Zitiervorschlag: Giovanni Ferri di S. Costante (Hrsg.): "La tratta de’mori", in: Lo Spettatore italiano, Vol.3\26 (1822), S. 105-108, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.798 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

La tratta de’mori

Zitat/Motto► Qui furatus fuerit hominem, et vendiderit eum, con-
victus noxae, morte moriatur.

(Exod., cap. XXI, v. 16).

Chi furato abbia un uomo e venduto, convinto di rei-
tà, muoia. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Vivevano un tempo i Mori a colonie di pastori, menando i dì loro all’ombra de’palmeti, d’ogni cura e d’ogni travaglio esenti, senza saper che si fosse dissensione e guerra. Or come agli aurei sono loro i ferrei secoli sopravvenuti? Per qual via gl’intestini tumulti con sì dolorosi e lagrimabili effetti entrati vi sono? Arrossite, o voi che civili e cristiani popoli v’andate nomando; sono essi dovuti all’orribil commerzio della Tratta, ed ai diabolici ingegnamenti degli empii suoi promotori. Ecco la sorgente del male; ecco il mostro divoratore, più crudele e più insidioso che i draghi e le tigri del deserto; il mostro che dopo avere spopolate le coste, va per preda perfino nel cuore di quelle infelici regioni; mostro che è d’alimento a se stesso, e s’impingua de’mali che produce. Perciocchè come si può mai comprendere che un traffico del cui impedimento dee tanto ai miseri trafficati calere, perduri, se non per gli stessi suoi infami ritrovamenti? [106] Come può egli mantenersi senza inganni e violenza, senza corruzione di virtù ed eccitazion d’appetiti, e senza sommovere e nutrire, con arti malvage, discordie e turbolenze?

Offende la ragione, e l’umana pietà distrugge un traffico in che l’uomo è mercatante e mercatanzia; e ci abbassa sotto la bestial natura de’famelici ed efferati animali, de’quai nessun si pasce a danno e morte della sua spezie. Ma quantunque non s’abbia compassione agli sventurati Mori, quantunque sì empiamente conculchinsi i più santi diritti, si dovrebbe almen ascoltare la voce dell’interesse. Pietosa legge è della Provvidenza, ad ogni delitto star sempre appresso la pena: per la qual cosa coloro che all’orribile negozio della Tratta intendono, spesse volte perdono la vita o per malignità di stranio aere, o per loro propria crudeltà. È questo traffico, per le contrade che ‘l fanno, una gran cagione del loro disolamento; perciocchè si carican d’oro i navigli de’ Mori, ma della ciurma tanto certe volte rimane, quanto non basta a riportarli in Europa.

Ebene 3► Allgemeine Erzählung► Lungo il porto di Liverpool, città d’Inghilterra arricchita ed aggrandita coll’iniquo mercato della Tratta, passeggiand’io un giorno, vidi dentro ad una torma di gente un marinaio quinci e quindi premuto, e faticato da dimande e richieste; e m’accorsi ch’egli era un padron di nave messa alla Tratta de’ Mori, e poco fa ritornata; e poi sottilmente spiando, intesi che dalla crudeltà, necessaria compagna di questo scellerato traffico, erano non che i Mori offesi, ma straziati que’medesimi che lo esercitavano.

[107] Il padrone con un foglio in mano, dov’erano i nomi di quelli che seco ebbe quando primamente salpò, ad un giovinetto che gli chiedeva: ov’è il mio padre? rispondeva; è morto: e ad una donna che dimandava; ov’è il mio marito? è morto: ad una fanciulla che ricercava; ov’è il mio fratello? è morto: e così trapassò tutta la nota. Quale era stato tolto da una febbre contagiosa, quale era stato ucciso in su lo approdare, quale era stato fatto in brani dai ribelli schiavi: in somma di trenta che per guernigion del legno avevano passato il mare, lo ripassarono tre.

Liberatosi dalla calca de’mesti parenti di quegli sciagurati, il padrone rendè conto del suo viaggio a chi glie ne avea dato l’assunto. Tre navi avevano sciolto in conserva, ciascuna delle quali aveva preso il numero degli schiavi che potea portare, allor che surse tempesta, per la cui forza due n’andarono a percuotere nelle secche. Essendo l’una assalita dai Mori, ne fu tutta la guarnigione presa e morta, senza campar testa; nè meglio avrebber trattata quell’altra, se i Bianchi, prese per tempo le armi, non ne avessero fatta una smisurata uccisione; quando, nel mezzo della battaglia, un Mori, avendovi trovato il luogo della polvere, gli diè fuoco, e ne fu fulminato il naviglio. Avvegnachè con molta indolenza recitasse queste cose il padrone, non così le udiva chi lo avea mandato, ma gli troncava a quando a quando le parole, maledicendo e bestemmiando i Mori, che potessero tanta scelleratezza e crudeltà commettere! ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3

[108] Nella metà del XV secolo nacque l’abbominevol commerzio della Tratta, che da quel punto ha tolto all’Affrica sessanta milioni d’uomini; coi quali annoverando tutti quelli che sono stati morti nelle interne discordie per esso generatevi, si può fare una ragione di quanti danni sia causa a quei popoli questa spaventevole calamità. Quanti abitanti mancan oggi dal mondo? E qual tremuoto, qual carestia, qual pestilenzia ha mai recata tanta mortalità? ◀Ebene 2 ◀Ebene 1