2► Metatextualität► Supposto quanto demostrativamente si è accennato nell’Antecedente Foglio ◀Metatextualität in vantaggio della nostra Italiana Favella, la Cattiva Riuscita nostra finora nelle Drammatiche Composizioni non puossi ascrivere alla Deficienza della Lingua. Che anzi, quanto l’Istromento si è dimostrato più idoneo, e maneggevole; altrettanto dovrebbe il Lavoro uscir più perfezionato dalla Mano perita. – Ma che dee farsi, se l’Avventore esigge dall’Artefice pel suo prezzo un’Opera d’un Gusto gotico, e depravato? Che dee farsi? – ! (direbbero i nostri Colini, i Galiari, Pecheux, l’amico mio Porporati, e qualunque altro de’nostri migliori Artefici) l’Opera, che mi chiedete contro le Regole dell’Arte mia non posso, nè voglio farla. La mia Mano, usata a’Modelli perfetti, non saprebbe avvilirsi alle Sconciature! Nè voglio rassegnare la Reputazione della mia Maestria al Compiacimento di Persona che viva! – Così direbbero [77] gli Artisti di divers’Ordine. Ma un Poeta Teatrale, devoto intieramente al Pubblico, suo Signore, tanto non ardirebbe: e la sollecita Temenza del Fischio sola inducelo sovente a compor Cose degne d’essere fischiate! – Ma che Temenza, che Pubblico vado io adducendo in pretesto della cattiva Composizione delle Opere, che mettonsi sulle Scene d’Italia. Mi si dia un vero Maestro dell’Arte sua! Un Sagace Conoscitore della Natura umana! Uno che sappia maneggiare con destrezza i sottili Ordegni, che muovono l’Intelletto, ch’eccitano l’Immaginazione, e scaldano il Cuore! Mi si dia uno che sappia ora intenerire col Patetico, ora rapire col Maraviglioso, ora scuotere col Terribile! Che con la Speme, col Timore, colla Dubbiezza sappia insinuare un’ansante Suspensione nell’Udienza! Uno in somma che, Padrone assoluto degli Affetti, con irresistibile Magia stampi negli Animi le Impressioni che vuole, ed a suo piacimento li giri! Mi si dia in una parola un vero Poeta Drammatico; ed io prometto del Gusto dell’Udienza: il quale egli, se nullo, lo forma; se pravo, lo rettifica; se giusto, viepiù lo rafferma. Così energico è l’Effetto d’un Genio eminente tra’suoi Nazionali, [78] che se ne perpetua l’Impressione per Serie di Secoli! Onde, a dir vero, sembra che intorno al Teatro d’Italia debba formarsi il tristo Prognostico, che il nostro Gusto in tal genere ondeggiar debba ancor sempre incerto, e variabile finchè un Cornelio, un Moliere, un Sheakspeare non sorga tra’noi a stamparci attraenti Orme da seguire: Carriera, dove poi nascano a gareggiare i nostri nuovi Racine, Voltaire, Crebillon, Des-Touches, Otvvai, Rovve, Dryden, Whicherly, Congreve, Steel, Cibber! – Ma, intantochè l’Italia vive in questa Speranza, qual sarebbe la via d’adottare almeno un qualche imprestato Gusto, affinchè non si tollerassero Rappresentazioni, che fossero Sfregio al Carattere, Urto al Buonsenso, e Scoglio alla Verecondia? Problema, la cui Soluzione importerebbe non poco che vi si meditasse sopra! Metatextualität► Mentre alcun Piano più confacente venga proposto da altri, uno oserò proporne io, il quale però (quasi sapesse d’Assa Fetida) temo non faccia raggrinzar molti Nasi! – Eccolo. ◀Metatextualität

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Piano di Riforma
pe’Teatri d’Italia

