Zitiervorschlag: Giovanni Ferri di S. Costante (Hrsg.): "L’onestà", in: Lo Spettatore italiano, Vol.3\80 (1822), S. 344-345, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.852 [aufgerufen am: ].


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L’onestà

Zitat/Motto► Proximus humanis sensibus . . . . . immo vero,
quae etiam in homine rara, probitas

(Plin. I. 8. e. I).

Questo è l’animale che più s’accosta agli umani sen-
si . . . . . anzi in lui trovasi ancora quella che nel-
l’uomo eziandio è tanto rara, la probità. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Ebene 3► Il mondo parla molto d’onestà, mi diceva un giorno il misantropo Alceste; ma io non so dove poterla ritrovare. Sedendo lungo il suo banco il mercatante, chiédevi venti scudi sopra una roba che non val dieci; e se voi non avete esperienza, gli sborsate di presente i suoi contanti. Sa egli d’avervi ingannato; eppure, recandosi la man sul petto, afferma ch’egli è onesta persona. E gli uomini di Corte sono essi onesti? Deh! si può egli e de’cortigiani e dell’onestà insieme parlare? Lo spirito di Corte non consiste forse nel gabbare continuamente quelli dai quali si teme d’esser gabbato? Gli uomini d’arme poi! L’onor loro pende dalla punta della loro spada, e pretendono ogni lor macchia lavar col sangue. E, a dir vero, chi si è obbligato ad una passiva obbedienza, quai principii di morale può avere? Sono costoro il braccio della tirannia, e nemici dei loro simili. E gli ecclesiastici? peggio ancora. Vorrebbero essi che l’uomo non divenisse colpevole per altro, che pel rifiuto di credere tutto ciò che essi credono.

[345] Hanno più indulgenza pei vizi e pei delitti che per l’eresie; ed è ragione, perocchè si conoscono più edificati a moltiplicar quelli che queste. Che dirò dei legisti, che dei fisici? Oh! vivete sicuro che in costoro non alligna onestà. I primi vi tolgono le sostanze, e i secondi la vita; e tutti in ciò fanno lor arte. Mostratemi adunque per grazia dove faccia soggiorno questa onestà di cui ciascun dice?

Mentre Alceste faceva questa questione, ed io mi preparava a rispondergli, Argo, il di lui fido cane, entrato in quella stanza, corsegli a leccar la mano. Per certo, disse allora Alceste accarezzandolo, se al mondo vi è cosa che all’onestà somigli, ella si trova nella tua specie. ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1