Zitiervorschlag: Giovanni Ferri di S. Costante (Hrsg.): "Il mentito filantropo", in: Lo Spettatore italiano, Vol.3\14 (1822), S. 53-55, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.1102 [aufgerufen am: ].


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Il mentito filantropo

Zitat/Motto► Cur misereare potius, quam feras opem, si id facere possis?

(Cicer.).

Perchè vorrai tu compatire più che sovvenire altrui, avendone pur agio? ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Ebene 3► Exemplum► Nel tempo che io mi stava in Firenze, vennemi conosciuto un Inglese, del quale assai buona fama sì dell’ingegno e sì dell’indole suonava. E conciossiachè ogni uomo ne’primi appiccamenti dell’amistà si studii in far ai sè quelle doti apparere che ad altrui commendar lo possano; questo Inglese mi ragionava della bontà degli scrittori italici, e singolarmente di Metastasio, di cui molti squarci mi venia recitando, come avrebbe fatto un grande conoscitore. Io pongo Metastasio, mi diceva egli, innanzi a tutti i vostri poeti, perchè voi non avete un altro che sì gentili e soavi affetti ne susciti. Ammiro i poeti che mi sublimano l’imaginazione, ma amo solamente quelli che mi muovono il cuore. Sterne, il divino Sterne è il mio maestro e il mio autore, come quegli che solo della mia sensibilità tenta tutte le corde. Anche io, risposi, ho sommamente cara la lettura di questo scrittore di sentimento. Ma sebbene io ammiri ed onori le persone le [54] quali per li ragionamenti loro muovono l’altrui sensibilità, nondimeno tengo più conto di quelli che la mostrano per opera. E certamente, che è la sola teorica? Aveva io attentamente considerato l’Inglese, e da qualche piccola circostanza parvemi travedere in lui l’egoista. Quindi venni in dubbio della sincerità de’suoi sentimenti, conciossiachè ad un uomo veramente sensibile sfuggire non possono i tratti eziandio leggierissimi di egoismo.

Avvenne che l’Inglese m’invitò un dì ad andare con esso lui per via di diporto fuori della città, per far l’ora del pranzo. Dove ci furono materia di conversazione i diversi popoli d’Europa, de’quali andavamo fra lor comparando lo spirito, i costumi e l’usanze. Verità è che l’Inglese, nelle opinion che portava, era aperto e liberale; perciocchè egli non reputava da meno l’altrui che la sua terra, nè da più li suoi che gli estrani, dicendo: Or non siamo noi tutti quanti fratelli da un medesimo padre generati? (vedi quanto campo la sua filantropia possedeva) adunque, soggiungeva, nessuno sia ardito a favellarmi de’legami di sangue: chè ogni uomo, se valoroso è, qual che la sua patria sia, m’è amico; ed ogni infelice m’è fratello.

Allora essendo in su la finita, di autunno, il sole, facendosi largo fra le nuvole, spandè ben lungi i raggi suoi. Rischiarato da luce sì bella lo spettacolo della natura, sì piacevole e movente in questa stagione, era bastante a risvegliar in noi sensi di benivoglienza. E per ventura dinanzi agli occhi ci si offerse un gruppo [55] di miserie, una povera donna seduta sul ciglione della strada maestra, con due fanciulletti più nudi che vestiti, che ella andava carezzando per acquetare le lor grida ed asciugare il loro pianto. Erano li costei sembianti come di chi mal volentieri nella sua tribulazione si rassegna, e par che ogni speranza di aiuto gli sia fallita. Mi soffermai alquanto, senza accorgermene, e m’avvicinai a quella sventurata per darle qualche soccorso. M’avvisava io che l’Inglese venisse a fare il simigliante; ma egli diritto, senza pur guatarvi, era già lungo spazio trapassato. Quando mi fui con seco raggiunto, Il mondo, disse, è pieno di questi miserabili; e tutto quel tempo d’altro non mi favellò che di filantropia. Ma se posseduto egli avesse anche l’eloquenza di Sterne, io non gli avrei posto orecchio. Tornati all’albergo, ci mettemmo a tavola ambedue. Dove l’Inglese, saporitamente mangiando, pur di filantropia predicava: ed io fra me sottovoce ripeteva quel motto, con tanta freddezza dalla sua bocca uscito: Il mondo di questi miserabili è pieno; e restai senza poter mangiare, essendomisi dileguato l’appetito. ◀Exemplum ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1