Ogni Teatro delle Città più considerabili d’Italia sceglierassi una Compagnia Stabile di Attori per [79] eseguire i pubblici Spettacoli. – Ciascheduno Attore sarà stipendiato in proporzione della sua Abilità. – La Scelta delle migliori Opere Drammatiche tanto nostrali, quanto tradotte dagli Esteri Teatri somministrerà copiosamente alla Varietà delle Annue Rappresentazioni, così nel Tragico, come nell’Alto, Basso Comico. – Le Maschere ravviveranno d’un Ridicolo più gentile, e più castigato quest’ultimo Genere; o le piccole Farse, che si volessero dare per avventura dopo Composizioni di Carattere. – Le Nuove Drammatiche Produzioni di brillante Successo; e le Qualità acclamate d’un eminente Attore, od Attrice saranno liberalmente incoraggiate. – I Musici Buffi uniti in un solo Corpo colla Compagnia de’Comici, frammettendo buone Composizioni Musicali o nuove, o antiche alle Tragiche, Comiche Rappresentazioni, alterneranno al Pubblico un Divertimento variato.

Le Obbiezioni si affollano a rigettare un Piano di tal fatta. 1° Compagnie così numerose come potrebbero sussistere nelle Città mediocri d’Italia – Risposta precisa. Un fisso stabilimento converrebbe più agli Attori; e costerebbe meno agl’Impresari. 2.o Il Piacere della Novità non farà trovar insopportabile una Compagnia sempre l’istessa? – Le Con-[80]venienze degli Impresari, e degli Attori medesimi daran luogo a’frequenti Cangiamenti: e per reciproca Permissione le diverse Città d’Italia potrebbero di quando in quando scambiarsi i principali Personaggi. Inoltre se una Compagnia fissa non viene a noia in Parigi, ed in Londra, percè dovrebbe farlo in Italia? – 3.o Come si potranno accordar insieme le Pretensioni de’Musici, e de’Comici? – Colla giusta Estimazione della Capacitá di ciascheduno conosciuta principalmente nell’attrarre maggior numero di Spettatori. – 4.o Perchè stipendiare una numerosa Compagnia per tutto l’anno, quando vi sono delle morte Stagioni? – Trattandosi d’uno Stabilimento continuo degli Attori la Spesa, come già si è detto di sopra, monterebbe all’istesso: e nel tempo, in cui non v’ha Teatro, gli Attori sarebbero tenuti di prepararsi a’nuovi Spettacoli pel Pubblico; ed a sempre perfezionarsi nell’Arte loro. – 5.o Qual Vantaggio infine un tale Stabilimento proccurerebbe ai Divertimenti Pubblici? – Una Compagnia scelta, formata, ed addetta al Servigio perpetuo d’una Nazione sempre ecciterebbesi a maggior Perfezionamento dallo Stimolo della Lode, dalla Lusinga del proprio Interesse, e dall’Attenzione degli Impresari? – Un Corso delle migliori [81] Composizioni nostrali, o forestiere succederebbe alle più sciapite Piazzate. – L’Udienza a poco a poco (mi si permetta il Vocabolo) aggustata esiggerebbe sempre più da’Compositori, ed Attori Teatrali. – Le Persone delicate non verrebbero dall’Impudenza sbandite dal Teatro. – I Forestieri troverebbero sui Teatri nostri un non assurdo Divertimento. – Nell’Alternazione di Tragedie, Commedie, ed Opere Musicali rinnoverebbesi sempre un nobile Piacere agli Spettatori. – Imiterebbonsi in questo i famosi Teatri di Parigi, e di Londra con la Speranza d’arrivare a simile Perfezione. – L’Udienza, (oltre ad un’onesta Soddisfazione) col suo danaro si raffinerebbe nella natia Favella, Costume, Maniere, Ingegno &c. &c. Ma oh quante parole si gittano al Vento! ◀Ebene 3 ◀Ebene 2

Torino presso G. M. Briolostamp. e lib. della r. accad. delle scienzecon permissione.